Ho ricevuto delle segnalazioni, in seguito alle quali ho fatto alcune ricerche sul web, che riguardano il proliferare di nuovi sistemi per fregare la gente nelle vendite online. Le testimonianze sono numerosissime.
Una delle forme di pagamento più utilizzate è Paypal, fortemente consigliata, ad esempio, nelle transazioni su Ebay (ettecredo: Paypal è di Ebay, e frutta un bel po' di soldini in commissioni). Il sistema, benchè oneroso, pare serio ed affidabile, ed è unanimemente considerato una forma di garanzia aggiuntiva, soprattutto per l'acquirente, dato che consente una forma di tutela in caso di "scorrettezze" del venditore. Un servizio che ovviamente si paga, ma si paga volentieri per stare tranquilli (in apparenza, ma questo ve lo spiego alla fine).
Ma... e se lo str***o fosse invece l'acquirente? La mente dei figli di 'ndrocchia, sempre attiva e prolifica, ha trovato subito il modo di approfittare del servizio di tutela per inchiappettare il prossimo.
Funziona più o meno così: chi mette un oggetto in vendita riceve il contatto dall'acquirente, che però vuole pagare solo con Paypal e richiede urgentemente l'invio della "invoice" per effettuare il pagamento. Spesso per le transazioni usa Facebook, e non risponde a email (nemmeno all'indirizzo da lui stesso fornito). Comunque sembra tutto regolare, tutto vero. Infatti lo str*** paga veramente, e subito. L'ignaro venditore spedisce quindi l'oggetto, ma non appena lo fa, lo str*** invia una segnalazione a Paypal, indicando di non avere ricevuto il materiale come convenuto, aprendo di conseguenza una -regolare- controversia. Paypal blocca il pagamento MOLTO RAPIDAMENTE e restituisce i soldi allo str***. Quando il venditore se ne accorge è troppo tardi, e l'unica mossa che gli rimane da fare è la denuncia. E sappiamo bene tutti che nessuno lo fa, visto che significherebbe un calvario lunghissimo e inutile (sempre che non ci si rimetta, pure).
Quindi FATE ATTENZIONE: quando vendete qualcosa pretendete un contatto diretto con l'acquirente e insistete per un pagamento diverso da Paypal (un bonifico, ad esempio), anche se poi usereste veramente Paypal. Di solito, quando si propone un pagamento alternativo, gli str... evaporano.
Questa era la variante... diciamo "elegante". Ne esiste un'altra più grezza, che si sta ugualmente diffondendo. Di solito i contatti arrivano dall'estero. Le trattative procedono allo stesso modo, ma lo str*** non effettua nemmeno il pagamento, inviando al venditore una falsa email di Paypal, sollecitando poi la spedizione della merce. Questa truffa è in realtà facile da smascherare, perchè basta un po' di attenzione e si notano subito le incongruenze negli indirizzi ("mostra sorgente", "mostra intestazione") e varie altre imprecisioni. Ma tra tanti che se ne accorgono, ogni tanto qualcuno si fida e ci casca.
Infine, per par condicio, un colpetto anche all'acquirente. Avevo concluso la mia introduzione insinuando un dubbio sull'efficacia del rimborso in caso di vendita "fraudolenta". Magari fosse così facile: se il conto Paypal del venditore furbastro è vuoto, non vi arriverà nessun rimborso, perchè Paypal è solamente da lì che preleverebbe i soldi. E scommetto che in questi casi il conto del venditore è già stato ripulito, guarda caso.
Quindi mi raccomando: OCCHI APERTI E CHIAPPE STRETTE! Fate tremila domande, chiedete contatti e, al minimo dubbio... via a gambe levate. Guerra senza quartiere agli str***!
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