di FBASS [user #22255] - pubblicato il 14 maggio 2013 ore 11:38
Tornando sul "Corretto Tracciato", cioè a fare il serio, voglio chiudere momentaneamente la mia piccola panoramica sugli album a 33 giri che hanno fatto la storia del Rock, specialmente quello progressivo, con questo secondo Lp dei Jethro Tull intitolato "Stand Up" ( il primo fu "This Was" ), con la caratteristica che è a partire da questo album a 33 giri, con l'etichetta "Chrysalis", che si formarono le tipiche sonorità del gruppo, capeggiato dal flautista Ian Anderson, mentre gli altri componenti erano il bassista Glen Cornick, il batterista/percussionista Clive Bunker ed il chitarrista Martin Lancelot Barre (soltanto all'indomani dell'uscita del 3° album, Benefit, cioè nel 1970, i Jethro Tull andarono incontro ad un allargamento della formazione con l'ingresso di John Evan alle tastiere, con una decisiva svolta verso sonorità più classiche). Tornando però a Stand Up, album uscito il 1° agosto 1969, caratterizzato da un suono più rockeggiante che blues, ed in cui vennero utilizzati strumenti allora inusuali per la musica rock del periodo, come la balalaika, l'organo Hammond, gli archi, il mandolino e l'onnipresente flauto traverso, si può affermare che presenta anche la caratteristica della paternità di quasi tutti i brani accreditata esclusivamente allo stesso Ian Anderson, cosa questa poi diventata comune a tutta la produzione del gruppo dei Jethro Tull, a partire proprio dall'anno 1969. Il più ascoltato, scopiazzato e ricordato, ancora oggi, è però il brano n° 3 della facciata A, cioè quel Bourèe di Johann Sebastian Bach, inserita nel quinto movimento della suite in MI minore per liuto, BWV 996 ( che accese in me il sacro fuoco per la musica classica e specialmente per lo stesso flauto traverso, strumento di cui oggi posseggo il TOP, un Muramatsu in argento, mentre Ian Anderson mi risulta usasse un Artley ), mentre vi sono altri brani dalle atmosfere sia medioevali, vedi "Jeffrey Goes to Leicester Square", che orientali, vedi "Fat Man"; molto ricordati ed apprezzati sono anche "Back To The Family" e "Reasons For Waiting", più la bonus tracks del CD " Living in the Past" . Eccovi ora l'album completo, di cui posseggo sia lo Lp che il CD, ed a seguire qualcosa di Ian Anderson con Catherine ( Cady) Coleman, astronauta:
Ma è nella versione "live" che Ian Anderson da il meglio di se, giungendo perfino a dialogare e litigare con il suo flauto traverso, eccovelo alla "Isola di Wight" nel 1970, ove spesso lo si vide suonare in piedi sulla sola gamba destra :