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Perché alcuni produttori adottano lo zero fret?
Perché alcuni produttori adottano lo zero fret?

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 29 settembre 2012 ore 08:00
Lo zero fret al giorno d'oggi è una rarità, eppure c'è stato un periodo nella seconda metà del secolo scorso in cui tale caratteristica era particolarmente diffusa. Perché si adotta lo zero fret?
Per chi non sapesse cosa sia lo zero fret dico che si tratta di quella barretta posizionata subito dopo il capotasto, caratteristica ritrovabile in alcuni modelli di acustiche, elettriche e bassi di marche note e meno note. Ne cito alcune: Gretsch, Rickenbacker, Framus, Hofner, Selmer, Maton, Veillette-Citron, Epiphone, Vigier, Turner, Leach, Mosrite, Supro, Airline, Eko, Burns e via discorrendo.
In tempi recenti si nota un uso meno ricorrente dello zero fret ma c’è stato un periodo nella seconda metà del secolo scorso in cui tale consuetudine costruttiva era decisamente più diffusa.
 
I "corvi", quelli cioè che vedono sempre e solo gli aspetti negativi delle cose, interpretano il ricorso allo zero fret come la poca voglia del costruttore di rompersi le scatole nel realizzare alla giusta altezza i canaletti del capotasto. Evitando di svolazzare accanto a questi denigratori, in parte concordo che è realmente comodo non doversi curare di questo settaggio, anche se velocissimo e di facile attuazione, ma devo dire che c’è più di una ragione ben condivisibile per sostenere l’adozione di questa caratteristica costruttiva.
La prima, e la più comprensibile, è che con la presenza del tasto zero le corde libere suonano come le corde frettate perché il punto di appoggio della corda è fatto dello stesso materiale.
La seconda ragione è, come già riferito, la comodità di non doversi curare dell’altezza dei canaletti del capotasto.
La terza, che il capotasto viene sgravato della pressione della corda e la sua funzione si riduce a determinare la spaziatura con quasi totale assenza di usura generalmente procurata dai bending, dall’uso di un dispositivo di vibrato, dalla stessa frequente accordatura.
 
 
I pignoli sostengono, trovando il pelo nell’uovo, che durante le situazioni appena esposte l’andar su e giù della corda su di un materiale duro come quello della barretta la deteriora maggiormente. Un altro vantaggio è che la corda risulta leggermente più morbida al primo tasto per cui l’esecuzione del barrè e comunque la premitura della corda è un po’ meno faticosa. Uno svantaggio è sicuramente costituito dal fatto che cambiare un capotasto è certo più facile dell’estrazione di una barretta.
 
Curiosità. In alcuni casi qualcuno ha eliminato il capotasto e ha fatto fare questa funzione allo zero fret scavandoci i canaletti per determinare la spaziatura. Il tasto usato per questa doppia funzione zero fret/capotasto è più alto rispetto agli altri tasti. Esitono zero fret compensati e si è notato anche l’uso di una doppia barretta: una con funzione di capotasto e l’altra di tasto zero. 

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Aggiungo che...
di MOVGuitars [user #21674]
commento del 29/09/2012 ore 10:40:3
...chi volesse provare le ebbrezza di un tasto 0, è possibile creare capotasti come quello installato sulla Ibanez Scofield, dove il capotasto ha la parte anteriore in ottone e quella posteriore in osso, come un Ringo senza la crema!
In questa maniera le corde continuano a premere sul capotasto senza modificare la struttura dello strumento, ma il timbro ottenuto è sensibilmente diverso.
Provate... :D
Marco
Rispondi
a me sicuramente piace, sulle ...
di superloco [user #24204]
commento del 29/09/2012 ore 10:45:34
a me sicuramente piace, sulle chitarre manouche è d'obbligo e poi la chitarra sembra più morbida.
Non ho trovato che le corde sul primo tasto si consumino di più, anzi direi che a me si rompono molto meno che su altre chitarre. La corda più delicata rimane nel mio caso il sol che essendo ricoperto di misura 024 o 023 è sicuramente la corda più debole.
Rispondi
Re: a me sicuramente piace, sulle ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 29/09/2012 ore 15:18:49
Perchè sulle chitarre manouche è d'obbligo???
Rispondi
Re: a me sicuramente piace, sulle ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 29/09/2012 ore 16:44:33
Credo che non ci sia nulla di obbligatorio. Semplicemente un continuo onorare la tradizione.
D'altronde i vantaggi sono stati largamente descritti durante la discussione.
Rispondi
Re: a me sicuramente piace, sulle ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 02/10/2012 ore 11:44:34
Un momento....non capisco una cosa...sicuramente per una mia carenza. Ma le chitarre manouche hanno come caratteristica lo zero fret? Cioè se mi ascolto un brano di Bireli Lagrene lui suona quindi con una chitarra manouche con lo zero fret? E' quello che regala quel tipo di sonorità?
Scusa ma vorrei approfondire l'argomento...se hai anche link passa pure, così mi informo, visto che questa cosa per me è totalmente nuova :D
Salutoni!!!
Rispondi
A parte le questioni di ...
di giambu [user #4070]
commento del 29/09/2012 ore 19:09:20
A parte le questioni di carattere costruttivo anche io ho lo zero fret sulla mia Epiphone ft-150 Bard del 1978 e secondo me quando si suonano le corde libere queste hanno una risonanza migliore che quella data da una selletta sintetica. Per cui migliorano il suono. E credo che, al di la delle motivazioni pratiche, non è un caso che molte case l'abbiano adottate.
Rispondi
La quasi scomparsa dello zero fret ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 30/09/2012 ore 14:23:49
e' un mistero.

Riassumendo quanto hai detto.
Vantaggi:
+ minore complessità nel realizzare il capotasto e quindi minori costi
+ maggior uniformità nel suono delle corde a vuoto rispetto a quelle "premute"
+ assenza dell'usura del capotasto
+ aumento della suonabilità dello strumento, soprattutto sulle prime posizioni.
Svantaggi:
- maggior difficoltà nella sostituzione di un 0 fret usurato rispetto ad un capotasto usurato.
- maggiore usura delle corde (ipotetica ... )

Detto ciò, qualcuno mi spiega perchè, a parte nelle chitarre manouche, lo zero fret è una caratteristica quasi estinta sulle chitarre di recente produzione?
O ci siamo persi qualche svantaggio, molto importante?
Rispondi
Re: La quasi scomparsa dello zero fret ...
di angusnoodles [user #13408]
commento del 30/09/2012 ore 20:46:16
Forse uno svantaggio potrebbe essere quello di dover avere una inclinazione maggiore tra manico e paletta...
Rispondi
di Azouff utente non più registrato
commento del 27/12/2016 ore 22:12:27
In effetti è così, la paletta non dovrebbe essere troppo inclinata altrimenti l'angolazione delle corde sarebbe eccessiva da fare attrito col capotasto... molti modificano la propria chitarra mettendo appunto una barretta vicino al capotasto x far poggiare le corde, ma se la paletta è troppo angolata alla fine il problema risalta nell'accordatura
Rispondi
Re: La quasi scomparsa dello zero fret ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 30/09/2012 ore 22:10:14
Effettivamente non si capisce perchè una tendenza costruttiva così diffusa negli anni Cinquanta e Sessanta sia stata per lo più abbandonata. La coerenza sonora delle corde suonate libere con le corde frettate è indubbia, altri vantaggi e svantaggi facciamo lo sforzo di considerarli marginali ma perchè abolire lo zero fret? Mistero, spegabile solo con l'accettazione da parte dei costruttori di una diversa filosofia. Sono un fan dello zero fret ma vivo qualunquisticamente bene anche senza.
Rispondi
...e se dovessi inserire lo zero fret ...
di biolotti [user #13907]
commento del 08/10/2012 ore 18:09:37
ho una chitarra simil telecaster che ha problemi di intonazione con gli accordi in prima posizione e avevo letto, forse su accordo un pò di tempo fa, che l'inserimento di una barretta metallica a mò di capotasto avrebbe migliorato l'intonazione... sai percaso qualcosa in più? grazie
ciao
Rispondi
Re: ...e se dovessi inserire lo zero fret ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 08/10/2012 ore 20:06:53
Ti consiglierei di sostituire il capotasto con uno di quelli a compensazione come quello che offre Earvana. Va a vederlo sulla rete.
Ciao
Rispondi
Citazioni Utili
di Cukoo [user #17731]
commento del 01/10/2012 ore 22:52:33
"Da tenere presente che le chitarre di classe per concerto appoggiano le corde su un tasto più alto collocato vicinissimo al capotasto che in questa maniera non sopporta le corde e solo interviene a mantenerle in posizione nel senso trasversale" (Nicola Utili, 1888-1962). Si parla di chitarre classiche dei primi del '900.
Rispondi
Secondo me con lo zero ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 03/10/2012 ore 08:41:29
Secondo me con lo zero fret le corde suonate libere hanno più tendenza a friggere rispetto a quelle montate sul capotasto. Per ovviare all'inconveniente tocca regolare l'altezza in modo da alzare tutte le corde con evidente peggioramento in tutte le posizioni. Col capotasto, anche se le corde sono un po' più alte in prima posizione, si possono comunque tenere più basse. Normalmente le scelte aziendali hanno solo due motivi: o economici o di funzionalità, in questo caso se escludiamo il motivo puramente economico rimane quello funzionale.
Rispondi
Re: Secondo me con lo zero ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 04/10/2012 ore 00:08:02
Non penso che con lo zero fret ci sia più facilità di "buzz" sulle corde libere, e comunque sarebbe facilmente risolvibile con un zero fret un pelino più alto degli altri fret.
In realtà lo scarso utilizzo dello zero fret da parte dei produttori credo sia dovuto al fatto che negli anni '50 e '60 era spesso utilizzato su strumenti molto economici e di qualità scadente, mentre i marchi più blasonati come Gibson, Martin, Fender non lo utilizzavano. Quindi si è affermata nei chitarristi il pregiudizio "0 fret = strumento scarso". E si sa che combattere i pregiudizi è un'impresa ardua ... per cui le aziende produttrici si sono adeguate.
Rispondi
Re: Secondo me con lo zero ...
di superloco [user #24204]
commento del 04/10/2012 ore 16:19:09
in effetti credo sia proprio così....
Rispondi
Esperienze con lo 0 fret
di Pancollolio [user #27959]
commento del 10/10/2012 ore 13:35:12
Leggendo la storia della Red Special/Old Lady, si scopre che non solo é costruita col famigerato 0 fret, ma che alla prima rifrettatura avvenuta, se non mi ricordo male, dopo circa 30 anni di uso quotidiano, il liutaio non ritenne necessario sostituirlo. Mio padre acquistó una (splendida!) VOX Typhoon di produzione EKO nel 1967; lo scorso inverno, dopo aver letto un sacco di articoli pro e contro lo 0 fret, presi la chitarra e rifeci il set-up secondo i miei gusti, cioé action bassissima, intonazione e corde 0.10-0.52. Lo 0 fret non presentava segni di usura, a differenza della tastiera, e assoluta assenza di buzz dopo il set-up. Per esperienza diretta posso anche dire che non ho mai notato una maggiore usura delle corde con questa chitarra, che ha una voce bellissima e tutta sua sia amplificata che non. Non so... a me tutti gli argomenti contro lo 0 fret sembrano fanfaluche, quisquiglie, pinzillacchere. E se anche fosse che "mangia" le corde, ma sarebbe un problema? Tanto vanno cambiate periodicamente lo stesso...
Rispondi
EKO MIA SA MASSIMO VARINI
di FIP69 [user #32730]
commento del 13/11/2012 ore 23:30:28

Ho una semiacustica EKO Mia SA, realizzata su specifiche del grande Massimo Varini.Tra le varie caratteristiche include lo zero fret.
In effetti lo zero fret "uniforma" le voci delle varie corde (la dinamica ??) , inoltre la chitarra ha una sua morbidezza che però io attribuivo alle corde, alla regolazione dell'action ecc.
Rispondi
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