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IL RESPIRO

di jazzino [user #23867] - pubblicato il 28 febbraio 2012 ore 07:19

Buon giorno a tutti. Anche oggi voglio condividere con voi una riflessione e sapere cosa pensate-

 "Quando si suona non dover dimostrare niente: le idee migliori nascono dal respiro, e quindi dal sapersi mettere in relazione con se stessi e con gli altri. Non voler strafare. Sapersi limitare. Non avere l’”horror vacui” (paura del vuoto) ma considerare le pause come musica e saperle sfruttare per dare ancora piu’ valore alle note (la grande lezione di Miles Davis)".


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Ci credo anche io
di stefano58 [user #23807]
commento del 28/02/2012 ore 07:5
ma la paura del vuoto non è facile da superare.Ma tentare è d'obbligo ! Sempre , quando suono , mi domando se è meglio levare piuttosto che mettere.Spesso vince la prima opzione , e la musica ne guadagna....ciao ;-))))))
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Re: Ci credo anche io
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 12:4
quanto è vero ciò che dici!!!!!!!!!!!
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il respiro
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 12:4
Anche se non si deve generalizzare in questo modo, io credo che il chitarrista è, rispetto ad altri strumentisti, maggiormente colpevole del “suonare troppo”, tante note, senza respiri, quasi a voler compensare una carenza di “fraseggio”. Questo, secondo me, accade perché il “chitarrista”, nella sua formazione, arriva tardi a porsi il problema del “come suonare” in quanto per periodi più o meno lunghi resta impantanato sul “cosa suonare”(triadi, arpeggi, scale ed altro materiale comunque necessario). Riuscire a suonare il “silenzio” è indice di maturità e di sicuro aiuta a crescere. M. Goodrick dice: “le note sono un modo intelligente di passare da un silenzio all’altro” Bisognerebbe da subito imparare ad “autolimitarsi” inteso proprio come studio dello strumento imponendosi di non suonarsi addosso e di utilizzare i silenzi come definizione di ciò che si sta sviluppando in termini melodici. Diverso tempo fa ho letto degli articoli di I. De Angelis che trattavano in maniera approfondita questa problematica; sono rimasto colpito dalle verità che lui esponeva alle quali, proprio perché chitarrista, non avevo dato peso ma ….. tutto torna.
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il chitarrista 'per definizione' suona SEMPRE ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 28/02/2012 ore 12:5
il chitarrista 'per definizione' suona SEMPRE ! ;)) E' stato difficilissimo per me imparare ad abbassare il volume della chitarra SEMPRE quando non serve suonare eh eh eh Nel corso jazz difatti il maestro in una lezione di aveva dato un esercizio da paura ;) - suonare una scala e poi, dopo averla suonata un paio di volte TUTTA dall'inziio alla fine risuonarla togliendo sempre più note passando da una nota all'altra lasciando una pausa. beh ! credimi che è difficile, non sembra ma ..... si tende ad andare sempre "fuori" ehehheh SaluTOneS
Rispondi
Re: il chitarrista 'per definizione' suona SEMPRE ...
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 12:5
devo provare con quell'esercizio. Ma fuori, intendi, in senzo ritmico?
Rispondi
Re: il chitarrista 'per definizione' suona SEMPRE ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 28/02/2012 ore 14:1
si, si tende ad andare fuori tempo - almeno le prime volte eh eh he
Rispondi
Questo aspetto forse è il più difficile da ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 28/02/2012 ore 14:0
Questo aspetto forse è il più difficile da considerare. Suonare note su note ,dopo un buon periodo di apprendistato,è la cosa più normale di questo mondo.Insomma suoni come se studiassi. Per gestire le pause senza paura del vuoto(giustissima osservazione) bisogna sviluppare il senso ritmico.Innescando una cellula ritmica nel proprio solo,si gestiranno le pause facendole diventare note a tutti gli effetti. Poi c'è un altro aspetto.Il respiro.Bisogna imparare a trattare un solo come se lo cantassimo.Un cantante gestisce la sua voce usando i respiri.Se ci ispiriamo ai cantanti,secondo me rendiamo il nostro solo più musicale eliminando quel senso di ..........a lezione di chitarra. Se hai voglia,mi piacerebbe mostrarti un mio video che ho pubblicato su accordo.E' una mia versione di Minor Swing di Django. Affronto un po questa tematica. Un saluto e scusa la pubblicità.
Rispondi
Re: Questo aspetto forse è il più difficile da ...
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 14:2
Caro Davide non hai bisogno di scusarti anzi è stato un piacere sentire la tua versione di Minor Swing (consiglio a tutti di ascoltarla) ben fatta! Io a proposito del respiro mi rifaccio più agli strumenti a fiato che so tromba e/o sax ma il senso è lo stesso.
Rispondi
Re: Questo aspetto forse è il più difficile da ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 28/02/2012 ore 23:4
Per Bacco! Hai voglia che respiro.Ad esempio prendi Chet Baker......
Rispondi
Re: Questo aspetto forse è il più difficile da ...
di jazzino [user #23867]
commento del 29/02/2012 ore 11:3
Il linguaggio di Chet è sintesi lirica
Rispondi
Buonsenso musicale..
di RoberTrix [user #32016]
commento del 28/02/2012 ore 15:2
Sono d'accordo con quello che dici, molte volte è più importante saper tacere e ascoltare la situazione per comprenderne lo spirito e inserire, se si può, elementi di arricchimento.. tutto ciò non solo in musica.. :) comunque credo che questa abilità si sviluppi molto suonando insieme ad altre persone, perché ci si rende conto di più quando si è di intralcio oppure quando è il momento di sparare un assolazzo! xD
Rispondi
Re: Buonsenso musicale..
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 15:5
la musica, in quanto condivisione, va vissuta con gli altri senza egoismi e gelosie ma con grande umiltà. C'è da imparare da tutto e da tutti
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