Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Steve Lukather - Transition
Steve Lukather - Transition

di LaPudva [user #33493] - pubblicato il 06 giugno 2013 ore 07:00
Mai titolo fu più azzeccato per sintetizzare la metamorfosi di Luke di quello scelto per questo lavoro scritto, arrangiato, suonato, cantato e co-prodotto dall’axeman californiano, che per la sua realizzazione ha coinvolto amici e collaboratori di vecchia data.
Quando lo abbiamo incontrato a SHG nel novembre scorso, ci ha raccontato con orgoglio la genesi di questo disco, presentandocelo come il frutto di una vera e propria svolta. Durante la nostra lunga chiacchierata al Forum di Assago abbiamo scoperto uno Steve Lukather nuovo di zecca, in piena forma psico-fisica, lontano dagli eccessi e dalla frenesia del passato.
Dopo un travagliato periodo che lo ha messo a dura prova con un divorzio, la morte della madre e svariate grane lavorative, ha affrontato i suoi demoni e oggi è un uomo molto più sereno che, tornando in pace con se stesso e col mondo, ha scoperto il più profondo senso di gratitudine per quello che la vita gli ha regalato e ha ritrovato finalmente la sua musa.

Transition è il secondo disco di Lukather uscito per Mascot Label. Arriva a tre anni di distanza da All's Well That Ends Well e dopo un fitto periodo di attività live che lo ha visto impegnato con la reunion dei Toto, il tour col G3 al fianco di Steve Vai e Joe Satriani e, soprattutto, con la Ringo Starr Band, partecipazione che corona il suo sogno di beatlesiano accanito.
Mai titolo fu più azzeccato per sintetizzare la sua metamorfosi di quello scelto per questo lavoro scritto, arrangiato, suonato, cantato e co-prodotto (insieme a CJ Vanston, che è anche co-autore della maggior parte dei pezzi) dall’axeman californiano, che per la sua realizzazione ha coinvolto amici e collaboratori di vecchia data: Leland Sklar, Nathan East, Gregg Bissonette, Lenny Castro, Chad Smith, Toss Panos, Steve Weingart, Renee Jones, Tal Wilkenfeld, solo per citarne alcuni.

Luke ci aveva detto preventivamente di prestare attenzione ai testi e al suo cantato, aspetti che in questo disco ha curato in modo particolare, e se ne trova conferma fin dal primo ascolto. Le tracce offrono una tavolozza emotiva assai vasta e l’architettura del disco dispone le tracce secondo una parabola che narra di una caduta nell’oscurità e di una faticosa risalita verso la salvezza.
"Judgement Day" apre magistralmente l’album proiettandoci in un’atmosfera cupa e densa di rabbia. Dopo un intro elettronico, la chitarra chiama le strofe rotolanti in un crescendo che si stempera per poi esplodere in un chorus potente ed efficace. "Creep Motel", simbolico ritrovo di spregevoli individui che godono delle sventure altrui, è un fantastico shuffle molto bluesy che ci riporta ai tempi di Candyman, confermandosi un groove congeniale a Lukather, soprattutto se in compagnia di Lee Sklar e Gregg Bissonette. Nella toccante ballata "Once Again" fa breccia la malinconia che accompagna la fine di un amore e la perdita di un amico. In brani introspettivi come questo Lukather si conferma un interprete davvero eccezionale. Le tastiere in apertura di "Right the Wrong" ricordano certo il pop anni ’80, ma il brano si snoda in ben altra direzione, sviluppandosi in una ballata malinconica che si apre in un chorus imponente. La produzione massiccia non rovina l’equilibrio del brano.
Nel cuore del disco si trova la titletrack, il pezzo più strutturato dell’album. Composto di più sezioni e prevalentemente strumentale, dopo un breve intro dal sapore beckiano, cambia continuamente paesaggio passando da un esordio prog a melodiche atmosfere rarefatte che supportano una profonda riflessione sulla morte. "Last Man Standing" (il cui riff principale è stato suonato sulla Les Paul regalata a Luke dall’amico Joe Bonamassa) segna la svolta verso la rinascita nella parabola narrata dall’album, aprendosi ad atmosfere pop rock più leggere e a un testo pregno di positività. "Do I Stand Alone" è un brano rock molto easy, con un testo che affronta più ampie tematiche, come quelle della pace e della libertà. Prosegue nella stessa direzione "Rest of the World", un blues rock carico di influssi R&B in cui Luke si abbandona a fraseggi inequivocabilmente hendrixiani. Chiude l’album la cover strumentale della stupenda "Smile" di Charlie Chaplin, un brano molto amato dalla madre Kathy scomparsa nel 2010 e a lei dedicato.


Nessuno dei brani, che pure presentano parti e solo di chitarra meravigliosi, è in alcun modo chitarracentrico. Come dice lo stesso Lukather, c’è una maggiore attenzione al songwriting: tutto è misurato e rispettoso in primo luogo della canzone, insomma, è musica per chi vuole ascoltare una storia più che per chi è a caccia di shredder.
"Volevo rendere Transition un album grande, bellissimo e con un sacco di dettagli, sfumature e colori. Questo è quel che faccio ed è ciò che sono i miei dischi preferiti - Sgt. Pepper’s, Dark Side of the Moon, Electric Ladyland, Goodbye Yellow Brick Road", ha affermato.
Sicuramente non un assortimento di superhit. Transition è un disco rock riflessivo e godibile che rispecchia alla perfezione questa fase dell’esistenza di Lukather: curato in ogni singolo aspetto, ponderato, maturo, aggiunge un bel nuovo capitolo alla carriera di questo gigante con un percorso che davvero pochi possono vantare.
36 anni di attività e sentirli tutti, nel più positivo dei sensi.

Steve Lukather - chitarra, voce
CJ Vanston - tastiere
Steve Weingart - tastiere
Renee Jones - basso
Eric Valentine - batteria
Leland Sklar - basso
Nathan East - basso
John Pierce - basso
Tal Wilkenfeld - basso
Greg Bissonette - batteria
Chad Smith - batteria
Toss Panos - batteria
Phil Collen - cori
CJ Vanston - cori
Jenny Douglas McRae - cori
Richard Page - cori
Kristina Helene - cori
Renee Jones - cori
Jack Raines - cori
Lenny Castro - percussioni
Trevor Lukather - chitarra

Seguici su Twitter

Link utili
Intervista con Steve Lukather
Dello stesso autore
Monna Lisa a casa di Iris
An evening with Mark Knopfler and his band
I Toto in Italia per i 40 anni di carriera
"The Doors: The Band You Love to Hate" su Contatto Radio
Il concerto dei Tears for Fears al Forum di Milano
TeachRock: la buona scuola di Little Steven
Ringo Starr & His All-Starr Band live a Lucca
Chris Cornell: un ricordo su Contatto Radio
Loggati per commentare

Devo avere questo disco. ...
di Strato2006 [user #13781]
commento del 06/06/2013 ore 08:51:57
Devo avere questo disco.

Quest'uomo è la mia principale religione chitarristica, l'ho visto tanto con i Toto a Milano che in una clinic, e non è mai abbastanza. Adoro il suo tocco, il suo suono, il suo fraseggio; per me è uno dei più grandi chitarristi rock di tutti i tempi, fonde "mestiere e passione" con un gusto ed un equilibrio unici. Oltre ad essere, per i motivi che scrivi, un simbolo del talento che meritatamente trionfa sulle avversità della vita. Sì, per me in un certo senso è una persona da invidiare cordialmente ;).

Ho seguito, crescendo, la sua evoluzione dalla stupefacente coda strumentale di "Rosanna" (e già il solo era un capolavoro) degli anni che furono, dove era giovane ma già a livelli stellari, al sofisticato e fantastico modo di suonare che ha oggi; la sua musica mi ha davvero regalato innumerevoli emozioni profonde. Davvero non so di quale altro chitarrista potrei dire altrettanto; forse di Mark Knopfler... vabbè credo si capisca quanto mi piace...
Rispondi
Steve Lukather è un musicista ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 06/06/2013 ore 09:36:09
Steve Lukather è un musicista straordinario, ha una preparazione ed una conoscenza musicale vastissima.
Io possiedo quasi tutti i suoi dischi, sebbene non sempre le sue scelte possono venire in contro ai gusti musicali di tutti non si può non apprezzare e magari prendere spunto dalle sue idee.
Anche nei dischi precedenti appaiono spesso cambi di tonalità a volte sul filo della dissonanza che però miscelati con il resto del brano rendono apprezzabile nonchè diverso dai soliti schemi i suoi pezzi; oltretutto quello che apprezzo davvero è il suo stile riconoscibile e distinguibile dagli altri, vuoi per il sound scelto vuoi per l'approccio allo strumento quando lo si ascolta il primo pensiero è "questo è Steve Lukather!"
In effetti lui ha sempre amato molto lo shred ma non lo ha mai imposto in maniera invasiva, quest'ultimo disco segna un cambiamento notevole dove spesso vige la regola "poche note ma buone", io l'ho apprezzato molto ma credo che per amare Lukather sia necessario partire dai vecchi dischi e seguirne i passi fino ad oggi dove c'è stata a mio modo di vedere un'evoluzione chitarristica ma anche vocale molto apprezzabile.
Spero di poterlo vedere live almeno una volta nella vita, purtroppo un po' a causa della distanza da casa mia ed un po' per il mio lavoro non riesco mai a partecipare ad un concerto suo o con i Toto.

ciao :)
Rispondi
MI piace molto Steve Lukater... ...
di monello2000 utente non più registrato
commento del 06/06/2013 ore 11:21:52
MI piace molto Steve Lukater... Brani come Pamela ecc sono un must per le mie orecchie e il mio sound e tecnica....
Rispondi
Steve Lukater E' ... Steve ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 06/06/2013 ore 12:52:30
Steve Lukater E' ... Steve Lukater ;))
Un grande UOMO che suona quello che ha dentro, fino in fondo !
GRANDE

WiWa!
Rispondi
:-)
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 06/06/2013 ore 15:59:00
Si visto live un paio di anni fa in un "buco fumoso" lui con sezione ritmica ( di qualità!) italica.....
spettacolare,e fortunatamente non ha suonato nulla dei Toto,ma solo Fusion,Jazz e classici del settore
reinterpretati,veramente da brivido! Era appena uscito dalla spirale dell'Alcohol,ed infatti ne parlò assai...si vede bene che è "rinato" :-)
Rispondi
Loggati per commentare

Quest'album...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 06/06/2013 ore 18:44:55
....lo sto ascoltando da giorni.
Credo che ci sia dentro tutto il Lukater che conosciamo sia nei lavori solistici che con i Toto, va da momenti di grande emozione e melodia senza essere mai melenso o banale a momenti schizzatissimi in sincope su tempi dispari....un po' alla Dave Weckl per dare un'idea ma mai esagerando
E' un album dove oltre ad esserci grandi musicisti c'è una grande produzione....suoni stupendi, arrangiamenti curatissimi e poi c'è lui: tecnica fantastica, inventiva, cuore, tiro ed una gran bella voce usata molto, molto bene.
Conclusione: un gran bell'album.
Rispondi
armonia e assoli divini
di maurinoguitar [user #23752]
commento del 07/06/2013 ore 08:02:1
credo che un talento di questa natura non abbia eguali.........per il genere che fa e soprattutto le melodie che riesce a costruire su brani rock melodici . Un ingegnere del sound e del gusto musicale sopraffino. I suoi fraseggi sul manico son divini....ogni cm della sua chitarra suona in armonia con la sua anima rock.............un vero dio dello strumento.
Ci sono evvero altri grandi musicisti nel mondo che sanno dare esaltazione alla musica che fanno..........e lui e' forse tra i piu' incomparabili! Mauro
Rispondi
...Classe
di Dino69 utente non più registrato
commento del 11/06/2013 ore 16:44:27
...con questo lavoro Lukather ha raggiunto una straordinaria maturità musicale, ha scritto delle "canzoni", cosa molto più difficile che suonare uno strumentale d'effetto...
I brani sono molto ben arrangiati e ben strutturati, il suono è dinamico e non eccede mai, nonostante una saturazione di tutto rispetto...
Gran bel lavoro...
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964