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Who's Pete Townshend
Who's Pete Townshend

di LaPudva [user #33493] - pubblicato il 23 ottobre 2012 ore 07:30
Ne ha fatta di strada da quella prima chitarra disintegrata per errore alla Railway Tavern di Harrow nel 1964 («Fu un incidente, ma una volta rotta ho pensato che non sarei mai stato in grado di aggiustarla e così ho completato l’opera»). Alla fine ha accumulato tanti di quegli anni di vita e di musica da poterne fare un grandioso resoconto, uno dei più attesi dagli amanti del rock.
Ne ha fatta di strada da quella prima chitarra disintegrata per errore alla Railway Tavern di Harrow nel 1964 («Fu un incidente, ma una volta rotta ho pensato che non sarei mai stato in grado di aggiustarla e così ho completato l’opera»). Alla fine ha accumulato tanti di quegli anni di vita e di musica da poterne fare un grandioso resoconto, uno dei più attesi dagli amanti del rock.

L’11 ottobre scorso è stata pubblicata “Who I Am”, l’autobiografia di Pete Townshend, leggendario chitarrista e co-fondatore degli Who. Rimasta in cantiere per lungo tempo, se n’è avuta notizia per la prima volta quando all’inizio del 2003 venne indagato per aver scaricato delle foto da siti pedopornografici. Dichiarò alla stampa di aver semplicemente effettuato ricerche per la preparazione del suo libro, in cui avrebbe parlato dell’infanzia e delle molestie subite quando a sei anni venne mandato a vivere nella casa della nonna, che soffriva di turbe psichiche. Townshend è stato completamente scagionato ma questo, chissà perché, ha fatto molto meno scalpore delle accuse.


Certi colossi della musica ci sembrano così distanti e leggendari da portarci quasi a pensare che non abbiano avuto una vita reale. Leggendo il libro, invece, scopriamo che molte cose della vita quotidiana di questo ex giovane mod aiutano a comprendere quello che è diventato. La rabbia repressa per l’abbandono e gli abusi subiti, il fantasma di una guerra mondiale conclusasi da poco, la crisi dei missili di Cuba, la minaccia di una guerra nucleare erano pensieri che rimbalzavano ossessivamente nella testa di un teenager londinese con la musica nel DNA (il padre Cliff suonava il sax tenore negli Squadronaires, l’esuberante banda swing della RAF – “Erano l’equivalente dei Sex Pistols a quei tempi”, dice Pete - e sua madre Betty Dennis era una cantante professionista) che sentiva un irrefrenabile bisogno di dare forma agli impulsi artistici che lo laceravano e un “suono” (prima ancora che una voce) alla sua generazione. Lo stesso Townshend spiega che il celeberrimo rituale della distruzione della chitarra è da leggersi in questi termini: non era un gesto negativo, ma piuttosto qualcosa di catartico ed epico, una vera e liberatoria dichiarazione artistica.

Incredibile sentir raccontare direttamente da questo protagonista del rock e principale autore dei brani degli Who come si sia manifestata per la prima volta una canzone nella sua testa, o quanto sia difficile accettare il distacco da brani leggendari come “See Me, Feel Me” o “Pinball Wizard”, rendendosi conto che non appartengono più al loro autore ma al mondo e alla storia. Allo stesso modo apprendiamo direttamente dal performer che i suoi salti e quei movimenti bizzarri sul palco erano il frutto delle lezioni di balletto prese da piccolo e che lo storico “mulinello” col braccio destro è stato soffiato al collega Keith Richards (Pete spiega candidamente che, in occasione di un concerto degli Stones di cui gli Who erano i semisconosciuti supporter, Keith si stava riscaldando facendo roteare il braccio. Quando andò a chiedergli se lo avrebbe mai rifatto, si rese conto che Keef non sapeva di cosa stesse parlando e così lo fece suo).

Una figura tra le tante che popolano il racconto di Townshend si staglia in maniera toccante: è quella dell’adorato amico John Entwistle, compianto bassista degli Who incontrato sui banchi della Acton County Grammar School, proprio come Roger Daltrey, il futuro cantante della band. Entwistle fu il primo a riconoscere il suo talento e ad ammirarlo sinceramente, e fu sempre presente fino alla morte, nel 2002. Fu per salvarlo dalla rovina e non fargli perdere la casa che Townshend accettò di tornare a esibirsi con gli Who nei tardi anni ’90 e questo gli permise anche di recuperare il rapporto con Roger Daltrey, logorato da incessanti contrasti. E quale meraviglia incontrare tra le pagine del libro Keith Moon, musicista straordinario e folle amico che a ogni occasione amava far prendere un colpo agli amici con le sue bizzarrie, fino all’ultima, la precoce scomparsa per overdose a soli 32 anni nel 1978. Poi altri amici: il sesso, le droghe e l’alcol, ingredienti quasi imprescindibili nel percorso di una rockstar dell’era leggendaria, che, dice, lo hanno aiutato a mandar giù tutto quello che non gli piaceva del music biz.

Si sprecano gli incontri, gli aneddoti e i dietro le quinte in più di 540 (cinquecentoquaranta) pagine di racconto. Il volume è una fonte di informazioni preziosa per i fan degli Who, ma soprattutto per chi vuole entrare nel mondo di uno dei più grandi geni creativi della storia del rock. Chi lo conosce almeno un po’ sa bene che sarebbe stato impossibile entrare in quella dimensione se ad aprire la porta non fosse venuto lui stesso.


Un’ottima lettura nella speranza e nell’attesa che lo spettacolo di Quadrophenia sbarchi in Italia nel 2013.

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:) ...
di giambu [user #4070]
commento del 23/10/2012 ore 07:38:10
:)
Rispondi
Re: :) ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 22:54:09
Yay! :)
Rispondi
Pete Townshend, prima che un ...
di PyramidGold utente non più registrato
commento del 23/10/2012 ore 07:46:22
Pete Townshend, prima che un chitarrista, è un GRANDISSIMO COMPOSITORE.. senza di lui non avremmo le 2 opere rock degli Who, i pezzi che puntualmente ascoltiamo ovunque ci troviamo, ha dato tantissimo al mondo della musica, un mito, Pete Townshend!
( e non dimentichiamo che se non fosse mai esistito non avremmo neanche mai avuto altri supergruppi che si sono ispirati a lui e agli who, quali led zeppelin, rush, and much more..)
Rispondi
Re: Pete Townshend, prima che un ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 08:53:02
Concordo su tutto ciò che dici.
Un GENIO.
Rispondi
Re: Pete Townshend, prima che un ...
di dedatolo [user #13905]
commento del 23/10/2012 ore 13:46:0
concordo al 1000%, non c'è nulla da aggiungere.
Rispondi
C'è una traduzione italiana disponibile? ...
di giambu [user #4070]
commento del 23/10/2012 ore 07:51:04
C'è una traduzione italiana disponibile?
Rispondi
Re: C'è una traduzione italiana disponibile? ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 08:47:22
Ne parlavo l'altro ieri sera con un amico traduttore.
Io non ho notizie di un'uscita in contemporanea ma, a quanto mi dicono, arriverà!
Rispondi
Io devo ancora finire la ...
di angeletto [user #21395]
commento del 23/10/2012 ore 08:19:57
Io devo ancora finire la biografia di Keith, quella di Slash l'ho presa e la devo proprio iniziare, e ora esce quella di Pete... :) who are you? who who who who? :)
Ciao
Angelo
Rispondi
Re: Io devo ancora finire la ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 09:00:41
La bio di Keef è un capolavoro! Bellissima anche in versione audio (Keith legge l'intro e poi viene letta da Johnny Depp).
Quella di Slash non l'ho letta... Lo farò! :D
Rispondi
Bellissimo.
di alessioshy [user #12445]
commento del 23/10/2012 ore 10:11:58
Bellissimo articolo, per un artista e una band che amo moltissimo... questa bio è da leggere assolutamente.
GRAZIE!
Rispondi
Re: Bellissimo.
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 13:58:23
Alessio, grazie mille! So che se un appassionato... Questi sono i veri padri del Rock!
Mi addolora molto che, nonostante la fama, non venga loro riconosciuto lo stesso status di altre band...
Buona lettura!
Rispondi
Grazie per la segnalazione, speriamo ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 23/10/2012 ore 12:13:43
Grazie per la segnalazione, speriamo che l'edizione in italiano non si faccia attendere molto.
Rispondi
A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di FBASS [user #22255]
commento del 23/10/2012 ore 12:19:47
Il fatto che lui distrugga chitarre, poi negli anni 60's quando noi, poveri studenti universitari, non ce le potevamo permettere, mi ha da sempre dato fastidio, pertanto l'ho sempre considerato "Uno schiaffo alla miseria", non c'era mica bisogno di tale spettacolo per far valere il proprio talento, lui poi che aveva collaborato con Jimmy Marshall agli inizi, ma anche i Rolling Stones non è che mi piacciano molto, salvo alcuni brani, di loro e dei Who ho solo qualche album ma ho tutti quelli che sono riuscito a trovare degli Shadows, Beatles, Led Zeppelin, Deep Purple, Huriah Heep,Procol Harum, Van Der Graff Generator ed in assoluto dei Jethro Tull, oltre Gran Funk, ELP e molti dei grandi dell'epoca, Franco50.
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 23:03:02
Ciao Franco!
Anche Hendrix distruggeva chitarre, eppure veniva dalla fame più totale... Non saprei, io non la trovo una mancanza di rispetto, anche se capisco che un po' tutti vedendo quelle immagini abbiamo pensato "nnnooooooooo!!!".
Credo anche che allora avesse davvero un significato diverso da quello che avrebbe oggi. Penso al ridicolo gesto distruttivo di poche settimane fa del cantante dei Green Day e capisco (e vedo, e sento) che c'è un abisso: quello è un orpello in un esibizione carente, quello degli Who è qualcosa di catartico.
Penso che Townshend non menta quando dice che era mosso da un afflato di natura artistica mentre faceva quel gesto: non voleva mettere in mostra il proprio talento, era un esplosione di energia e non credo fosse un gesto di violenza, ma violenta era la propulsione di quel messaggio, che è cosa ben diversa.
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di esseneto [user #12492]
commento del 24/10/2012 ore 09:30:36
Ciao, io trovo la distruzione di una chitarra e/o lo sfondamento dei coni di una cassa 4x12 attaccata ad una testata Marshall la naturale conclusione di un rito......un rito rock di cui Townsend è stato uno dei più importanti sciamani!Penso che l'energia elettrica che un loro concerto scatenava era qualcosa di inimmaginabile oggi, gli WHO sono stati dei pionieri del rock quel rock inteso come rottura totale con tutto quello che c'era stato prima.Tutti quelli che sono venuti dopo di loro hanno proseguito sul solco indelebile tracciato nel rock dagli Who.Pochi gruppi a mio parere riescono a toccare l'animo dell'ascoltatore come loro,non penso proprio che Pete sfasciasse le chitarre per spettacolo(anche se indubbiamente una componente teatrale il gesto la implica) e solo che probabilmente ne sentisse il bisogno......immedesimiamoci in un loro concerto fine anni 60' volumi sul palco devastanti pubblico in totale simbiosi con il gruppo e varie sostanze stupefacenti in circolo credo siano elementi sufficenti a portare Pete dopo due o tre ore di saltare sul palco a distruggere una chitarra.Hendrix addirittura al festival di Monterey dovendo suonare dopo gli Who che naturalmente alla fine del loro set avevano distrutto tutti gli strumenti,dovette bruciarla più rito sacrificale di così......
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di LaPudva [user #33493]
commento del 24/10/2012 ore 19:46:31
Sono d'accordo su ogni singola affermazione che fai. Non è un gesto fine a se stesso, trovo.
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di FBASS [user #22255]
commento del 25/10/2012 ore 09:52:32
Scusatemi, ma resto dell'opinione che queste espressioni siano del tutto inutili, io quale piccolo musicista venuto dal nulla considero ogni mio strumento "sacro" ed una naturale estensioni del mio animo ed in quel momento dell'uso una parte di me; quando ero ragazzo e studente universitario, non mi potevo permettere nè Fender nè Gibson, oggi ne ho 7 chitarre Fender + 3 Bassi Fender, tre chitarre Gibson + un baso Gibson, varie altre, ma mi mancano sia la voglia ed entusiasmo di quei tempi magnifici che ho vissuto in prima persona, sia l'appagamento di riuscirne a comperarne qualcuna. All'epoca non esisteva il "Deleterio e solo Speculativo" fenomeno del Vintage ( i bassi che ho ed hanno più di 40 anni li puoi ancora suonare, le chitarre sono solo da appendere al chiodo, come ho fatto con la Jaguar del 1968, in più il basso Hofner Violino del 1967 che ho adesso, all'epoca costava 1/3 del Fender Jazz Bass, lire 90mila, mentre ora ne costa di più, ho avuto un Cavern del 1961, dato in permuta nel 1977, pagato lire 10mila a Reggio Emilia compreso il fodero originale), per non parlare poi delle copie relic per di più vendute a prezzi assurdi. Per questo ho contestato anche il "Grandissimo Jimmi Hendrix" per in tale misfatto( l'incendio della Stratocaster con l'acool da medicazione, lo si vede usare una bottiglietta-confezione da farmacia), non c'era nessuna necessità di sfasciare nulla, il vero artista si vede da quello che riesce a far uscire fuori dal suo strumento e quest'ultimo va rispettato, cosa che faccio da sempre con il mio vero strumento, un magnifico Flauto Traverso in argento Muramatsu, per tanto non compererò mai nulla di questo chitarrista nè ne farò mai un eroe, anzi nei miei diari non entrerà mai a farne parte, nè lui nè il suo bassista che si considerava in vita un Guru del basso, io gli preferisco di gran lunga Jack Bruce e Jaco Pastorius, anzi considero da sempre la distruzione degli strumenti un sacrilegio, Ciccio il Napoletano.
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di LaPudva [user #33493]
commento del 25/10/2012 ore 14:14:14
Non c'è necessità nell'arte... L'arte succede!
Io non credo che per Hendrix o per Townshend la chitarra avesse/abbia meno valore di quanto ne ha per coloro i quali scelgono di non distruggerla.
Non ne faccio una questione di rispetto, insomma, ma piuttosto di altra sorta.
Penso che, comunque, dovremmo davvero concentrarci più sull'output artistico di questi artisti che su altro (questi fatti, per quanto rilevanti, sono marginali rispetto ai loro dischi): Hendrix così come gli Who sono dei colossi imprescindibili del rock!
Però comprendo pienamente il tuo punto di vista: tu sei un cultore non solo della musica, ma proprio dello strumento, sicché capisco l'orrore che provi!
Un abbraccione
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di yasodanandana [user #699]
commento del 25/10/2012 ore 15:19:41
ritengo che la genuinita' nello sfascio di chitarre da parte di townshend ci sia stata all'inizio, magari per due o tre volte.. successivamente trattavasi di spettacolo... lo stesso per il buon hendrix
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di yasodanandana [user #699]
commento del 25/10/2012 ore 15:17:0
non condanno completamente il gesto, ma concordo con te che si tratta di uno schiaffo alla miseria... considerato anche che hendrix, townshend e altri, all'inizio avranno avuto anche un impeto artistico iconoclasta che li spingeva a spaccare e rompere.. poi hanno continuato per fare show
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di esseneto [user #12492]
commento del 26/10/2012 ore 09:57:14
Sinceramente non capisco sta storia dello schiaffo alla miseria,cioè: ma davvero pensate che dei ragazzi ventenni assurti al ruolo di rockstar mondiali, quasi tutti provenienti da piccole città e da famiglie proletarie che avevano subito il trauma della seconda guerra mondiale,in un periodo storico come quello super creativo e rivoluzionario di fine 60' avrebbero dovuto riflettere sul fatto che altri loro coetanei non potevano permermettersi l'acquisto di una chitarra prima di spaccare e/o bruciare la loro durante una perfomance in un mega concerto tipo quello di Woodstock?
Rispondi
Re: A me mi sta antipatico....anche se è un vero artista...
di yasodanandana [user #699]
commento del 26/10/2012 ore 10:12:25
si ... anche perche' cio' che giustamente dici porta a capire il gesto, non a giustificarlo..
Rispondi
bella recensione
di stefano58 [user #23807]
commento del 23/10/2012 ore 12:22:08
appassionata e appassionante , tanto che se uscirà la versione italiana non mancherò di averla sul comodino .Grazie Fede , un abbraccio :-)))))
Rispondi
Re: bella recensione
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 13:44:42
Ciao amico, come stai?
Devi assolutamente avere questo libro!
E' una storia davvero incredibile raccontata in modo avvincente.
Che vite incredibili...
Un abbraccio forte a te! :D
Rispondi
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Re: bella recensione
di stefano58 [user #23807]
commento del 23/10/2012 ore 14:34:45
Non è un gran periodo , se hai letto il mio diario " blue "ne sarai a conoscenza...però la musica , e gli amici accordiani , aiutano....ciao :-))))
Rispondi
Re: bella recensione
di LaPudva [user #33493]
commento del 24/10/2012 ore 19:47:51
Scusami tantissimo, leggo soltanto ora... No, mi è sfuggito. Sono giorni davvero concitati e tristi questi e mi dispiace sapere che lo sono anche per te.
Corro a leggere il tuo diario, ma nel frattempo di mando un grande abbraccio.
Forza Ste, io tifo per te! :D
Rispondi
Senza i double stop di ...
di angusnoodles [user #13408]
commento del 23/10/2012 ore 12:35:21
Senza i double stop di Chuck Berry e i power chord di Pete Townsend non credo che avremmo visto nei tempi che conosciamo anche le grandi innovazioni di Hendrix e Van Halen... Hanno creato l'alfabeto del rock... Quindi nei suoi cmq noti limiti tecnici (non era un solista) è stato cmq un innovatore dello strumento oltre che un genio compositivo in ambito rock...
Rispondi
Re: Senza i double stop di ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 23:11:02
Io concordo su tutta la linea.
Eppure, nonostante la celebrità indiscussa, a mio avviso non gli sono mai stati riconosciuti pienamente i suoi meriti chitarristici, così come agli Who non hanno mai riconosciuto lo status che invece è stato riconosciuto ad altre band...
Per me sono giganti a pieno titolo.
Rispondi
Per i miei 15 o ...
di janblazer [user #26680]
commento del 23/10/2012 ore 15:55:44
Per i miei 15 o 16 anni, non ricordo più, mia sorella mi regalò un bootleg, merce a quei tempi rara e preziosa, un live a Leeds degli Who..
Non so dove sia finito, ma devo aver consumato la puntina del Revac a forza di ascoltarlo, con il suo gracchiare, le chitarre amplificate al massimo, le urla e gli applausi in sottofondo, gli alti e bassi di volume.. non era certo un esempio di alta fedeltà del suono, ma aveva dentro una carica rock impressionante..
Non me la perderò di sicuro la biografia di Pete Townsend, non sapevo del disagio e dei problemi vissuti nella sua infanzia e forse molti suoi atteggiamenti, alcune delle sue "stranezze" sono dovuti a ciò che violenza e abbandono possono inevitabilmente aver provocato in lui..
In attesa di Quadrophenia versione Italy, intratteniamoci con questa interessante lettura..
Ciao Fede !!
;-)
Rispondi
Re: Per i miei 15 o ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 23/10/2012 ore 23:22:35
Ciao carissimo Jan!
Fantastico!!!
Sai, anche io ho tante memorie di infanzia e di gioventù legate agli ascolti di live degli Who. Bastava metter su il disco e ti portavano in un'altra dimensione! All'epoca non ero mai stata a un concerto rock e anche solo poter ascoltare come fosse mi faceva andar fuori di testa.
Purtroppo gli Who (QUEGLI Who) non li ho mai visti dal vivo, ma "là" e "in quell'epoca" alla fine ci sono stata un po' anche io... E anche tu!
Bacioni :D
Rispondi
una colonna portante del rock ...
di K_Shields [user #2254]
commento del 23/10/2012 ore 18:47:48
una colonna portante del rock !!!
Rispondi
Re: una colonna portante del rock ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 27/10/2012 ore 19:33:13
Proprio così... IMMENSO!
Rispondi
Eric Clapton and Pete Townshend...we are superior musicians
di andreas72 [user #34285]
commento del 25/10/2012 ore 01:48:21
quello che dice Ec è vero, purtroppo... questi erano/sono veri musicisti che avevano imparato e sapevano suonare the hard way... il suono vero che oggi non sempre c'è, troppo troppo troppo suono finto, troppi troppi troppi suoni creati da computers ecc., il che può essere interessante, sperimentale, ecc. ecc. ma che differenza!!

vai al link


Non sono mai stato un fanatico dei Who, lo sono certo di Eric ma è indubbio che sono stati un punto di riferimento per la loro e successive generazioni, innovativi e ispiratori.
Bell'articolo LaPudva, complimenti.



Rispondi
Re: Eric Clapton and Pete Townshend...we are superior musicians
di LaPudva [user #33493]
commento del 27/10/2012 ore 19:32:41
Oddio, che video da infarto Andrea! GRAZIE! Non lo avevo mai visto...
Hai proprio ragione: questa è gente venuta fuori dal nulla, che si è creata un sound e uno stile ex novo. Massimo rispetto per questi artisti che, appena ragazzini, hanno dato vita a un mondo che per molti versi non si è ancora estinto.
Un abbraccio :D
Rispondi
probabilmente sarà il prossimo...
di antoR utente non più registrato
commento del 25/10/2012 ore 21:11:10
al momento sono impegnato con Luce & ombra: incontro con Jimmy Page ma appena lo finisco mi comprerò sicuramente questo!!!
Rispondi
Re: probabilmente sarà il prossimo...
di LaPudva [user #33493]
commento del 27/10/2012 ore 19:29:55
Strepitoso anche quello!
E' emozionante leggere la "storia" attraverso i ricordi e le parole di chi le ha vissute in prima persona!
Rispondi
Strumenti da sfasciare + synth
di Claes [user #29011]
commento del 28/10/2012 ore 11:33:45
Su una rivista per chitarristi, ho letto questo:

Townshend mandava un roadie a comprare OGNI SG / P90 in OGNI città visitata durante un tour!!! Ci voleva una buona scorta... Nel film Profession Reporter (Antonioni), c'è un pezzo dal vivo degli Yardbirds ma Jeff Beck rifuitò di distruggere una chitarra! Fù chiamato un certo Jimmy Page a distruggerne una! Era una Tele, che poi gettò al pubblico. Venne raccolta e poi buttata via per strada in un cestino della spazzatura. La mia prima SG come Townshend era con ponte wraparound comprata a prezzo basso - era semi-distrutta (Townshend?). Questo nel '69. In seguito, totalmente uccisa da un roadie maldestro :(

In seguito, Townshend andò avanti con la Les Paul Deluxe - se ne trovate una è da acquistare di brutto: sound favoloso per ritmiche garantito CC.

"Baba O'Reilley" e "Won't Get Fooled Again" sono con un sintezzatore ARP... senza tastiera. Townshend ha programmato il sequencer dell' ARP con numeri derivanti dalla sua data di nascita, conto in banca e così via. L'ARP non aveva tastiera per questo (ci sarebbe voluto un tastierista in palco!).
Rispondi
Re: Strumenti da sfasciare + synth
di LaPudva [user #33493]
commento del 29/10/2012 ore 21:13:46
Claes, grazie mile per aver citato questa chicca!
Quanti, come me, hanno pensato che sia stato un peccato aver cacciato via quella chitarra sfasciata da Jimmy Page? Io l'avrei tenuta anche a coriandoli... ;P
Rispondi
Re: Strumenti da sfasciare + synth
di Claes [user #29011]
commento del 30/10/2012 ore 09:37:28
La mia interpretazione delle intenzioni di Michelangelo Antonioni è il classico sic transit gloria mundi.
Rispondi
Re: Strumenti da sfasciare + synth
di malatesta [user #16008]
commento del 27/11/2013 ore 21:18:
è jeff beck il pazzo sfasciatore di chitarre vatti ad ascoltare blow by blow e mi dirai
Rispondi
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