di FBASS [user #22255] - pubblicato il 13 settembre 2013 ore 17:06
Da sempre i numeri dispari non mi sono stati simpatici, pertanto io, che ho fatto della matematica, e propriamente dell'analisi matematica superiore ( ne ho stilato una ricerca racchiudendo il tutto in 141 pagine, in word, esempi di trasformate, equazioni differenziali, integrali tripli e calcolo delle coordinate del baricentro ecc.ecc. compreso, la posso inviare gratis a tutti quelli che me la richiedano, al loro indirizzo email privato ), ho deciso che 501 non mi stava bene, quindi eccovi il mio 502° diario. Per quanto riguarda poi gli inizi da pseudo-musicista, databili al 1966, da modesto figlio di famiglia non agiata quale ero, iscritto al 3° anno di I.T.I.S, furono quelli di utilizzare il regalo ricevuto dal "Compare" alla mia "Prima Comunione" e successiva "Cresima" ( solo 3 giorni dopo ), nell'anno 1962, una fisarmonica Paolo Soprani ad 80 bassi, color rosso tartarugato, ma passai quasi subito all'armonica a bocca che mi era rimasta impressa nelle orecchie a seguito dell'ascolto ripetuto del famosissimo brano "La Notte" di Salvatore Adamo ( ne ho fatto un diario tempo fa ). Nella prima immagine d'apertura un modello identico, anche come colore, alla mia Paolo Soprani ( purtroppo non ho immagini di quella veramente posseduta ), regalata a mia volta a mio nipote; poi nella seconda immagine le due armoniche più prestigiose possedute all'epoca e che ancora ho nel cassetto della mia scrivania, una Bravi Alpini doppia tonalità a 48 + 48 fori, in G e C, più la Chrometta 12 a 12 fori in C, entrambi delle Hohner ( da poco posseggo anche una Cromonica modello 260, sempre della Hohner, ma da più tempo e della medesima marca, posseggo una Bravi Alpini a 40 fori, in C e che fu anche il primo modello che utilizzai, più una Piccolo ed una Blues Harp, entrambi sempre in C ). A fine 1966, sempre per merito delle armoniche, cedetti un dispositivo di amplificazione elettronico delle stesse, dotato di microfono piezo sul fondo con manopla di volume in testa e con reggi-armonica consistente in due guide ad "L" su foro ad asola ove introdurre l'armonica, ed ebbi in cambio la prima 6 corde della mia vita. Era una EKO Fiesta in laminato con cui iniziai ad imparare gli accordi, ma mi attraeva di più fare il solista alla Hank Marvin degli Shadows ( delle mie successive e prime chitarre elettriche ve ne ho già parlato abbondantemente nel passato e ne ho recuperate due su tre ), per passare poi al basso elettrico nel successicvo anno 1968, però non per mia scelta ma su imposizione poco democratica da parte del resto del gruppo, con due modelli successivi e di colorazione fisarmonicistica, entrambi Solid Body della EKO, eccoveli in un'immagine tratta dal catalogo inizio anni 60, il modello 1100/MB/2 identico al mio ed il successivo 1150/TO/2 a violino, il mio però era color rosso brillantinato, preceduti dalla Fiesta sempre della EKO:
Nel 1968 uscì un film storico di Sergio Leone, colonna sonora di Ennio Morricone, "C'era una volta il West" con un cast di attori fantastico, di cui uno, Charles Bronson, interpretava il ruolo di "Armonica", tutto ciò fece su di me un effetto tale che, anche se ero passato definitivamente al ruolo di "Strazia Timpani con il 4 corde", non ho mai abbandonato del tutto l'armonica a bocca, anche se ne ho perso e regalate molte. Eccovi i due brani che accesero in me il "Sacro Fuoco" e che hanno condizionato i miei gusti nel tempo:
Per finire un omaggio al brano che è il simbolo di quegli anni felici,"Il Mondo" del 1965 di Jimmy Fontana