Il gergo chitarristico è pieno di termini ambigui, talvolta usati a sproposito o trascritti a orecchio in maniera errata. Stasera ho voglia di diventare davvero antipatico e prendere un po' in giro alcuni tra i più comuni lapsus a sei corde.
L'errore che leggo più spesso, quando si parla di chitarre e amplificatori, nasce da una singola, povera e apparentemente innocua lettera in più infilata in un termine anglofono: rod, letteralmente canna, asta. È successo più volte, chattando con un amico o navigando in rete, che questa parola venisse storpiata in "road". Un piccolo dettaglio che cambia totalmente il senso di ciò che si va a spiegare. Dare un quarto di giro al truss rod del manico della propria chitarra può risolvere problemi di action, questo perché il truss rod altri non è che la famosa asticella metallica infilata dentro il manico. Non sono io a dovervelo spiegare. Il truss road, come spesso lo si sente chiamare, mi fa pensare più a una cosa del genere:
Ma non finisce qui: qualunque fenderista ha messo almeno una volta in vita sua le mani su un particolare amplificatore. L'Hot Rod, nome con cui vengono chiamate anche certe automobili d'epoca pesantemente modificate, è un amplificatore valvolare che, con il suo nome, vuole far riferimento a un circuito spinto all'estremo. Questo è il Fender Hot Rod Deluxe. L'hot road deluxe, invece, dev'essere una (non meno interessante) lussuosa strada a luci rosse. Una cosa di questo tipo:
Tornando a bomba dai rod ai manici, tutti sappiamo che questi possono essere avvitati al corpo, incollati o fare tutt'uno col body, montando due ali ai lati. Esatto, è la costruzione neck through body, "manico attraverso il corpo", talvolta abbreviata in neck thru. Viene da sé che, quando leggo di chitarre "neck true", letteralmente "collo vero", l'immagine che mi si forma davanti agli occhi è a dir poco inquietante:
Ultimo colpo da saputello sui manici: acero e palissandro. Quante volte ci siamo riferiti alla nostra Strat dalla tastiera abbronzata con "manico in palissandro"? Mi ci metto anch'io in mezzo, ma non c'è niente di più sbagliato: per manico si intende la porzione posteriore, quella che, salvo eccezioni, su una Stratocaster è sempre in acero. Che poi vi sia abbinata una tastiera in acero o un palissandro, quella è un'altra storia. Le eccezioni naturalmente non mancano, e anche il Custom Shop Fender ha realizzato chitarre con manici interi in palissandro, come quello in foto. Sarebbe da ridere se il committente di questa chitarra intendesse "tastiera in palissandro", ritrovandosi poi con un manico intero fatto con quel legno per un semplice lapsus.
"Ho comprato una bellissima Squire Stratocaster!". Sì, ma non ne hai letto l'etichetta. Fin troppo spesso ci si riferisce alla povera Squier con la storpiatura "Squire". Trascurabile, se non fosse che per puro caso il termine "squire" (come anche "esquire", noto modello Fender) vuol dire "scudiero". In foto potete vedere un esempio di Stratocaster Squire, cioè dello scudiero. Chi conosce la storia sa che c'è stata una certa… Affinity fin da subito.
Nemmeno le corde si salvano, perché l'odioso saputello non perdona. Sentiamo spesso parlare di corde 0.09, 0.10 eccetera. Tutto ok, si capisce subito che si tratta delle solite mute per chitarra, molto sottile la prima, una cosa media la seconda. E invece no! Il calibro, o gauge di una corda è espressa in pollici, quindi quel mi cantino che quasi tutti i presenti usano è uno 0.010, dieci millesimi di pollice. A volte ci si riferisce con .010, omettendo lo zero prima della virgola. Un mi cantino da 0.10, invece, a meno di non esprimersi in decipollici (decimi di pollici, unità di misura appena inventata da me) equivale a qualcosa come il mi di un basso. Insomma, considerando tutte le sei corde, una muta 0.10-0.46 pollici potrebbe sostituire senza problema i cavi di un ascensore. Ok, questa era da pignoli: se chiediamo al negoziante un mi cantino zero virgola dieci lui ci da un normalissimo 0.010 senza fare lo spiritoso con il mi di un basso in mano, ma io non posso fare a meno di pensare che chi lo chiede a casa abbia una chitarra del genere:
Chiudo con un errore legato ancora una volta a termini scritti seguendo il proprio orecchio. Questa è più rara, ma mi diverte da morire ogni volta che la leggo. Qui c'è poco da spiegare: da hum, ronzio, a ham, prosciutto, il passo è breve. D'accordo, quello in foto non è esattamente un prosciutto, ma vi assicuro che ha un suono estremamente fat!
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