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Lydian chromatic concept of tonal organization

di horizons [user #25397] - pubblicato il 02 marzo 2012 ore 14:13

ciao amici, 

vorrei condividere con voi questo articolo trovato su un altro sito chitarristico nato da pochi mesi.  Si tratta di una recensione (in realtà è un riassunto del concetto di base) di un libro di teoria scritto da un musicista probabilmente sconosciuto ai più, ma che ha avuto frequentazioni jazzisticamente altolocate. Nonostante il contenuto sia troppo "spinto" per me (ho capito il concetto, ma per adesso lì mi fermo) , l'ho trovato molto interessante, tanto che mi sono appuntato il libro per un possibile futuro (non si può comperare a cuor leggero, costa troppo).

Spero di farvi cosa gradita

Saluti, Fabio

http://www.guitarnews.it/blog/2012/02/29/workshop-%E2%80%9Clydian-for-dummies%E2%80%9D/


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si sembra interessante. Me lo rilegog un paio ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 02/03/2012 ore 21:1
si sembra interessante. Me lo rilegog un paio di volte, poi provo a suonare qualcosa utilizzando il 'metodo' indicato e poi ...... SENTIAMO ;))))))))))))))) SaluTOneS
Rispondi
Re: si sembra interessante. Me lo rilegog un paio ...
di horizons [user #25397]
commento del 02/03/2012 ore 21:2
fammi sapere che ne esce :))
Rispondi
Oltre ad avere avuto "frequentazioni ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/03/2012 ore 22:0
Oltre ad avere avuto "frequentazioni jazzisticamente altolocate" Russel ha fatto dischi meravigliosi ed il modo migliore di avvicinarsi alla sua teoria è ascoltarli. Davis, Coltrane, Coleman ..... ascolta loro e capirai molto meglio il concetto. Ciao !
Rispondi
Re: Oltre ad avere avuto
di horizons [user #25397]
commento del 02/03/2012 ore 22:0
temo di non avere l'orecchio per capire certe cose, ma ti ringrazio della segnalazione: per me Russel è uno sconosciuto
Rispondi
Re: Oltre ad avere avuto
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/03/2012 ore 22:1
L' orecchio si abitua a certe sonorità ed è difficile uscirne, però se si abbandona l' abitudine e si cerca di ascoltare attentamente altre "concezioni" di sonorità, si possono scoprire con piacevole sorpresa notevoli attitudini da parte del nostro orecchio a concepire quasi l' intero scibile musicale. Pensa che i primi dischi di jazz che mi proposero mi facevano inorridire e proprio non li capivo ...... allora c' erano per me solo Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, i Pink floyd ....... Poi volendo uscire dai manierismi mi sono spinto ad ascoltare qualsiasi cosa potesse essere fonte di ispirazione e di crescita ed incoscientemente mi sono addentrato nel jazz e ne modalismo. Insomma sono un inguaribile modaleggiatore :-)).
Rispondi
Re: Oltre ad avere avuto
di horizons [user #25397]
commento del 02/03/2012 ore 22:3
Hahaha, bella questa del modaleggiatore :) Ad ogni modo non mi riferivo al fatto di gradire o meno ciò che si ascolta, ma proprio al fatto di capirlo. Comunque riguardo al fatto che l'orecchio si abitua sono d'accordo, ma secondo me è indubitabile che musicalmente si è attratti anche emozionalmente. Un piccolo aneddoto: avevo 12 o 13 anni e nessuna abitudine musicale: ascoltavo ciò che passava in TV e in casa mia nessuno ascoltava musica. Un giorno trovai un'audiocassetta che qualcuno aveva perso per strada, senza custodia e senza etichetta. L'ascoltai senza sapere chi suonasse e non riuscii più a staccarmene per molti mesi fin quando non la persi a mia volta. Molto tempo dopo, quando ormai avevo acquisito dei gusti musicali e i Pink Floyd erano la mia band preferita, realizzai: quella cassetta conteneva una registrazione del disco "Wish you were here". Comunque sto stoicamente cercando di apprezzare il jazz. L'aggettivo non è messo a caso: certe cose faccio proprio fatica ad ascoltarle, ma conscio di aver impiegato almeno un anno per capire ed apprezzare "The wall" nella sua completezza (la 4° facciata del doppio LP mi ha stremato, a suo tempo) sono convinto che prima o poi riuscirò anche con il jazz o almeno qualche espressione di esso.
Rispondi
Re: Oltre ad avere avuto
di horizons [user #25397]
commento del 14/03/2012 ore 00:3
Mi potresti segnalare qualcosa di specifico da ascoltare di Russell?
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C'è tutta la concezione del jazz moderno lì ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 02/03/2012 ore 22:1
C'è tutta la concezione del jazz moderno lì dentro, probabilmente sarà uno dei miei prossimi acquisti!
Rispondi
ottimo e ne approfitto per ripassare, la ...
di superloco [user #24204]
commento del 08/03/2012 ore 22:1
ottimo e ne approfitto per ripassare, la sostituzione di accordi si basa solitamente proprio su questa teoria
Rispondi
Re: ottimo e ne approfitto per ripassare, la ...
di horizons [user #25397]
commento del 08/03/2012 ore 22:3
son contento che a qualcuno serva :) per me è presto, molto presto ...
Rispondi
non è mai presto ne mai tardi vai con calma ...
di superloco [user #24204]
commento del 08/03/2012 ore 22:4
non è mai presto ne mai tardi vai con calma ma con interesse! prova con un E7/9 cambiando il basso e mettendo il B, spostando il dito da E a B basso avrai un Bm6 non male vero, spero di essermi spiegato
Rispondi
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Re: non è mai presto ne mai tardivai con calma ...
di horizons [user #25397]
commento del 08/03/2012 ore 23:0
per spiegare ti sei spiegato, ma adesso mi devo mettere a studiare per capire il perché si può fare la sostituzione. In particolare come si ricollega questo ala teoria di cui sopra ... ? Devo studiare un casino ... ma grazie
Rispondi
mi riferivo agli intervalli di 4 e di ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/03/2012 ore 09:0
mi riferivo agli intervalli di 4 e di quinta Perchè in un intervallo di QUINTA la nota più bassa viene percepita come TONICA mentre in quello di quarta è la nota più bassa con al basso il E l'accordo è un E7/9 con al basso il B è un Bm6 quindi studiando una linea melodica è sempre possibile inserire accordi diversi costruendo armonie diverse e molto complicate
Rispondi
Re: mi riferivo agli intervalli di 4 e di ...
di horizons [user #25397]
commento del 09/03/2012 ore 09:5
E' che non riesco a mettere bene a fuoco ... Quello che ho maggior difficoltà a comprendere è quale siano gli intervalli presi in considerazione, ovvero: preso un bicordo l'intervallo è quello e solo quello; preso un accordo, invece, quale intervallo si considera? Quello costituito dalle due note più basse?
Rispondi
scrivere non è facile l'intervallo si ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/03/2012 ore 10:2
scrivere non è facile l'intervallo si considera dalla + bassa quindi suona un bicordo G al basso e D alto ad orecchio la tonica è G intervallo di 5 rispetto alla nota + bassa suona un bicordo D al basso e G alto ad orecchio la tonica è sempre G intervallo di 4 rispetto alla nota + bassa
Rispondi
Re: scrivere non è facile l'intervallo si ...
di horizons [user #25397]
commento del 09/03/2012 ore 10:3
Si, perfetto. Ma se invece di un bicordo suono un accordo (es. una tetrade) l'intervallo che devo prendere in considerazione (per le valutazioni di cui alla teoria) è quello formato dalle due note più basse presenti nell'accordo?
Rispondi
scusa ma sto lavorando e sono un po' lento ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/03/2012 ore 10:4
scusa ma sto lavorando e sono un po' lento nelle risposte allora l'argomento è complesso e ti consiglio di fare tuoi esperimenti personali ad esempio : utilizza guitar pro, metti le note che vuoi e ricerca l'accordo cambia gli intervalli e ricorda che si conta dal + basso al + alto e vedi cosa ti trova Tieni comunque presente l'eccezione del basso specificato ad esempio Em /D mi minore basso D che segue tutta un'altra storia
Rispondi
Re: scusa ma sto lavorando e sono un po' lento ...
di horizons [user #25397]
commento del 09/03/2012 ore 11:1
ciao, grazie per la pazienza e scusami :)
Rispondi
figurati fai esperimenti con guitar pro alle ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/03/2012 ore 11:5
figurati fai esperimenti con guitar pro alle volte è meglio di tanti libri
Rispondi
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