di stefano58 [user #23807] - pubblicato il 25 giugno 2012 ore 15:41
Non ce l'ho fatta a resistere , e dopo i diari di Jeb e Mr_pone , ho dato stura ai ricordi estivi........
Il millenovecentosettantasette ( il'77 per chi c'era....) segna un brusco innalzamento del livello di scontro nelle piazze , la deriva armata ormai inquina i movimenti e tutta l'atmosfera che si respira è densa di paure e dubbi. La gente comincia ad evitare le grandi riunioni , il gesto avventato di qualcuno potrebbe trasformare in tragedia qualsiasi manifestazione , e c'è una specie di torpore che pervade coscienze e idee. Ma a Roma , nella giunta di sinistra capitanata da Giulio Carlo Argan , l'assessore alla cultura Renato Nicolini vuole dare spazio alle periferie emarginate e riportare la gente a vivere la città , puntando su connubi azzardati come danza e teatro di strada , musica pop e musica colta , cinema , poesia e revival , con ampi spazi riservati al confronto sull'effimero e dintorni. Nasce così l'Estate Romana , che porta moltitudini di persone ad invadere serenamente alcuni luoghi tra i più belli che Roma offre : Villa Ada , Villa Borghese , il Colosseo ,il circo massimo , la Basilica di Massenzio , le spiagge del litorale.... La gente si tuffò entusiasta nell'esperimento , ben presto preso a modello da tante città grandi e piccoli dello stivale . C'era comunque la consapevolezza che la gente aveva risposto alla grande all'appello , che stavano cambiando alcuni modelli ideali e che forse non si sarebbero trovati sostituti adeguati , lasciando tutti senza risposte a lungo raggio ma soddisfacendo al bisogno primario di socializzazione , concedendo alla collettività uno spazio ludico che però lasciasse almeno la possibilità di far continuare al cervello la sua opera di conoscenza ecrescita. Poi , il riflusso , l'edonismo reaganiano , la morte delle ideologie , la nascita dello strapotere mediatico , travolse tutto e tutti , lasciandoci a contare i morti e i feriti , senza che ancora oggi si riesca a vedere un nuovo umanesimo all'orizzonte che ci riporti sui giusti binari...... Voglio però ricordare un particolare momento di quei giorni così vivi ed energici , quando un pugno di noi decise di fare una nostra estate romana di zona , contando che la nostra circoscrizione aveva nelle sue periferie tanta campagna a disposizione e giovani a frotte pronti a dedicarsi anima e corpo al progetto. Punto cruciale , i permessi..... Pensavamo che un gruppo di capelloni avesse poche chance di poter arrivare a parlare con chi rilasciava i permessi , e invece il grande Renato Nicolini in persona ascoltò le proposte , e le accolse con la sua benedizione , lasciandoci in gestione per tre giorni l'area di un liceo sperimentale ormai in disuso e a pezzi per trasformare le nostre idee in una piccola woodstock autogestita. Fu un successo , naturalmente di portata locale , ma alla fine quattro o cinquecento ragazzi poterono godere dei loro spazi , ogbnuno dando quello che poteva ma acquisendo molto da tutti gli altri. E allora via alla ricerca del gruppo elettrogeno per la sera , allestire un palco di fortuna dove si esibirono un po' tutti quelli che sapevano almeno imbracciare uno strumento , via alla ricerca di vivande varie per il baretto / ristorante , c'era chi faceva ettolitri di sangria e chi memorabili panini con la porchetta , e tutto filò liscio , senza nessun incidente , senza che quei giorni potessero venir ricordati se non come un qualcosa che allietava gli animi . Difatti , il nome dell'evento che scegliemmo fu " TUTTA SALUTE ! Salute cerebrale profonda , forse a discapito di quella fisica eh eh eh L'umidita' di quei giorni ancora e' ancora presente nelle mie ossa , e i fumi delle bevande , e non solo , li abbiamo smaltiti negli anni. L'ultima sera , smontata baracca e burattini , lasciammo il campo verso le tre di notte , una lunga trafila di macchine nella stradina polverosa che portava alla via principale che collegava al quartiere. Senonche' , complice il buio e i fumi , la macchina apripista , una renault 4 di alcuni amici , non si avvede che la stradina era finita e iniziava la strada asfaltata , per cui la attraversa e finisce a muso in giu' nel fossato .Siamo scesi tutti dalle altre macchine , non sapendo se ridere o cos'altro , quando si accese un faro potente , quello di una gazzella dei carabinieri. Con la solita velocita' data da anni di manifestazioni , fuggimmo alla spicciolata sulle nostre auto e via a casa , giusto in tempo per sentire il maresciallo apostrofare i nostri amici ; Ma come cazzo avete fatto a finire li'dentro..... Pagherei per sapere cosa gli hanno risposto.