Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Quel benefico rossore...
Quel benefico rossore...

di Oliver [user #910] - pubblicato il 23 settembre 2013 ore 07:30
Che lo vogliamo o no, siamo tutti vittime del marketing e, come se non bastasse, ci mettiamo anche del nostro, aggrappandoci a convinzioni che spesso ci illudono di far parte di un'èlite di sapienti, custodi di qualche imprecisato Fuoco Sacro.
(ovvero: "Il Marketing: se lo conosci non ti uccide")
Chi ha superato gli 'anta ha con buona probabilità ricordato immediatamente a cosa si riferiva il "benefico" rossore citato nel criptico titolo, che non è l'incipit di una poesia. La pubblicità di una notissima -ma sarebbe più corretto dire famigerata- lozione contro la caduta dei capelli, probabilmente corresponsabile di molte calvizie degli anni '60/'70 (vi dico subito che non l'ho mai usata: ho fatto tutto da solo), è un eclatante esempio di come e quanto possa funzionare il marketing. E, se avrete un attimo di pazienza, capirete dove voglio arrivare.
Per farla breve: la lozione irritava la pelle e causava un evidente arrossamento della cute trattata. Mica bello. Però è bastata un'idea, geniale quanto semplice, per trasformare un inquietante difetto (se non addirittura un segnale di allarme) in un "plus" che doveva testimoniare l'effettiva efficacia del prodotto, decretandone un successo strepitoso. E' stato sufficiente specificare, con tanto di eloquente ripresa in primo piano, che "il benefico rossore alla base dei capelli dopo la frizione è indice dell'attività del prodotto", e tutti ci hanno creduto. Potenza del marketing.

Veniamo quindi a noi.
Che lo vogliamo o no, siamo tutti vittime del marketing e, come se non bastasse, ci mettiamo anche del nostro, aggrappandoci a convinzioni che spesso ci illudono di far parte di un'èlite di sapienti, custodi di qualche imprecisato Fuoco Sacro. Se riflettessimo su quanto questo atteggiamento ci costa, anche economicamente, ci spaventeremmo. Ma a volte non basta nemmeno questo, e assecondiamo convinzioni a volte bislacche, pur essendo consapevoli della loro dubbia consistenza.
Qualcosa del genere accade, per esempio, con le nuove soluzioni adottate per la realizzazione delle tastiere dei nostri amati strumenti.
Da un po' di tempo si parla di acero "roasted", e le reazioni del pubblico sono diversissime se si parla di strumenti Suhr o Gibson: Suhr ha introdotto la novità pubblicizzandola come una trovata geniale, ricercata e mirata ad ottenere strumenti di qualità migliore, Gibson l'ha giustificata come surrogato ecologico per evitare l'utilizzo del palissandro (che in realtà al momento non poteva usare). Risultato: Suhr = innovazione, Gibson… non fa più gli strumenti come una volta e ci rifila legni di seconda scelta. E pure brutti.
In definitiva, il prodotto è identico e può essere buono o cattivo (e per capirlo bisogna PROVARLO, non leggerlo sul web), la sola differenza sta nel fatto che Suhr ha un ufficio marketing che ci sa fare, Gibson direi decisamente di no.
E non parlo nemmeno della Richlite, ugualmente demonizzata da chi non l'ha non dico toccata, ma nemmeno vista, e figuriamoci se ha sentito come "suona".


La soluzione ci sarebbe, anche piuttosto semplice: si chiama blind test.
Solo azzerando i fattori di potenziale pregiudizio possiamo essere ragionevolmente oggettivi.

Se ci pensiamo, molte volte veniamo sottoposti a blind test senza nemmeno rendercene conto. E i risultati sono, immancabilmente, sorprendenti e a volte decisamente imbarazzanti. Squierine da poche decine di euro scambiate per CS (perché settate particolarmente bene e magari suonate dal Quaio di turno), modesti amplificatori a transistor (o digitali) scambiati per il valvolare di razza parcheggiato a fianco… ma spento, e così via.
Un esempio di blind test "segreto" che mi piace ricordare spesso è quello dei famigerati weight relief holes delle Les Paul, demonizzati come la peste ("Esci da questo… body!!!") dai veri cultori della 'Paul. Peccato che non se ne siano accorti PER DECENNI, visto che il loro effetto sulla sonorità è assolutamente irrilevante e irrilevabile: ci vogliono i raggi X.
Allora è proprio vero che "Occhio non vede, cuore non duole". E orecchio non sente, aggiungerei.
Se poi ti prendono una LesPaul in mogano pesante (leggasi: più economico), ci scavano dentro delle voragini per alleggerirla e, pur consapevoli che a livello acustico non cambierà niente, invece che "fori di alleggerimento" li chiamano "camere tonali", ci fanno un figurone. Come un benefico rossore, appunto.

Apriamo gli occhi. Anzi: bendiamoli.

Seguici su Twitter

Dello stesso autore
Dieci anni fa...
Suonare in garage. Anzi: al Garage!
R.I.P.
Figlio delle stelle.
Continuiamo così.
Sonicake Matribox: test su strada
Bernie Marsden vende The Beast
Lo metto tra i preferiti?
Loggati per commentare

Blind test fender american stratocaster ...
di kirschak [user #32705]
commento del 23/09/2013 ore 08:40:47
Blind test fender american stratocaster VS Squier classic vibe

vai al link



Blind test fender deluxe reverb VS Joyo american sound

vai al link

Buon divertimento!..;-)
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 09:29:22
Indovinata la Classic Vibe perchè ho quei pickups e per me le chitarre sono belle entrambe.

Pedale vs Ampli? La risposta dell'autore al video la dice tutta e non è un cinese...
;)
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di kirschak [user #32705]
commento del 23/09/2013 ore 09:45:37
Il blind test tra il pedale e l'ampli é il più sconvolgente, secondo me.
Vero che si tratta di un suono registrato e che probabilmente dal vivo la resa é molto differente, però se uno si vuole divertire in casa a fare qualche demo.....^^
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 10:08:37
Eh non lo so se dal vivo è così differente visto che lui è piuttosto entusiasta...
;)
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di giambu [user #4070]
commento del 23/09/2013 ore 17:23:32
Non significa niente però...beccati tutti e due al primo ascolto.
E dire che l'otorino diceva che la mia iperacusia poteva solo crearmi problemi!
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 18:12:22
:D
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di Jeffster [user #28247]
commento del 23/09/2013 ore 14:04:07
Sul secondo ho cannato completamente: il suono che mi è piaciuto di più - e che ero sicuro appartenesse al Reverb - si è rivelato essere in realtà quello del pedale cinese...sono allibito...
Rispondi
Re: Blind test fender american stratocaster ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 04/10/2013 ore 09:54:34
spettacolare il Joyo.. sono sorpresissimo...
Rispondi
hihihihihihihiih! VERO!!! ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 23/09/2013 ore 08:40:5
hihihihihihihiih!
VERO!!!
Rispondi
Mannaggia al marketing ed a chi lo ha inventato.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 23/09/2013 ore 09:18:30
E' il titolo di un libro che avrei voluto scrivere quanto del marketing ero parte militante (alimentari di largo consumo), riferendomi al fatto che tutti (leggi, in particolare, l'amministratore delegato...) si sentivano autorizzati a metterci il becco.
Il meccanismo psicologico che efficacemente evidenzi nel tuo scritto è quantomai vero: il marketing ha la missione di evidenziare le potenzialità (in gergo "i plus") di un prodotto/servizio di soddisfare un bisogno dell'agognato acquirente. E se il bisogno non c'è lo si suggerisce, o crea. Così come se il plus non c'è lo si inventa. Il tutto, ovviamente, entro certi limiti.
In ambito chitarristico, a mio modo di vedere, l'apice della vacuità è il "signature model": spesso strumenti standard con un'irrilevante caratteristica che ne fa un oggetto da vendere a prezzo più elevato. Con buona pace di quanti si ritrovano, dopo pochissimo tempo, a capire che, nonostante lo strumento, non riescono a suonare come il Tal dei Tali.
Per quanto riguarda la tricologia ... penso che il quadratino alla sinistra del titolo di questo commento sia sufficiente esplicativo delle mie posizioni a riguardo.
Rispondi
Hai ragione Oliver
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 09:19:50
ma quanti sono capaci di fare un blind test sulla propria chitarra/ampli/pedale
ammettendo di aver speso molti soldi non inutilmente, perché si ha cmq uno strumento superiore, ma ammettendo comunque una onesta verità?

Solo chi è leggermente più distaccato e non ha troppa volontà di voler comprare per forza.

Nel video di kirschak a molti piace la 2a chitarra cioè la Squier e molti infatti sbagliano e uno dice

"I'd say #2 is the Fender. I prefer #2. If the second one is the Squier, I am going to run to the store and get one."

Poi ci sarà chi dirà che è un video e quindi non si sente tutto....

Marketing.
:)








Rispondi
Impossibile contraddirti!...io spesso salgo in ...
di kaio [user #2024]
commento del 23/09/2013 ore 10:44:3
Impossibile contraddirti!...io spesso salgo in cattedra, agguerrito, contro mode e marketing, quando si parla di abbigliamento o generi di consumo vari, ma poi spendo tot euri per un ampli , e snobbo quello a fianco, che costa la metà, con lo stesso identico sistema di simulazioni, però non ha quelle due cavolo di valvoline, e sono perfino pronto a massacrare a colpi di ascia la paletta della mia chitarra solo perché è un po' diversa da un immagine che mi propinano da 30anni!...in tal proposito c'è da precisare che la Shur è nata producendo strumenti innovativi e non deve difendere un'immagine creata più di mezzo secolo fa, mentre quei poveracci di Gibson hanno a che fare con un'orda di feticisti, è un caso se due su tre dei tuoi esempi citano la Les Paul?

Riguardo alla parentesi tricologica(non posso non dire la mia), per fortuna mi sono spelacchiato in epoca post-Bruce Willies, quindi la mia "idea meravigliosa" si chiama Gillette, se fossi nato una ventina di anni prima forse mi sarei ritrovato con un bel riportino e addio alla moglie giovane e carina!...in questo caso il marketing mi ha decisamente migliorato la vita! ;)
Rispondi
Sono daccordo sul fatto che ...
di sdl [user #5004]
commento del 23/09/2013 ore 11:46:59
Sono daccordo sul fatto che il marketing incida pesantemente nelle scelte dei consumatori. Parlando di chitarre penso che il fenomeno delle signature sia il più evidente.

Inoltre ho sempre sostenuto che a livello di costi industriali, le differenze reali fra produrre una fender, anche di fascia alta, e una squier siano minime e che la (obiettiva) differenza qualitativa fra i due strumenti sia "costruita" ad arte per creare un minimo di differenziazione (cioè, sono convinto che i produttori si "sforzino" per far suonare una chitarra di importazione peggio di una USA, nel tentativo di giustificare la differenza di prezzo). E infatti per fare questo spesso assistiamo a dotazioni hardware scriteriate nei modelli di importazione (che è la cosa più facile da fare), spesso risolvibili dopo l'acquisto.

Anche la componente del prezzo "in sè" fa parte del processo del marketing: una chitarra costosa diventa automaticamente più desiderabile nell'immaginario collettivo.
Ricordo un'intervista a Pagani, il costruttore di super car, che all'inizio della sua carriera proponeva le sue auto a prezzi in linea con quelli delle sportive di lusso "commerciali" e non se lo filava nessuno. Poi ha proposto più o meno gli stessi modelli al quintuplo del prezzo ed è diventato subito un guru (parole sue...).

Sono daccordo anche sul fatto che i chitarristi si fissino su determinati particolari costruttivi, che di fatto non possono influire sul suono...però a nostra discolpa devo dire anche che questo atteggiamento proviene anche dalla frustrazione che deriva dalla fuffa che tante case produttrici ci rifilano...dai tanti soldi spesi in chitarre il cui unico valore è il nome sulla paletta...non voglio contraddirmi, ma se da un lato sono assolutamente convinto che i buchi sulle Les Paul abbiamo un impatto minimo o inudibile sul suono, dall'altro ho constatato sulla mia pelle quanto spesso la qualità di questi strumenti sia "in sè" molto meno ecclatante di quanto ci si aspetterebbe guardando il prezzo (ad esempio in casa Gibson ho avuto due CS e una Supreme che penso suonassero peggio di alcune Epiphone con pick up sostituiti)...allora diventa più facile dare la colpa ai "buchi"...

Rispondi
Marketing e...
di Claes [user #29011]
commento del 23/09/2013 ore 13:45:48
...fattori non dipendenti dal budget di campagne pubblicitarie:

La stampa specializzata ha un notevole ruolo. Articoli, recensioni, interviste che di certo hanno fatto un sacco di promozione. Infatti, ho comprato una chitarra a occhi chiusi sulla base di un articoletto su Guitar Player!

Non è da trascurare il marketing implicito di musicisti tra cui noi Accordiani. Beano per LP Standard / Marshall è l'esempio più eclatante di questo effetto. La LP era una totale delusione e la Gibson si è messa in diretta competizione con le Fender Strat ideando le leggerissime SG. Poi sono arrivati Clapton & Page per la LP e Hendrix per la Strat - come sapete, vi sono un sacco di varianti di ambedue sul mercato... E persino varie copie! Sarebbe interessante se vi fosse una classifica di vendite Gibson/Fender e altri!!!

Le mie LP, Standard e Deluxe, pesano più o meno lo stesso! Eccovi una storiella Standard: un incidente causato da un roadie nel 1976 o '77 mi aveva appena distrutto TUTTE le mie chitarre. Passo dal liutaio Mariotti a Zurigo e aveva tutta una collezzione Gibson appesa nel suo negozio. Mi dice"queste Gibson derivano da corpi non finiti rimasti in magazzino. La CS li ha completati tanto per svuotare questo magazzino". Aveva provato parecchie chitarre facendo le sue scelte visitando il CS. La SG che normalmente avrei acquistato era già stata venduta. OK, provo le altre a secco. Vi erano V Korina, 335, Firebird, persino una Moderne e... una LP. A quel punto, la LP non mi piaceva ma la ho provata lo stesso. Rispetto alle altre, sono rimasto sbalordito dal sound a secco, acustico. Comprando, ho solo provato il sound acustico partendo dalla mia prima chitarra - è un ottimo test. Pick-up e ferramenta varia si può cambiare di seguito. Come ho fatto con la mia LP.

Il look è terribile - a mille miglia da una "tiger stripes". Mai provata questa. Il legno del top sulla mia è del tutto anonimo e noioso.

LP alleggerita o no? Fidatevi del "feeling" quando provate chitarre.

Rispondi
blind test buono solo per divertirsi...
di dale [user #2255]
commento del 23/09/2013 ore 14:50:46
Il marketing è una realtà quotidiana, tutti siamo sottoposti a queste politiche.
Però con il blind test (divertente, per fare due chiacchiere, un gioco che anche io ho proposto in passato) non si risolve nulla, ma niente di niente.
Soprattutto registrati non si sa come e passati da youtube, dai vanno bene per caxxeggiare.
Gli strumenti vanno suonati sapendo cosa si ha per le mani, poi uno può preferire la richlite o il carbonio all'ebano e ci sta.
Ma bisogna suonare, avere provato strumenti ed avere esperienza per farli rendere al meglio.
Poi può pure darsi che tutti i dischi del Boss, di CSN&Y, dei Pearl Jam, Clapton , SRV, di Ben Harper e Radiohead siano tutti registrati con Squier e ci hanno preso in giro (non credo!), ma quel suono resta il mio riferimento.
Se mi trovo bene con un'imitazione Gibson e spendo 1/3 senza rimpiangere la R8 o la 335, o la Martin sono a posto, sfortunatamente non è ancora successo e non credo che accadrà....chissà,...
Tutto il resto....è noia!


;-)


ciao



Rispondi
Re: blind test buono solo per divertirsi...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 16:16:49
Scusami, ma un professionista è ovvio che non sceglierà più la piccola marca cinese.
Mica vedrai Messi con le Kipsta di Decathlon!!!


Rispondi
Re: blind test buono solo per divertirsi...
di dale [user #2255]
commento del 23/09/2013 ore 17:41:01
Ma certo!
Avrai senz'altro colto il tono ironico del mio post.
Dico solo che il blind test non significa nulla in se.




ciao
Rispondi
Loggati per commentare

Re: blind test buono solo per divertirsi...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 23/09/2013 ore 18:17:29
:D
Ok Dale, però io il blind test l'ho fatto veramente e mi è stato utile; ho confrontato la mia merdaccia con una american acquistata da un mio collega. Avevo dei soldi e stavo per spenderceli. A occhi chiusi in 6/7 ci siamo divisi tra una e l'altra.
A fronte del test non l'ho acquistata, pur ritenendo una Fender un investimento per la vita.
Ha una fattura sopratutto del manico superiorissima; la mia con dei buoni pickup
lottò con onore e quindi la tengo fedelmente con me.

:D

Rispondi
Re: blind test buono solo per divertirsi...
di dale [user #2255]
commento del 23/09/2013 ore 18:20:06
E fai bene amico, perchè ciò che conta è il feel con lo strumento.
Guarda i primi bluesman, i primi rocker, suonavano con quello che avevano, ma ci mettevano l'anima.


ciao




Rispondi
Re: blind test buono solo per divertirsi...
di Salvog [user #26748]
commento del 24/09/2013 ore 08:30:
i primi bluesman, i primi rocker, suonavano con quello che avevano, ma ci mettevano l'anima.

Vero e puro come l'acqua che sgorga dalle sorgenti del Blues river.

Ah ah ah....noi tutti siamo tremendi invece.
Rispondi
Re: blind test buono solo per divertirsi...
di michelevaltan utente non più registrato
commento del 04/10/2013 ore 09:15:31
anche perchè è in base al suono che senti, che regoli la mano che hai.
suonare lo stesso riff pulito, con un leggero crunch e poi con una distorsione (così come con chitarre differenti) ci porterà a regolare il tocco di entrambe le mani in modo diverso
Rispondi
Vero, le orecchie sono una ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 24/09/2013 ore 08:24:55
Vero, le orecchie sono una cosa, e gli occhi sono un'altra. Siamo vittime del marketing, anche quando non lo siamo direi. Ad esempio, certo, magari una chitarra suona meglio, ma l'altra ha piu' senso come acquisto in generale da un punto di vista dell'investimento/costo. Allora che fare? Purtroppo parte della nostra scelta e' influenzata dal mercato, perche' il suono da solo non determina la quotazione di uno strumento. Sto vivendo questo dubbio amletico proprio in questi giorni: prendere una Ibanez Jem ad un prezzo al quale non si puo' dire di no (nuova mi costa meno di una usata), o una RG3250 usata ad un buon prezzo, ma non da urlo... anche se la RG mi sembra suoni meglio? Dubbi amletici. Alla fine direi, dipende da quello che vogliamo dai nostri strumenti, e dalla nostra consapevolezza degli effetti del marketing sulle nostre scelte. Senz'altro, essere consci delle influenze esterne non legate al suono puro dello strumento e' indispensabile. Una volta incluse queste valutazioni nella nostra decisione, stiamo comunque facendo una scelta informata.
Rispondi
Woah.....
di Salvog [user #26748]
commento del 24/09/2013 ore 08:27:20
Che il marketing con la sua continua opera di persuasione diriga e direziona l'attenzione di tutti noi a seconda degli interessi di chi lo propone, ma meglio dire lo Impone, è una realtà palese ed inequivocabile. Ci riflettiamo spesso: - Ma guarda sti stronzi, fanno così da una vita, Ma che siamo marionette?

Ma si dai in realtà spesso acquistiamo particolari inseriti in una fascia di prezzo mediobasso, perché costretti. Ricerca del suono? Ma quando mai!!!
Quindi inevitabilmente iniziamo la fase denigratoria delle gemme di nicchia mediante le solite solfe, illustrate tra l'altro dai tanti "intenditori" di turno, i quali poi in realtà, si scoprono in cuor loro, veri amanti incalliti delle sudette.
Che dite, è reale ed inequivocabile il fatto che la volpe quando non può arrivare all'uva.........!??!
Ma allora Che fare? Beh..Intanto

"Piccola premessa: - Ricordiamoci sempre che niente è indispensabile, sono solo tutti capricci di noi poveri ALLUNATI chitarroidi".
Ma,
Come dico sempre a tutti ed a me stesso, se si vuole un prodotto dal blasone che fa letteralmente SBAVARE dal desiderio, ed hai le possibilità reali che non fanno incidere l'acquisto con problemi di alcuna sorta, MA CHE CI ASPETTI!!! Continuare a desiderare ad oltranza? Penso sia deleterio!
Ogni tanto un capriccetto esaudito aiuta in questa bizzarra vita cosparsa d'inquietudini!.
Altresì, E' naturalmente da pazzoidi forsennati comprare e/o rateare a tutto spiano pur essendo coscienti del fatto che in seguito sarà una casino e ce ne pentiremo, eh eh eh..... come dicono sti "Mericani" It will be very hard the rest of your life". Chi te lo fa fare?
Rispondi
Quello dell'acero roasted è un bell'esempio...
di scrapgtr [user #12444]
commento del 01/10/2013 ore 16:59:25
... ma non l'unico. Il mondo è pieno di "esperti" e "intenditori" che arricciano il naso se leggono sulla scheda tecnica di un pick up che il magnete è ceramico, e poi sbavano per G&L e Lollar che non si fanno alcuno scrupolo ad utilizzare magneti ceramici per alcuni dei loro migliori pick up (e chi ha provato una G&L con i Magnetic Field Design o un Lollar Chicago sa di cosa parlo), spendono cifre folli per pedali boutique che sono dichiaratamente cloni di "introvabili" pedali anni '70 (leggi: nessuna ricerca e sviluppo e pochi euro di componenti, e se l'originale è diventato un pezzo da collezione per la rarità è un problema da collezionisti che non riguarda la copia e non dovrebbe influenzarne il prezzo) e danno degli invidiosi a coloro che gridano che il re è nudo (ovvero che un'onesta chitarrina economica è fatta con gli stessi macchinari a controllo numerico che hanno costruito il loro status symbol, con legni solo leggermente inferiori, e con una buona regolazione e dall'hardware di qualità può diventare uno strumento professionale).
Tempo fa volevo vendere la mia Taylor acustica (una 512 dei primi anni '90, che poi ho deciso di tenere); un mio conoscente, giovane musicista professionista, cercava una chitarra con caratteristiche simili da usare in studio e dopo averne provate tante si era innamorato proprio della mia. Gliela diedi da portare a casa per provarla; il giorno dopo me la restituì perché ne aveva parlato (al telefono) con un suo collega che, naturalmente senza averla mai provata, lo aveva dissuaso dal comprarla perché le Taylor "sono chitarre da pop" (testuali parole). Recentemente lo stesso tizio ha comprato una Martin fatta di formica (ma con un altro nome) e resine (ma con un altro nome) e non so per cosa vada bene e cosa gli abbia detto il suo collega, ma contento lui...
Rispondi
Marketing / manager e casa discografica
di Claes [user #29011]
commento del 07/10/2013 ore 14:20:55
Pure questo ha rilevanza per musicisti. Le spese di un tipico manager non sono notevoli - un sacco di telefonate e posters per concerti - forse pure delle fotosessions. I costi di registrazione, video e... MARKETING sono invece ingenti per case discografiche.
Rispondi
Maitico O. comunque, il ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 08/10/2013 ore 02:42:13
Maitico O.

comunque, il legno rosted è meglio , assicuro, "suona" sfiorandolo, ed ha una rigidità ed una stabilità strabilianti :)

Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964