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| storie da Soave
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Bella giornata, tempo a parte, a Soave.
Arrivato, mi sono fiondato al palazzo comunale: non ho dovuto neanche guardare su cartine varie ecc... Ho seguito il campanile più alto, poi ho proseguito, seguendo il mio fiuto. Ho chiesto ad una signora, giusto per scrupolo, ed ero a 100 metri dall'ingresso.
Il cortile era colmo di oggetti dei più diversi... Bene, mi dico. Do un occhio in giro, poi, pagati gli 8 Euro del biglietto, mi metto a girare, come in trance, per le sale. Salgo al secondo piano e qui, tra Eko semi abbordabili e Gibson che costavano come una macchina, trovo Alberto Dani (anche se il suo badge recitava "Dini"), alias Mr. T.
Il toscano mi aveva fatto sapere che sarebbe stato lì e che avrei potuto portargli il mio fuzz per una modifica che pensavo necessaria, visto il soffio costante nell'effetto. Lui, provato l'effetto e confermato che di soffio ce n'era troppo, mi fa "per me è la batteria... be', tieni quest'altro".
Provato l'altro pedale, che suona da dio, e messolo in saccoccia (grazie, Alberto!), mi dirigo verso il bancone di un espositore tedesco che esponeva di tutto e mi interesso ad un piccolo ampli anni 50 (Kay 703), non troppo caro (poco più di un Boss). Lo provo: suona bene. Unico problema, mi mancavano 20 Euro al prezzo finale. Ora, una persona di buon senso magari li scontava, ma il tedesco non molla. Oltre tutto, non accetta carte di credito. "Ok", gli dico, "ma si aspetta davvero che qualcuno abbia i contanti per una Gibson da 40.000 Euro?" A quel punto, notato un uomo che si dirigeva verso di lui, il tedesco mi fa: "quel signore era venuto ieri, ha visto cosa gli piaceva, è tornato a Milano, è andato in banca e..." A quel punto, il tizio si era fermato di fronte a noi e, con un sorriso enigmato, sfodera dalla tasca un rotolo di banconote verdi (sopra la banconota da 10 Euro esiste altro?), paga, prende e se ne va.
Allora, un po' indeciso perché l'ampli mi piaceva, gli chiedo se me lo può bloccare. Lui mi dice che ho un'ora di tempo e mi chiede che ore sono, gli dico "le 12:20". Lui mi guarda e dice: "no, no. il mio orologio". Non ci credo. Dalla tasca estrae un orologio da polso e mi fa: "devi tornare per l'una e un quarto."
Stordito, penso a che fare (la mia carta non è bankomat)... Scendendo incontro Frank con un amico e gli chiedo se mi può prestare i 20 Euro, che gli pago il pranzo. Lui accetta e, tornati al primo piano, prendo possesso dell'ampli. Evito commenti, ma il tedesco mi guarda (con un bel sorriso che per tutta la contrattazione non aveva mai sfoderato) e fa: "get famous!". Va be'.
Io, Frank (grazie ancora per il prestito!) e il suo amico Mario (spero di ricordarmi bene il nome: per queste cose sono una frana) andiamo allora a mangiare e a bere. Lasciamo così trascorrere la giornata a Soave, parlando di chitarre, di musica e di donne.Piccolo epilogo.
Tornato a casa, cerco un riduttore per inserire la presa americana nell'ampli ad una italiana. Trovatolo, inserisco la presa, accendo l'ampli e questo inizia a fumare come un dannato...
Ovviamente, mi serviva anche un trasformatore, perché la 220 non piace all'ampli (che va a 123 Volts). Per fortuna, l'ampli suona ancora e con un bel tono, oltre tutto. Domani, a negozi aperti mi cerco le valvole nuove e magari un cono usato semi decente. Per ora riesco a tirare l'ampli al massimo e ad avere un crunch splendido e un pulito caldo con l'uso di un booster iniziale (si rovinerà l'ampli?). Vediamo se riesco ad ottenere, con valvole nuove, anche un po' più di volume. In sostanza, la giornata è stata bellissima e la gente che ho incontrato è stata meravigliosa.
Unica nota negativa: mi sembra di aver visto Varini, ma non gli ho dato il mio demo (in questi casi è sempre meglio averne qualche copia)...
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Bella giornata, tempo a parte, a Soave.
Arrivato, mi sono fiondato al palazzo comunale: non ho dovuto neanche guardare su cartine varie ecc... Ho seguito il campanile più alto, poi ho proseguito, seguendo il mio fiuto. Ho chiesto ad una signora, giusto per scrupolo, ed ero a 100 metri dall'ingresso.
Il cortile era colmo di oggetti dei più diversi... Bene, mi dico. Do un occhio in giro, poi, pagati gli 8 Euro del biglietto, mi metto a girare, come in trance, per le sale. Salgo al secondo piano e qui, tra Eko semi abbordabili e Gibson che costavano come una macchina, trovo Alberto Dani (anche se il suo badge recitava "Dini"), alias Mr. T.
Il toscano mi aveva fatto sapere che sarebbe stato lì e che avrei potuto portargli il mio fuzz per una modifica che pensavo necessaria, visto il soffio costante nell'effetto. Lui, provato l'effetto e confermato che di soffio ce n'era troppo, mi fa "per me è la batteria... be', tieni quest'altro".
Provato l'altro pedale, che suona da dio, e messolo in saccoccia (grazie, Alberto!), mi dirigo verso il bancone di un espositore tedesco che esponeva di tutto e mi interesso ad un piccolo ampli anni 50 (Kay 703), non troppo caro (poco più di un Boss). Lo provo: suona bene. Unico problema, mi mancavano 20 Euro al prezzo finale. Ora, una persona di buon senso magari li scontava, ma il tedesco non molla. Oltre tutto, non accetta carte di credito. "Ok", gli dico, "ma si aspetta davvero che qualcuno abbia i contanti per una Gibson da 40.000 Euro?" A quel punto, notato un uomo che si dirigeva verso di lui, il tedesco mi fa: "quel signore era venuto ieri, ha visto cosa gli piaceva, è tornato a Milano, è andato in banca e..." A quel punto, il tizio si era fermato di fronte a noi e, con un sorriso enigmato, sfodera dalla tasca un rotolo di banconote verdi (sopra la banconota da 10 Euro esiste altro?), paga, prende e se ne va.
Allora, un po' indeciso perché l'ampli mi piaceva, gli chiedo se me lo può bloccare. Lui mi dice che ho un'ora di tempo e mi chiede che ore sono, gli dico "le 12:20". Lui mi guarda e dice: "no, no. il mio orologio". Non ci credo. Dalla tasca estrae un orologio da polso e mi fa: "devi tornare per l'una e un quarto."
Stordito, penso a che fare (la mia carta non è bankomat)... Scendendo incontro Frank con un amico e gli chiedo se mi può prestare i 20 Euro, che gli pago il pranzo. Lui accetta e, tornati al primo piano, prendo possesso dell'ampli. Evito commenti, ma il tedesco mi guarda (con un bel sorriso che per tutta la contrattazione non aveva mai sfoderato) e fa: "get famous!". Va be'.
Io, Frank (grazie ancora per il prestito!) e il suo amico Mario (spero di ricordarmi bene il nome: per queste cose sono una frana) andiamo allora a mangiare e a bere. Lasciamo così trascorrere la giornata a Soave, parlando di chitarre, di musica e di donne. Piccolo epilogo.
Tornato a casa, cerco un riduttore per inserire la presa americana nell'ampli ad una italiana. Trovatolo, inserisco la presa, accendo l'ampli e questo inizia a fumare come un dannato...
Ovviamente, mi serviva anche un trasformatore, perché la 220 non piace all'ampli (che va a 123 Volts). Per fortuna, l'ampli suona ancora e con un bel tono, oltre tutto. Domani, a negozi aperti mi cerco le valvole nuove e magari un cono usato semi decente. Per ora riesco a tirare l'ampli al massimo e ad avere un crunch splendido e un pulito caldo con l'uso di un booster iniziale (si rovinerà l'ampli?). Vediamo se riesco ad ottenere, con valvole nuove, anche un po' più di volume. In sostanza, la giornata è stata bellissima e la gente che ho incontrato è stata meravigliosa.
Unica nota negativa: mi sembra di aver visto Varini, ma non gli ho dato il mio demo (in questi casi è sempre meglio averne qualche copia)... |
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