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Pappagalli e usignoli
Pappagalli e usignoli

di Oliver [user #910] - pubblicato il 13 agosto 2012 ore 08:00
Una recente discussione in People ha solleticato irresistibilmente la porzione di neuroni che, nella mia scatoletta cranica, sembra deputata a evidenziare le singolari contraddizioni che i condizionamenti generano nel nostro modo abituale di inquadrare i concetti.
Una recente discussione in People ha solleticato irresistibilmente la porzione di neuroni che, nella mia scatoletta cranica, sembra deputata a evidenziare le singolari contraddizioni che i condizionamenti generano nel nostro modo abituale di inquadrare i concetti.
Tutto è partito dall'interpretazione di un brano celeberrimo, eseguito per l'occasione da alcuni accordiani. Tra i commenti, certi sottolineavano la fedeltà all'originale, altri elogiavano l'interpretazione personale. Entrambi gli approcci comportano delle difficoltà, e quindi richiedono delle attitudini, ma traspare in modo abbastanza chiaro come per i più la personalità e l'inventiva siano considerate una sorta di obbligo, una conditio sine qua non se si vuole essere considerati Musicisti. La riproduzione fedele invece, affatto semplice sia dal punto di vista tecnico, sia da quello dell'espressività, sembra comunque una sorta di "dio minore".
Abbastanza comprensibile, tutto sommato. Sembrerebbe logicissimo. Però... c'è qualcosa che non quadra. Se assistiamo a un concerto di una grande orchestra, composta da musicisti eccelsi, che esegue in maniera mirabile e precisa dei brani classici, guidata irreprensibilmente da un Direttore capace e attento al minimo dettaglio, dove nemmeno una nota di triangolo è lasciata al caso o -orrore!- all'interpretazione personale, facciamo per caso un ragionamento del genere?


Non è più probabile invece che storciamo il naso o ci scandalizziamo se si verifica il contrario? E non si tratta sempre di musica, di emozioni? Perché il nostro condizionato cervello si comporta da integralista, ma a compartimenti stagni, assolutamente isolati uno dall'altro anche quando l'argomento è il medesimo, e non ce ne rendiamo conto?
Insomma, Uto Ughi (per dirne uno) è un pappagallo o un usignolo?

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:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/08/2012 ore 09:21:39
Sono particolarmente contento di inaugurare i commenti di questa nuova rubrica, che si annuncia di particolare livello e piacevolezza.
Nessuno meglio di te può infatti mettere a disposizione di Accordo e degli Accordiani un sapere tecnico ed un gusto musicale che non temono confronti, congiunti ad un'intelligenza ed un'arguzia non comuni.
Benvenuta alla tua Rubrica, quindi, e complimenti a te ed alla Direzione di Accordo :-)

Uto Ughi è un usignolo in assoluto, ci mancherebbe altro.
Personalmente credo che il nocciolo della questione stia nell'intelligenza con cui si sceglie, di volta in volta, se proporre un'esecuzione altamente ortodossa o una interpretativa. E, soprattutto, se si sia in grado di eseguirle entrambe con la stessa bravura.
Voglio dire che si è bravi se si sanno fare indifferentemente l'usignolo o il pappagallo, a seconda del contesto in cui ci si esibisce.
Va aggiunto infine, che i brani classici per una serie di motivi (disponibilità di partiture convenzionali, distanza di anni o secoli dalla morte del compositore, loro inserimento nei canali della musica "serie", e così via) tendono ad essere eseguiti in versioni abbastanza rigidamente fedeli all'originale), mentre per la musica moderna gli esecutori "postumi" si sentono meno vincolati alla aderenza alla scrittura originale.
Dal punto di vista del pubblico, poi, quale sia il motivo per il quale a volte alcune aree cerebrali si rifiutino di sapere cosa facciano quelle vicine, resta un mistero.
Ma, se ci rifletti, le diverse aree del nostro cervello coabitano nella scatola cranica come in un condominio. Non c'è molto da stupirsi, quindi, se a volte si mettono il muso tra loro.
Banali liti condominiali, insomma ...

Rispondi
Grazie, Generale. "... se ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 14:25:46
Grazie, Generale.

"... se si sia in grado di eseguirle con la stessa bravura"

Ecco, questa e' una puntualizzazione importante. A volte si interpreta semplicemente perche' non si sarebbe comunque in grado di riprodurre :)
E' la stessa differenza che passa tra un imbrattatore di tele (che puo' vendersi come artista, e spesso ci riesce) e un Picasso, che col pennello poteva fare esattamente cio' che voleva, per scelta.
Rispondi
Io,una volta, ho sporcato una ...
di diumafe [user #17831]
commento del 13/08/2012 ore 14:47:11
Io,una volta, ho sporcato una strato.
Sono un artista? :-DDDD
Rispondi
Se la sapresti anche dipingere ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 14:49:30
Se la sapresti anche dipingere perfettamente, si :)
Rispondi
Io credo che molto dipenda ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 13/08/2012 ore 10:38:31
Io credo che molto dipenda dal contesto; mi spiego meglio: il rock, per quanto maleducato ed aggressivo possa essere, rimane sostanzialmente libero e democratico, di qui la possibilità per chiunque di provare a fare ciò che più gli aggrada di un riff noto, la musica classica invece no, sta lì con le sue regole, con i suoi artifizi, con il suo quasi regale contegno ed effettivamente, parlando con chi quella musica è in grado di comporla ed eseguirla alla perfezione, si percepisce in maniera netta il rigore che attorno ad essa ruota. E così noi ci adattiamo al contesto, in maniera spontanea, quasi sul piano del subconscio. Che poi fondalmente è la stessa cosa che succede con le donne no? Pensate all'effetto che potrebbe sortire su noi maschietti una schiera di donne in biancheria intima nella metro; fatto? Ora provate ad immaginare quella stessa schiera di donne in costume al mare. Sono sempre loro, comunque mezze ignude, eppure la nostra immaginazione viene stuzzicata in maniera diversa.
Rispondi
Mi rendo conto che esistano ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 14:38:0
Mi rendo conto che esistano i contesti, ma la domanda e': perche'?
Cosa mi autorizza a fare cio' che voglio di una composizione, chesso', di Jimi Hendrix, sapendo a priori di avere una probabilita' su un milione di produrre qualcosa anche solo lontanamente comparabile (sono libero di... rovinarla)? E cosa mi vieta invece di farlo su un brano classico? Per me sono solo convenzioni, e come tali sono una forzatura. L'esempio della biancheria intima calza a pennello.
Rispondi
Io ho dato una mia ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 13/08/2012 ore 17:36:07
Io ho dato una mia interpretazione su quello che immagino sia il pensiero comune sull'argomento, che non corrisponde però al mio modo d'agire, per il semplice fatto che in realtà la libertà d'espressione è un bene assoluto. Io sono una capra con la chitarra e lo dico senza mezze misure, soprattutto considerando il fatto che è un anno e mezzo che ho cominciato a studiare davvero lo strumento, ma questo non mi ha impedito di salire sun un palco con tutta l'incoscenza di questo mondo e suonare un paio di pezzi e addirittura cantarne uno, ok si trattava di semplicissimo accompagnamento acustico, ma se dico che è stata la più bella sensazione della mia vita e che i miei amici e conoscenti m'han fatto i complimenti per il cuore, non di certo per la tecnica, credo tu possa capire ciò di cui parlo. Io ricerco in un'esibizione il cuore, non mi interessano neppure poi tanto la tecnica e la canzone di per sè, se il chitarrista riesce a trasmettermi quello che prova lui mentre sta suonando. Ad esempio Zack Wild che suona Hey Joe non mi ha trasmesso niente, John Frusciante invece su Jimi riesce ad esaltarmi e sto parlando dell'inarrivabile! Se poi insieme al cuore si uniscono anche il buon gusto ed il rispetto del pezzo, o meglio del suo significato, allora credo non ci sia niente di assolutamente intoccabile. Ad esempio ho visto il tuo momento confortevole; i puristi potrebbero avere già da ridire per la sola strumentazione, io dal canto mio ti dico bravo davvero e non per tecnica o esecuzione in sè, ma per il fatto che sei rimasto perfettamente nello spirito del pezzo, senza snaturarlo, comunicando per di più alla grande il piacere che provavi nel suonare quel solo. Spero di aver espresso al meglio quello che è il mio pensiero.
Rispondi
A mio modesto avviso, il ...
di Salvog [user #26748]
commento del 13/08/2012 ore 10:56:31
A mio modesto avviso, il nocciolo della questione è strettamente legato al contesto che si sta trattando, semplicemente, un pezzo di musica classica, che già di per se è bello ricco ed elaborato ed ha una sua personalità importante e complessa non credo ci sia il bisogno di aggiungere altro, sarebbe fuor di luogo. Cambiare i connotati di un'opera classica sarebbe un suicidio oltre che un anatema, dall'altro capo dell'universo potrebbe indurre un alterato, nonché sdegnato compositore a lanciare qualche strale di disappunto. Ora, fermo restando che, anche per quanto riguarda il bagaglio dei nostri beneamati pezzi Rock o chissà che altro son del parere che sarebbe meglio riprodurli quanto più fedelmente possibile, insomma a mo di pappagallo, (lì sta la bravura?).
Come mai gli autori di questi famigerati pezzi una volta lanciati sul mercato non si sono mai preoccupati più di tanto di riprodurli fedelmente negli anni, durante i loro successivi live?
Mentre noi invece strozziamo il nostro io a furia di cercare il piglio e la nota giusta?
Un Esempio, ma ce ne sarebbero a iosa: E. Van Halen, una volta lanciato il famigerato solo dislocato nel pezzo BEAT IT, non lo ha mai eseguito uguale, addirittura una volta in un live Slash esegui tutt'altra roba nell'ambito del pezzo in questione , ma penso che manco volendo o pregando in aramaico arcaico ce l'avrebbe fatta. Eddy un giorno per curiosità chiese a Jennifer Batten come avesse fatto a riprodurlo esattamente uguale.
Insomma tiriamo un po' le nostre somme, penso che l'assennata totale fedeltà in un pezzo potrebbe essere d'obbligo, ma sinceramente vallo a spiegare al mio "IO".


Ciao Oliver e congratulazioni per il bel post.
Rispondi
L'accenno all'esecuzione dal vivo di ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 14:47:27
L'accenno all'esecuzione dal vivo di musica moderna e' molto interessante.
L'autore dopo un po' si rompe le balle di ripetere sempre lo stesso solo, e a volte viene rivisto anche l'arrangiamento. I musicisti classici, invece, sono forgiati per ripetere fino alla morte le stesse note: ce ne sono alcuni che si specializzano su un solo autore o addirittura un solo brano.

Va detto pero' che il pubblico spesso non gradisce le variazioni dell'autore, e spesso i commenti sono del tipo: "si', ma non l'ha fatta come nel disco" :)
Rispondi
.....continuavo a chiedermi cosa aspettavano ...
di Laceblues [user #7285]
commento del 13/08/2012 ore 12:00:57
.....continuavo a chiedermi cosa aspettavano ad inserirti nelle rubriche considerando tutte le tue qualità elencate dal Generale! Complimenti Oliver.
Sull'articolo: Apprezzo molto se un brano o un assolo viene eseguito fedele all'originale (noi tendenzialmente CERCHIAMO di fare così) ma allo stesso tempo mi piace quando si improvvisa dopo aver eseguito il tema principale. Naturalmente un'improvvisazione coerente, che abbia un senso, che stia nel "discorso" e non un guazzabuglio di note senza senso tanto per far vedere velocità, bravura e quant'altro. La classica secondo me non si deve toccare. Al limite una interpretazione personale del direttore d'orchestra. Ciao. :-)
Rispondi
Grazie, Lace. Il tuo ...
di Oliver [user #910]
commento del 14/08/2012 ore 00:12:29
Grazie, Lace.
Il tuo approccio, che mi sembra equilibrato, assomiglia un po' a quello jazzistico nei confronti degli Standard: prima il tema (obbligato), poi le variazioni sul tema. Ovviamente nel jazz la prima parte e' ridotta all'osso, mentre la seconda... a volte rischia di ridurre all'osso l'ascoltatore :)
I jazzisti mi perdonino!
Rispondi
Alla fine su youtube non ...
di Pinus [user #2413]
commento del 13/08/2012 ore 12:24:06
Alla fine su youtube non ci sono i video degl originali per la classica e second me in qualche caso alcuni brani vengoni interoretati in maniera seppur lievemente duversa da artisti diversi. La tua è una bella osservazione, forse la musica classica non lascia spazio all interpretazione delle note, ma sicuramente in termini di esecuzione cambia parecchio da un artista ad un altro, infatti ci sono aetisti legati ad autori precisi
Rispondi
sono in sintonia col generale ...
di superloco [user #24204]
commento del 13/08/2012 ore 12:30:07
sono in sintonia col generale
chi è bravo è bravo copiando o rifacendo in pezzo come interpretazione personale
Rispondi
Urrah per il nuovo stimatissimo ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 13/08/2012 ore 13:12:34
Urrah per il nuovo stimatissimo "Rubricante".
Rispondi
Grazie, Duca. ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 15:18:08
Grazie, Duca.
Rispondi
Innanzi tutto un plauso al ...
di diumafe [user #17831]
commento del 13/08/2012 ore 14:33:2
Innanzi tutto un plauso al nostro nuovo Rubricolik. :-D

Secondo il mio modesto parere si inizia a fare i pappagalli per poi diventare usignuoli.
Come natura insegna.
Rispondi
Mi sembra saggio. Evidentemente ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 14:53:55
Mi sembra saggio.
Evidentemente hai riflettuto prima di pensare.
(nota che non ci sono cascato: non ho scritto "riflesso").
Rispondi
Caro scettico prima di tutto ...
di perrynason [user #17170]
commento del 13/08/2012 ore 14:50:55
Caro scettico prima di tutto complimenti per la nuova rubrica! :)

La tua è una bella domanda, ma credo che vada aggiustata. Per partire dalla risposta (una risposta) secondo me Uto Ughi è un grande pappagallo-usignolo. Troppo comodo, dirai, ci inventiamo nuove specie per uscire dal problema invece di risolverlo. Però i problemi vanno orientati altrimenti nascondono le soluzioni e diventano insolubili. Come nei problemi di geometria, se costruisco male la figura non vedo la soluzione.
Passami l'uso di etichette un po' consunte, tanto per capirci: di solito si assume che il rock e ancor di più il jazz (e tutti i generi in qualche modo derivati) siano musiche libere perché svincolate dalla scrittura, mentre la musica classica ci inchioda sulla carta all'atto creativo originario dell'autore. In parte è vero: là si improvvisa, si aggiunge o si toglie, qui no. Da ciò l'idea che uno sia il campo della personalità e dell'inventiva e l'altro quello della "riproduzione fedele".

Ma personalità e inventiva sono assolutamente necessarie anche alla "riproduzione fedele", che metto tra virgolette perché non esiste. Cioè non c'è modo di avere una riproduzione fedele di un brano musicale a meno che l'esecuzione non sia affidata all'autore stesso (e anche questa cosa è discutibile).
Prendiamo un classico famoso, che so: la quinta di Beethoven. Già dal famoso attacco, l'esecuzione dell'orchestra di Bernstein è molto differente da quella di Furtwangler e di Abbado e di Von Karajan e di Toscanini... In alcuni casi le differenze possono risultare addirittura fastidiose! Lo spartito è il medesimo, da dove nascono tutte quelle differenze? Dalla personalità e dall’inventiva del direttore e dei suoi professori d’orchestra.

Un capriccio di Paganini è un banco di prova massacrante perché oltre alla profonda conoscenza del testo musicale richiede la perfetta conoscenza delle tecniche strumentali inventate dal Genio del violino. Eppure l’interpretazione di Ughi non è la stessa di Accardo. Un semplice lettore, un pappagallo, non basta. Bisogna che il pappagallo sia anche usignolo. Ughi e Accardo sono pappagalli simili (simile è il loro livello tecnico), ma usignoli molto differenti.

Secondo i critici esistono poi interpretazioni più “corrette” di altre, cioè più filologiche, legate alle informazioni più o meno esplicite lasciate dall’autore riguardo alla sua visione musicale. Ma non è detto che siano le migliori. Glenn Gould era criticato per l’eccessiva libertà di interpretazione che si concedeva al pianoforte, ma nessuno può mettere in dubbio la sua grandezza.

La musica è una forma d'arte che richiede la presenza di un medium, un tramite tra autore e ascoltatore: il musicista. Ma ciò che sfugge è che il musicista non è un banale riproduttore e anche se le note sono scritte, le sue esecuzioni non sono sempre uguali. L'esecutore non è un CD!

Esiste dunque, anche da parte dei musicisti “classici”, la necessità di far emergere personalità e inventiva, non nel senso di una rielaborazione dello spartito, ma di una interpretazione del brano, per la quale occorre essere non solo preparati, ma anche personali e inventivi. Non solo pappagalli, ma pappagalli-usignoli.

Forse potremmo riformulare la domanda chiedendoci quale volatile dovrebbe prevalere e quando.
Ma ahimè (ahitè e ahituttinoi) se ne discute da secoli.
Rispondi
Prima di tutto, grazie per ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 15:13:59
Prima di tutto, grazie per il benvenuto.
In secondo luogo, grazie per avere fatto centro.
Il terzo riconoscimento ti spetta per la scoperta di una nuova specie di volatile :)
Rispondi
Il "pappagallo di perrynason". Mmmh... ...
di perrynason [user #17170]
commento del 13/08/2012 ore 15:42:28
Il "pappagallo di perrynason". Mmmh... c'è Diuma in giro!
:D
Rispondi
;-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/08/2012 ore 15:47:11
Non vedo il motivo di disturbare Diuma. Ci sono qui altri tuoi amici.
E' molto che lo usi? ;-)))))
Rispondi
Commento... allettante!
di perrynason [user #17170]
commento del 13/08/2012 ore 16:21:57
Commento... allettante! Ma no, grazie. Riesco ancora a farla in piedi.
;-)
Rispondi
;-))))))))
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/08/2012 ore 23:20:33
Rispondi
d'accordissimo su tutta la linea
di Guycho [user #2802]
commento del 13/08/2012 ore 23:39:10
azzardare che il musicista classico non sappia eseguire ed interpretare, significa conoscere poco la musica classica.

Vorrei aggiungere che spesso si dice che il musicista pop preferisce interpretare perchè non è in grado di eseguire fedelmente. E spesso è così. Ma vogliamo prendere atto dell'abisso tecnico che c'è tra un musicista pop-rock etc con un musicista classico?

Ci sono grandissimi studiosi anche nella musica rock, ma sono comunque rarità, eccezioni alla regola.
Prendiamo ad es. il succitato Van Halen: tutti consideriamo Eddie un grandissimo della chitarra rock, ma il suo livello tecnico, rispetto ad un quelunque chitarrista classico, è misero.

Prendere un diploma classico significa studiare 6-8-10 ore, tutti i giorni , per anni, con un rigore massimo. Non parliamo poi del violino, c'è gente che ci dedica l'esistenza stessa.

Eddie, come tantissimi musicisti rock, non ha certamente studiato tutto quel tempo, anche perchè i rockettari iniziano a suonare già da giovanissimi, e perdono più tempo a fare le rockstar che a studiare. Ecco che subentra il feeling, la freschezza, l'energia e la creatività. Il riprodurre fedelmente richiede uno studio superiore.
Rispondi
Sicuramente non sono un conoscitore ...
di Oliver [user #910]
commento del 14/08/2012 ore 00:32:48
Sicuramente non sono un conoscitore della musica classica ma, oltre ad averne un profondo rispetto, mi rendo perfettamente conto dello studio e dell'applicazione che fanno parte imprescindibile del bagaglio di un musicista classico.
La discussione non verteva in realta' su questo, che potrebbe invece essere uno spunto interessante per discutere sui diversi approcci alla musica: tecnica vs istinto, rigore vs emozione, etc.
La tecnica e lo studio di per se' sono solamente degli strumenti, nella musica classica (obbligatori) come nella musica "moderna", ma da soli non bastano: consentono di eseguire, ma non di interpretare.
Per contro ho sottolineato anch'io in altri commenti come molte volte, dietro alla maschera della "libera interpretazione", si nasconda in realta' una sostanziale incapacita' di ottenere un risultato preciso.
Rispondi
Ed infatti quanto tu scrivi ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 14/08/2012 ore 08:33:26
Ed infatti quanto tu scrivi è la dimostrazione del perchè la gente ami così tanto il rock e con rock intendo quello vero e sanguigno. A me non piacciono virtuosismi esasperati, preferisco anche un solo bending di Gilmour o di Knoplfler al posto giusto e nel momento giusto alle perfettissime scale suonate a velocità stratosferica. Il rock così come il blues è istinto puro, è la masseima espressione di tutta la gamma di emozioni ritrovabili nell'animo di una persona e le emozioni sono semplici, son le persone ad esser complicate. A me non piace nemmeno Van halen, ma addirittura misero!? Sinceramente valuto il talento in relazione alle capacità crrative più che alle doti tecniche ed in tutta franchezza il ripetere fedelmente è una caratteristica propria sostanzialmente di certi generi, che piacciono tanto a palati raffinati, che ad esempio su me non hanno alcuna presa. Come sempre è questione di gusto personale.
Rispondi
Concordo pienamente cacchio.. Misero ...
di G1ud4 [user #31574]
commento del 14/08/2012 ore 13:33:29
Concordo pienamente

cacchio.. Misero il livello tecnico di EVH?! :D ha ispirato orde di chitarristi, il suo sound è uno dei più ricercati, imitati ed invidiati
..vorrei essere così misero! :P
Rispondi
precisazioni
di Guycho [user #2802]
commento del 14/08/2012 ore 21:26:05
Per "misero" intendo in relazione al bagaglio di un musicista classico. Al contrario, è un ottimo livello nel panorama rock.
Rispondi
Tranquillo
di G1ud4 [user #31574]
commento del 14/08/2012 ore 21:53:29
Tranquillo, avevo capito
..era pura speculazione :D

..cmq a volte succede che dietro un'ignoranza musicale il genio faccia comunque la sua parte e tiri fuori dei veri capolavori
Rispondi
Vorrei precisare che per "tecnica" ...
di Guycho [user #2802]
commento del 15/08/2012 ore 12:20:05
Vorrei precisare che per "tecnica" non intendo la velocità. Anche Jeff Beck è tecnicissimo, nei suoi bending e vibrati, così come Steve Ray nel suo shuffle-strumming o o Paul Gilbert nella sua pennata alternata. Sono tutti musicisti che hanno portato la chitarra ad un livello virtuoso, rispetto al semplice schitarrare di un qualunque rockettaro (non per questo meno affascinante).
Rispondi
certamente chi non ha una ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 14/08/2012 ore 09:03:
certamente chi non ha una gran tecnica e', per forza, portato a cavarsela interpretando.. ma io dico, MENO MALE.. se per un motivo o per un altro bisogna ingegnarsi ad essere creativi, ben venga anche il motivo dell'insufficienza tecnica...

e cio' riguarda anche le star dello strumento "rock"... nel senso che se la scarsita' di tecnica, rispetto al musicista di conservatorio, genera tutta la varieta' degli stili del rock, evviva la scarsita' di tecnica...
Rispondi
Non puoi sapere cosa avrebbe ...
di Guycho [user #2802]
commento del 15/08/2012 ore 12:13:28
Non puoi sapere cosa avrebbe realizzato un musicista, scarso tecnicamente, se avesse avuto una eccellente tecnica, e viceversa. Le tue sono supposizioni.
Rispondi
“Nonostante i limiti della notazione ...
di jazzino [user #23867]
commento del 13/08/2012 ore 20:58:27
“Nonostante i limiti della notazione musicale, una pagina di Beethoven o Schonberg è un
documento definitivo, un tracciato da cui possono derivare varie letture lievemente
diverse. Al contrario, l’incisione di un brano jazz improvvisato è cosa di un attimo: in molti
casi è l’unica versione accessibile, e perciò “definitiva”, di un qualcosa mai pensato come
definitivo. Che sia, e non possa che essere, definitiva - se ispirata o no, è ovviamente un
altro discorso - è un fatto intrinseco alla natura e al concetto di improvvisazione. Perciò lo
storico del jazz è costretto a giudicare l’unica cosa che ha in mano: il documento sonoro.
Mentre ci interessa anzitutto l’Eroica e solo secondariamente il modo in cui qualcuno la
esegue, nel jazz il rapporto si rovescia. Ci interessa ben poco West End Blues come tema
o composizione; prima di tutto conta il modo in cui Armstrong lo interpreta. Oltretutto
siamo obbligati a giudicare sulla scorta di una singola versione, incisa per caso nel 1928, e
non ci resta che immaginare le altre centinaia che Armstrong ne diede, nessuna
esattamente uguale, alcune inferiori al disco, altre forse anche più ispirate.”
Un esempio: anche se a livello metronomico il musicista di jazz rispetta lo scandire del
tempo, egli in realtà può suonare “in avanti” o “indietro” sul tempo, invece la scrittura
tradizionale è “quantizzata”.
Inoltre in questa musica non esiste il concetto di “bel suono”, ma di “proprio suono”.
Nei vari real book in uso tra i jazzisti vengono scritte principalmente due cose: una linea
melodica e degli accordi siglati. Entrambi vengono interpretati in senso “compositivo” dal
jazzista che può arrivare quindi a stravolgerli. Ovviamente non è cosi per la musica classica ... anzi....
Un’altra fondamentale caratteristica di questo linguaggio (che è più di un linguaggio) è la
capacità di rielaborare, trasformare e rendere artisticamente significativo e stimolante
qualsiasi materiale di partenza (da una melodia infantile a un brano rock, da una folk song
a un’aria d’opera…) anche qui lascio a voi il paragona con la musica classica...
Il fatto è, e concludo, che ogni genere musicale ha delle proprie prerogative dalle quali non si può prescindere e spesso danno importanza a cose che sono l'esatto opposto .... quasi in antitesi!
Ciao Olver è un piacere leggerti
Rispondi
Aspettavo il tuo commento :) ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/08/2012 ore 23:01:11
Aspettavo il tuo commento :)
Il jazz e' l'antitesi della classica.
Naturalmente il mio post sottintendeva anche una provocazione.
Faccio fatica a scrivere da qui (cellulare...), ma mi fa piacere leggere molti commenti stimolanti.
Rispondi
Ciao Oliver.. Sono strafelice che ...
di janblazer [user #26680]
commento del 13/08/2012 ore 21:17:23
Ciao Oliver.. Sono strafelice che tu abbia la tua rubrica !!
Il primo post di matrice ornitologica-musicale è stato molto interessante e i precedenti commenti ormai hanno già praticamente detto tutto..
Io credo che un po' dipenda da quello che ci si aspetta di ascoltare, ad esempio le cover..
Chi vuole esclusivamente la riproduzione fedele e chi è disposto ad accettare una diversa interpretazione, come il sottoscritto..
Per esempio il solo di "Whole lotta love" di Carlos Santana con Chris Cornell, è diverso da quello di Jimmi Page con i Led Zeppelin, però io lo trovo lo stesso piacevole e intrigante e soprattutto legato al suo modo di suonare..
Se Uto Ughi con un'orchestra provasse a suonare "Apache", difficilmente farebbe la copia carbone del pezzo di Hank Marvin degli Shadows, però potrebbe essere un pezzo con il suo fascino..
Sicuramente la musica classica ha altre prerogative e altri contesti, ma la conosco poco e il paragone mi è venuto nel mondo del rock, dove mi trovo più a mio agio..

Io vorrei tanto essere un bravo pappagallo.. ma mi sento molto più cornacchia..
Un saluto !!
;-)
Rispondi
Grazie anche a te, Jan. ...
di Oliver [user #910]
commento del 14/08/2012 ore 00:42:12
Grazie anche a te, Jan.
L'immagine di Ughi che suona Apache non e' niente male :)
Potrebbe essere interessante, come a volte (non sempre) succede nelle contaminazioni.
E poi sarebbe anche una forma di par condicio, visto che molte volte il rock si e' lasciato "inquinare" dalla musica classica.
Rispondi
Vedi Oliver,.....
di bernablues [user #16917]
commento del 13/08/2012 ore 22:12:33
Un brano scritto per orchestra, è un insieme di partiture per tutti gli strumenti che compongono l'orchestra, che diretti da un maestro (con i contro.....), riesce a restituire l'idea del compositore stesso, quindi il cercare di far suonare tutto, alla "virgola", per un direttore d'orchestra è tassativo, in quanto esso stesso è interprete del brano e strumento allo stesso tempo, del brano stesso, il quale è stato scritto proprio per essere eseguito da altri ed in maniera corale.....quindi è come se l'orchestra rendesse immortale l'autore del brano che va ad eseguire, altra cosa è invece, un musicista (nel nostro caso un chitarrista), che si ostina a suonare nota per nota, pausa per pausa, tutti i brani di un artista, e poi, non è in grado di elaborare un "suo" concetto musicale, è come se uno scrittore riscrivesse all'infinito la Divina Commedia, (scritta da Dante), punto per punto e virgola per virgola, credo che di artistico avrebbe ben poco, anzi sfiorerebbe il parossismo, se non una personalità autistica....quindi c'è una grande differenza, tra un "professore d'orchestra" ed un artista, entrambi suonano uno strumento musicale, ma mentre il primo fa da "buffer" (per usare un termine informatico), tra lo spartito e lo strumento, l'altro lo usa come mezzo d'espressione.
Un coverista, che rifà tutto un disco dei Pink Floid, a menadito, sarà sicuramente, un musicista preparato, ma non di certo un artista, e come se io imparassi a dipingere la gioconda alla perfezione, da farla identica all'originale, e dipingessi solo quella per anni ed anni, potrei mai raggiungere l'apice che ha raggiunto Leonardo Da Vinci??
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Tutto vero. Quello che mi ...
di Oliver [user #910]
commento del 14/08/2012 ore 00:54:01
Tutto vero. Quello che mi stupisce e' che una categoria di musicisti in un certo senso si accontenti (pur facendosi un mazzo tanto) di fare da buffer.

Riguardo alla parte conclusiva, hmmm.... Non sono del tutto d'accordo.
Lo so che certi livelli sono talmente eccelsi che il confronto atterrisce e scoraggia. Ma se tutti pensassero "non saro' mai meglio di Leonardo (o Mozart, o... Jeff Beck, perche' no?), il risultato sarebbe la paralisi.
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Si quello che dici è ...
di bernablues [user #16917]
commento del 14/08/2012 ore 01:23:35
Si quello che dici è vero, non bisogna mai sminuirsi, e una certa dose di immodestia aiuta anche a crescere, però per essere meglio di Mozart o di Jeff Beck, non bisogna per forza imitarli, magari attingere da loro, metabolizzare il tutto, e restituirlo filtrato dalla propria sensibilità, allora si che si avranno le possibilità (ovviamente se si ha la stoffa) di diventare un Artista :-))
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prediligo la creativita' e l'interpretazione ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 13/08/2012 ore 23:45:06
prediligo la creativita' e l'interpretazione personale all'esecuzione che tende all'"esatto", se fosse per me funzionerebbe in questo modo anche la musica, cosiddetta, classica... (e finirebbe in questo modo di esserlo)


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People di rango
di alberto biraghi [user #3]
commento del 14/08/2012 ore 00:58:59
Che bellezza leggere un thread così ricco. Grazie Oliver per aver accettato di partecipare a una iniziativa che sta facendo di People un luogo di riflessione e scambio di idee di altissimo livello e complimenti per il primo, interessantissimo spunto.
Questo nuovo Accordo si fa di giorno in giorno più ricco e autorevole, grazie al perfetto equilibrio tra la redazione - giovane, agguerrita, entusiasta, competentissima - e una comunità competente, attenta, parttecipativa. Voi "rubricanti" siete il prezioso link tra queste due belle realtà.
Concediamoci un piccolo sbrocco di orgoglio estivo per questa cosa fantastica che abbiamo costruito e continuiamo a migliorare tutti insieme.
Insomma, Accordo rules!
Rispondi
Sono io che ringrazio il ...
di Oliver [user #910]
commento del 14/08/2012 ore 09:26:32
Sono io che ringrazio il Boss e la Redazione :)
Mi fa piacere che la discussione si sia arricchita di scambi interessanti e stimolanti. D'altra parte sapevo di poter contare sul contributo di Accordiani vivaci e ricchi.
Perfino in questo momento vacanziero: Accordiano never sleeps!

(infatti scrivo da un cellulare, che mi impedisce di rispondere a tutti come vorrei: sara' anche smart, ma non e' comodo :)
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A parte i gusti personali, ...
di Strato2006 [user #13781]
commento del 14/08/2012 ore 11:44:06
A parte i gusti personali, per cui da persona a persona si preferirà di volta in volta l'usignolo oppure il pappagallo, il problema di fondo rimane il discorso sui "compartimenti stagni", che principalmente ci presentano (e ci condizionano, almeno nella media, a ricercare e a prediligere) dei "pappagalli classici" e degli "usignoli rock-blues-jazz-folk-etc".

Credo che da sempre i due volatili ogni tanto si "scambino le gabbie", che recentemente stanno diventando sempre più "voliere" e sempre meno "gabbiette", ma senz'altro il processo, pur con le accelerazioni dei tempi recenti, è ben lungi dall'essere completo.

Per quanto mi riguarda, non credo che possa esistere il pappagallo senza l'usignolo, né l'usignolo senza il pappagallo. O perlomeno che non sia un bene.

L'arte di un grande interprete classico comporterà comunque il "fare suo" il brano, ovvero capirlo, sentirlo, viverlo e renderlo vivo, e quindi anche se non farà una nota fuori da ciò che è scritto, sarà comunque immediatamente riconoscibile, almeno dagli addetti ai lavori.

Viceversa, un grande (cant)autore, nel proporre qualcosa di totalmente suo, mai sentito prima, farà sempre riferimento, almeno parziale, ad un patrimonio di lessico musicale (note, alla più disperata) universalmente comprensibile. Anche se in quest'ultimo caso ammetto che la cosa sia un po' più elastica.

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Personalmente trovo un po' noiose ...
di sepp [user #10489]
commento del 14/08/2012 ore 11:55:06
Personalmente trovo un po' noiose le copie perfette, pur riconoscendo che ci vuole uno sforzo doppio per fare una cosa fatta bene.
Insomma ognuno è liberissimo di esprimersi nel modo che meglio crede, e a chi ascolta resta la libertà di applaudire o meno...ma i "giudizi da esperto" li trovo altrettanto noiosi e pure tristi, se vogliamo.
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Ciao, colgo l’occasione per salutarVi tutti,
di rbm [user #6867]
commento del 14/08/2012 ore 14:26:44
Ciao, colgo l’occasione per salutarVi tutti, sono normalmente un ”lettore” di Accordo, difficilmente mi trovo a voler aggiungere qualcosa alle discussioni che trovo piacevoli, ma in questo caso ho voglia di esprimere la mia idea. Il mio caso è perfetto per la discussione, suonando in una cover band mi trovo a dover “copiare” il più fedelmente possibile i pezzi, il pubblico lo pretende!!! Ma la voglia di inserire qualcosa di “mio” nella musica fa si che tutte le volte che trovo uno spazio arrangio il pezzo e quando lo suono e vedo la gente che lo apprezza, riesco ad emozionarmi. Non sempre la scelta di “copiare” o “arrangiare” dipende da chi suona perché se è pur vero che chi arrangia può scegliere una soluzione che prevede un minor studio e/o magari una semplificazione tecnica e pur vero che chi copia magari non ha la fantasia per fare altro. Credo che nella maggior parte di casi chi arrangia un brano non lo faccia per mancanza di tecnica, (anche se questo può capitare) ma per la voglia di “espressione”. Sono convinto che la musica che sia Rock, Blues o qualsiasi altro genere debba prima essere “metabolizzata” e solo dopo si potrà suonarla, se poi si deve interpretare per carenze tecniche o perché si vuole sperimentare qualcosa di diverso a mio avviso, non è fondamentale, l’importante è farla apprezzare a chi l’ascolta. So che sto per essere crocefisso ma ad esempio Little Wing la preferisco nelle versioni rifatte (anche da STING) che non quella originale e tutte le volte, che a casa la “cazzeggio” mi piace lasciare spazio alla mia fantasia e non cercare di copiarla dall’originale (intro a parte che trovo insuperabile nella versione originale). Per concludere Usignoli o Pappagalli dipendono molto dalle circostanze, infatti, uno stesso musicista può variare il suo modo di suonare in base alla formazione e al raggiungimento di un obiettivo, ascoltato in una formazione o in un’altra, potrà essere Usignolo o Pappagallo.
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Bello spunto, Oliver. Qualche giorno ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 14/08/2012 ore 15:47:51
Bello spunto, Oliver.
Qualche giorno fa a Radio 3 un violoncellista italiano (il nome mi sfugge) ha interpretato una suite di Bach come la faceva appena diplomato e come la esegue oggi. La differenza era notevole (il tempo, gli accenti, lo stesso timbro dello strumento). La musica barocca e la classica hanno di bello che non esiste una versione da coverizzare, esiste solo la scrittura (nel caso dlle suites di Bach più scritture diverse). Quindi sta all'esecutore cercare una 'fedeltà all'originale' del tutto illusoria o permettersi di, appunto, 'interpretare'. In entrambe le situazioni non vedo pappagallismo.
La differenza forse va cercata tra composizione ed esecuzione, tra improvvisazione ed esecuzione puntuale. Ma anche qui ci sono mille situazioni diverse e mille distinguo. Argomento infinito.
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Prediligo l'interpretazione....
di T610 [user #6089]
commento del 20/08/2012 ore 16:20:27
....ma in questo caso come un pappagallo copio Henry Brooks Adams che disse:
"Creatività è permettersi di fare degli sbagli. Arte è sapere quali di questi sono da tenere."
Per me quindi interpretare è meglio che imitare a volte volendo copiare alla perfezione ho sbagliato e cercando di rimediare ho interpretato meglio...
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