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I professionisti

di DocRock [user #568] - pubblicato il 29 dicembre 2012 ore 17:06

Un recente post, contestato, di un nuovo utente, mi ha sollecitato a scrivere una riflessione sul mondo che circonda gli appassionati o i professionisti della chitarra. Tutti noi cerchiamo di cavarcela da soli quando si tratta di piccole cose che servono alla manutenzione o al miglioramento dei nostri amati strumenti. Ma quando temiamo di non essere capaci di ottenere il risultato voluto, o temiamo di arrecare danni, ci rivolgiamo ad un professionista. Costui è una figura riconosciuta, stimata, consigliata da amici o conoscenti, che, di solito, ha fatto un percorso formativo a bottega e ha guadagnato sul campo i gradi di cui si fregia. Spesso non ha titoli da esibire in una cornice, ma il suo ruolo e le sue capacità sono testimoniate dal lavoro. Tra gli artigiani funziona così. Sei bravo, lavori bene, sei onesto, e i tuoi clienti ti raccomandano agli amici. La tua fama si accresce finchè... finche non cominci a chiedere un compenso anche se un cliente si affaccia sulla soglia dl tuo negozio. I professionisti, a differenza degli hobbisti, pagano un affitto di locazione, comprano macchinari, fanno magazzino di ricambi, pagano le tasse, magari un dipendente ecc. e quindi praticano dei prezzi apparentemente ingiustificati, ma che servono a coprire i costi di gestione di una attività legale. Ma che dire della sensazione di molti di noi quando escono dalla bottega di un liutaio o di un tecnico elettronico? Di recente mi sono capitati due episodi spiacevoli. Ho assemblato una chitarrina da portarmi in macchina, verniciata a gommalacca, ma le ottave risultavano alterate. L'ho portata da un liutaio, uno che solitamente sui forum fa una bandiera della professionalità della sua categoria. Mi ha settato le ottave, ma quando ho ripreso la chitarra, li davanti a lui, gli ho fatto notare che i suoni morivano al 12mo tasto, i bending si spegnevano come una candela al vento. Ha alzato le sellette con noncuranza senza ricontrollare nient'altro. Sono uscito con l'amaro in bocca. Successivamente ho portato un vecchio amplificatore Fender a transistor, il Champion 110, da un famoso, celeberrimo tecnico di amplificatori romano, quello a cui si rivolgono i professionisti. Lamentavo un riverbero che rilasciava echi metallici. Lui non si è scomposto. Ha tenuto l'amplificatore per due settimane, ha sostituito l'ingresso del jack, che funzionava benissimo, mi ha chiesto 50 euro, me lo ha ridato con lo stesso rumore di ferraglia di prima. L'amplificatore, se mai io trovassi qualcuno a cui venderlo, vale si e no 70 euro, e quello che ritenevo un difetto probabilmente è innato nel prodotto di scarse pretese. Lui lo sapeva, ma ha fatto finta di interessarsi al problema per non perdere un cliente facile. Questa non è professionalità. È come se io, che di mestiere faccio il chirurgo, operassi una persona che pensa di avere qualcosa che non va, solo perchè mi paga, e non perchè riconosco una patologia. Essere professionisti significa per prima cosa essere Uomini, essere onesti ed essere, ovviamente, competenti. Le capacità tecniche da sole non bastano a definire un professionista. Io non sono in grado di fare tutto da solo, e se mi occorre, cerco un tecnico bravo e competente, ma non vorrei mai più trovare sulla mia strada qualcuno che si prenda gioco di me contando sulla mia buona educazione e sulla sua fama. Questo nostro mondo della chitarra vive di miti, spesso usurpati, e difficili da contestare e, seppure una singola cattiva esperienza possa diluirsi nelle innumerevoli attestazioni di altri clienti, ritengo sia giusto che chiunque, come me, si sia sentito preso in giro debba testimoniarlo. Per nostra fortuna esistono liutai e tecnici onesti, attenti e competenti, ma trovarli potrebbe cominciare a diventare un percorso accidentato.

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Giusto , prima di tutto ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/12/2012 ore 18:53:57
Giusto , prima di tutto conta il rapporto umano, poi quello tecnico
Rispondi
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Re: Giusto , prima di tutto ...
di pastrana [user #34418]
commento del 29/12/2012 ore 20:39:4
A me francamente, del "fattore umano" - in certi contesti, si intende.. - non mi frega proprio una benemerita. Se ho un problema, e per questo mi serve un tecnico perchè non si può sempre far da soli, non mi interessa che questo sia un cordiale simpaticone; mi basterebbe, e in ogni caso preferirei, che fosse capace e professionale. Tutto il resto è grasso che cola, non è importante. Tanto per stare nel nostro ambito di interesse, tempo fa mi rivolsi a un liutaio, per un lavoretto in verità anche piuttosto semplice: gentilissimo, cordiale, e anche moderatamente simpatico, ma autentico cialtrone e integrale pasticcione nel suo lavoro. Magari ci torno pure, ma per farmi quattro risate, e non certamente per portargli una chitarra. Preferisco di gran lunga quello che ho adesso - che è una spropositata testa di cazzo che se lo incontri fuori dal laboratorio lo prenderesti solo a randellate - antipatico e scorbutico, ma impeccabile e freddo come il diamante nel suo lavoro.
Gli amici me li cerco simpatici, ma il tecnico lo voglio capace.
Rispondi
Re: Giusto , prima di tutto ...
di DocRock [user #568]
commento del 29/12/2012 ore 23:02:26
Per umano in questo caso si intende eticamente corretto. Nessuno dei due m'ha intrattenuto con frizzi, lazzi e facezie, ma sono stati sbrigativi e frettolosi, sia nel rapporto colloquiale che nel lavoro. Ma visto che ci siamo, un po' della antica gentilezza tra persone non sarebbe male, in una società che si fa via via più cinica e rozza. E la teoria del Dr House che è meglio un medico scorbutico che ti cura piuttosto che uno gentile che t'ammazza è, per l'appunto, una trovata cinica e falsa degli sceneggiatori per giustificare il personaggio. Per essere dei numeri uno devi saper fare il tuo lavoro e saper trattare le persone, in ogni ambito di lavoro.
Rispondi
Re: Giusto , prima di tutto ...
di pastrana [user #34418]
commento del 30/12/2012 ore 08:34:52
Mmh.. anche se l'hai citato Dr House mi sa che non lo segui. Il personaggio interpretato da H. Laurie è solo in apparenza scorbutico e cinico, ma la sua anima emerge sempre con una certa prepotenza - probabilmente per la qualità delle scritture e perchè lui è un bravo attore.
Ad ogni modo si, siamo d'accordo, non è che un po' di gentilezza mi faccia schifo, se c'è tanto meglio.
Rispondi
Io credo...
di valerio62 [user #30656]
commento del 30/12/2012 ore 01:46:34
...che questo discorso contempli vari aspetti del lato "umano" delle persone. L'amore per il proprio lavoro, inteso come passione per l'esercizio della propria "arte", ultimamente è diventato carta crespa per lucidarcisi il culo. Vuoi per i ceffoni sonori che i nostri governanti ti rifilano ad ogni boccata d'aria che prendi, vuoi per lo scoglionamento che ti assale quando vedi che non arrivi a fine mese, e vuoi pure per la fatica che si compie per realizzare qualcosa che ormai tutti collocano nella frase "eh ma che spendi sti soldi se con la stessa cifra lo compri nuovo".
Questi sono aspetti della società attuale che, nel caso della professione liuteristica (ma anche di tante altre professioni), vanno a tarlare l'amore per il proprio lavoro, fino al punto di poterlo distruggere completamente.

Io faccio l'informatico da 25 anni e passa, ma da quasi 3 anni mi sto dilettando nella liuteria. Hobbista ? Si sicuramente non sono altro, ma la passione per qualsiasi cosa che si fà può creare l'artigiano "professionista". E sta capitando a me esattamente quello che capita al liutaio dell'esempio... fa apprendistato, praticantato e poi... pian piano la gente comincia a farsi sempre più numerosa. Chi porta una acustica trovata in cantina non sapendo che è una EKO del 1960... chi porta un tagliere con un manico credendolo una Les Paul del '59 etc etc...

Poi c'è quello del "Eh si, ma..."
che è il tipo che io detesto di più ma che mi diverto un mondo a prendere per i fondelli.
E' il saccente tuttologo che si è sbibitato tonnellate di carta, riviste e articoli, video presi su internet e ne sà più di te che senza fiatare un giorno hai deciso di prendere 6 chili di legno per vedere cosa cavolo veniva fuori.

Oggi ho sentito una cosa che dentro mi ha fatto solamente venire questa frase "MA PUOI ESSERE PIU' IDIOTA DI COSI' ?"... mentre fuori annuivo dicendo "mah sicuramente hai ragione o probabilmente vivi in un mondo dove la fisica è diversa dal mio"...
la frase incriminata è la seguente: "eh ma il liutaio X addirittura ha creato un suo modo di avvolgere i pickups perchè sai, negli USA hanno una frequenza della corrente diversa da noi in europa e allora per avere la stessa capacità qui da noi lui ha realizzato"... non ho finito nemmeno di sentire la frase....

Sti soggetti esistono, sono riempitivi, addensanti... una cosa amorfa che compenetra i nostri spazi... lui e il suo amico liutaio... che entrambi non capiscono una straceppa ma sono contenti così.
Solo che il suo amico liutaio gli fa il setup del basso in tre mesi... gli chiede 200 euro... e spara cazzate con lo spargisale.

Io parto da un altro presupposto... io devo FARE per poter giudicare qualcosa.... non mi basta vederlo, leggerlo o studiarlo... lo devo FARE. Ma il mondo è in mano a chi non fa un cazzo di niente e campa sulle spalle di chi fa dalla mattina alla sera.

Ah... quando i miei amici mi portano chitarre su cui lavorare... solitamente gli chiedo solo i soldi che ho speso io. Ogni tanto qualcuno, che conosce evidentemente i costi reali, offre anche la manodopera...
Vi ricordate la Washburn HB35 distrutta che mi portò il mio amico devastatore di chitarre ??? Gli avevano chiesto 600 euro per rimetterla in sesto... lui ha avuto una chitarra nuova con solo 100 euro.

Ma l'amore per questa "arte" è forte e io sono contento così. Certo se poi diventasse "lavoro" allora dovrei per forza non limitarmi ai costi... altrimenti si muore di fame.

:)
Rispondi
Re: Io credo...
di DocRock [user #568]
commento del 31/12/2012 ore 16:51:22
Ciao, mi era sfuggio il tuo commento. Il mio sfogo era rivolto ai professionisti, per i quali invoco un comportamento leale nei confronti dei clienti. Io, seppur con una infarinatura da letture sulla rete, non mi permetto di dare consigli a chi è del mestiere, ma chi stabilisce con me un rapporto commerciale ha dei doveri, che non solo solo di competenza tecnica, ma soprattutto di onestà. Io posso scambiare lucciole per lanterne, ma un professionista sa se quello che io vedo come un difetto è solo una caratterisitca di un prodotto. La passione da sola non ripaga, chi lavora deve essere pagato, ma la malafede prima o poi innesca il marciume nel comportamento di un professionista. Si diventa sempre più indulgenti con se stessi, fino a diventare francamente disonesti.
Rispondi
Re: Io credo...
di valerio62 [user #30656]
commento del 31/12/2012 ore 17:50:29
...e infatti io ho condiviso appieno il tuo discorso. La passione dovrebbe sempre rimanere tale com'è all'inizio, in cui si intraprende un percorso. Che l'ego dell'uomo poi cerchi sempre e comunque di rovinare tutto questo è palesemente assodato da millenni. Se io fossi stato al posto del tuo liutaio, anche se sono solo un appassionato in cammino verso la liuteria, ti avrei sinceramente detto che era solo una caratteristica e non un difetto.
Rispondi
BEL DIARIO ;)))) SaluTOneS ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 31/12/2012 ore 13:12:52
BEL DIARIO ;))))

SaluTOneS
Rispondi
Re: BEL DIARIO ;)))) SaluTOneS ...
di DocRock [user #568]
commento del 31/12/2012 ore 16:44:24
Non so se è ironico o un apprezzamento reale, ma nel dubbio scelgo l'opzione più benevola e ti mando un augurio di Buon Anno con un sorriso disteso :-)
Rispondi
Re: BEL DIARIO ;)))) SaluTOneS ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 31/12/2012 ore 18:00:43
nessuna intenzione ironica !! un COMPLIMeNTO belloe uono per quello che hai scritto !!!

Buon Anno pure a te ! ;OP

WiWa!
Rispondi
Re: BEL DIARIO ;)))) SaluTOneS ...
di DocRock [user #568]
commento del 31/12/2012 ore 20:31:42
Allora grazie! Festeggia bene l'arrivo del 2013, chitarra in mano e grande energia, coraggio e spirito di solidarietà :-)
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