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Perché sulle chitarre si compensano le corde?
Perché sulle chitarre si compensano le corde?

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 01 luglio 2012 ore 08:00
Il ponte della chitarra non è dritto. Elettrica o acustica, questo è visibilmente inclinato sia nella sua interezza nel caso delle acustiche, sia nella curva disegnata dalle sellette nel caso delle elettriche. Ma perché è fatto così?
Innanzitutto diamo al verbo compensare il significato che più ci è utile in questo argomento. Per “compensare” va inteso il ristabilimento, per quanto possibile, di una corretta intonazione della corda frettata per tutta la sua lunghezza, specialmente nella zona della tastiera in cui, non considerando un eventuale malposizionamento dei tasti, tale scordatura (crescente o calante) può rendersi più evidente, cioè nella zona adiacente il 12° tasto. Si tratta, dunque, di una correzione attuata, quando possibile, tramite l’allungamento o l’accorciamento della lunghezza della corda, cioè allungando o accorciando la distanza tra il suo punto di appoggio sul capotasto e il suo punto di appoggio sul ponte.
Verificare se è necessario compensare la corda è semplice. Con l’uso di un accordatore si determina se c’è corrispondenza tra la nota ottenuta dalla corda suonata libera (o l’armonico ottenuto al 12° tasto) e la sua ottava ottenuta frettando il 12° tasto. Se lo strumento è settato con una azione considerabile normale ed è già stato compensato, l’ottava risulterà giusta rispetto la nota eseguita a corda libera. Ciò significherà che la compensazione già attuata ha eliminato la naturale “crescenza” (scusate il termine formaggesco) procurata dall’aumento della tensione (e quindi del pitch) determinato dall’abbassamento della corda, inevitabile per ottenere l’ottava sulla stessa corda.
Se non c’è corrispondenza tra l’intonazione della corda libera e l’intonazione dell’ottava, ciò può significare molte cose:
che lo strumento non è mai stato compensato a dovere
che si è verificata una concavità tale del manico da procurare una diminuzione della lunghezza della corda (e quindi dell’effettiva scala)
che si è montato un set di corde con calibri sensibilmente diversi (e quindi con diversa “sensibilità” all’abbassamento) da quelli presenti quando si era attuata l’ultima compensazione
che si è variata l’azione, aumentando o diminuendo l’altezza delle corde dalla testa dei fret (cambio del capotasto, intervento sull’altezza globale del ponte per le elettriche, cambio della sella del ponte sulle acustiche, limatura pesante di tasti molto usurati, ecc.).


Qualunque sia la ragione di una non corretta intonazione all’ottava, si procederà come segue.
Se l’ottava è crescente, bisognerà allungare la lunghezza della corda per abbassarne il pitch compensando così l’aumento di pitch procurato dall’aumento di tensione al frettaggio. Questo si attuerà sulle chitarre elettriche spostando all’indietro il relativo ponticello. I ponti fissi sono per quanto possibile già compensati dalla Casa ma si tratta di una compensazione che tiene conto di un’azione standard e l’utilizzo di corde standard.
Valori diversi di queste due variabili, come abbiamo già detto, possono evidenziare un’intonazione non perfetta all’ottava e l’impossibilità di attuare correzioni se non quelle di adottare una azione e un set di corde che facciano, se possibile, tornare il tutto all’accettabile.
Sulle chitarre acustiche non è generalmente possibile attuare eventuali compensazioni. Il ponte è fisso ma altrettanto generalmente viene compensato all’origine (spesso per la corda Si) e posto, proprio con questa funzione, leggermente obliquo.
Questa sua configurazione obliqua (slanted) mi offre lo spunto per dire che a causa della diversa tensione di ogni singola corda accordata, altrettanto diverso sarà il valore di tensione aggiunto quando le si abbassa. Questo comporta che, in una configurazione a ponte perfettamente perpendicolare all’asse l’ngitudinale dello strumento, il frettaggio all’ottava renderebbe più evidente (roba minima, eh) la scordatura delle corde laterali: il Mi basso risulterebbe crescente, il Mi cantino e il Si calanti. Per questa ragione si è adottata la soluzione di porre obliquo il ponte con funzione di non totale ma soddisfacente compensazione in + per i cantini e in – per le corde basse.
Provate a pensare ai problemi di compensazione che ci sono sulle 12 corde dove corde di spessore e di tensione diversi devono convivere spesso sullo stesso ponticello o comunque stare adiacenti. In questo caso anche le leggerissime scordature poste in essere al frettaggio si risolvono nella bellezza del suono generale, pieno di battimenti che ne costituiscono la ricchezza.

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Grazie per la semplice e ...
di Cordarotta [user #21082]
commento del 01/07/2012 ore 10:22:31
Grazie per la semplice e lineare spiegazione. Con la chitarra acustica data la congenita "imperfezione" dello strumento, bisogna accontentarsi del miglior compromesso ottenibile. Io parto dalla scalatura corde a me più congeniale ed eseguo il settaggio di conseguenza. Con l'elettrica il tutto è decisamente più gestibile.Quando a suo tempo cominciai a lottare contro le stonature mi resi contro che non facevo attenzione alla pressione che esercitavo premendo al 12° tasto quando regolavo le ottave durante il setup; ad un certo punto mi resi conto che in quella situazione tendevo a prermere maggiormente le corde. Secondo me è un punto importante cercare di riprodurre la stessa pressione di quando non pensandoci, si suona lo strumento.
Saluti.
Rispondi
Forse non c'entra o solo ...
di perrynason [user #17170]
commento del 01/07/2012 ore 11:18:18
Forse non c'entra o solo un poco, ma la creatività di certi attrezzi di StewMac mi diverte un mondo!
:)
Rispondi
Bel post :) per un ...
di paolone11 [user #20712]
commento del 01/07/2012 ore 12:06:14
Bel post :)
per un attimo quell'aggeggio al ponte mi è sembrato un Floyd! :)
interessante però, se lo facessero un pò meno ingombrante e appariscente non mi dispiacerebbe montarne uno.
buona giornata :)
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NIENTE MALE
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 01/07/2012 ore 12:53:38
Effettivamente l'idea è buona e anche ben realizzata dal punto di vista ingegneristico. Certo è ingombrante ma credo che il peso e le dimensioni abbiano una loro ragione d'essere sia per cercare di evitare vibrazioni e sia per permettere le dovute escursioni. Tutto è migliorabile ma è molto buona l'idea dei tubicini di vario diametro per permettere alle corde di seguire la curvatura della tastiera. Consentono anche una buona trasmissione alla placca ma invitabilmente il suono avrà qualche componente di "freschezza metallica". Certo, per chi dovesse avere grossi problemi di compensazione val la pena di provarlo e magari adottarlo.
Il limite, nei casi di esagerata necessità di compensare, sarà dato dalla larghezza della placca.
Maurizio
Rispondi
Mmmm...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 01/07/2012 ore 18:59:05
Forse sbaglio, ma secondo me l'oggetto serve solo per definire la collocazione delle sellette, non è previsto che resti lì. Credo che una volta raggiunta la compensazione perfetta, si marcano (non a caso c'è la matita) i bordi della selletta sulla placca del ponte. Poi si fresano le scanalature e si installano sellette di altezza adeguata. I tubetti di diversa altezza servono perché è noto che l'altezza influisce la compensazione. Un lavoro non banale, l'operazione di fresatura richiede appositi attrezzi e anche la costruzione delle sellette è impegnativa. Ma il risultato dovrebbe essere strepitoso.
Rispondi
NON TI SBAGLI MA
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 01/07/2012 ore 21:49:19
Non ti sbagli ma l'idea iniziale di farne un individuatore del punto di collocazione della selletta si rivela buona solo nel caso non ci siano compensazioni di un certo rilievo. In questo caso non basta compensare qui e là l'ossicino del ponte ma bisogna operare le fresature opportune a ospitare corti "ossicini" con funzione di ponticello singolo. Un vero lavoraccio, indispensabile in più casi di quanto si pensi se uno pignoleggia sull'intonazione. A questo punto non diventa più una pazzia lasciare in loco il dispositivo perchè evita di intervenire sullo strumento. Basta operare in modo da procurarsi dei tubicini, alternativi a quelli forniti, che abbiano il foro che permetta il perfetto ingresso in essi della parte angolata del dispositivo. Questi nuovi tubicini con funzione di sellette si potrebbero ricavare anche da un tondino pieno di ottone che andrebbe tagliato della lunghezza di un ponticello singolo e poi adeguatamente forato per ospitare la parte angolata del dispositivo. Ad ogni tubicino, di diametro adeguato a far seguire alla corda la curvatura della tastiera, andrebbe tolta una parte della circonferenza in modo da creargli una base di appoggio alla placca. Determinata la compensazione, andrebbero tolti i lunghi bulloni di regolazione e sostituiti se possibile con tubicini più corti adeguatamente filettati all'interno. Personalmente lascerei sul posto tutto il dispositivo con i nuovi ponticelli collocati ad hoc. All'epoca della breve esperienza non ho riscontrato vibrazioni o occupazione di spazio fastidiosa per la mano destra.
Rispondi
L'intonazione è tutto. Geniale :-) ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 02/07/2012 ore 09:44:50
L'intonazione è tutto. Geniale :-)
Rispondi
Questo sistema coi tasti tutti ...
di Pinus [user #2413]
commento del 01/07/2012 ore 12:57:03
Questo sistema coi tasti tutti storti, l avevi visto? vai al link
Sarei curioso di sentire come suona sotto le dita, e all orecchio
Rispondi
SUONA MAGNIFICAMENTE
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 01/07/2012 ore 15:52:04
Ti assicuro che suona magnificamente. L'ho sentito a Francoforte parecchi anni fa e ne ho scritto diffusamente sia su Strumenti Musicali e anche su Chitarre non molto tempo fa a proposito di una ipotetica chitarra al meglio di tutto.
Cito di seguito quello che avevo scritto su chitarre.

"Stranamente in ambito acustico il capotasto compensato, tipo quello offerto da Earvana o quello relativo al più complesso e invasivo sistema Buzz Feiten, non viene usato diffusamente ma personalmente ci farei un pensierino perché i miglioramenti di intonazione ai primi tasti sono avvertibili. Certo a voler calcare la mano e risolvere con decisione il problema di un efficace temperamento all’intera tastiera, ci si dovrebbe appellare a quanto offre True Temperament anche se l’efficacia della soluzione viene sacrificata sull’altare dell’estetica “rovinata” dallo stravolgimento della rettilineità dei tasti (!). Rimane l’ultima considerazione riguardo l’adozione del tasto zero. Anche questa opzione viene considerata pochissimo in ambito acustico pur offrendo vantaggi non indifferenti: feel al primo tasto uguale agli altri tasti, suono delle corde libere uguale a quello delle corde aperte (scarsamente avvertibile ma presente), nessun problema di realizzare con precisione i canaletti del capotasto in questo caso avente la sola funzione di guida corde. Non è poco. Ed ecco cosa sceglierei per la Principessa tra capotasto in osso, Earvana o zero fret. Nessuno dei tre. Semplicemente una tastiera True Temperament. Qui lo zero fret è di casa. Scelta radicale? Perché no?"

"Per la Principessa Frankestein, ovvero l’acustica dei miei sogni, ho già previsto (vedi letture precedenti) l’impiego dello zero fret e la coraggiosa adozione di una tastiera temperata True Temperament. Quest’ultima scelta porrebbe il problema di accettare manico-tastiera-tasti già assemblati ma il percorso immaginario che ho organizzato mi offre di scegliere il legno che voglio per il manico e la tastiera, il relativo raggio di curvatura e il tipo e materiale per i tasti."
Rispondi
Scuste ma quel coso servirà ...
di stono [user #11272]
commento del 02/07/2012 ore 12:55:32
Scuste ma quel coso servirà per sapere dove fare esattamente le sellette del ponticello no? Che senso ha quella matita bianca altrimenti... se avesse le rondelle di appoggio tutte uguali espimerebbe tensioni diverse da quelle che poi si scaricherebbero sul ponticello e non sarebbe possibile nemmeno usarlo perche friggerebbero le corde di mezzo...ho capito male o pensate davvero che quel trabiccolo debba rimanere montato su un ponte:-)))))
Rispondi
LEGGI LA RISPOSTA AD ALBERTO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 02/07/2012 ore 13:08:35
Leggi la risposta ad Alberto. Nessuno è cieco da non vedere la matita e da non leggersi le
istruzioni che trovi ampiamente da StewMac che lo vende ma si possono fare scelte diverse
da quelle suggerite. L'importante è che il tutto funzioni. Se hai problemi di intonazione provalo
ne vale la pena.
Rispondi
Sai a chi sarebbe utilissimo?
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 02/07/2012 ore 18:22:17
Ai mancini come me.
Per fare un lavoro fatto bene non è sufficiente girare il capotasto, andrebbe chiuso lo scavo dell'osso del ponte e poi rifresarlo al contrario.
Con questo aggeggio si può fare girare solo il capotasto e poi l'e ottave le si regolano con lui.
Esteticamente non è il massimo eh! però... a mali estremi ...

Ah ho guardato non è definitivo serve solo a tracciare il posizionamento
Rispondi
di sicuro per un mancino ...
di superloco [user #24204]
commento del 03/07/2012 ore 08:37:02
di sicuro per un mancino è un toccasana.
Ma poi devi tribulare comunque per fare l'osso a ponte giusto!
Rispondi
SE UN MANCINO POI .....
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 03/07/2012 ore 08:45:29
Se un mancino poi dovesse sentirsi soddisfatto del lavoro fatto, potrebbe tagliare ad hoc i cilindri che fanno da bulloni regolatori dell'aggeggio e trovare dei dadi ciechi per eliminare i lunghi dadi cilindrici di regolazione.
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