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Quando la TV cambiava il mondo
Quando la TV cambiava il mondo

di LaPudva [user #33493] - pubblicato il 09 febbraio 2014 ore 07:00
Esattamente cinquant’anni fa aveva luogo una splendida storia di impollinazione catodica i cui frutti stiamo raccogliendo ancora oggi: sto parlando dello sbarco dei Beatles negli Stati Uniti e della loro comparsa all’Ed Sullivan Show il 9 febbraio del 1964.
In un tempo ormai lontano, quando le famiglie si riunivano ancora in salotto per una serata intera, certi eventi televisivi avevano il potere di cambiare il mondo o anche "semplicemente" la vita a qualcuno. Sembrerà un paradosso, ma oggi, proprio nell’epoca in cui si registrano preoccupanti picchi di teledipendenza, la TV ha perso il suo valore aggregante e sacrale, e anziché stimolare l’individualità dei suoi fruitori, ne incentiva l’omologazione in ogni possibile modo.

Quella di cui voglio parlarvi oggi, invece, è una splendida storia di impollinazione catodica avvenuta esattamente cinquant’anni fa, i cui frutti stiamo raccogliendo ancora oggi: sto parlando dello sbarco dei Beatles negli Stati Uniti e della loro comparsa all’Ed Sullivan Show il 9 febbraio del 1964.

La Beatlemania, quella che tutti conosciamo, fatta di inseguimenti per le strade e di urla perforanti pronte a scoppiare ovunque si palesassero i quattro di Liverpool, era esplosa in Europa l’anno precedente e negli USA cominciava a fare un numero consistente di vittime.
Lo stesso conduttore Ed Sullivan con la moglie Sylvia aveva avuto modo di assistere a scene di isteria di migliaia di fans in attesa sotto la pioggia all’aeroporto di Heathrow nel ’63 e aveva voluto fissare immediatamente un appuntamento con il manager Brian Epstein per avere la band nel suo show.
Inoltre, l’imponente macchina pubblicitaria della Capitol aveva ampiamente anticipato l’arrivo dei quattro in America con messaggi pubblicitari e uscite per tutto il mese di gennaio: con la pubblicazione degli album Introducing the Beatles e Meet the Beatles nel giro di pochi giorni, improvvisamente i Beatles erano ovunque e questo preparò ottimamente il terreno per il loro debutto televisivo americano (preregistrato), che avvenne nello show di Jack Parr quel mese. Ma fu in febbraio che ebbero finalmente l’ufficiale consacrazione a stelle e strisce: alle ore 1:20 del pomeriggio del 7, sbarcarono all’aeroporto JFK di New York, accolti da 3mila fan in delirio e un numero imprecisato di reporter, e due giorni dopo si esibirono dal vivo nel leggendario Studio 50 della CBS (ora chiamato Ed Sullivan Theater, lo studio che ospita il "Late Show" di David Letterman).
All’epoca i canali televisivi statunitensi erano soltanto tre e Ed Sullivan era il più celebre anchorman. Il suo show, che esisteva dal 1948, andava in onda la domenica sera ed era un irrinunciabile appuntamento per quasi tutte le famiglie americane. In quella sera d’inverno, a partire dalle 8 di sera, i futuri baronetti vennero seguiti in diretta da 73 milioni di telespettatori (il 45% della popolazione degli Stati Uniti dotata di un apparecchio televisivo, distribuito in circa 23.240.000 abitazioni), ottenendo un successo di audience mai registrato prima, al punto che quella viene tuttora ricordata come la data più importante nella storia della TV americana.
Il Paese, ancora traumatizzato dall’assassinio del presidente John Fiztgerald Kennedy avvenuto meno di tre mesi prima, aveva bisogno di evasione e unirsi intorno a una piccola TV in bianco e nero era il modo più semplice e sano di trovarla.


In quell’occasione, i quattro poco più che ventenni dall’inconfondibile caschetto e in tenuta mod, visibilmente acerbi eppure così a loro agio tra l’isteria del pubblico in sala (circa 720 persone) e una preannunciata diretta colossale, hanno splendidamente eseguito cinque canzoni in due set: prima "All My Loving," "Till There Was You", "She Loves You" e poi "I Saw Her Standing There" e "I Want To Hold Your Hand".
Per questa esibizione e altre due trasmesse successivamente, i Beatles intascarono 10mila dollari. Quella sera all’Ed Sullivan Show ci furono altri ospiti (l’illusionista Frank Gorshin, gli acrobati Wells & the Four Fays, gli attori McCall & Brill e la star di Broadway Georgia Brown con il cast di "Oliver!"), ma nessuno se ne ricorda. Fu la trionfale serata dei Beatles, che venne consacrata, tra l’altro, dagli auguri di Elvis Presley e del suo manager, il Colonnello Tom Parker, arrivati in giornata via telegramma e riferiti dallo stesso Ed Sullivan.

Ma quello show fu qualcosa di ben più significativo di una semplice serata di intrattenimento. Al loro passaggio, i Beatles lasciarono il proprio segno su ogni aspetto della cultura popolare di quel tempo, dalla moda e le acconciature, al modo stesso di concepire la gioventù e la fama, oltre che, naturalmente, alla musica. Come disse Tom Petty, "I Beatles arrivarono all’Ed Sullivan Show e il mondo intero cambiò da un giorno all’altro".
Cosa forse più determinante per noi musicofili, gli Scarafaggi seminarono sogni in tutta l’America e spinsero decine di migliaia di persone verso la musica. Se Elvis aveva ispirato tanti teenager con velleità di performer solisti, i Beatles lanciarono la voga delle band, e così orde di giovanissimi si diedero da fare per creare un proprio gruppo. Molti degli artisti che amiamo sono "nati" in quel momento e lo citano come un evento cruciale nella propria vicenda. Per citare solo i primi cinque che mi vengono alla mente, David Crosby, Gene Simmons dei Kiss, Billy Joel, Joe Perry degli Aerosmith, Richie Sambora dei Bon Jovi e, come loro, centinaia di grandi artisti diversissimi tra loro eppure accomunati da questo spunto primigenio, arrivato dalla TV. Insomma, se il 9 febbraio 1964 per i Beatles non fu che l’inizio, si può dire lo stesso per molte altre pop e rock star.

A ripensare col senno di poi ai timori espressi da Paul McCartney in occasione del primo viaggio verso gli USA è impossibile non sorridere: "Hanno i loro gruppi [negli Stati Uniti]. Cosa gli daremo che già non abbiano?".


Il 27 gennaio scorso, la Recording Academy ha ospitato l’evento "The Night That Changed America: A Grammy Salute To The Beatles" (La notte che ha cambiato l’America: un tributo ai Beatles dai Grammy) al Los Angeles Convention Center, con l’intervento delle star intervenute alla serata dei Grammy Awards, inclusi Paul McCartney e Ringo Starr. Il concerto di due ore verrà trasmesso proprio oggi 9 febbraio sulla CBS, la rete dell’Ed Sullivan Show.

Pare che il direttore musicale di Sullivan dopo aver visto in azione i Beatles in quella storica serata abbia affermato "Do loro un anno al massimo prima che vengano dimenticati". Per ora sono cinquanta, ma è difficile pensare che sia finita qui.

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..And I’ll send all my loving to you......
di dale [user #2255]
commento del 09/02/2014 ore 08:47:15
Un'esibizione che ha veramente cambiato tutto, uno spartiacque, un "anno zero" musicale,televisivo e di costume cos'altro ancora si può dire?
Vado a (ri)vedermeli.



Best band ever.
Rispondi
Re: ..And I’ll send all my loving to you......
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/02/2014 ore 10:28:08
Grande Dale! L'ho fatto anche io e mi sono un po' commossa...
Rispondi
Senpre un bello sguardo...
di Chiodo utente non più registrato
commento del 09/02/2014 ore 08:58:27
il tuo su queste argomentazioni storico/musicali e si sente che vai oltre alla semplice informazione ,ma ci entri con tutte le scarpe e con tutto l'entusiasmo possibile e mi vien la pelle d'oca quando mi viene in mente cio' che sarebbe stato esserci in quegli anni!!
Insomma.... io in quegli anni non ero neanche in progetto e penso anche tu dopo di me, non li abbiamo proprio annusati e un fenomeno alquanto strano della nostra generazione e ancor piu' quella di oggi!!
Vediamo quell'epoca come qualcosa di magico ed evanescente ......la musica e soprattutto il rock che si sposa con i media e dirompe come una bomba nucleare ad effetto ciclico e devastante che coinvolge il mondo al punto che tuttora le radiazioni contaminano anche i ragazzini alle medie che parlano di Beatles ,Pink Floyd e Led Zeppelin!!Tutto questo e' favoloso...e penso che mai ,nella storia si sia parlato e suonato musica guardando il passato come lo si fa' oggi!!!

Bel Lavoro..Pudva !!!:)
Rispondi
Re: Senpre un bello sguardo...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/02/2014 ore 10:56:23
Chiodo, GRAZIE! Che parole meravigliose... Mi fanno davvero molto piacere.
La musica di quegli anni è in assouto la mia preferita, ma la vena nostalgica che probabilmente emerge quando mi addentro in un pezzo che narra delle gesta degli artisti di quegli anni è dovuta in larga parte anche al periodo storico che li ha visti protagonisti. Un momento della storia del mondo carico di speranze, in cui tutto era da (ri)scrivere e in cui si viveva un'esistenza più genuina sotto un'infinità di punti di vista. Non credo sia un caso che certa musica sia nata proprio in quel periodo... Per noi che siamo venuti dopo e che ne abbiamo raccolto l'eredità (anche grazie ai nostri genitori, che l'hanno vissuto in prima persona) c'è stata da una parte la sfortuna di aver mancato di poco quell'era d'oro, ma dall'altro la fortuna di averne annusato ancora il sentore nell'aria. Il fatto che dopo 50 anni siamo ancora qui a parlare di una serata in tv la dice molto lunga sull'importanza e il valore di certe cose...

Grazie ancora, per aver letto, per le belle parole e per le tue riflessioni, sempre bellissime. :D
Rispondi
TV Yellow e il passato sullo schermo
di Claes [user #29011]
commento del 09/02/2014 ore 11:55:35
Questo colore è stato inventato per essere perfetto su TV B/N. Vi saranno probabilmente state lunghe ricerche per azzeccare il colore giusto ma poco usato (mi sembra). A me piace quanto il Ferrari Red.

Anni '50-60, qualsiasi cosa poteva essere Pop da passare in programmi TV seguitissimi, fare qualche chiaccherata col presentatore introducendo pure musica "nuova" - tipo The Beatles e grazie LaPudva per il tuo esauriente rapporto! La promozione avviene oggi in rete. Non si è tutta una famiglia riunita come ipnotizzata davanti al televisore. Da bimbo mi ricordo il Festival di Sanremo - tutta una famiglia danese a discutere i meriti di questa e quest'altra canzone!

C*è appena stato Porta a Porta alla RAI. Non ho potuto vederlo in rete... "copyright restrictions"! Che disdetta, vi era l'amico Finardi.
Rispondi
Re: TV Yellow e il passato sullo schermo
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 15:12:02
Ciao Claes e grazie a te per il tuo intervento!
Anche io ricordo il Sanremo vissuto da piccola, quando davvero si attendeva come se si partisse tutti insieme per una vacanza! A casa mia eravamo minimo in sei davanti alla tv...
Ma oggi è tutto diverso. Forse è proprio per quello che non ci sono cambiamenti epocali come quello scatenato dalla fatidica puntata dell'Ed Sullivan: manca la coesione!
Rispondi
E' tempo ormai che commento ...
di maccarons [user #20216]
commento del 09/02/2014 ore 12:09:45
E' tempo ormai che commento poco i vari post/articoli,salvo auguri di compleanno ogni tanto,
quelli non si lesinano mai,ma questo articolo mi tenta e risveglia ricordi lontani di primi anni da Accordiano,in particolare questo articolo vai al link risvegliò le coscienze più variegate, colpa mia,i miei studi (ho solo la 3° media inferiore) attraverso la "penna" non riescono a tradurre il mio pensiero ma tant'è...il sunto di quelle righe,se tu le leggessi sicuramente affereresti il senso,era che data la mia età,sono un diversamente giovane :)...ho visto passare diverse tendenze stili e quant'altro musicali, con appellativi più disparati per catalogare indirizzi musicali,bene,tutto questo mi lasciava una grande tristezza dentro,avrei tanto desiderato e voluto condividere con i ragazzi di oggi ciò che ho vissuto musicalmente io, data la mia età (62) e ci aggiungo un "Yeahhh" tho'!!! :))) e nella frase dell'articolo "ho avuto la fortuna di vivere un'era musicale I-R-R-I-P-E-T-I-B-I-L-E" c'è il sunto di tutto,non per nulla sono ancora on stage con la mia band

vai al link< br/>
La Tv ha si cambiato il mondo,ma quei 4 lì hanno (quasi) sconvolto l'approccio nostro musicale e tu lo hai rimarcato direi doverosamente.
Scusa se mi sono dilungato,per un pò tornerò solo a leggervi.
Abbracci sparsi
Rispondi
Re: E' tempo ormai che commento ...
di Claes [user #29011]
commento del 09/02/2014 ore 18:43:00
=== nella frase dell'articolo "ho avuto la fortuna di vivere un'era musicale I-R-R-I-P-E-T-I-B-I-L-E" c'è il sunto di tutto === Certo! Ma vi sono anche nuove generazioni di continuo. È però e adesso difficile ritagliarsi un ruolo da chitarrista nel contesto di un sacco di musica modernissima a parte il buon vecchio Heavy Metal.
Rispondi
Re: E' tempo ormai che commento ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 14:24:42
Carissimo Maccarons, GRAZIE per l'intervento e soprattutto per i link che hai inserito nel tuo post.
Ho letto con grande piacere il tuo articolo del 2009 e sono d'accordo con te sull'inutilità di etichettare qualsiasi prodotto artistico. Quella di qui parliamo nell'articolo è veramente musica senza tempo, ma se dovessi incanalarla in un genere obiettivamente sentirei di farle un torto.Questo forse accade perché all'epoca si componeva per l'impellenza dell'arte stessa. Oggi si parte dal genere più in voga nel momento e si scrive di conseguenza... La differenza si sente!
Un abbraccio a te e grazie ancora! :D
Rispondi
- una gustosa preview....-
di boogiebeppe [user #7048]
commento del 09/02/2014 ore 15:21:18
dell'evento che presto magari rivedremo riproposto anche su youtube, è il concerto del batterista di questa band che visse il suo "quarto d'ora" di successo (.-)) quella sera del 9 febbraio..

Il buon Ringo si è attorniato di una band di tutto rispetto, andando a pescare musicisti amici di calibro superiore...

E per chi, da queste parti, cerca una visione chitarrosa, non verrà di certo deluso, visto che alle sei corde c'è un certo Lukather in grande spolvero...

Provare per credere: cercare sul tubo "Ringo Starr at the Ryman"...

Poi mi direte...
Rispondi
Re: - una gustosa preview....-
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 14:30:31
Sono anni e anni che aspetto di vederli, ma non ci sono ancora riuscita... :(

Ringo, comunque, è un grande e, benché sia lungi dall'esser un asso in termini tecnici, ha uno stile davvero particolare e riconoscibilissimo. Ricordo ancora le parole entusiastiche su Ringo di Gregg Bissonette a un seminario... Poi è entrato anche lui nella All Starr Band, realizzando un suo sogno personale.
Rispondi
===A ripensare col senno di ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 10/02/2014 ore 11:13:55
===A ripensare col senno di poi ai timori espressi da Paul McCartney in occasione del primo viaggio verso gli USA è impossibile non sorridere: "Hanno i loro gruppi [negli Stati Uniti]. Cosa gli daremo che già non abbiano?".===

Jimi Hendrix ha dovuto diventare famoso in UK per poi tornare negli USA da vincitore, allo stesso modo tutti bluesman devono dire grazie agli inglesi che si innamorarono del blues.

Negli USA erano un tantinello razzisti.
Rispondi
Re: ===A ripensare col senno di ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 14:49:08
Ma giusto un pochinino!
Rispondi
tutti bluesman devono dire grazie agli inglesi che si innamorarono del blues
di Claes [user #29011]
commento del 10/02/2014 ore 16:06:58
...e che hanno fatto una promozione per il Blues che ha contaminato il resto dell'Europa. È stato difficile esportare questa ondata negli USA.

=== Negli USA erano un tantinello razzisti === da questo fatto è partito il Blues, pure ispirazione per il Jazz. Il massimo pezzo è "Strange Fruit" con Billie Holiday che per fortuna è registrato su film.
Rispondi
Re: tutti bluesman devono dire grazie agli inglesi che si innamorarono del blues
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 19:55:50
Nell'incertezza io ringrazio tutti, a destra e a manca, USA e UK! ;P
Rispondi
Loggati per commentare

Grazie ...
di scorrazzo [user #37353]
commento del 10/02/2014 ore 18:46:35
Grazie
Rispondi
Re: Grazie ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/02/2014 ore 19:54:45
Grazie a te! :D
Rispondi
diario magnifico, molto al di ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 11/02/2014 ore 06:59:5
diario magnifico, molto al di sopra della semplice informazione e per questo ti ringraziamo

ricordo qualcosa di quell'evento, ad esempio l'arrivo in aereoporto negli States, citato con immagini durante il telegiornale e poi al cinema, in una specie di cinegiornale che anticipava il film del giorno

mi rammento benissimo invece dell'eclettico Gianni Minà che, durante il tour italiano, portò i quattro in giro per Roma a bordo della sua FIAT 600 con gli sportelli controvento e le parole di Gianni Bisiach durante una intervista, che descriveva lo sbigottimento di Paul e di John, abituati a voluminose Rolls messe a disposizione anche per piccoli spostamenti

risulta difficile immaginare Ringo a fianco del guidatore e gli altri tre accalcati sul sedile posteriore nei pressi del Colosseo, eppure è andata proprio così
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