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| Al servizio dei valori
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di danielsyte [user #4023] - pubblicato il 19 marzo 2005 ore 10:01
Ieri sera abbiamo suonato. E' stato fantastico. Siamo riusciti a mettere su un gruppetto, quattro acustiche, io con l' elettrica, due djembé, due tambourine e un coro, con ragazzi e ragazze che (a parte me) o suonavano il loro strumento da tre mesi o era priprio la prima volta che suonavano. E il tutto in tre settimane. E' stato bellissimo perché abbiamo suonato in piazza davanti alla nostra città, per aiutare la gente a pregare. E ce l' abbiamo fatta. Sono stati tutti grandissimi. Vorrei ringraziare tutti, nome per nome, ma non conosco qualche ragazzo che si è generosamente aggiunto al coro. E' bello quando la musica anziché essere fine a se stessa o essere portatrice di messaggi che non ti fanno crescere poi così tanto diventa uno strumento per avvicinarsi a Dio, per essere in intimità con Lui, ed è bello quando riesci a far capire a tutta la tua piccola città che non necessariamente serve un organo a canne o una tastiera con le viole, ma anche la gioia dei ragazzi di 16 anni con le prime chitarre acustiche tra le mani, anche la chitarra elettrica distorta, anche le percussioni con quel suono africano e sbarazzino, se suonati con la volontà della preghiera, ti fanno sentire vicino a Dio, e ti permettono di confidarti nella preghiera.
Grazie a tutti quelli che c'erano e hanno pregato con noi.
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Ieri sera abbiamo suonato. E' stato fantastico. Siamo riusciti a mettere su un gruppetto, quattro acustiche, io con l' elettrica, due djembé, due tambourine e un coro, con ragazzi e ragazze che (a parte me) o suonavano il loro strumento da tre mesi o era priprio la prima volta che suonavano. E il tutto in tre settimane. E' stato bellissimo perché abbiamo suonato in piazza davanti alla nostra città, per aiutare la gente a pregare. E ce l' abbiamo fatta. Sono stati tutti grandissimi. Vorrei ringraziare tutti, nome per nome, ma non conosco qualche ragazzo che si è generosamente aggiunto al coro. E' bello quando la musica anziché essere fine a se stessa o essere portatrice di messaggi che non ti fanno crescere poi così tanto diventa uno strumento per avvicinarsi a Dio, per essere in intimità con Lui, ed è bello quando riesci a far capire a tutta la tua piccola città che non necessariamente serve un organo a canne o una tastiera con le viole, ma anche la gioia dei ragazzi di 16 anni con le prime chitarre acustiche tra le mani, anche la chitarra elettrica distorta, anche le percussioni con quel suono africano e sbarazzino, se suonati con la volontà della preghiera, ti fanno sentire vicino a Dio, e ti permettono di confidarti nella preghiera.
Grazie a tutti quelli che c'erano e hanno pregato con noi.
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