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Articoli americani

di fabio1887 [user #18181] - pubblicato il 27 novembre 2012 ore 12:27
Ciao a tutti,
oggi stavo leggendo un articolo americano sulla scena jazz ad Houston. Ultimamente Houston ha letteralmente tirato fuori artisti di grande spessore, grazie ad uno strumento molto facile: INTERNET. Ebbene ad Houston sono riusciti a creare un'ottima comunità virtuale, dove scambiarsi opinioni, idee e concerti, che ha permesso ai giovani di conoscere, scoprire e suonare jazz. Artisti quali Tiana Hall, Bryan Anthony, Melissa Darragh, Larry Slezak, Woody Witt, Gary Norian, Paul Chester e Carol Morgan sono solo alcuni dei nomi di punta della scena. In un'intervista alla stessa Tiana Hall viene dichiarato che il sito Jazzhouston.com (portato avanti dagli stesso musicisti, tra i quali alcuni sopra citati) è riuscito nell'intento di promuovere la musica jazz, a smuovere l'interesse e a fare di Houston la (forse) nuova capitale del jazz. Sicuramente c'è solo da inchinarsi davanti a cotanta devozione e voglia. Sicuramente il pubblico americano e l'ascoltatore medio americano è invogliato a seguire più generi di musica, non solo il musicista quindi ascolta musica. Sicuramente c'è da tenere conto la possibilità di locali disponibili a far suonare e a creare una sorta di "giro". Ma la mia domanda è....in Italia esiste qualcosa di simile? Ci sono siti sicuramente....ma vengono sfruttati a vantaggio del musicista? 
Salutoni ;)

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che io sappia no! ...
di jazzino [user #23867]
commento del 27/11/2012 ore 12:30:05
che io sappia no!
Rispondi
Loggati per commentare

Re: che io sappia no! ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 27/11/2012 ore 21:54:44
Creiamo almeno un sito di scambio?!?!?!?.....io la butto li...magari qualcuno mi ascolta e riusciamo a far arrivare la musica anche ad altre persone.
Ma dalle tue parte c'è qualche jazz club almeno??? io ho scoperto che quello nelle mie zone è stato chiuso anni fa.....
Rispondi
Re: che io sappia no! ...
di jazzino [user #23867]
commento del 27/11/2012 ore 22:26:49
no .... non esiste nessun jazz club .... forse il più vicino è nel napoletano ma non ne sono sicuro più di tanto
Rispondi
A Palermo c'è una scena ...
di helloween [user #27122]
commento del 27/11/2012 ore 12:41:43
A Palermo c'è una scena jazz per tradizione...la scuola dove vado io vanta un'orchestra jazz a livello internazionale, il Brass Group. Poi c'è la scuola Palermo in jazz che organizza eventi stagionali e vari locali che permetto musicisti jazz di esibirsi..il problema è un altro e cioè le informazioni non vengono pubblicizzate e rimangono bloccate alla cerchia degli appassionati...inoltre cominciano a mancare i soldi e non pagano più o comunque pagano (o vorrebbero pagare) musicisti di un certo spessore come se fossero una band di ragazzini...naturalmente questo non fa che diminuire il fenomeno jazz...per ultimo parliamoci chiaro: chi vuole più sentire jazz in Italia oltre me, te, jazzino e pochi altri? Il jazz è anche cultura ed obiettivamente per ora noi un pò pecchiamo in questo (Noi inteso come nazione Italia)...
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di E! [user #6395]
commento del 27/11/2012 ore 17:47:23
Tutto giusto, aggiungo anche che un problema fondamentale è che spesso (sempre) si chiama per un concerto tizio, star internazionale, che magari viene e chiede quindicimila euro, non pensando che con la stessa cifra un'amministrazione può far suonare 15 gruppi della zona.
Intendiamoci, parlo di gruppi magari più modesti, ma sono 15 concerti contro 1.. E' così che crei una cultura, con 15 appuntamenti, non con uno solo.
Oltretutto i soldi dati al musicista americano vanno in America (forse tasse comprese), mentre se fai suonare 15 gruppi regionali (quando non addirittura provinciali) i soldi rimangono nella tua zona, o comunque in Italia.

Far suonare 15 gruppi (che verosimilmente saranno 15 progetti diversi) vuol dire smuovere qualcosa, si hanno a disposizione 15 giorni di musica... Io lo preferisco di gran lunga, rispetto ad un concerto solo. Nelle nostre piccole realtà c'è anche grande musica, tiriamola fuori!!

E organizziamo i concerti nei pubs, nei locali, non nelle piazze.
Il jazz non è un genere da piazza, è difficile coniugare il jazz con un P.A., il gruppo suona meglio a contatto ristretto con la gente, quando la gente sente il batterista a 4 metri, non a 40.
Oltretutto aiuteremmo il locale a sopravvivere, e incentiveremmo il locale ad organizzare poi la serata per i fatti suoi, aumentando i concerti a disposizione del pubblico.

Ma tutto questo non esiste. Siamo ancora ad aspettare il concerto annuale. Come pretendiamo che si crei una cultura, un'abitudine ad ascoltare jazz, in questo modo?
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di helloween [user #27122]
commento del 27/11/2012 ore 19:15:36
Servono i club...mancando i club manca il loro tipico stile e cioè il jazz...Al Brass c'è il Club Brass ma non hanno soldi (non so se conosci le recenti vicende economiche ed amministrative del Brass...attualmente ci sono insegnanti che non vengono pagati e che continuano a fare gli insegnanti)...Se qualche siciliano legge questo post il 28 al palermo in jazz c'è un concerto niente male con tutta la stagione a venire
vai al link azz-vanguard-dal-28-novembre-2012-al-26-aprile-2013&instance_id=
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 27/11/2012 ore 22:05:22
"attualmente ci sono insegnanti che non vengono pagati e che continuano a fare gli insegnanti"

Questo ha dell'incredibile...tantissima stima per queste persone.
Grazie per la notizia ;)
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di helloween [user #27122]
commento del 28/11/2012 ore 09:49:14
Purtroppo però alcuni (anche molto bravi) sono dovuti andar via perchè lo stipendio delle lezioni era il solo modo che avevano per mandare avanti la famiglia...naturalmente non mi sento di condannarli; hanno fatto bene a trovare altre soluzioni. Io avrei fatto lo stesso.
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 27/11/2012 ore 21:53:37
Verissimo...a me vanno benissimo i "concertoni" internazionali....sia mai....però prima bisogna dare spazio agli artisti interni, come fanno molti stati nel mondo....solo in quel modo si riesce a creare una cultura decente.
Purtroppo non c'è la cultura quasi neanche per quanto riguarda il suonare in locali.....almeno qui da me stanno diminuendo a dismisura e anche artisti locali che giravano spesso si ritrovano a passare il sabato sera a bere birra al pub.....
Grazie per la risposta ;)
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 27/11/2012 ore 22:00:47
Buono a sapersi....non conoscevo questa orchestra sinceramente...hai link per approfondire?
La pubblicità gioca un fattore negativo, si pubblicizza solo il grande artista internazionale qui dalle mie parti....e neanche troppo bene (trafiletti scritti da analfabeti, musicalmente parlando). Io sono dell'idea che la mancanza di soldi sia ogni tanto una scusa....come lo era il fattore "faccio venire un dj che mi costa meno".....cazzate.
Purtroppo mi sembra che in Italia il Jazz sia visto in modo poco costruttivo....io sinceramente quando mi sono affacciato me ne sono sbattuto e me ne sto sbattendo...ci provo e cresco giorno per giorno. Però è veramente facile sentirsi dire "il jazz è per chi ne sa" piuttosto che "i jazzisti sono tutti dei fichetti che si creano il loro club e stanno chiusi tra loro a parlare". Sicuramente chi dice queste frasi non sa minimamente cosa sia il jazz, però è anche vero che alcune personalità si fanno vedere in questo modo (parlo sempre della mia zona sia chiaro, anche se ho letto commenti su internet che accade anche in altre provincie). Sono veramente convinto che però ci sono anche giovani di 16-20 anni che ascolterebbero volentieri questo tipo di musica.
Rispondi
Re: A Palermo c'è una scena ...
di helloween [user #27122]
commento del 28/11/2012 ore 09:46:35
Si che c'è un bel link...è il suo canale youtube vai al link
A proposito...questo sabato l'orchestra suonerà gratis come protesta contro le recenti vicissitudini giudiziarie...
P.s. è pure vero che per ascoltare il jazz come altri tipi di musica (classsica, blues, etc...) è necessaria una certa sensibilità che tu (e tanti ragazzi come noi, perchè vedo la scuola sempre piena di giovani) hai sviluppato, ma che determinate persone non svilupperanno mai...può sembrare un discorso classista MA non lo è!!! La sensibilità di cui parlo non è legata alla classe sociale ma al singolo individuo...spero comunque che il link funzioni, fammi sapere.
Rispondi
No, non c'e'. Negli ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 27/11/2012 ore 17:22:33
No, non c'e'.

Negli USA c'e' una forte sinergia tra vari elementi che in Italia e' impossibile ricreare: musicisti, universita', locali di musica dal vivo, radio locali, tv locali, internet. E c'e' come hai detto tu anche una propensione maggiore a seguire certi generi, come il jazz, che fanno parte della tradizione locale bene o male.

Se si volessero cambiare le cose in Italia si dovrebbe partire dall'istruzione scolastica, dai conservatori e dalle universita'. Servirebbe almeno una generazione per vedere i risultati, ma senza questo secondo me non cambiera' mai nulla.
Rispondi
Re: No, non c'e'. Negli ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 27/11/2012 ore 22:04:08
Ma perchè non c'è mai stato nessuno che ha almeno tentato? Io ho letto parecchi libri sulla storia del jazz e autobiografie di artisti famosi (ai tempi ahimè).....in molti ho letto che la cultura verso il jazz negli anni '70 era parecchio fervida qui da noi. In altri ho letto robe assurde (Django diceva di non aver trovato jazzisti interessanti nella sua discesa italica). Perchè questo calo drastico dagli anni '70 fino ad oggi? Perchè i conservatori sono ancora quello che sono? Perchè nessuno ha mai tentato di cambiare qualcosa?
Magari mi sbaglio, sia chiaro.....correggimi nel caso ;)
Salutoni e grazie mille anche a te per la partecipazione attiva :D
Rispondi
Perché è una questione ben ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 30/11/2012 ore 18:46:11
Perché è una questione ben più grande. Non è solo il singolo, ma come l'intera società è organizzata. Per vedere risultati serve almeno una generazione se si iniziasse ad insegnare musica suonata sin dalle elementari e si istituissero vere facoltà universitarie di musica dove il jazz è insegnato, studiato e soprattutto suonato.
A quel punto mancherebbe ancora un tessuto business ricettivo, ma una volta creata l'offerta e anche la domanda quindi attraverso la formazione di un' audience specifica, le cose sarebbero più semplici.
Bisogna spingere per l'istruzione pubblica, sin dalle elementari, ma servono investimenti ingenti per questo
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