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Il bebop

di Mario Monteleone [user #10] - pubblicato il 03 luglio 2012 ore 08:30
Sì, certo, Miles è Miles… il bebop senza Miles è come il formaggio senza latte. O come il ragù senza la carne (scusate le metafore grastro-alimentari, ma è ora di pranzo, e mi vengono naturali).

Siamo sicuri? Secondo me la verità è un’altra: il bebop senza Charlie Parker e senza Dizzy Gillespie non sarebbe mai esistito. Quindi, senza Bird e Dizzy, niente Wes Montgomery, ad esempio. E più in generale, niente chitarristi bebop. Forse anche niente Metheny, Joe Pass, e via di seguito.

E poi a me piace più Chet Baker di Miles.

Vabbé, mi preparo al solito massacro.

Tanti graffi a tutti.

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se cerco ispirazione per un ...
di superloco [user #24204]
commento del 03/07/2012 ore 08:56:26
se cerco ispirazione per un brano vado a cercare la versione di Chet Baker, l'ascolto e quasi sempre trovo le idee giuste. Un grande nella melodia e nella ricerca armonica. Ed ho avuto la fortuna di vederlo e ascoltarlo a pochi metri per ben 2 volte.
Charlie Parker e Dizzy Gillespie sono i padri de bebop senza dubbio ne timore di smentite
Ne la storia del Jazz c'è scritto:
Fu grazie al maniacale esercizio sullo strumento, all’ascolto e allo studio di musica Classica, Jazz e Blues, oltre che per il suo talento innato, che Charlie Parker strabiliò tutti nelle sue prime apparizioni pubbliche. “Bird” aveva sorpreso gente del calibro di Kenny Clarke ( il “padre della batteria moderna) e Thelonious Monk, i quali ascoltandolo suonare al Clarke Monroe’s uptown house (un altro locale di Harlem dove impazzava la jam session), dichiaravano:” Bird suonava della roba che non avevamo mai sentito prima; suonava delle frasi che credevo di aver inventato io, per la batteria. Era due volte più veloce di Lester Young e la sua concezione armonica era qualcosa che Lester non si sognava nemmeno. “Bird” seguiva la nostra stessa strada ma era molto più avanti di noi…”.

Triste la sua morte a quasi 35 anni e 20 anni di esibizioni pubbliche
Era ossessionato dalla velocità del suo pensiero e piano piano altre all'alcolismo e all'uso di droga lo portò alla pazzia rendendosi pericoloso per se e per gli altri.


Rispondi
Il bebop è stato come ...
di accademico [user #19611]
commento del 03/07/2012 ore 09:14:59
Il bebop è stato come un lampo e si è spento quando è morto Bird, con la sua continua ansia di pestare sull'acceleratore e di sperimentare voli impossibili.
In questo senso Miles non c'entra gran che col BeBop anche se a Charlie Parker ad un certo punto piaceva molto suonare con lui perchè gli dava più respiro di Dizzy, insomma lo lasciava più libero. Certo Dizzy in realtà è veramente la mente del Bebop, charlie parker era più istinto puro.
Comunque la grandezza di Miles non sta certo nel suo periodo bopper, piuttosto nella sua grande capacità ricettiva che gli ha permesso di rielaborare tutto quello che ascoltava e declinarlo nella sua cifra stilistica, fatta anche di pause ecc. come tutti sanno e di un grande senso della band, che forse gli viene anche da Gil Evans.
Certamente il Bebop è stato una svolta che non ha paragoni nella storia del jazz, qualcosa di mai sentito prima.
Per chi ama Charlie Parker (oltre ai dischi) consiglio il film Bird di Clint Eastwood con Forest Withaker. A quando un film su Miles? (era troppo unico)

ciao
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In effetti Miles è stato ...
di mattconfusion [user #13306]
commento del 03/07/2012 ore 09:49:16
In effetti Miles è stato attirato dapprima dalle gesta di Bird, tanto da "abbandonare" la sua famiglia benestante e trasferirsi a New Yorkcol pretesto di studiare alla "socialmente accettabile" Julliard, per poi cercare di conoscere Bird e Dizzy e di scorrazzare con loro. Tanto che troviamo un giovanissimo Miles bopper, giovanissimo, confuso e ahimè tossicodipendete: è infatti il dottor Davis, il padre medico e rispettato di Miles che lo aiuta a uscirne la prima volta.
La follia di Bird è ben descritta dall'autobiografia di Miles, che dapprima depreca i suoi comportamenti (non pagare l'ingaggio ai suoi musicisti a fine serata, gli stravizi ecc ecc) e poi si ritrova anni dopo a farne di simili. E'interessante il fatto che sempre a detta di questa autobiografia parlare con Bird di musica non fosse granchè facile: Miles non è mai riuscito a strappargli tanto, e ha subito molto il fatto che inizialmente il suo suono fosse ad immagine e somiglianza di quello di Diz.
Ma qualcosa fa aprire gli occhi a Miles durante questi anni , prima metà degli anni 50. Grazie alla vicinanza con altri musicisti e a un attento studio degli accordi e dell'armonia sul pianoforte Miles intraprende la sua strada, quella del respiro lungo delle note, dello spazio, del "poco".
L'autobiografia la consiglio tantissimo.

Su chet baker direi che è una storia altrettanto affascinante anche perchè coinvolge direttamente la nostra italia. In effetti da chitarrista la melodia di chet mi sembra più adatta per essere trasposta... sarà la voce sommessa che si adatta bene al nostro strumento
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C'è poco da massacrarti, hai ...
di coldshot [user #15902]
commento del 03/07/2012 ore 10:59:42
C'è poco da massacrarti, hai detto cose giuste, a Miles vanno riconosciuti innumerevoli meriti ma il be bop porta il nome di Dizzy, Charlie, Bud ecc, anche Davis ha dato il suo contributo ma assai minore rispetto agli altri
Rispondi
Assolutamente vero ciò che dici ...
di jazzino [user #23867]
commento del 03/07/2012 ore 13:08:21
Assolutamente vero ciò che dici quindi ............. niente massacri!
Il Be-bop è nato da Charlie più che da Dizzy ma questo non può e non deve sminuire comunque la grandezza di Miles ... grandioso innovatore per altre cose.
Certo che Charlie è stato un marziano sotto tutti i punti di vista ..........
Rispondi
Io invece credo....
di bernablues [user #16917]
commento del 03/07/2012 ore 14:48:05
Che ci si sarebbe arrivati ugualment, per altre vie, e con tempi diversi, ma ci si sarebbe comunque arrivati al Bebop..... Charlie Parker e Dizzy Gillespie, sono stati dei Grandi, e proprio per questo hanno colto per primi ciò che era già nell'aria..... si perché, secondo me ogni genere musicale, (come qualsiasi altra forma di genere artistico), sono latenti nell'aria, generati dalla società stessa del periodo, e chi lancia un nuovo genere, non fa altro che "sintonizzarsi", sulla lunghezza d'onda di quello stato d'animo, amplificandola, e rendendola fruibile a tutti, ovviamente filtrando il tutto con la propria indole artistica..... è un ragionamento un po' contorto, ma è quello che penso :-)))))
Rispondi
Rovesciamo la questione: forse senza ...
di perrynason [user #17170]
commento del 03/07/2012 ore 15:53:19
Rovesciamo la questione: forse senza il bebop non ci sarebbe stato Miles, e senza Miles nulla di tutto quello che è successo dopo, fino ai giorni nostri.
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Per me Miles è uno dei più grandi artisti.
di Toby [user #27677]
commento del 03/07/2012 ore 18:15:01
“bebop senza Charlie Parker e senza Dizzy Gillespie non sarebbe mai esistito” questo mi sembra anche inutile scriverlo. Bird e Gillespie hanno cambiato il Jazz, ma anche Davis ha portato questo genere in strade nuove, basta pensare al Cool Jazz nome deriva da un suo album ( Birth of the Cool ), oppure a tutto il lavoro fatto tra la fine degli anni sessanta e gli inizi dei settanta.
In alcuni momenti si è lasciato prendere la mano un po' troppo ( meta settanta ) ed in altri hanno vinto il la sua voglia di essere “alla moda”, ma Davis era così … un folle senza regole e pronto a passare i limiti.
Per me Miles è uno dei più grandi artisti, musicisti di questo secolo, non si è mai fermato nella ricerca musicale cercando in ogni genere qualche cosa che lo stimolasse e rendesse il Jazz una musica sempre attuale e capace di rappresentare gli anni in cui veniva incisa.


Ciao.
Rispondi
Concordo...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 04/07/2012 ore 07:44:40
... quasi su tutto. Salvo che su una cosa: solo ciò che non si scrive è inutile, perché resta non scritto ;-).

Perciò, grazie a te e a tutti. Ringrazierò sempre e comunque, per oggi e per il futuro, tutti coloro che vorranno scrivere qualsiasi cosa, da una sempliice "parolaccia" a un commento più articolato.

Ciao.
Rispondi
Al di là delle eterne ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 05/07/2012 ore 22:58:09
Al di là delle eterne domande come "E' nato prima l'uovo o la gallina?", c'è una cosa che mi piace sottolineare: una volta imparato con la chitarra pezzi complicati (per me), che all'inizio sembra non abbiano né capo né coda, come ad esempio 'Moose the Mooche', a distanza di tempo non ho dimenticato una sola nota. E' un pezzo in realtà molto 'costruito', diabolicamente costruito a tavolino. Parker era un grande.
'
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Non ho mai visto Miles ...
di E! [user #6395]
commento del 06/07/2012 ore 12:32:37
Non ho mai visto Miles come un vero e proprio bopper.

Sul confronto Chet-Miles credo sia questione di gusti, ma io ci vedo molti più punti in comune che differenze.

Rispondi
io la penso esattamente come ...
di superloco [user #24204]
commento del 11/07/2012 ore 15:18:27
io la penso esattamente come te...
molto vicini come sensibilità ed emozioni

Rispondi
;-) ...
di E! [user #6395]
commento del 12/07/2012 ore 02:38:02
;-)
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