di FBASS [user #22255] - pubblicato il 04 aprile 2012 ore 09:04
E' con grande emozione che mi accingo a parlarvi di una persona che ho conosciuto e di cui ero amico quando era ancora in vita, è stato mio maestro nell'uso del basso Fender ( "l'è 'a piglià a mazzate" diceva, il mio Precision di allora, che anche lui ha provato, lo conservo pertanto come una reliquia, poi ho comprato nel 1978 il modello che lui preferiva, il Jazz Bass, ed anche quanti discorsi sulla musica napoletana contemporanea quando lui era alla guida della sua FIAT 850 celeste, nei pressi del Conservatorio e di via San Sebastiano), ci ha lasciato a soli 34 anni, Mario Musella ( Napoli 1 aprile 1945 - Marano di Napoli 6 ottobre 1979 ), morto di cirrosi epatica, era figlio di una napoletana e di un soldato americano pellerossa. Insieme al suo amico James Senese, anche lui figlio di guerra, ma nero a metà, formarono e fecero parte di gruppi musicali negli ani 60's, nelle zone di Terzigno ed Aversa, vicino Napoli, ( Gigi e i suoi Aster, Vito Russo e i 4 Conny ), per formare poi nel 1966 Gli Showmen insieme a Franco del Prete, Luciano Maglioccola, Elio Danna e Giuseppe Botta. Loro primo successo fu Un'ora sola ti vorrei, brano del 1938, interpretato allora da Fedora Mingarelli, scritto da Umberto Bertini e Paola Marchetti, seguita da molti altri successi, cito uno per tutti, Non si può leggere nel Cuore di Franco Califano, Totò Savio, ma nel 1970 il gruppo si sciolse e lui proseguì da solista, famosa fu la sua interpretazione di un brano di Armando Gill, Come Pioveva. A lui hanno dedicato album sia Pino Daniele, cioè il suo terzo, Nero a Metà del 1980, sia l'altro nostro amico di allora, Enzo Avitabile, Dolce Sweet M, brano contenuto nel suo primo Lp, Avitabile, del 1982. Di lui Claudio Baglioni ha dichiarato che era la sua voce, insieme a quella di Demetrio Stratos, quella più bella in assoluto ( strana e tragica coincidenza, il 1979 se li è portati via entrambi), confermo perchè l'ho ascoltata dal vivo e da pochi metri, in sala di registrazione a Napoli :
Sentiamo dal suo amico di sempre James Senese, cosa significa essere "Figlio della Guerra" a Napoli :
Essere del Sud significa molto per noi, però forse non molto per i vertici politici, visto come ci hanno trattato anche sui trasporti :
Ma non era stato lui, poi, il primo pellerossa a Napoli :