di FBASS [user #22255] - pubblicato il 31 gennaio 2013 ore 20:56
Piccolo tributo ad un grande del sax soprano, visto che da un po' di tempo anche questa direzione si sta dedicando ad altri strumenti e strumentisti, oltre che alle chitarre, cioè molto alle percussioni ed ai batteristi, cosa giusta premetto ( poveracci, hanno avuto da sempre problemi con il vicinato ), ma nemmeno una parola per la famiglia dei "Legni", di cui fanno parte anche degli strumenti in ottone ( vedi i sassofoni, soprano in testa, poi contralto, tenore, baritono e basso, ci sarebbe pure l'octobasso ma lasciamo perdere... ). Il nome alla famiglia però viene dato dal clarinetto che prima era tassativamente in ebano o bosso, almeno nel passato ( oggi li fanno anche in plastica, come l'ABS, poi in grenadilla che è un legno africano conosciuto anche come Mpingo, oppure in ebanite, e di cui il sassofono è un discendente; la storia del sassofono dice che esso è nato nel 1840/1841 come basso in FA ed in ottone, ma partendo da studi sul clarinetto basso, con un primo strumento prototipo, un ibrido che univa l'imboccatura ad ancia semplice del clarinetto e il corpo dell'oficleide, quest'ultimo un altro strumento della famiglia dei legni di forma conica, inventato dal belga Antoine Joseph Sax, detto Adolphe Sax, 1814-1894, fu esposto per la prima volta a Parigi, nel 1844, presso l'Esposizione Industriale, esso permetteva inoltre un grande volume di suono, paragonabile a quello degli ottoni ), c'è anche un altro membro della famiglia caduto in disuso, il sarrusofono strumento musicale ideato da Pierre Auguste Sarrus e costruito da Pierre-Louis Gautrot nel 1856 per competere con il sassofono in sostituzione del fagotto nelle bande musicali ed usato anche da Sidney Bechet nella musica jazz, prima del sax soprano :
Come estensione il sassofono ha quasi un'ottava in meno rispetto al clarinetto, estendendosi da SIb, sotto il righo centrale, al Fa# sopra il terzo righo in alto, tre ottave circa al posto di tre ottave più un intervallo di sesta minore o maggiore, a seconda del modello, del clarinetto, ma il più usato, cioè il soprano in SIb, si estende da MIb, al disotto del 3° rigo del Fa nella chiave di basso, al DO# sul 2° rigo in alto alla chiave del violino o di SOL, però entrambi, sassofono e clarinetto, ad ancia singola ed entrambi traspositori ( cioè leggono una nota ma ne suonano invece un'altra) e pertanto richiedono spartiti a loro dedicati rispetto ai quali le note reali sono, rispettivamente, un tono sotto e un tono e mezzo sopra. Sidney Bechet ( nato a New Orleans, e dove se no, il 14 maggio 1897, e morto a Garches il 14 maggio 1959, cioè nel giorno del suo 62° compleanno) è stato un grande sassofonista, clarinettista e compositore statunitense di musica jazz e viene considerato tra i più grandi clarinettisti del ventesimo secolo, lo si ricorda principalmente come maestro del sassofono soprano ( esteso a partire da una quinta sopra il contralto, dal LAb al MI5, però esistono sia il sopranino in MIb, in due forme di cui una dritta e l'altra curva a "pipa", vanto nostrano della ditta Orsi, che il sopranissimo in SIb ) di cui fu forse in assoluto il primo sassofonista jazz degno di nota ( nella musica jazz si annovera una incisione del 1924 di Clarence Williams del brano "Mandy, Make Up Your Mind" , con un sarrusofono suonato da Sidney Bechet, il sarrusofono del 1856 era poi così simile al sassofono che lo stesso Adolphe Sax intentò diverse cause legali contro Pierre-Louis Gautrot che l'aveva realizzato). Anche se poi io preferisco, ma appena appena un po' di più di lui Sidney Bechet, Stan Getz che suonava invece il sax tenore, strumenti entrambi in SIb, mentre io posseggo un sax contralto in MIb ed ho anche un clarinetto soprano che come ho detto è invece in SIb (sono entrambi della Yamaha, ma dovreste pagarmele tutte ste' notizie, popolo di chitarrari e bassologhi, pardon scherzavo, pensate poi che personalmente mi reputo solo uno strimpellatore e scassatimpani altrui); non annovero però mai tra le mie preferenze dei musicisti al sax, Charlie Parker perchè è fuori discussione l'entità della sua bravura ed è il simbolo, almeno per me, del sassofonista, ne ho fatto un articolo . Eccolo nei suoi brani più conosciuti