di FBASS [user #22255] - pubblicato il 02 ottobre 2012 ore 09:31
Mi accingo con una certa emozione a parlare di un grande personaggio della Napoli canora, Mario Merola, nato a Napoli il 6 aprile 1934 al rione Sant'Erasmo, figlio del ciabattino dello stesso rione, morto all'Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, il 12 novembre 2006, per arresto cardiocircolatorio.
Mi accingo con una certa emozione a parlare di un grande personaggio della Napoli canora, Mario Merola, nato a Napoli il 6 aprile 1934 al rione Sant'Erasmo, figlio del ciabattino dello stesso rione, morto all'Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, il 12 novembre 2006, per arresto cardiocircolatorio ( ma già nel 1997 era stato ricoverato con urgenza, in coma farmacologico e quasi in fin di vita, all'ospedale Vecchio Pellegrini, ove anch'io sono stato operato di cataratte e ho subito varie infiltrazioni per drenare un ascesso freddo, ottimo ospedale con personale molto competente, anche se trattasi di uno dei più vetusti della città, è quello nel video con Gigi D'Alessio ). Mario Merola, ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente nel 1973 al ricevimento in occasione del matrimonio della nipote, a Nola, lui era molto emozionato ma si confidò con noi dell'orchestrina, improvvisata ed ingaggiata alla Galleria, con me aggiunto all'ultimo momento, chiedendoci di aiutarlo a cantare 4 brani, cosa che non era in programma ( non aveva con se alcun spartito e c'erano un'infinità di cantanti d'ambo i sessi, comici e presentatori conosciuti ai vari Festival della Canzone Napoletana, compreso Enzo Berri ), eseguì "Zappatore", "Lacrime Napulitane", "Guapparia" e "Passione", tutte canzoni classiche napoletane difficili e con un'infinità di accordi, poi si sedette in mezzo a noi, proprio al mio fianco, con un grembiule preso in prestito da una lavapiatti per non sporcarsi l'abito, prese i due piatti della batteria e si mise a fare il "Percussionista". Era una persona simpaticissima, io che poi ho avuto modo d'incontrarlo spesso, in seguito, alle Feste di Piazza ed a vari ricevimenti come feste per Matrimoni e Prime Comunioni, abitava a Bellavista-Portici, proprio vicino a dove ho abitato e frequentato le "Scuole Elementari" anch'io, molti anni prima. Seppi da lui che aveva giocato con i "Pulcini del Napoli", ma aveva scelto di fare lo "Scaricante" al Porto di Napoli, ove si esibiva spesso in mensa e proprio in occasione di una festa, in zona "Sant'Anna alle Paludi", agli inizi anni 60's, poichè il noto cantante Mario Trevi ritardava, i colleghi portuali che sapevano la sua bravura come cantante improvvisato, lo spinsero sul palco ove fece 10 minuti di spettacolo non previsto. Aveva tre figli di cui l'ultimo, Francesco ( che sta seguendo le orme del padre ), era stato battezzato con come padrino il suo grande amico Franco Franchi. Chiudo questa breve presentazione ricordando un episodio divertente, avevamo organizzato un "Treno Charter" con invito a vari Presidi e Provveditori agli Studi di tutta Italia, località di permanenza in albergo Calalzo di Cadore, io ero alloggiato invece a Pieve di Cadore; la sera del primo giorno, passeggiavamo con due belle Presidi della Liguria che ci chiesero, a me ed al collega in servizio a Milano, ma napoletano DOC anche lui, di cantar loro qualcosa in "Lingua Napoletana", avevo a seguito anche la mia Epiphone FT-160 a 12 corde, allora noi intonammo subito "Zappatore" e le due gentili signore stupite dissero di non conoscerla, "come... dissi io, 'o zappatore nun sa scorda 'a Mamma", a seguire poi "Lacrime Napulitane ( ricordo che avemmo un coraggio notevole ad intonarle, nella piazza principale di Pieve di Cadore, ove erano presenti anche alcuni "Gazebo" della "Liga Veneta" e della "Lega Nord", quest'ultimi con un manifesto enorme con su scritto "Roma Ladrona", eravamo a metà gennaio del 1997,queste canzoni con "Felicissima sera a tutte sti signure 'ncruvattate, uommene scicche e femmene pittate, chesta è na festa e ballo e tutte frachesciasse stì signure, io che so' sciso a 'ncoppe o sciarabballo, senza cercà permesso abballe i' pure..." e l'altra "Mia cara madre sta pe' trasì Natale e a sta luntane più me sape amare, comme vurria allummà dui o tre biancale, comme vurria sentì nu zampugnareai ninni miei ,ecc..." poi "... mo tengo quacche dollaro e me pare che non so' stato mai tanto pezzente " ), vorrei farvi notare che lo "Sciaraballo" è un termine di derivazione francese, "Char a Balè" cioè il "Calesse". Eccole nella sua interpretazione, poi la sua specialità, la vecchia "Sceneggiata" dell'inizio novecento, con le "Canzoni di Giacca", come solo lui le sapeva interpretare, ma c'è Francesco Merola che fortunatamente ne ha raccolto l'eredità ( vedi ultimo video ):
Ha partecipato a ben 9 "Festival della Canzone Napoletana" ma ad uno solo di "San Remo", nel 1994 :