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Perché per le corde per elettrica e acustica si usano metalli diversi?
Perché per le corde per elettrica e acustica si usano metalli diversi?

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 16 giugno 2012 ore 11:37
Per le corde per chitarra elettrica si utilizzano l’acciaio e il nichel. In quelle per acustica i materiali ferrosi costituiscono in prevalenza “l’anima” (core) delle corde avvolte e le corde non avvolte (plain). Per l'avvolgimento si usano leghe variamente sonore di rame, bronzo, ottone, nichel, argento, oro.
Bisogna premettere che sulle chitarre elettriche la “sollecitazione” ai pickup (costituiti nella configurazione più semplice da un magnete e da una serie di spire metalliche avvolte attorno ad esso) viene data dalle oscillazioni delle corde le quali vanno a turbare il campo magnetico generato appunto dal magnete e costituito dalle “linee di flusso” che fluiscono tra i suoi due poli (Nord e Sud).
Quando le linee di flusso vengono perturbate dall'oscillazione delle corde, esse inducono una corrente elettrica nell’avvolgimento le cui caratteristiche sono in qualche modo la copia delle caratteristiche delle vibrazioni perturbanti. Dunque i pickup, similmente ad altri dispositivi (gli altoparlanti, ad esempio), sono dei trasduttori, cioè convertono le vibrazioni delle corde (che potremmo definire molto grossolanamente un “pacchetto” sostanzioso di oscillazioni con varie frequenze) in un segnale elettrico che le rappresenta; segnale elettrico che sarà poi convertito da un altoparlante in un altrettanto cospicuo “pacchetto” che ci giungerà alle orecchie sotto forma di suono, cioè di una perturbazione-spostamento delle molecole d’aria che si metteranno a vibrare portandoci, per quanto possibile integre, le componenti delle vibrazioni originarie delle corde.
Bene. Maggiore è la massa ferrosa che vibra, maggiore sarà la perturbazione al campo magnetico e maggiore la consistenza (volume) del segnale indotto. Per questa ragione per le corde per chitarra elettrica si utilizzano l’acciaio (ferro e bassa componente di carbonio + altre componenti destinate a caratterizzare la durezza e le doti anti-ossidazione) e il nichel (appartenente alla famiglia del ferro) in varie combinazioni.
Sulle chitarre acustiche il compito della trasduzione viene attuato prevalentemente dal piano armonico con il contributo di tutto il resto dello strumento. Dunque, per le corde per acustica i materiali ferrosi vengono utilizzati per le loro qualità armoniche, di durata e antiossidanti e costituiscono in prevalenza “l’anima” (core) delle corde avvolte e le corde non avvolte (plain).
Per il filo di avvolgimento si usano materiali costituiti da leghe notoriamente e variamente sonore a seconda delle componenti e della loro percentuale di presenza: rame, bronzo (rame+stagno o altro come alluminio, nichel, ecc.), ottone (rame e zinco), nichel, argento, anche oro.
Si potrebbe anche dire che vista la differenza qualitativa degli esiti sonori tra la catena di trasduzione propria delle chitarre elettriche (pickup, amplificatore, cono) e quella delle chitarre acustiche (piano armonico, cassa, aria), le corde per chitarra acustica devono offrire, vista la raffinatezza della risposta in frequenza del piano armonico e del corpo, una sostanziosa apertura in frequenza e qualità sonore ottime fin dall’origine. Ciò comporta l’adozione di metalli più “nobili” in quanto a sonorità. Nelle chitarre elettriche, un funzione importante delle corde, come abbiamo detto, è la sollecitazione del pickup. Esse possono contare sulle capacità di elaborazione del suono da parte del circuito attraverso cui quest’ultimo deve necessariamente passare. A tal proposito va evidenziato che generalmente i coni degli amplificatori in quanto a capacità riproduttive non vanno solitamente oltre i 6/7 Khz e che il picco di risonanza dei pickup è sempre entro questo limite. Serve a nulla quindi avere corde che forniscano vibrazioni armoniche oltre i 10 Khz quando il sistema non è generalmente in grado di riprodurli. Inoltre l’uso di materiali più sonori farebbe diminuire consistentemente la massa ferrosa che è quella che va a sollecitare i pickup

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Bell'articolo davvero! Per quanto riguarda ...
di kiare90 [user #24596]
commento del 16/06/2012 ore 11:16:31
Bell'articolo davvero! Per quanto riguarda le acustiche purtroppo per comodità si va ad usare il pick-up pick up piezofonico e tutta la gamma di frequenze di cui parlavi sparisce.....
Rispondi
NON SPARISCONO TUTTE
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 14:10:09
Beh, un po' troppo negativo il giudizio sui piezoelettrici. Sicuramente non sono in grado di riproporre tutte le articolazioni del suono e i rapporti "sani" e "insani" delle varie armoniche con le frequenze di base, intendendo per rapporti "insani" quelli spesso "inventati" dai giochi di riflessioni e vibrazioni interne al corpo. Ma quelli di qualità sono dignitosi e spesso, grazie a un buon lavoro della preamplificazione si ottiene un suono dignitosissimo. Chiara a tutti la loro comodità e così pure la ricchezza in frequenza del transitorio di attacco, una ricchezza indispensabile ai sistemi a doppia cattura (piezoelettrica e microfonica interna) per arrivare a disporre di una buona dinamica. Salutoni! Maurizio
Rispondi
il problema principale per me ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 16/06/2012 ore 14:18:2
il problema principale per me e' la collocazione ... nel senso che, in definitiva, si tratta di ascoltare una chitarra acustica appoggiando un orecchio sopra il ponticello... Il suono sarebbe "strano" anche se la microfonazione fosse effettuata con l'equipaggiamento piu' hi-fi ...

in ogni caso e' un suono che non mi dispiace... anche se, dal vivo, aggiungo sempre, di fronte alla chitarra, un microfono... (che poi mando solo al pubblico, senza farlo andare in spia)
Rispondi
piezo e sweet spot
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 14:30:11
Ovviamente come tutte le trasduzioni si tratta di catture e trasduzioni parziali, anche quando ci mettiamo un microfono davanti perchè anche qui il limite è la collocazione del microfono: davanti alla buca, orientato verso il ponte, orientato verso il manico? Potremmo usarne due di microfoni ma anche in questo caso non riusciremmo mai a catturare l'interezza del suono. L'importante è cuccare quello che si chiama lo "sweet spot", come dire che anche se non accarezzi il ginocchio di una ragazza fa niente, l'importante è individuare il punto giusto!
Quello di non far andare in spia il suono microfonato è buona cosa, basta quello del piezo.
Auguri per lo sweet spot!
Rispondi
brainstorming...
di yasodanandana [user #699]
commento del 16/06/2012 ore 14:37:52
un conto e' parlare di buon suono... un conto e' parlare di realismo... nel senso che il realismo consiste nel piazzare un mic stereo nel punto della platea (o del club, o della stanza di casa ecc. ecc.) cui mi siederei per ascoltare il concerto di chitarra che si svolgesse sul palco...

il microfono o piu' microfoni ravvicinati sono in definitiva una forzatura del reale .. che pero' (in genere) piace a tutti come piacciono anche il piezo, il magnetico ecc. ecc.

io la vedo in questo modo... :-)

Rispondi
Posso concordare ma che mi ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 16:46:35
Posso concordare ma che mi dici dell'interazione del luogo sul risultato finale? Quanto concorre quella stanza, teatro o altro nel fare da filtro o enfatizzatore al suono che arriva ai microfoni?
E i microfoni sono equiparabili alle orecchie o sono migliori, o sono peggiori?
E il realismo è quello del suono quando piazzi i microfoni prima che arrivi la gente o li piazzi appena inizia il concerto? Chissà, magari hai un database di tutte le analisi di risposta in frequenza dei luoghi con pubblico dove fai concerti. E se il pubblico è metà di quello che c'era quando hai fatto l'analisi? Brain storming, brain storming .... E' sempre tutto così relativo, anche il nostro gusto nell'attuare un'equalizzazione che piaccia a noi. A volte certi suoni tutto flat sanno di gesso, e certi altri sui quali interveniamo sanno molto di noi. Però in fondo basta che piacciano a chi li ascolta.
Rispondi
===Posso concordare ma che mi ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 16/06/2012 ore 17:09:59
===Posso concordare ma che mi dici dell'interazione del luogo sul risultato finale?==
proporzionale alla distanza fra microfono e fonte sonora...

===E i microfoni sono equiparabili alle orecchie o sono migliori, o sono peggiori?===
ovviamente sono peggiori... ma, penso, piu' che altro perche' non hanno cervello... Noi, in una hall riverberatissima, riusciamo a distinguere la parte che fa uno strumento dell'orchestra, il microfono no ...

===E il realismo è quello del suono quando piazzi i microfoni prima che arrivi la gente o li piazzi appena inizia il concerto?===
il realismo in questo caso non cambia.. dato che sono entrambe situazioni reali...

:-)


grazie!!

(degli spunti di riflessione)
Rispondi
Miiitico.. ...
di daniep [user #15636]
commento del 16/06/2012 ore 11:20:21
Miiitico..
Rispondi
CON TUTTE QUELLE "i" AVEVO LETTO MITILICO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 14:16:34
Con tutte quelle "i" avevo letto mitilico e siccome i mitili, ovvero cozze, quando ripiene sono uno dei miei 3000 piatti preferiti, ho pensato bene di onorarle con una risposta. Spero nel contempo di aver onorato e ringraziato anche te per aver letto il mio articoletto.
Ciao
Maurizio
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 16/06/2012 ore 19:05:31
Mitilico è bellissimo ...

L'alcool mitilico, ad esempio, potrebbe essere il costituente di uno stupendo vino di cozze, adatto ad innaffiare almeno uno dei 3000 ;-)))
Rispondi
per quanto riguarda i piezo ...
di zef65 [user #18431]
commento del 16/06/2012 ore 15:21:50
per quanto riguarda i piezo ci sono comunque dei sistemi che vanno ben oltre il solo trasduttore nel ponticello (che di norma trovo anch'io piuttosto deprimente).
Nei tardi anni '70 era forse l'unica strada percorribile (vedi Ovation che tutti avevano, nonostante non suonasse da chitarra acustica ma con un suo timbro personale).
Io ho avuto degli ottimi risultati con il sistema che monta Roberto Fontanot che spesso uso anche per registrare (quando vado di fretta): non è ovviamente come un bel paio di Neumann ma può dare dei risultati molto interessanti se regolato bene e con una preamplificazione adeguata.

..p.s. eccellente articolo Maurizio ;)

ciao Fabio
Rispondi
CONCORDO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 16:34:51
Il caro amico Fontanot si è speso molto dietro il suo trasduttore e i buoni risultati gli hanno dato ragione. Purtroppo non hanno avuto grande diffusione e sono rimasti, in un certo qual senso, "in casa".
Ciao
Maurizio
Rispondi
##le corde per chitarra acustica ...
di perrynason [user #17170]
commento del 16/06/2012 ore 19:33:10
##le corde per chitarra acustica devono offrire, vista la raffinatezza della risposta in frequenza del piano armonico e del corpo, una sostanziosa apertura in frequenza e qualità sonore ottime fin dall’origine##

Su questa cosa mi ci arrovello spesso, tanto che ho preso addirittura l'abitudine di scrivere un diario ogni volta che cambio le corde, perché mi pare sempre di scoprire l'acqua calda! :)

In mille situazioni tentiamo di giudicare una chitarra acustica in base alle sue caratteristiche costruttive e ai legni, lasciando spesso in disparte i ragionamenti sull'elemento che produce il suono di partenza. Ho visto anche liutai di grido valutare uno strumento senza nemmeno chiedersi che corde montasse e da quanto tempo fossero in opera, quando le differenze tra tipi di corde montate e grado di usura producono risultati incredibilmente differenti. E nè i costruttori, nè i liutai (con rare eccezioni) si danno la briga di indicare a quale tipo di corde reagiscono meglio i loro strumenti, dando per scontato che le loro creazioni sono in grado di trarre bei suoni da qualsiasi fil di ferro. Cosa palesemente non vera, visto che un set di corde sbagliate può "ammazzare" anche un'ottima chitarra.
Rispondi
Senza soggezione.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 16/06/2012 ore 23:14:41
"Ho visto anche liutai di grido valutare uno strumento senza nemmeno chiedersi che corde montasse e da quanto tempo fossero in opera, ..."
Anch'io! Ma è una cosa che non ho mai osato dire con chiarezza. Quando mi trovo a rapportarmi con un liutaio, cosa non molto frequente, mi sento in soggezione: chi sono io per mettere in dubbio le affermazioni di un professionista, che con le chitarre ci sta tutto il giorno? Per poi rimunginare nel mio domestico sito e farmi opinioni più o meno positive del tale o del tal altro.

"E nè i costruttori, nè i liutai (con rare eccezioni) si danno la briga di indicare a quale tipo di corde reagiscono meglio i loro strumenti, "
Anche questa è una verità. Chiaramente qui la cosa è più relativa: il "suono giusto" è soggettivo (diversamente sulla chitarra X monteremmo tutti solo le corde Y), e poi c'è il dubbio dell'interesse economico (es. dice che sono buone perché gliele regalano, o ha un endorsement,ecc.). Tra le "eccezioni" io ho incontrato John Buscarino che, assieme alla chitarra, mi inviò, tra l'alto, anche un vademecum nel quale indicava le corde che lui preferiva e montava.
Rispondi
io uso corde da chitarra ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 16/06/2012 ore 23:16:13
io uso corde da chitarra elettrica ovunque...
Rispondi
ARGOMENTO SPINOSO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 16/06/2012 ore 23:20:18
Argomento spinoso davvero. In parte mi sento di dar ragione ai liutai che si sforzano di costruire uno strumento che dovrebbe essere in grado di amplificare adeguatamente, con equilibrio, le vibrazioni di qualsiasi tipo di corde. In fondo è la stessa convinzione di base dei costruttori di altoparlanti hi-fi i quali si sforzano di costruire trasduttori che siano in grado di riprodurre qualsiasi tipo di musica. Nella pratica però inevitabilmente si evidenziano gli "sposalizi" migliori per cui un certo tipo di casse per dettaglio e calore vanno meglio per la classica mentre un altro tipo convince per la botta e la mediosità vincente con il rock. Lo stesso capita con le chitarre. personalmente la dolcezza di una tavola in cedro forse mai la sposerei con un set di bronze 80/20 a meno che l'intenzione non sia proprio quella di rendere meno frizzantosa la risposta delle corde in bronzo o mettere in luce un po' di asprezza nella risposta della tavola. Ma che senso avrebbe? Secondo buon senso. la riisposta di uno strumento va sempre valutata dopo che le corde hanno perso lo scampanellìo iniziale, diciamo dopo una settimana di normale uso giornaliero.
Maurizio
Rispondi
Piacevole conferma. Le corde nuove ...
di perrynason [user #17170]
commento del 17/06/2012 ore 14:11:1
Piacevole conferma. Le corde nuove appena montate mi imbarazzano sempre, mi sembra di avere perso qualcosa della chitarra e giusto dopo una settimana, più o meno, mi sembra si sentirla "ritornare"
:)
Rispondi
Un mio sogno.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 16/06/2012 ore 23:23:52
Da quando sono entrato in possesso di una archtop "leggendaria" ho un nuovo sogno: avere delle corde da acustica (br, phbr) che suonano bene anche con il pickup magnetico.
Infatti, se in prima battuta ho montato delle corde jazzose ma roundwound (T.I. BeBop, che credo siano le uniche con la velleità di dare a delle corde con avvolgimento in nickel una buona resa acustica), le ho poi sostituite con delle corde da acustica (Elixir): non sono più tornato indietro, e il pickup flottante DeArmond è rimasto nel sacchetto!...
Ed ho anche capito come mai nella maggioranza delle foto di archtop di altissima gamma si vedano montate corde roundwound di colorazione "non argentea".
Rispondi
UNA CURIOSITA'
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 17/06/2012 ore 07:22:35
Dopo aver lasciato nel sacchetto il DeArmond come hai amplificato lo strumento? Di che strumento si tratta? Nel tuo percorso di ricerca hai provato anche pickup a contatto? Magari un pickup a contatto a film sotto i due piedi del ponte o un DPA tipo 4061?
Facci sapere.
Maurizio
Rispondi
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Lo uso acustico! Quel suono ...
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 17/06/2012 ore 17:26:43
Lo uso acustico! Quel suono non si amplifica: se uso le BeBop col pick up si ha un gran bel suono amplificato, ma la perdita "unplugged" è troppo grande. A Sarzana l'hanno visionata ed udita alcuni liutai d'esperienza e ne erano veramente colpiti (del tipo: questa archtop è una chitarra acustica) Trattandosi di uno strumento storico (archtop NYC 1953 ... chi sara?) mi astengo da ogni intervento. Per suonare con l'ampli uso altre archtop che ho.
Rispondi
Una D'Angelico New Yorker Cutaway ?
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 17/06/2012 ore 18:07:20
Immagino sia lo strumento del titolo. Beh, credo tu faccia bene a usarla in acustico se reputi che i trasduttori sviliscono il suono naturale. Credo comunque che una buona microfonatura, magari con due mic di un certo tipo a capsula piccola e uno più aperto a capsula grande, possa rendere giustizia a gran parte del suono, specialmente in studio. Dal vivo siamo alle solite, però non rinuncerei a suonare uno strumento così, anche con qualche sofferenza ne suono.
Complimenti per il pezzo da 90!
Maurizio
Rispondi
Ci hai preso: strumento da ...
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 17/06/2012 ore 21:41:17
Ci hai preso: strumento da usare in studio (domestico). C'è su youtube un video di una sessione di registrazione di John Pizzarelli dove si vede chiaramente il padre Bucky con una D'Angelico di fine anni '30 nel box a suonare la ritmica con un bel microfono davanti. That's the way!
Rispondi
ottimo articolo
di stefano58 [user #23807]
commento del 17/06/2012 ore 16:47:11
come sempre.....
ho il grande problema di avere una sudorazione eccessiva delle mani , e inoltre sospetto di avere un ph vicino all'acido muriatico eh eh comunque , come dicevate più su con il buon perry , il suono che prediligo lo avverto dopo qualche giorno dal cambio di muta , ma dura pochissimo perchè nonostante cerchi di pulire e asciugare manico e corde , queste si deteriorano velocissimamente , pregiudicando il suono e risultando sgradevoli al tatto.Probabilmente non esiste rimedio , se non suonare con i guanti.......le elixir ( o simili ) aiutano , a scapito di qualche frequenza e del mio portafogli.......;-))))))))))
Rispondi
sudorazione super
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 17/06/2012 ore 18:22:22
Io mi farei qualche muta delle solite Elixir ma anche altre marche che attraverso vari procedimenti (criogenesi, idrorepellenza) o utilizzo di particolari materiali (il titanio, ad esempio)
rendono le corde un po' più resistenti all'ossidazione e agli acidi. Le corde fosforate fanno un buon lavoro ma un buon aiuto arriva anche dalla pulizia con prodotti ad hoc dopo aver suonato.
E' una rottura ma sarebbe bene lo facessero tutti e sempre. Mi vien da ridere perchè pensavo
che prima di suonare potresti passarti sulle mani o solo sulla mano sinistra un po' di prodotto anti-traspirante, tipo quelli che si usano sotto le ascelle! Non si sa mai. Prova. :0)
Buona giornata!
Maurizio
Rispondi
prodotti per le ascelle ? ...
di stefano58 [user #23807]
commento del 17/06/2012 ore 20:03:21
prodotti per le ascelle ? Non vorrei mi crescessero i peli sulle mani ah ah ah ah grazie Maurizio :-)
Rispondi
Roc Keops
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 17/06/2012 ore 20:57:27
Per restare in tema musicale ti consiglio (ma immagino la conoscerai) la crema Roc Keops!
Dopodichè hai due soluzioni: o la ionoforesi o tagliarti le ....... ;0)
Ma la componente psicologica l'hai mai presa in considerazione? Conosco una psicoterapeuta
brasiliana dai glutei alti che fa miracoli!
Best wishes!
Maurizio
Rispondi
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