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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Una Gibson Usa a New york

di tinny [user #9851] - pubblicato il 20 marzo 2013 ore 13:00

Spesso mi è capitato di leggere su Accordo domande sull’acquisto di strumenti musicali negli Stati Uniti e relativo trasporto in Italia, questo è il resoconto della mia recente esperienza al riguardo.
Volutamente non entrerò in dettagli tecnici sullo strumento acquistato perché li potete trovare in altri articoli descritti meglio di come potrei fare io.


A Marzo mi sono recato a New York con un amico per una vacanza, ovviamente mi sono concesso anche un giretto in alcuni famosi negozi di strumenti musicali.
In uno di questi (Sam Ash Music Store sulla 34th street) resto colpito (oltre che dall’assortimento straordinario di Gibson, Fender e PRS, senza contare amplificatori e accessori) da un offerta sulle Gibson Les Paul Special, vendute a meno di 600 dollari, la tentazione è forte ma resto dubbioso, riuscirò a portarla con me in aereo? e se mi ferma la finanza a Milano? se me la rovinano imbarcandomela?

Esco dal negozio senza nemmeno provarla, per evitare di cadere in tentazione.
Controllo un po’ sul sito della compagnia aerea (United Airlines) e leggo che il trasporto di strumenti musicali è concesso come bagaglio a mano se le dimensioni consentono di posizionarli nelle cappelliere sopra i sedili.
Faccio due conti e penso che la custodia morbida (in dotazione con lo strumento) dovrebbe riuscire ad entrare nelle cappelliere.
Alla fine mi convinco, la mattina della partenza torno al negozio e chiedo di provare lo strumento.
Il commesso, gentilissimo, mi fa provare una Special con i P90 e due con gli Humbucker 490/498.
Mi lascia in una stanza prove per almeno un ora, circondato da amplificatori (per la cronaca la prova la farò su una testata Marshall 50 Vintage modern, un Vox AC15, un Fender Dual Reverb e un Blackstar HT20…senza che il commesso sia mai entrato se non per dirmi di prendermi tutto il tempo che mi serve).
La chitarra che scelgo è una sunburst con i due humbucker, un suono enorme, pieno, caldissimo e ricco di armoniche…insomma un piacere da suonare, il manico non verniciato (così come il corpo) non mi crea alcun problema, la chitarra è già settata perfettamente,l’action è bassissima senza nessun punto in cui le corde friggano.
Alla fine faccio l’acquisto, il prezzo,compresa la Gig Bag Gibson è di 650 dollari (599 + tasse), equivalenti a 500 euro!!

Per il viaggio in aereo allento le corde per evitare danni al manico da variazioni di temperatura e pressione, avvolgo la chitarra in vari maglioni per proteggerla al massimo (nella malaugurata ipotesi di doverla ficcare nella stiva).
All’aeroporto registro il bagaglio da stiva, faccio il check-in con la mia custodia a tracolla, nessuno dice nulla.
Passo il controllo sicurezza (chi è stato negli USA saprà essere abbastanza approfondito) senza problemi.

Salgo sull’aereo sempre con la custodia a tracolla,ancora nessuno che dica nulla, arrivo al sedile e apro la cappelliera…la chitarra entra al millimetro!!!
All’arrivo in Italia ritiro la valigia, esco dall’ uscita sotto lo sguardo di un finanziere che non si preoccupa (o fa finta di nulla) della mia custodia a tracolla e finalmente la mia opera di immigrazione (semi)clandestina di una chitarra USA è compiuta!!!

Riflessioni sparse
- Il fatto di essere o meno fermati alla dogana è unicamente questione di fortuna e benevolenza da parte degli addetti, sicuramente una custodia piccola e poco vistosa aiuta.
- Il trasporto di strumenti in aereo come bagaglio a mano è permesso (anche se l’ultima parola spetta sempre agli assistenti di volo), meglio una custodia morbida per questioni di dimensioni.
- I prezzi USA sono inferiori, aggiungendo il cambio favorevole il risparmio è di almeno un 15-20%, maggiore sugli amplificatori (tenendo conto però della necessità di modificarli per la differente tensione utilizzata negli USA)
- Per quello che ho visto nei negozi visitati (Sam Ash, Matt Umanov, Rudy’s, Guitar Center) direi che c’è molta disponibilità Gibson/Fender, più che discreta come PRS,Music Man, molto poca a livello di marche come Suhr o Tom Anderson, pressochè nulla di marche minori/economiche (escludendo Epiphone,Squier o Fender Mex).
Se avete un conto in banca tipo sceicco ogni negozio ha un angolo del vintage pazzesco (ho visto una strato a 58000 dollari…) ottimo anche solo per lustrarsi gli occhi.
- A New York c’è musica (di qualunque genere) ovunque, nei locali, nei parchi, in
metropolitana, per strada…merita una visita anche solo per questo!


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wow
di Zakk Fuckin' Wylde [user #5690]
commento del 20/03/2013 ore 13:13:48
ci sono stato e confermo le tue impressioni !
la mia città ideale !
Rispondi
Altri modelli??
di sheratonII [user #32461]
commento del 20/03/2013 ore 13:26:02
Ciao, per caso il guadagno l'hai visto che su modelli come "traditional" e "standard" ???
se si i prezzi li ricordi??
Grazie mille per le tue info !!!
Rispondi
.......
di tonio90 [user #36226]
commento del 20/03/2013 ore 13:33:40
la BIG APPLE mi manca , spero di riuscire ad andarci ad ottobre novembre, che io sappia quasi tutte le compagnie aeree permettono di portare strumenti come bagaglio a mano, un mio amico in Rep. Ceca prese addirittura due chitarre e le portò in aereo come bagaglio a mano(una bach les paul e una bach telecaster) negli USA tornò con una fender comprata negli stabilimenti di Corona, di sicuro quando anrò negli USA so per certo che avrò un peso di 4/5 kg in legno in più da portarmi dietro
Rispondi
idem
di jdm61 [user #20274]
commento del 20/03/2013 ore 14:00:36
vado negli USA almeno una volta l'anno per motivi di lavoro e tutte le volte devo frenare la GAS che aumenta a dismisura in occasione del viaggio. Come te, ho riportato quattro chitarre dagli USA senza il minimo problema al rientro. Ben fatto!
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Bella mossa. Ultimamente ho controllato ...
di E! [user #6395]
commento del 20/03/2013 ore 14:24:31
Bella mossa.
Ultimamente ho controllato i prezzi americani delle Gibson e sono rimasto stupito della differenza con i prezzi italiani. Avevo giusto in mente di comprare una Gibson ES175, ma i prezzi, incredibilmente, sono anche superiori rispetto a quelli italiani.. Mi sto ancora chiedendo perché.
Rispondi
Re: Bella mossa. Ultimamente ho controllato ...
di zabu [user #2321]
commento del 20/03/2013 ore 15:17:59
Vado spesso negli Stati Uniti ed effettivamente nella mia esperienza alcuni marchi sono più convenienti da acquistare li' rispetto ad altri.

Con la Gibson bisogna valutare. Da quando la Gibson infatti distribuisce direttamente i suoi strumenti in Europa senza intermediari i prezzi sono piuttosto equiparati. Quello che e' diverso in America e' che spesso i negozi hanno offerte molto buone. Infatti a differenza dei negozi italiani, che tendono a mantenere gli strumenti anche se fanno polvere da anni, li' se hanno qualche rimanenza non esitano a proporre forti sconti, in particolare in giorni particolari come il Presidents' Day, Black Friday (il giorno dopo Thanksgiving) ecc.. Un'altra cosa da valutare e' che se hai paragonato i prezzi solo dei grandi distributori online (tipo musiciansfriend) considera che sono in genere un pochino più alti del cosiddetto price street che puoi trovare in un negozio reale.
Ultima notazione, bisogna sempre vedere il cambio. In certi periodi l'euro era scambiato addirittura ad 1,5 per cui sicuramente anche il periodo in cui si fa l'acquisto e' un fattore determinante per fare un buon affare.


Rispondi
curiosità
di danielejd [user #35531]
commento del 20/03/2013 ore 21:20:02
Ogni volta che leggo diari del genere sull'acquisto di chitarre oltreoceano mi chiedo una cosa: se la compagnia permette il trasporto dello strumento come bagaglio a mano alla dogana come fanno a sapere se è stato acquistato negli USA o se ce lo siamo portati dietro da casa?
Rispondi
Re: curiosità
di zabu [user #2321]
commento del 21/03/2013 ore 01:59:43
In teoria se ti porti una chitarra dall'Italia, con l'idea poi di riportarla indietro,dovresti dichiarala in uscita e mostrare al ritorno la relativa documentazione. I controlli alla dogana comunque sono del tutto casuali, ma se ci incappi ti aprono tutti i bagagli e ti chiedono conto di qualunque cosa potrebbe essere stata acquistata durante il tuo soggiorno all'estero (in teoria inclusi computer, macchina fotografica ecc.). Naturalmente ci sono dei parametri, ad esempio mi pare fino alla cifra di 430 Euro in realtà ci dovrebbe essere una esenzione dal pagamento del dazio doganale.
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