Tantissime volte mi è capitato di leggere tra i vari commenti pareri negativi sull'effettiva qualità odierna dei prodotti di casa Fender e, da proprietario per di più soddisfattissimo della mia Am Std modello 2010, non nascondo di esser rimasto talvolta perplesso di fronte alla facilità con cui si esprimono giudizi sommariamente dispreggiativi nei confronti di una intera serie di chitarre, sulla base della prova di uno o due esemplari magari non perfettamente riusciti. Da quando ho ripreso in mano, o per meglio dire imbracciato in maniera convinta, la sei corde due anni or sono, mi è capitato spesso di entrare in negozio e provare un po' di strumenti, per il semplice piacere di valutarne l'effettiva qualità. Dal canto mio posso dire semplicemente una cosa: la Fender si sta spendendo il più possibile per poter offrire a quanta più gente possibile una gamma di prodotti adatti a tutte le tasche e a tutte le necessità di gusto. Sono veramente svariate le chitarre tra serie cinesi, messicane e americane in grado di soddisfare voglie vagamente vintage-oriented, moderne o effettivamente rispondenti a specifiche d'epoca. Esemplari particolarmente riusciti a parte, una cosa sembra essere indubbia, ovvero che la qualità cresce da un punto di vista puramente liuteristico, nei limiti ovviamente di una produzione industriale, in maniera pressochè direttamente proporzionale al prezzo. Ad ogni modo non posso che notare con piacere il fatto, in riferimento alle serie americane, che si spazia tranquillamente tra strumenti realmente entry level con un carattere deciso o con una più o meno spiccata predisposizione alla personalizzazione, vedasi American Special blueseggianti e American Standard più cautamente neutre in termini di sonorità, e strumenti con una maggiore aura di professionalità, riferendomi con questo da un punto di vista puramente sonoro alle American Deluxe, estetico, per coloro a cui piacciono top fiammati le American Select, e storico, ragionando invece un po' sulle ultime American Vintage. Proprio oggi mi è capitato di imbattermi sul sito Fender nella pagina relativa alle chiatarre dall'animo più classicamente datato della produzione in serie statiunitense. Direi che la Fender con questo ha piazzato un bel colpaccio, aggiungendo in catalogo strumenti di annate particolari, rappresentativi di evoluzioni tutto sommato significative, inerenti all'uso di particolari manici, tastiere e altre features molto molto succulente. Incuriosito mi sono poi diretto sul famoso tubo in cerca di demo fresche fresche di pubblicazione e, dopo aver visionato un paio di video inerenti alle nuove American Vintage Telecaster modello '52 e Stratocaster modello '59, devo ammettere di essere rimasto piacevolmente colpito, nei limiti di una prova audio/visiva non diretta e virtuale, dagli strumenti in questione. Ragionando anche sul fatto che gli strumenti della serie standard sono stati equipaggiati con PU prodotti dal Custom Shop, direi che il gap, che effettivamente persisteva con altri brand, si sia assottigliato e anche di parecchio, anzi, a dirla tutto, credo proprio che a parità di costo un attuale modello di casa Fender non abbia più nulla da farsi perdonare rispetto a chitarre oggettivamente costruite con maggior cura fino a qualche tempo fa. Dovessi comprare una Strato oggi non so effettivamente quanto darei retta alla fretta o quanto potrei essere più giudizioso e valutare invece la possibilità di aspettare qualche mesetto in più e garantirmi uno strumento maggiormente prezioso. Voi che ne pensate? |