di FBASS [user #22255] - pubblicato il 11 maggio 2013 ore 11:46
Nel rispondere, con un commento, all'interessante diario di Lucanu, un lampo ha illuminato a giorno, anche se solo per un attimo, la sfera dei miei ricordi, risvegliando in me alcuni particolari ormai sopiti; io poi lì c'ero al Piper Club a Milano, era il 23 maggio 1968, un giovedì di 45 anni fa, ricordo anche qualche antefatto, eccoli in ordine di affioramento dalle torbide acque del tempo, purtroppo irriverente:
1) Ci mettemmo sei mesi di rinunzie varie per conservare parte della misera paghetta settimanale di allora, onde coprire le spese della trasferta da Portici (NA) a Milano, effettuata con la Fiat 500 di Guido, mio zio;
2) Conseguentemente ci dovemmo portare anche lui, mio zio di 2° grado Guido, il cugino più giovane di mia madre, cioè quello che mi attaccò il virus da "chitarrodipendenza acuta e cronica" da cui non sono mai guarito del tutto, che avrebbe anche compiuto 21 anni giusto in tempo utile; io ne avevo solo 18 di anni e all'epoca la maggior età si raggiungeva a 21 anni, però i miei bastavano per i film osè ( quelli vietati ai minori di 18 anni e che oggi fanno sorridere ) ed i concerti, nonchè per qualche spedizione musicale che si protaeva molto oltre le ore 24, cioè mezzanotte ( vedi Mak Pi 100 fuori sede ), genitori permettendo;
3) Il concerto programmato per il pomeriggio saltò, ci dissero per motivi doganali ( invece poi sapemmo che avevano sequestrato gli amplificatori, a Linate, per poi smontarli in dogana allo scopo di cercare eventuale droga nascosta, così Jimi Hendrix quel pomeriggio non aveva potuto esibirsi, rassicurando i presenti di persona che tutto sarebbe stato compensato dal concerto serale aperto a tutti i presenti ). Io e gli altri tre che componevano la nostra spedizione, oltre a circa un centinaio di altri "fans" accaniti ed irriducibili, ci eravamo fatti chiudere intanto all’interno del Piper per paura di perdere il concerto e pure il posto migliore in prima fila, io però non ero tanto vicino al palco ed anche defilato lateralmente sul lato destro del palco-pedana, ma potevo vedere benissimo i due Marshall ed i due Sound City di Jimi Hendrix e del bassista Noel Redding, come furono disposti e con le quattro casse Soud City al centro, sul rialzo della pedana, a due a due sovrapposte, con le due colonne realizzate un po' spaziate tra loro ( anche per far postazione scenica al batterista Mitch Mitchell, senza "sfondargli le orecchie"). Ma anche le testate erano state posizionate una sull'altra, cioè due torrette simmetriche con un Marshall, comprensivo di casse, sotto ed una sola testata Sound City sopra, rispettivamente ai lati destro e sinistro della pedana rialzata, al lato delle succitate casse Sound City ( vedi immagine d'apertura, pescata su internet, ma era perfettamente così la scena che si presentò ai nostri occhi ). Il ricordo più grande però è ( e rimarrà sempre ) la sua Fender Stratocaster Artic White palettona, rimasta impressa in memoria anche se era soltanto una Fender-CBS ( ma che allora non ci potevamo permettere) ;
4) L'impianto era un nostrano Semprini, costruito dalla L.I.A.R.E ( Laboratori Impianti Apparecchiature Radio Elettriche, cioè il primo nome della Semprini ) con sede a Milano in via Bissolati, all'epoca uno dei più agognati, forse più dei Binson e dei successivi Montarbo ( ne ho avuto anche uno, usatissimo, da 20 + 20W, pagato lire 80mila nel 1972, compreso un microfono AKG D 12).
Però meglio dei ricordi ritengo più utile questo video, non tanto perfetto ma bastevole per farsene un'idea:
Il 24 maggio il "Corriere della Sera" riportava "Entusiasmo per Jimi", e qualcuno osò dire che "le canzoni più apprezzate erano state Hey Joe, The Wind Cries Mary, Burning Of Midnight Lamp e Are You Experienced"! Ora però vorrei aggiungere qualche altro video per far capire meglio cosa sia stato lui per noi giovani musicisti,a quel tempo; come primo ho inserito, in ordine sottostante, quello relativo al concerto in data sabato 25 maggio 1968, tenutosi al Teatro Brancaccio di Roma, a seguire due sue interviste ed un suo brano che fu anche quello che ce lo fece conoscere ed apprezzare, "Foxy Lady":