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Codice Deontologico del Musicista
Codice Deontologico del Musicista

di LaPudva [user #33493] - pubblicato il 28 dicembre 2012 ore 08:00
Quante volte ci siamo trovati a discutere delle condizioni sfavorevoli e della poca serietà che troppo spesso caratterizzano il mondo del professionismo musicale? Senza una regolamentazione che tuteli i diritti e sancisca i doveri dei musicisti, sicuramente risulta difficile non solo migliorarne le condizioni lavorative, ma anche definire con chiarezza la “categoria” professionale.
Quante volte ci siamo trovati a discutere delle condizioni sfavorevoli e della poca serietà che troppo spesso caratterizzano il mondo del professionismo musicale? Senza una regolamentazione che tuteli i diritti e sancisca i doveri dei musicisti, sicuramente risulta difficile non solo migliorarne le condizioni lavorative, ma anche definire con chiarezza la “categoria” professionale. Da dove partire, dunque?
Il 19 dicembre scorso, l’Associazione Note Legali (che conta moltissimi iscritti tra musicisti e addetti ai lavori, ai quali garantisce consulenza legale e un riferimento prezioso in un mondo ancora nebuloso), ha comunicato l’avvio di un interessante progetto destinato – si spera – a far parlare di sé: la scrittura del Codice Deontologico del Musicista. La carta verrebbe stesa collettivamente dai musicisti stessi attraverso uno scambio di idee, suggerimenti e osservazioni sul forum dell’Associazione a questo indirizzo.

Si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell’Associazione: "Siamo consapevoli del fatto che questa iniziativa, da sola, non risolverà i problemi dei musicisti italiani e le scarse condizioni di tutela nelle quali essi operano, ma siamo altrettanto convinti che rappresenti una grande occasione di confronto e crescita tra musicisti, l’inizio di una rivoluzione culturale che possa contribuire a ricreare un senso di categoria ormai perduto, che riesca a riunire i musicisti attorno a una carta di valori che possa ispirarli e guidarli nella loro attività quotidiana, elevando così la professionalità della categoria".


Il Codice, insomma, potrebbe fornire uno strumento utile per definire e valorizzare la figura del musicista professionista, oltre che per sensibilizzare operatori e committenti. L'obiettivo, spiega l’Associazione, è di arrivare a formulare una sorta di "codice etico" del musicista "nel quale si riconoscano i professionisti del settore, da condividere, rispettare e diffondere per migliorare le condizioni lavorative e arginare, almeno in parte, la scarsa considerazione 'professionale' che troppo spesso colpisce la categoria".
Naturalmente tutti i musicisti sono invitati a partecipare al dibattito moderato dall’Associazione, che nei prossimi mesi raccoglierà i materiali al fine di stendere la bozza che poi verrà valutata e approvata collettivamente. Nel mese di marzo 2013 a Bologna avrà luogo un’assemblea per poter discutere pubblicamente delle proposte raccolte. La prima versione del Codice verrà, poi, presentata in occasione del Music Italy Show, che si svolgerà a Bologna dal 3 al 5 maggio 2013.
Per ulteriori informazioni sull’iniziativa scrivere a info@notelegali.it o telefonare allo 051 5875506.

Link utili
Forum Associazione Note Legali
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Sono in questo campo da almeno 46 anni
di FBASS [user #22255]
commento del 28/12/2012 ore 09:08:4
Anche se non professionalmente parlando, ma ho cominciato proprio in questo settore nel 1966, poi in quello della elettronica intesa come assistenza e realizzazione al nuovo, prima nel modellismo ferroviario ed aereo, per passare poi all'amplificazione, via via da bassa potenza dilettantistica a quella HI-Fi, poi alle grandi amplificazioni per spettacolo e strumenti, dal 1970 circa, sono molto conosciuto nella mia città più per questo che come bassista. Essendo anche Ingegnere Elettrico, professione in cui esiste un codice deontologico da sempre, poi come CTU delle Procure della Repubblica, iscritto nell'Albo di quella di Napoli, ove esiste anche quì un codice deontologico, non posso non essere d'accordo con te sulla necessità che venga inserito anche in questo campo, però premettendo che deve essere inteso come nei due casi di cui ho fatto cenno e che vivo in prima persona, cioè legati alla legalizzazione del ruolo mediante accesso per Esame di Stato, riconoscimento della professionalità e l'autocontrollo, magari non facendo critiche sull'operato dei colleghi, cosa che quì esiste ma non nel campo ingegneristico, l'uso corretto delle norme e decreti, la tutela della professionalità, ecc. ecc., fino ad oggi in questo campo purtroppo, sarà un mio parere o deduzione, anche errata se vogliamo, ho visto molto pressapochismo, Ciccio il Napoletano.
Rispondi
Mamma mia...dopo quello dei dentisti, ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 28/12/2012 ore 09:26:58
Mamma mia...dopo quello dei dentisti, ragionieri, geometri, rappresentanti, medici, farmacisti, arbitri e raccattapalle, ingegneri ecc ecc ecc ci mancava giusto quello dei musicisti...
Rispondi
si dai facciamo un'altra casta..... ...
di jrizz [user #23356]
commento del 28/12/2012 ore 10:57:35
si dai facciamo un'altra casta.....
Rispondi
interessante... ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 28/12/2012 ore 11:12:12
interessante...
Rispondi
La proposta può essere interessante ...
di davo [user #31664]
commento del 28/12/2012 ore 11:33:07
La proposta può essere interessante ma ho molti dubbi sulla validità di un approccio così "formale" alla materia.
Va sempre considerato che la musica e il fare musica (in tutti i suoi aspetti) non possono essere codificati completamente e che il percorso degli studi, con esami e prove, non rappresenta l'assoluto temine di paragono né esaurisce le potenzialità e i campi espressivi. Stiamo parlando di una disciplina che è anche arte, con tutti i pro e i contro del caso; quindi va bene riuscire a distinguere tra i professionisti e il grande bacino di persone che non vivono di musica, ma mi sembra una idiozia parlare di "Ordine dei musicisti". Piuttosto, strutture sindacali che possano crescere in influenza e che abbiano competenza e apertura mentale e soprattutto senza rigidità, visto che il mondo mi pare decisamente molto più mobile e variegato rispetto a quanto si voglia credere.
Se non si rischia di fare la semplicemente la SIAE 2.0, mentre serve una riflessione seria sul concetto di autore, diritti, professione (in questo settore specifico) etc...
Sicuramente sarebbe gradita un certa attenzione da parte delle istituzioni preposte (che esistono); del resto l'Italia non brilla per difesa del patrimonio culturale.
Rispondi
Re: La proposta può essere interessante ...
di mattconfusion [user #13306]
commento del 28/12/2012 ore 15:44:47
Si diciamo che creare l'ENNESIMO albo in Italia dimostra che l'approccio di questo paese ai problemi è sempre lo stesso. Creiamo nuove regole, nuovi codici, nuovi castelli che si vanno a sommare a quelli già esistenti complicando ulteriormente le cose e creando nuove scappatoie.

Iniziamo a ripulire quel nido di vespe che si chiama SIAE.

EDIT: leggendo meglio anche sul forum non si parla di albi quanto appunto solo di un codice di comportamenti corretti senza sanzioni disciplinari... spulciando fra i punti fondamentali sembrano in effetti dettati dal buon senso e da un senso di concorrenza leale e rispettosa che sarebbe dovuta....
Rispondi
Re: La proposta può essere interessante ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 30/12/2012 ore 23:38:11
E' esattamente così, Matt.
A partire dal presupposto che l'intero ambito della professione musica necessita di una regolamentazione seria, dato che risulta evidente a tutti, credo, che i musicisti nel nostro paese non siano tutelati a sufficienza nello svolgimento della loro professione, Note Legali ritiene che possa essere utile in primo luogo definire in modo quanto più possibile chiaro e coerente la categoria dei professionisti della musica. Sembrerà anche una banalità, ma obiettivamente se non si parte da quello è impossibile fare tutto il resto.
Diciamo che l'iniziativa vuole "smuovere le acque", sensibilizzare i musicisti stessi sull'importanza del concetto di categoria e della questione della regolamentazione, prima ancora che committenti o autorità competenti.
Rispondi
Togliere tutto
di mauriziodb [user #19064]
commento del 28/12/2012 ore 12:01:31
Bisogna abolire tutti gli ordini, togliere il valore legale delle lauree, solo allora cominceremo a diventare un paese moderno e competitivo, altro che creare una nuova corporazione.
Siamo un paese incapace di controllare la qualità delle università, in certi posti si rilasciano lauree da 110 e lode a semianalfabeti, e vogliamo un altro ordine che possa proteggere e cautelare i musicisti, o presunti tali ?
Io voglio essere libero di dare i miei soldi a chi mi pare, preferisco un dilettante che abbia passione e onestà ad uno che può solo vantare di avere un "pezzo di carta".
Nelle università americane il professore si presenta con il suo curriculum e le sue pubblicazioni, e il collegio docenti lo esamina e lo giudica, come se fosse un'azienda privata, questa è la differenza, e per assurdo spesso vengono presi degli Italiani scappati da un sistema clientelare e corrotto.
Rispondi
Re: Togliere tutto
di LaPudva [user #33493]
commento del 03/01/2013 ore 12:25:52
Non bisogna togliere il valore legale delle lauree, bisogna dare valore alle lauree, che è un concetto un po' diverso... ;)
Comunque credo la cosa sia stata fraintesa. Non si intende creare un ordine, ma compattare una categoria. Col codice deontologico non si vuole creare una casta, ma stabilire dei principi da rispettare per coloro i quali vogliano lavorare come musicisti. Chi non è disposto ad attenersi certe regole potrà comunque fare musica, ma non professionalmente. Tutto lì.
A me pare un atto dovuto in linea di principio. Ci si lamenta abbastanza quando chi non ha le competenze lavora come medico (e sia chiaro, lo dico tenendo ben a mente le differenze sostanziali in fatto di conseguenze... Parlo semplicemente in linea di principio), ma ogni professione dovrebbe avere una deontologia.
Proprio perché si tengono presenti la professionalità e le capacità di chi lavora in America, non a caso, vige un codice deontologico non scritto dei musicisti...
Rispondi
Re: Togliere tutto
di mauriziodb [user #19064]
commento del 03/01/2013 ore 17:10:35
Ribadisco che, secondo me, togliere il valore legale alle lauree significa far crollare il sistema di lauree finte, nepotismo e raccomandazioni, se sei un somaro ti devono poter scoprire e cacciare, anche se hai comprato una laurea, per quanto riguarda il codice deontologico penso di capire benissimo la differenza tra codice e albo/ordine/casta, ho solo voluto essere un po' provocatorio, come mia abitudine :-), nel caso specifico, penso che si cominci con il buon obbiettivo di essere tutti professionali e volersi auto regolamentare, ma si finisca poi con il creare il solito organo di controllo inutile, con il solito gruppetto di amministratori, ( più amici e parenti ) che si inventano un lavoro che non c'era, e che forse non serve.
Rispondi
definizione di musicista ??
di Andre792 [user #24401]
commento del 28/12/2012 ore 13:05:36
il problema a mio avviso è questo ...
cosa si intende o meglio chi si intende per musicista ??.... il diplomato del conservatorio e/o il semplice appassionato di musica (eventualmente autodidatta)?
poiché al giorno d'oggi la carriera professionistica può essere intrapresa da entrambe le parti
Rispondi
Re: definizione di musicista ??
di mattconfusion [user #13306]
commento del 28/12/2012 ore 15:47:39
penso che il musicista a cui si riferiscono qui sia una persona che trae profitto dalla sua attività musicale, in registrazione o performance live. A questo punto però vi rientrano o no gli altri operanti del settore?
Rispondi
Re: definizione di musicista ??
di LaPudva [user #33493]
commento del 30/12/2012 ore 23:58:37
Questa è proprio uno degli argomenti che si andranno inevitabilmente a toccare.
Il concetto di "categoria" sul quale Note Legali vorrebbe sensibilizzare un po' tutti gli addetti ai lavori, da quel che ho capito, andrebbe ridefinito se si vuole gestire la professione musica al pari di qualsiasi altra professione.
Per farlo si devono chiarire delle questioni di base (come quella che giustamente sollevi tu), dalle quali non si può prescindere per elaborare una regolamentazione soddisfacente.
Non credo che il diploma del conservatorio possa essere il alcun modo determinante se non come requisito di accesso all'insegnamento nelle scuole, ad esempio. Allo stesso modo credo che un "semplice appassionato" difficilmente possa essere un professionista.
Io, comunque, invito tutti a seguire il dibattito sul forum, perché secondo me uno scambio tra musicisti potrà portare a riflessioni interessanti per tutti.
Rispondi
Concordo con la NON regolamentazione ...
di Foglio [user #19480]
commento del 29/12/2012 ore 04:31:21
Concordo con la NON regolamentazione del settore e sopratutto con la costituzione di un albo...
Un codice deontologico non saprei nemmeno a cosa possa servire...
L'arte non è una professione certificabile...
Provate ad immaginarvi... A una bestia come Bob Dylan che razza di competenze si può richiedere??? Eppure è entrato nella leggenda... E dire che l'hanno arrestato davanti a casa sua perchè l'avevano preso per un barbone... :P
Rispondi
Re: Concordo con la NON regolamentazione ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 31/12/2012 ore 00:19:11
Da un certo punto di vista comprendo il senso di orrore, ma nel momento in cui ti esibisci per avere un compenso trasformando la tua arte in lavoro diventi certificabile eccome. A quel punto, a mio avviso, è nell'interesse del musicista trovare dei punti fermi nel magma indistinto che è il suo mondo professionale allo stato attuale nel nostro paese...
Secondo me si sta facendo un po' di confusione sull'iniziativa. Non si parla della definizione delle competenze tecniche che si devono avere per poter suonare, quanto piuttosto delle modalità con cui si dovrebbe svolgere la professione-musica, dei diritti e dei doveri del musicista e del committente, del senso di categoria e di molte altre questioni perlopiù ignorate.
Bob Dylan è un uomo estremamente attento al lato gestionale della sua professione!
Rispondi
Re: Concordo con la NON regolamentazione ...
di Foglio [user #19480]
commento del 31/12/2012 ore 20:0
Capisco e apprezzo il tuo punto di vista... Sono curioso di leggere questo codice deontologico per capire come effettivamente certificare la cosa...
Rispondi
Re: Concordo con la NON regolamentazione ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 03/01/2013 ore 12:31:12
Ciao Foglio!
Sottolineo che Note Legali non intende certificare nulla. Il Codice Deontologico è un lavoro preliminare destinato a chiarire dei punti chiave, basilari per quanti ambiscano a lavorare professionalmente nella musica. Nella sostanza, stabilendo quali sono i diritti e i doveri dei musicisti, si spera che in un futuro, regolamentando le modalità di lavoro, chi pretende di guadagnare con la musica lavorando "alla carlona" venga non solo disincentivato, ma anche impossibilitato a farlo.
Questo è un grande step iniziale, che vuole portare i musicisti a riflettere. Note Legali opera da tempo in questo settore fornendo un supporto legale ai suoi iscritti ed è ben conscia del fatto che senza qualcuno che dia il là e movimenti le acque, in Italia non cambierà mai NULLA.
Ne approfitto per mandarti un salutone e augurarti buon anno!!!
Rispondi
Re: Concordo con la NON regolamentazione ...
di Foglio [user #19480]
commento del 05/01/2013 ore 21:04:58
Scusa se ti rispondo solo adesso,
Spero unicamente che non venga istituito (in futuro) un albo del musicista, che veramente non se ne può più di questo paese medievale...

Ricambio i saluti e gli auguri per un nuovo anno prospero e felice!!! ;)
Rispondi
Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 29/12/2012 ore 06:23:14
Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. Lo so che tiro fuori spesso i soliti paragoni, ma parlo per quello che conosco, quindi... negli USA non ci sono di queste scartoffie burocratiche, eppure trovi band di teenager che hanno una professionalita' che a volte in Italia non ho visto da parte di cosiddetti professionisti. E' inutile menare il can per l'aia, non servono codici e carte inutili, ma una solida etica lavorativa, che si ottiene solo attraverso una solida formazione professionale e culturale, imparando il ruolo del musicista a scuola, studiando musica, e poi suonando in giro, imparando da altri musicisti. Cosi' funziona negli USA, e i risultati direi che si vedono. Come si vuol pretendere di migliorare le cose mettendo assieme due paragrafi che nessuno si leggera', onestamente non lo capisco. Mi sembra la solita tendenza italiana a codificare l'impossibie, per poi fregarsene bellamente. I miei soliti due cent di mugugno Zeneize ;)
Rispondi
Re: Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di Chiodo utente non più registrato
commento del 29/12/2012 ore 09:13:4
Pero' negli Usa anche se non hanno una vera e propria regolamentazione ,hanno un maggiore senso civico,in quanto gli artisti vengono lasciati liberi di esprimere e gli viene garantita la sicurezza e le giuste misure per operare!
E' anche vero che per principio non dovrebbe essere necessaria una regolamentazione,pero' sai com'e' qui da noi tutto ,anche cio' che e' morale ,viene messo in discussione ,e anche il fatto di mettere un supervisore a regolamentare ,diventera' per le stesse ragioni un'altra corporazione di magna magna fine soltanto a quello!!

Rispondi
Re: Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 31/12/2012 ore 00:43:44
Hai centrato pienamente la questione e stavo per rispondere pressapoco quello che hai scritto tu!
In America la cosa funziona anche nell'altra direzione, cioè c'è un forte senso della categoria a livelli professionistici, c'è una sorta di codice non scritto al quale i professionisti della musica aderiscono, il che sicuramente dipende spesso dal loro maggior senso civico probabilmente... Non si possono assolutamente fare paragoni tra la nostra situazione e quella americana.
Il fatto è che quando l'arte diventa professione e la si svolge, quindi, ricevendo un compenso, per brutto che possa apparire ai nostri occhi, necessita di una regolamentazione. E' inevitabile e, come dicevo sopra, rifiutarsi di trovare dei punti fermi in queste sabbie mobili alla fine nuoce solo al musicista.
Io credo che ci debbano essere delle regole, cosa che, per dirne solo una, sfoltirebbe molta della bolgia che si butta nel circuito della musica live senza neanche avere le competenze per farlo e probabilmente disincentiverebbe tanti di quei musicisti che pur essendo tali non intendono operare con tutti i crismi a livello di professionismo.
Rispondi
Re: Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di Chiodo utente non più registrato
commento del 01/01/2013 ore 15:10:05
La mia paura e' pero' che quel senso civico al quale si fa' riferimento ,manchi soprattutto a coloro che dovrebbero leciferare tale regolamento!!!
Scusa ma su questa improvvisa esigenza di regolamentazione ci sento molta puzza di bruciato!
Proprio adesso che nel campo della musica ( e non solo) , stiamo passando un momento critico?Perche' in periodi migliori di questo non ci ha mai pensato nessuno?
Non e' che vogliono soltanto trovare un'altro fronte speculativo?
Se mettono in piedi questa cosa, temo sara' soprattutto per ricavarci su eventuali sanzioni disciplinari ,tasse ecc..
Francamente non ci vedo la buona fede del voler regolamentare fine a se stessa!!

Bacioni FedeRocka!:D e Buon Anno Nuovo!!!:)
Rispondi
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Re: Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 03/01/2013 ore 12:39:0
Su questo non posso darti torto... Basti pensare al disinteresse TOTALE riservato a chi vive di musica (perché alla fine, a ben pensarci, siamo nello stesso brodo da SEMPRE).
Non ti nascondo che anche io nutro dei dubbi sull'effettiva volontà e capacità di legiferare in fatto di professione musica qui da noi (dove paradossalmente dovrebbe essere valorizzata anche più che in altri paesi, considerato il nostro glorioso passato in questo ambito, ma vabbe', sono una romanticona), ma il progetto di questa associazione è in realtà qualcosa di cui si è lungamente parlato, solo che nessuno aveva mai preso l'iniziativa, vuoi per mancanza di concretezza, vuoi per assenza di mezzi. Sottolineo che nella sostanza questo è solo un dibattito, che però auspica una partecipazione su larga scala da parte dei musicisti stessi, al punto da poter presentare qualcosa alle istituzioni, in caso prenda forma un prospetto interessante e dettagliato.
Sai, sicuramente il rischio che ci si voglia speculare esiste, però è anche vero che quella del musicista è una professione che non viene in alcun modo considerata al pari delle altre e questo, nel 2013, è gravissimo. Come poter fare, dunque, senza una regolamentazione?
Ciò che dici è verissimo, però resta il fatto che fino ad ora, per quanti non vogliano lavorare in nero, sono più i doveri che i diritti.
Staremo a vedere. Io dico che, comunque, partecipare al dibattito sul sito dell'associazione male non può fare: è gratis e si ricavano anche un sacco di informazioni.
Qui sotto ho postato le linee guida per discutere sul forum, se può interessarti!

Caro Chiodo, ti mando un bacione e ti faccio tanti, tanti auguri per un anno pieno di buona musica e tanta serenità!

Un abbraccio deontologico dalla Federocka! Ahah! :D
Rispondi
Re: Mi sembra un'iniziativa alquanto inutile. ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 03/01/2013 ore 18:39:07
Non sono affatto d'accordo. I paragoni vanno invece fatti, e si dovrebbe andare oltre. Il problema principale che vedo con questo codice deontologico è che non mi sembra ci si sia fatti la domanda fondamentale: quale è il problema che stiamo cercando di risolvere?
A quel punto, identificato il problema, che per me è ancora molto vago, si valuta la soluzione più adeguata.
Quale è dunque il problema? Perché le lamentele che ho letto finora non sono certo risolvibili con burocrazia e codici deontologici; interventi nella scuola e nelle leggi per lo sviluppo dell'imprenditorialità sarebbero più utili.
Quanto alla dichiarazione che l'arte necessiti regolamentazione quando diventa professione, direi che nuovamente guardare agli USA dimostra l'opposto, visto che nel regno dell'entertainment non ci sono inutili scartoffie burocratiche paragonabili ad un codice deontologico.
Rispondi
beh...
di 0dBm [user #13012]
commento del 29/12/2012 ore 21:16:03
credo che quella dei musicisti sia una delle ultime categorie ad avere bisogno di un codice deontologico ;)
Rispondi
Re: beh...
di LaPudva [user #33493]
commento del 31/12/2012 ore 00:53:28
Io credo che invece ne avrebbe seriamente bisogno, soprattutto in Italia...
Attenzione, però, a non confondere due concetti chiave, ovvero l'essere musicisti (che - credo non serva dirlo - è diritto di Paul McCartney quanto del mio vicino di casa e soprattutto non è cosa determinabile da alcun codice) e il voler operare professionalmente nel campo della musica.
Si può benissimo esser musicisti senza volerlo fare per professione, ma se si fa per professione ci si deve necessariamente attenere a una serie di regole, scritte e non.
L'arte (laddove esiste) c'è a prescindere. L'esercizio della professione no...
Rispondi
...
di jebstuart [user #19455]
commento del 30/12/2012 ore 03:32:03
Mi pare che nei commenti precedenti al concetto di "Deontologia" si sia sostituito erroneamente quello di "Abilitazione".

Se ho ben capito, invece, il Codice dei Musicisti avrebbe esclusivamente prerogative di regolamentazione ed arbitrato (come per tutti i Codici Deontologici professionali), oltre a rappresentare un tentativo di compattamento della categoria.
E in questo non vedo che male possa esserci, visto che oltretutto stiamo parlando di Musicisti professionisti (cioè che vivono esclusivamente coi proventi della loro arte) e non di dilettanti (che vivono con redditi di altre professioni, mestieri ed impieghi) e strimpellatori alla jebstuart ;-)







Rispondi
Re: ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 31/12/2012 ore 01:08:26
Ciao Jeb,
credo anche io che si confondano i due concetti.
E' proprio come dici tu. Questa iniziativa, come spiegavo sopra, non ambisce ad altro che a smuovere le acque, a spingere i musicisti a confrontarsi e dialogare al fine di sviluppare quel senso di categoria che in altri paesi (vedi gli Stati Uniti, ad esempio) è molto più forte, e poi a tentare di approfondire certi aspetti della vita professionale dei musicisti che per tutti costituiscono un problema o risultano di difficile gestione proprio perché non regolamentati o regolamentati in modo a dir poco nebuloso.

Se devo dire la mia, non ci vedo nulla di male. Non credo che l'iniziativa possa recar danno ad alcuno, anzi, male che vada sarà un modo per agevolare lo scambio tra i musicisti su argomenti che difficilmente vengono discussi.
Quel che mi sembra sia ancora poco chiaro è che non si vuole imporre alcunché agli artisti né imprigionare la musica di nessuno. Semplicemente, occorre che coloro i quali vogliono svolgere questa professione siano coscienti di cosa ciò implichi. Serve maggior serietà da parte dei cosiddetti committenti ma decisamente anche da parte dei musicisti stessi.
Rispondi
Spunti per il dibattito
di LaPudva [user #33493]
commento del 31/12/2012 ore 01:10:42
Qui di seguito riporto gli spunti proposti dall'associazione per avviare il dibatto:

1. Preambolo: a chi si applica. Chi lo vuole/deve rispettare?

2. Assenza di sanzioni disciplinari (non siamo un ordine)

3. Doveri del musicista
a. Competenza/Aggiornamento professionale
b. Lealtà e correttezza
c. Diligenza. Prestazioni di qualità.
d. Segretezza e riservatezza
e. Rapporti con la stampa
f. Attività all’estero

4. Rapporti con i colleghi
a. Non trattare di nascosto
b. Basta con “ se lavori con lui non lavori con me”
c. Non parlare male degli altri colleghi
d. Compilare correttamente il borderò SIAE
e. Non attribuirsi attività di terzi
f. Divieto assoluto di “pirateria”
g. Citare sempre correttamente nomi autori e collaboratori
h. Consapevoli che non dipende sempre da noi, ma che è atto di concorrenza sleale: Lavorare in regola!
i. Divieto uso espressioni sconvenienti o offensive
j. Regole nelle sostituzioni

5. Rapporti con i datori di lavoro/committenti
a. Puntualità
b. Preventivi (modulistica)

6. Conflitti di ruolo: quando il musicista diventa datore di lavoro
a. Musicisti/direttori artistici
b. Musicisti/capiorchestra
c. Musicisti/produttori discografici

7. L’attività didattica
a. Vivere e promuovere la seguente carta valori
Rispondi
Re: Spunti per il dibattito
di alexus77 [user #3871]
commento del 03/01/2013 ore 19:13:34
Vedi, è proprio a questo che mi riferivo. Vediamo se riesco a spiegarmi con due esempi concreti:

1. Preambolo: a chi si applica. Chi lo vuole/deve rispettare?
Primo problema, vuoi vedere che poi finite come al solito in Italia che si deve pagate una quota ad una associazione...

2. Assenza di sanzioni disciplinari (non siamo un ordine)
È ci mancherebbe altro...

3. Doveri del musicista
a. Competenza/Aggiornamento professionale
Questo è un problema culturale e legato al comparto istruzione, non cerò roba da codice deontologico. Si può scrivere quello che vuoi, ma se a scuola continuano a insegnare solo il piffero e fino alla 3a media, c'è poco da fare
b. Lealtà e correttezza
Qualità morali... Queste andrebbero stabilite senza codici.
c. Diligenza. Prestazioni di qualità.
Una prestazione di servizio è un contratto tra un gestore di locale e il musicista, e qualità e diligenza dovrebbero riflettersi nell'abilità di trovare serate... Se sei inaffidabile ed incompetente, non ti chiamo, semplice
d. Segretezza e riservatezza
Questa è proprio vaga
e. Rapporti con la stampa
Non montiamoci la testa... ;)
f. Attività all’estero
???

4. Rapporti con i colleghi
a. Non trattare di nascosto
Sono contratti tra persone...
b. Basta con “ se lavori con lui non lavori con me”
Nuovamente, non è con un codice che si cambia il modo di comportarsi, ma crescendo musicisti dalle scuole e facendo capire loro l'essenzialita del collaborare
c. Non parlare male degli altri colleghi
Dire, fare, baciare, lettera, testamento?
d. Compilare correttamente il borderò SIAE
Questi invece andrebbero eliminati. Come negli USA, il locale paga una tassa, i borderò sono una pu77@n@7a dell'ante guerra, meglio battersi perché vengano tolti che non perdere tempo a scrivere codici su come compilarli secondo me
e. Non attribuirsi attività di terzi
C'è già altra protezione legale, se non va bene bisogna attivarsi per modificare quelle norme, non ricorrere a codici
f. Divieto assoluto di “pirateria”
Idem come sopra
g. Citare sempre correttamente nomi autori e collaboratori
Idem come sopra, e bisogna inculcare l'importanza della citazione nelle scuole, come si fa negli USA, dove plagiarism in ambito accademico è visto quasi come un omicidio
h. Consapevoli che non dipende sempre da noi, ma che è atto di concorrenza sleale: Lavorare in regola!
Idem, queste sono norme diverse, non materiale da codice deontologico
i. Divieto uso espressioni sconvenienti o offensive
L'educazione non si insegna nei codici
j. Regole nelle sostituzioni
Molto sibillina anche questa

5. Rapporti con i datori di lavoro/committenti
a. Puntualità
Se non sei puntuale non ti chiamo più, semplice
b. Preventivi (modulistica)
Sono contratti individuali, non vedo perché regolamentare a morte anche questi, e semmai ci si deve attivare per una modifica delle leggi già esistenti, non introdurre nuove norme
6. Conflitti di ruolo: quando il musicista diventa datore di lavoro
a. Musicisti/direttori artistici
b. Musicisti/capiorchestra
c. Musicisti/produttori discografici
Vaghissimo e un po' inutile...
7. L’attività didattica
a. Vivere e promuovere la seguente carta valori
Di nuovo... per risolvere quali problemi?

Rispondi
Il mio parere...
di invioinvio [user #30752]
commento del 01/01/2013 ore 09:29:19
Ciao, non sono un professionista (...magari!) e sono iscritto ad un Ordine professionale dove la sola cosa che fanno è prendersi la quota annuale (o quasi....) Credo che il musicista, sia pro che amatoriale, sia un po' una testa di c....nel senso che tutti noi nel mettere su una band a 15 o 45 anni abbiamo avuto a che fare con gente che non si presentava, non veniva alle prove, non studiava i pezzi ecc. non rispettava "le regole" per far andare avanti la band.
Concordo che delle regole servano per il bene di tutto il processo nel quale un musicista possa essere coinvolto, ovviamente e maggiormente se sotto contratto, ma arrivare ad un albo...immaginate slash o keith richards fare la fila per iscriversi...mi viene la pelle d'oca al contrario! Servirebbe un po' di buon senso in tutte le cose anche nella magica musica! Buon anno a voi alle vostre chitarre, ai vostri bassi, alle vostre tastiere, alle vostre batterie, ai vostri microfoni e vabbè anche alle vostre famiglie!
Rispondi
Re: Il mio parere...
di cescocarpena [user #36324]
commento del 03/01/2013 ore 11:18:25
In teoria e' giusto , altrochè.
In pratica sarà dura poi convincere quelli che come me vivono solo suonando e insegnando che bisognerebbe fare , per esempio , come in Inghilterra:
1 - Hai la qualifica di " self-employed musician " tradotto " musicista libero professionista "..vuol dire che ti paghi REGOLARMENTE i tuoi contibuti minimi a scadenza settimanale ( da loro )o mensile ( da noi ? )a prescindere da dove e con chi suoni e quanto suoni ( io per 10 anni feci così ).Si eliminerebbe sta palla dell'agibilità..tanto per cominciare.
2 - Si dovrebbero poi "punire" quelli ( vedi ORCHESTRE DA BALLO )che fanno finta di suonare , PAGATI per lo piu' in NERO perche' HANNO ALTRI LAVORI e che levano il lavoro a chi suona..cominciando a spezzare le dita ( in senso figurato per carità :) ) ai capi orchestra/gestori di locali..cominciando a DENUNCIARE per truffa.
Se si parte con questi 2 punti ESSENZIALI io salgo a bordo altrimenti siamo alle belle parole e continuo a farmi gli affari miei , come la maggioranza di noi musicisti.
Niente ALBI .. solo una voce professionale vera , riconosciuta.
Rispondi
Re: Il mio parere...
di invioinvio [user #30752]
commento del 03/01/2013 ore 12:13:41
Come al solito LI' sono sempre più avanti di noi...soprattutto nell'ambito dell'entertainment...
===Se si parte con questi 2 punti ESSENZIALI io salgo a bordo altrimenti siamo alle belle parole e continuo a farmi gli affari miei , come la maggioranza di noi musicisti.
Niente ALBI .. solo una voce professionale vera , riconosciuta.===

come non essere in sintonia con quello che dici...
anche per me che non sono ( mai lo sarò...sigh) professionista

Ciao
Rispondi
Re: Il mio parere...
di LaPudva [user #33493]
commento del 03/01/2013 ore 12:49:01
Eh, caro Cesco, la tua testimonianza è utilissima, in quanto puoi fornire la doppia visuale di chi ha vissuto esperienze in ambito lavorativo in entrambe le realtà.
Io credo che proprio dal confronto col lavoro in altre nazioni vengano fuori le nostre carenze (come si diceva sopra anche in merito agli Stati Uniti, ad esempio).
Non serve dire che è esattamente come dici tu: la regolamentazione dovrebbe garantire una puntualità nella gestione da ambo i lati. Diritti e doveri, appunto. Senza questi aspetti imprescindibili, non potrà mai esistere una categoria di professionisti e, di conseguenza, una regolamentazione. Si è mai visto un dentista che prende soldi facendo finta di fare le otturazioni?
Boh... Se succedesse a me, mi incazzerei. Non vedo perché nel settore dell'intrattenimento - qui da noi - esista tanta elasticità.
Ad ogni modo, il lavoro è una cosa seria, ma a rendersene conto sono puntualmente soltanto i professionisti. Ahimé, io credo che statisticamente siano una minoranza all'interno dell'ampio gruppo di quelli che percepiscono soldi con la musica...
Ti invito caldamente a prendere parte al dibattito sul sito dell'associazione!
Hai moltissimo da dire e da suggerire!
Un salutone e buon anno :)
Rispondi
I problemi più gravi...
di Rodolfo_68 [user #17737]
commento del 03/01/2013 ore 14:13:58
Purtroppo i problemi più gravi non nascono solo da carenze deontologiche dei musicisti (ci sono anche quelle, per carità, nessuno dice il contrario), quanto da un graduale imbarbarimento dei gusti del pubblico, che si accontenta di quello che trova, e se il musicista non è all'altezza della situazione, poco gliene importa, perchè il musicista in quella situazione potrebbe anche non starci e non ne sentirebbero la mancanza.
I musicisti sono stati complici di questo imbarbarimento, accettando, pur di poter lavorare, condizioni di lavoro insostenibili, inaccettabili in una società moderna.
Cercare di organizzarsi per porre rimedio a questa situazione, è indiscutibilmente necessario. Si tratterà di affrontare un percorso molto lungo, ma un primo passo è sempre un primo passo.
Si può essere più o meno contrari a determinate scelte di percorso, ma nessuno può affermare che in Italia i musicisti possono vantare diritti e doveri simili a qualsiasi categoria di lavoratori.
Io ho fatto il musicista come primo lavoro per molto tempo, e adesso mi concedo il lusso di fare un altro lavoro, vista la situazione attuale. Se le cose fossero state diverse, probabilmente la musica sarebbe ancora la mia prima fonte di reddito.
Un codice deontologico dei musicisti, non dovrebbe servire per insegnare le norme basilari dell'educazione civica ai musicisti (rispettare gli orari, imparare le cose da suonare prima delle prove, rispettare il lavoro degli altri... non c'è bisogno di un "codice" per questo!), ma potrebbe costringere sia i committenti che i musicisti stessi a rispettare poche regole basilari affinchè nessuno di noi debba essere costretto a cambiare lavoro, o sentirsi umiliato mentre cerca semplicemente di fare la cosa che più gli viene bene: "suonare in pubblico".
Ciao a tutti e Buon Anno di Musica (vera!) e di tutte le cose che vi rendono felici.
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