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Les Paul Traditional e potenziometri

di davide1984 [user #29299] - pubblicato il 06 dicembre 2012 ore 20:04
Ciao a tutti. Avrei un quesito da porvi. Qualche giorno fa, ho avuto la brillante idea(!!!) di sostituire le manopole dei potenziometri ad un Les Paul Traditional. Nessuna necessità tecnica...era solo per una questione estetica.
Ho suonato la chitarra per un paio di giorni senza nessun problema e senza nessuna avvisaglia del danno che avevo fatto.
Ieri, mentre alzavo il volume della chitarra, ahimè, mi sono letteralmente trovato con la manopola del potenziometro tra le mani.
Il primo impatto è stato tragi-comico, perchè credevo di aver fatto un danno molto più serio.
Alla fine, ancora con la chitarra a tracolla, ho visto che uno dei due "dentini" che sostengono la manopola appunto, si è completamente spezzato alla base.
La cosa è davvero strana, perchè durante la sostituzione non ho maltrattato in nessun modo il potenziometro e inoltre l'avevo già fatto in passato su altre chitarre senza nessun inconveniente, quindi la cosa mi ha lasciato abbastanza perplesso. 
Ci si aspetta di tutto...valvole di ampli che diventano accecanti come il sole e di colpo ti abbandonano, cavi jack che decidono di andare in ferie senza preavviso, pedali che danno i numeri...ma questa proprio no!
Non che sia un danno così grave, però...
Ovviamente, nonostante mi sia sforzato di trovare un modo per sistemarlo, mi sono accorto ben presto che il danno era irreparabile.
L'unica soluzione quindi è metterne uno nuovo.
Ora, come dicevo, la chitarra è un Les Paul Traditional del 2009 che monta pick-up Classic '57 e il potenziometro in questione è quello del pick-up al ponte (non so se sono informazioni utili, ma essendo un po ignorante in materia, non so se i potenziometri dei pick-up al manico e al ponte sono differenti).
Qualcuno sa dirmi esattamente cosa monta Gibson su queste chitarre? Purtroppo sul sito non ho trovato granché...

Grazie
Davide

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Allora, quello montato di serie ...
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 06/12/2012 ore 20:22:49
Allora, quello montato di serie è un long shaft da 300K della CTS, io fossi in te sostuirei entrambi i pot del volume con dei 500K CTS, per aprire un po' il suono.

Il potenziometro originale Gibson è questo:

vai al link
Rispondi
potenziometri da 500 Kohm lineari ...
di silversoul93 [user #22910]
commento del 06/12/2012 ore 20:27:45
potenziometri da 500 Kohm lineari
Rispondi
E già che ci sei ...
di Blackmama [user #27591]
commento del 06/12/2012 ore 22:41:25
E già che ci sei cambia anche i condensatori a lenticchia! Pot da 500k, condensatori di qualità e magari il wiring '59 e vedrai come suona meglio la tua signorina. Provare per credere.
P.s.
Non parlo x sentito dire, l'ho fatto sulla mia traditional e va che è una meraviglia!
Rispondi
Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 07/12/2012 ore 03:39:36
. . . senz'altro di cambiare i potenziometri con dei 500K (quella punta di acuti in più che si ottiene rende il suono più arioso ed espressivo), magari con l'adeguamento del circuito al cablaggio '59, che lavora nello stesso senso limitando la perdita di frequenze acute, interessante però soltanto se sei solito controllare il volume direttamente dalla chitarra.

Per quanto riguarda il condensatore, invece, vorrei puntualizzare che è sufficiente controllare con un capacimetro l'effettivo valore di 22nF, quale che sia la tipologia impiegata, perché è la sola cosa che davvero abbia una qualche reale influenza sul suono!
Il fenomeno della colorazione sonora del condensatore del tono è uno degli esempi più lampanti di quanto sia suggestionabile la nostra percezione sensoriale (e dico questo con tutto il rispetto per chi sostiene il contrario...), compresa la percezione di chi scrive, beninteso, visto che io per primo mi sono arreso di fronte all'evidenza dei fatti solo dopo aver ceduto in prima istanza a convintissime "sensazioni". ;-)

Ogni dubbio a riguardo può essere fugato in vari modi:

1) analizzando il segnale in uscita dalla chitarra con un analizzatore di spettro a tono aperto, mezzo chiuso, chiuso o posizionato come si vuole, che non mostrerà differenza alcuna in tutto lo spettro armonico nemmeno a fabbricarla apposta con qualunque tipo di condensatore, a parità di valore capacitivo!
2) registrando, a parità di tutte le condizioni, la stessa frase prima e dopo il cambio del condensatore (sempre che il valore della capacità dei due componenti impiegati sia "esattamente" identico, cosa poco probabile date le ampie tolleranze dei condensatori ceramici opposte alla maggior precisione di certi condensatori specifici per audio)

Del resto, si può facilmente verificare come, per dirne una, il miglioramento sonoro possa apparire tale perfino a chi resta vittima di certi condensatori costosi, ma "furbetti", che ad un'ispezione più maliziosa si scopre nascondano al proprio interno un componente da pochi centesimi abilmente mascherato da un involucro posticcio!! :-D

Un'interessante lettura tecnica del fenomeno si può trovare a questo link (purtroppo in lingua inglese, ma spero comprensibile ai più):
vai al link
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di pastrana [user #34418]
commento del 07/12/2012 ore 09:44:18
Senti Luvi, a casa io ho due pot Gibson (ancora imbustati), un 300k linear, e l'altro 500k "audio taper", che credo sia un tono. 'Sto "audio taper" che sarebbe? logaritmico? se sostituissi il volume 300k originale con questo 500k audio taper cosa accadrebbe secondo te? Me lo chiedo da anni..

P.s.: se, come si dice, è vero che un volume da 500k lavora meglio, perchè da 60 anni alla Gibson montano dei 300K?
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 07/12/2012 ore 10:45:12
Il potenziometro "audio taper" è di tipo logaritmico (per la precisione, andrebbe definirlo anti-logaritmico) e come tale è più adatto per il volume, piuttosto che per il tono, in quanto compensa la curva di risposta della sensibilità dell'orecchio umano (che lineare non è), apparendo paradossalmente più regolare nella sua escursione di quanto non faccia l'altra tipologia...
Il potenziometro lineare è invece adatto per il tono perché la progressiva perdita di acuti che causa è avvertita gradualmente anche dal nostro orecchio.

La risposta alla tua domanda sul valore dei potenziometri è che... non è esattamente così, ovvero, la Gibson non monta da sessant'anni soltanto potenziometri da 300K...
La decisione risale, è vero, alla lontana metà degli anni '70 ( e guardacaso coincide con quello che viene considerato un periodo "nero" per il suono Gibson), per cambiare di nuovo alla fine dello stesso decennio portando addirittura a 100K (!) il valore del pot del tono, in ragione della richiesta del mercato, che voleva veder soddisfatta l'equazione "Gibson= suono scuro", specie per far da contraltare al ben più sferragliante suono delle Fender.
In tempi più recenti (anni '90) il tono è stato riportato a 500K e così continua ad essere attualmente, tranne che nelle serie reissue, che coerentemente montano entrambi i controlli da 500K.
Se tali scelte corrispondano a preferenze dell'azienda o mirino solamente (e più plausibilmente) ad accontentare una parte consistente delle richieste del pubblico con un accorgimento a costo zero è difficile dirlo con certezza.
Personalmente sono del parere che disporre di una porzione di acuti in più sia un toccasana, anche perché è sempre possibile eliminarla dall'amplificatore se non la si vuole e risulta invece molto utile sia ai fini dell'espressività, che dell'ottenimento di una mgliore resa in distorsione. ;-)
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di pastrana [user #34418]
commento del 07/12/2012 ore 13:13:22
Tutto chiaro. Davvero completo, grazie.

**Personalmente sono del parere che disporre di una porzione di acuti in più sia un toccasana, anche perché è sempre possibile eliminarla dall'amplificatore se non la si vuole e risulta invece molto utile sia ai fini dell'espressività, che dell'ottenimento di una mgliore resa in distorsione.**

la penso allo stesso modo. Se ci sono e non servono si possono sempre segare via, se invece non ci sono è ardua inventarseli..
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di LESPAUL80 [user #28183]
commento del 25/09/2014 ore 09:48:1
Ciao, ti vedo preparato in materia quindi mi permetto di porti un quesito.
ho una lespaul custom del 78, proprio ieri ho avuto la geniale idea di bypassare il pot tono dell humbucker al manico, ed ho notato un sensibile guadagno di frequenze alte (tanto credo sia quasi impossibile aver la necessità di chiudere il tono dell'humbucker neck di una lp custom). Secondo te c'è altro che potrei fare per ottenere un ulteriore guadagno di alte freq? Non so magari intervenendo in qualche modo sui pot volume?
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 25/09/2014 ore 10:22:31
Occorrerebbe innanzitutto accertare se ciò che stai cercando è un suono che rientra nelle possibilità e nel carattere tipico di una Les Paul e della sua elettronica oppure no.
Fatto questo, potresti adottare il cablaggio in stile '59, ma funziona soltanto se il volume non è tutto aperto e se hai bypassato il controllo di tono non avrebbe effetto; potresti utilizzare per il volume un potenziometro da 1Mohm, ma la differenza sarebbe minima. Temo che la curva di sensibilità del pickup ed il carattere dello strumento siano ormai gli unici responsabili del filtraggio degli acuti. Potresti semmai rendere il pickup al manico splittabile, ma la modifica è delicata e ti sconsiglio decisamente di intervenire da solo.
L'ultima spiaggia, naturalmente, è la sostituzione del pickup al manico con un humbucker più esteso, ma sempre salva la doverosa premessa fatta all'inizio. :)
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di LESPAUL80 [user #28183]
commento del 25/09/2014 ore 11:12:04
Beh diciamo che non voglio assolutamente trasformare una lespaul in una strato, volevo solo aprirla un po' perché era troppo chiusa anche a causa del fatto che il pot tono era rotto e come ti ho detto mentre ci lavoravo per sostituirlo ho scoperto che in bypass splende molto di più. Ti ho chiesto solo se ci fossero altre piccole modifiche assolutamente mini invasive eventualmente utili a rendere il mio strumento un po' più versatile visto che lo uso prevalentemente, ma alla fine sto bene anche così!
Gli humbucker non sono splittabili perché non sono a 4 fili e non ho intenzione di cambiarli, potevo fare un pensierino sui pot vol, ma se dici che la differenza è minima non ne vale neanche la pena.
Grazie mille per aver risposto! ;)
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 25/09/2014 ore 13:02:2
Puoi fare la prova a cuor leggero, dal momento che la spesa per il pot da 1M è minima e la modifica perfettamente reversibile. Come dicevo, temo però che se hai già sul volume un 500K la differenza sia scarsamente percepibile: se ci fosse un 300K la cosa sarebbe differente...
La modifica "delicata" alla quale mi riferivo per i pickup era proprio quella di portarli da 2 a 4 conduttori per poter splittare... :-)
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. .
di LESPAUL80 [user #28183]
commento del 25/09/2014 ore 13:29:39
Ah non pensavo fosse possibile, quella di splittare gli humbucker è una soluzione che ho sempre voluto adottare. Solo non saprei neanche da dove cominciare, dovrei forse sostituire interamente il filo dell'humbucker con quello a 4, ma come andrà collegato? Mi sarebbe utile un layout con i collegamenti, sai dove potrei trovarlo?
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. .
di luvi [user #3191]
commento del 25/09/2014 ore 15:25:16
In rete trovi tutti gli schemi che vuoi, compresi gli originali Gibson, oppure puoi seguire uno schema tuo, non è un grosso problema... Il fatto è che a meno di non essere esperto di questo specifico lavoro, le possibilità di far danni sono molto elevate.
Da costruttore, ti consiglio dunque "caldamente" di non intraprendere da solo la via di questa modifica: mi capita spesso di dover riparare pickup sui quali si è cercato di intervenire a questo scopo senza avere l'esperienza necessaria, ritrovandosi in mano dei dispositivi non più funzionanti. :-)
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di orlandir [user #20835]
commento del 23/08/2014 ore 14:14:33
Scrivo per un dubbio che non riesco a levarmi dato che non ho ancora una Les Paul (dovrei comprarne una a giorni):
la questione riguarda i potenziometri dei toni.
Ho letto da più parti che i sarebbe una modifica sostanziale sostituendo i pot da 300K con quelli da 500K.
Ora, essendo un circuito passivo, ill controllo è dato da una resistenza variabile che va da 0 a 300k.
Quando il potenziometro è completamente aperto (in senso orario) gli alti sono al massimo, è come se la resistenza non ci fosse; probabilmente un piccolo valore sarebbe dato dalle saldature e dalla corrente che per uscire fa un "giro" più lungo, ma non credo che questa sia apprezzabile.
Portando il pot a 500K potremmo variare il suono che otteniamo ruotandolo in senso antiorario (tagliando gli alti), ma com'è possibile che ci sia differenza tra il suono ottenuto bypassando il controllo tono e quello ottenuto con il potenziomentro del tono tutto aperto ?
In fondo il suono è una questione di gusto, ma l'elettronica non dovrebbe essere soggettiva...
Se puoi parliamo del condensatore è un altro discorso.
Saluti
Roberto
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 23/08/2014 ore 14:52:23
L'elettronica è tutt'altro che soggettiva, hai perfettamente ragione! :)
Il funzionamento del circuito è però lievemente diverso da quello che stai considerando...
Il potenziometro è un partitore di segnale, che dirotta verso due direzioni opposte quel che gli passa attraverso a seconda del valore di resistenza che esso assume, che funge da barriera per il segnale stesso.
Quando il valore di resistenza verso la terra è massimo (300 o 500kOhm che sia), tutto il segnale (o quasi) è dirottato verso l'uscita, man mano che la resistenza diminuisce, porzioni sempre più ampie di segnale vanno a disperdersi verso la terra del circuito.
Quindi maggiore è il valore della resistenza verso terra e maggiore è la quantità di segnale che arriva integra all'uscita. Le prime ad essere disperse sono le frequenze più alte: per questo un potenziometro da 1MOhm porta all'uscita un segnale più completo nella gamma acuta rispetto ad uno da 250 kOhm, che lo "arrotonda" di più.
Non si tratta, insomma, del taglio operato dal controllo di tono (la cui frequenza di iintervento è definita dal valore del condensatore), ma di un effetto resistivo insito nel potenziometro in sé (sia esso quello del volume o quello del tono), presente anche quando esso è in posizione di "tutto aperto".
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di orlandir [user #20835]
commento del 23/08/2014 ore 15:29:41
Ti ringrazio,
proverò con una chitarra "da battaglia".
Smanettando un po' con il saldatore mi è sempre capitato, anche nell'assemblaggio di qualche effetto per chitarra, che mettendo qualsiasi pot al massimo equivaleva a non metterlo - potenziometro del volume al max = non mettere il potenziometro, pot della distorsione al max (o al minimo a seconda del circuito) = non mettere il potenziometro, regolazione passiva dei toni al massimo = non mettere il potenziometro = il segnale esce non modificato...
si impara sempre qualcosa.
p.s.
le modifiche sono veramente apprezzabili ?
Quando si parla di chitarre c'è gente che afferma di aver modificato / migliorato il suono anche cambiando il trussrod sulla paletta !!! :)
"noi chitarristi semo proprio strani"
Roberto
Rispondi
Re: Mi sento di consilgiarti. . .
di luvi [user #3191]
commento del 24/08/2014 ore 09:58:25
In effetti l'influenza resistiva dei potenziometri si attua in una gamma di frequenze al limite della riproducibilità per la maggior parte degli altoparlanti degli ampli per chitarra (la cui sensibilità crolla per lo più a 5/5.5kHz), per cui non sempre si apprezza l'effetto del cambio di valore con grande evidenza, ma la differenza, almeno sulla carta, c'è per certo. Nella pratica, la si avverte più o meno in funzione del suono che si utilizza e di come/quanto si elabora il segnale. :)
Rispondi
capita spesso di rompere le linguette...
di bill1975 utente non più registrato
commento del 07/12/2012 ore 09:10:28
..ma si possono riparare, incollando uno spessorino di legno della misura giusta vicino alla linguetta "sana" e poi con un altro pò di attak si appiccica la parte divelta allo spessorino ke a quel punto rimane in mezzo ai due. Se fatto bene funziona te lo dico per esperienza, lo fece un mio amico liutaio su una stratocaster del '76 (il proprietario ci teneva a salvare il pezzo originale) e io assistetti alla riparazione (dieci min. e la manopola era di nuovo a posto!), ciao!
Rispondi
Re: capita spesso di rompere le linguette...
di davide1984 utente non più registrato
commento del 07/12/2012 ore 09:46:00
Avevo pensato ad un intervento simile, ma non avendo mani esperte rischierei di far danni...
Rispondi
Re: capita spesso di rompere le linguette...
di bill1975 utente non più registrato
commento del 07/12/2012 ore 12:10:29
bè troppi danni non ne puoi fare...al massimo ricompri il pot! :D
Rispondi
Leggendo i vari commenti, a ...
di davide1984 utente non più registrato
commento del 07/12/2012 ore 09:48:17
Leggendo i vari commenti, a questo punto opterò per i pot 500k...e vediamo che succede...:-)...
grazie a tutti ragazzi!

Davide
Rispondi
Ciao a tutti! Questo argomento ...
di angeletto [user #21395]
commento del 07/12/2012 ore 18:46:57
Ciao a tutti! Questo argomento è molto interessante, così mi sono andato a documentare perchè anche io voglio sostituire i due potenziometri del volume da 300K con quelli da 500K (come anche i condensatori). Tuttavia andando ad aprire la Les Paul Traditional ho notato che il wiring è diverso rispetto agli schemi della LP59 che si trovano in rete, in quanto nella Traditional c'è al centro della piastra un connettore (dove vengono saldati vari fili) che invece manca sulla 59. Magari sbaglio, magari no, mi sapreste suggerire uno schema o una dritta per modificare il cablaggio della traditional da modern a 59?
Grazie, ciao!
Angelo
Rispondi
La chiave della modifica. . .
di luvi [user #3191]
commento del 08/12/2012 ore 10:36:04
. . . sta nel collegamento del controllo di tono.
Devi spostare il cavetto che preleva il segnale che va al tono dal pin di uscita del potenziometro del volume (pin centrale) all'ingresso (primo pin a sx guardando il pot da sotto). Questo farà sì che al tono arrivi soltanto la quantità di segnale che esce dal volume, per cui più il volume è basso, meno segnale arriverà anche al controllo di tono (condensatore + potenziometro), che è quello che causa la maggiore perdita fisiologica di acuti anche se si trova nella posizione di "tutto aperto".
Se sono da 22nF lascia pure i condensatori che hai già perché, come ho spiegato più sopra, l'unica cosa che abbia effetto sul suono è il loro valore capacitivo. ;-)
Rispondi
Re: La chiave della modifica. . .
di angeletto [user #21395]
commento del 10/12/2012 ore 11:00:23
Grazie! Appena mi arrivano i potenziometri opero :)
Comunque critico aspramente la Gibson per la scelta di mettere dei potenziometri da 300K sui volumi in un modello chiamato Traditional. Posso capire negli anni 80, quando andavano di moda pickup super pompati, ma in un modello che monta i 57 Classic che senso ha usare dei potenziometri che chiudono il suono? Se non erro ora sulle nuove standard sono ritornati i 500K... Tacci loro. :)
Ciao
Angelo
Rispondi
Concordo nella critica, ma...
di luvi [user #3191]
commento del 10/12/2012 ore 11:35:30
... evidentemente le logiche di mercato che determinano tale scelta la fanno ritenere vincente.
Del resto, se noti, la richiesta più frequente è per un suono Les Paul grosso e scuro: requisito a mio parere poco utile e per di più fastidioso, particolarmente per chi voglia fare del rock più o meno pesante senza che si impasti tutto quanto!
Rispondi
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