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IO CONCORDO e ......... GODO!

di jazzino [user #23867] - pubblicato il 26 febbraio 2012 ore 15:25

 A proposito di musica jazz ... "Una delle caratteristiche fondamentali di questa musica è la ricerca del “fattore umano”, cioè di quella componente che una performance live unica e irripetibile può causare. Una sbavatura o un errore non solo vengono giustificati, ma addirittura apprezzati in quanto effetto di una urgenza espressiva del musicista. Lo spirito del jazzista non si misura quindi con l’assoluto, o con l’idea di perfezione musicale. Infatti i luoghi deputati al jazz non sono in origine le sale da concerto, ma i club, cioè quei luoghi in cui anche il pubblico ha un coinvolgimento emotivo tale da poter godere appieno della performance attraverso esclamazioni di compiacimento o applausi al termine di un assolo. L’ascolto del jazz può creare un vero e proprio godimento fisico nell’ascoltatore. Non avere la “paura dell’errore…” quando si suona. Al contrario: tentare di suonare come a casa propria. E’ una questione di atteggiamento.  Di umiltà nei confronti della musica." 

Io concordo con Francesconi e voi cosa pensate? mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista sull'argomento.  A VOI


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"E’ una questione di atteggiamento. Di ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 26/02/2012 ore 15:5
"E’ una questione di atteggiamento. Di umiltà nei confronti della musica" Sarebbe da incorniciare questa frase. Così è come il jazz andrebbe vissuto e come i grandi musicisti fanno, ahimè quasi mai lo si prende così a livelli inferiori e/o amatoriali...
Rispondi
Re:
di jazzino [user #23867]
commento del 26/02/2012 ore 16:1
Verissimo ecco perchè a livelli inferiori non so se veramente esiste il "JAZZ"
Rispondi
Re:
di accademico [user #19611]
commento del 27/02/2012 ore 09:3
purtroppo questo approccio rilassato dà buoni frutti ed è possibile solo se dietro c'è un minimo (un minimo molto alto) di preparazione. Non è che il concetto non valga se uno non è un mostro di preparazione, nel senso che suonare rilassati aumenta la creatività in ogni caso, anche se si è scarsi in quanto a studio, il problema è che se lo studio non è sufficiente anche in condizioni di perfetto relax la vena creativa viene meno e si suonano le peggiori banalità. Questo è quello che accade a me, però non me la prendo, perchè sono un modesto dilettante e mi diverto lo stesso, già è una fortuna se trovo il tempoper suonare. Circa il problema del "recupero dell'errore a fini creativi", ormai è una parte "codificata" dell'estetica del jazz.
Rispondi
Minimo/molto alto
di jazzino [user #23867]
commento del 27/02/2012 ore 09:4
Il fatto è che nel jazz i grandi che non hanno bisogno di grossi studi alle spalle (es. Wes Montghomery, Bireli Lagrene ecc.) sono casi eccezionali e veri geni. Per i comuni mortali non si può prescindere dallo studio che come dici tu non è sufficiente ma senza questo non si va da nessuna parte.
Rispondi
ho avuto il piacere di ascoltare svariate ...
di riot75 [user #14040]
commento del 26/02/2012 ore 16:3
ho avuto il piacere di ascoltare svariate volte Tomelleri, un raro esempio di eccellenza tecnica, musicalitá, cultura jazzistica e umiltá. Una sera ricordo che al gestore del locale che si scusava per il pubblico rumoroso rispose che il jazz si suona nei club intanto che la gente beve, non nei teatri. Però in un'altra occasione l'ho visto molto alterato per un proprio errore ( non una stonatura, ma un' inezia nella progressione degli accordi) , sfuggito a tutti i presenti in sala e persino alla band; un particolare da non trascurare é che suona senza spartito o appunti di qualsiasi tipo, spesso seguendo le richieste del pubblico, pescando in un secolo di jazz internazionale.
Rispondi
Re: ho avuto il piacere di ascoltare svariate ...
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 14:5
Credo, da come lo racconti, che sia stata una bella esperienza
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Per me il Jazz è l'Arte della composizioni ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 26/02/2012 ore 16:3
Per me il Jazz è l'Arte della composizione estemporanea. In altre parole,quella di inventare una melodia su di una struttura preesistente. E' una sorta di ritorno alle origini.Alla musica tribale.All'Africa se preferisci. Questo è l'aspetto poetico di questo linguaggio.Quello che io prediligo. Oggi si tende a dare delle letture di tipo accademico,montando su una serie di teoremi che,secondo me,possono essere utili si ma in fase di studio.Al momento dell'esibizione però le cose sono diverse.Quando Miles Davis diceva che un errore ripetuto due volte diventa Jazz,bè penso che con questo genere di provocazione lui intendesse mettere in evidenza L'approccio sperimentale che è alla base di qualunque avanguardia.Si,in qualche modo si può riallacciare anche a quanto hai detto tu in un modo molto semplice ma non semplicistico.Grazie per lo spunto di riflessione.Hai colto un aspetto che è molto raro cogliere tra i colleghi.
Rispondi
Re: Per me il Jazz è l'Arte della composizioni ...
di jazzino [user #23867]
commento del 26/02/2012 ore 17:0
caro davide è sempre un piacere sentirti parlare della "MUSICA" ..... sempre puntuale e saggio. Inoltre concordo sull'utilità, in fase di studio, di regole e teoremi ma alla fine conta altro.
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Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di jazzino [user #23867]
commento del 26/02/2012 ore 16:5
Io credo che per quanto si voglia intrappolare il jazz in regole piùo meno ferree alla fine si sente del buon jazz solo quando si trascende da queste per approdare a lidi che si conosceranno solo alla fine del percorso creativo
Rispondi
Re: Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 27/02/2012 ore 00:1
Se ascolti qualche vecchi disco in cuffia spesso ti capiterà di ascoltare fuori campo la voce dell'artista che canta il solo che sta suonando.Ecco quello è Jazz.Poi tutto il resto e filosofeggiare sull'argomento. Ohh questo è un mio pensiero.
Rispondi
Re: Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di jazzino [user #23867]
commento del 27/02/2012 ore 09:5
Qualche anno fa ho assistito ad un concerto di Mike Stern ad Ascoli Piceno in piazza. Formazione trio. Ad un certo punto il campanile ha iniziato a scandire la mezzanotte con una melodia (strana) dettata dai rintocchi. Il Nostro ha iniziato ad armonizzare (solo chitarra) le note scandite dalle campane creando ex novo qualcosa che prima non esisteva e che era addirittura impensabile a priori. Questo, per come la vedo io, è JAZZ
Rispondi
Re: Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di accademico [user #19611]
commento del 27/02/2012 ore 09:5
non me lo apettavo da Mike Stern, grande!
Rispondi
Re: Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di superloco [user #24204]
commento del 28/02/2012 ore 14:5
si, si è proprio così e aggiungo che un grandissimo pianista di musica classica, Glenn Gould faceva esattamente così e molti lo criticavano dicendo che disturbava la musica che si registrava ma io credo che il suo canto e la musica fossero qualcosa di inseparabile nella sua mente. per chi non lo conoscesse consiglierei di ascoltare almeno le variazioni Goldberg suonate da lui. vai al link
Rispondi
Re: Io credo che per quanto si voglia intrappolare ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 28/02/2012 ore 23:5
...Ma che disturbare.Quello era il bello.
Rispondi
Ecco.E' un approccio mentale quello del ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 27/02/2012 ore 23:2
Ecco.E' un approccio mentale quello del jazzista.Quella sensibilità a cogliere quello che vibra nell'aria e trasformarlo in musica. Pastorius diceva qualcosa di simile.
Rispondi
bellissima frase. Io poi che sono sempre pieno ...
di superloco [user #24204]
commento del 28/02/2012 ore 14:2
bellissima frase. Io poi che sono sempre pieno di dubbi su tutto la respiro a pieni polmoni.
Rispondi
Re: bellissima frase. Io poi che sono sempre pieno ...
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 14:3
Questo genere di frasi andrebbero "scolpite" nella mente di chi si avvicina alla musica.
Rispondi
Re: bellissima frase. Io poi che sono sempre pieno ...
di jazzino [user #23867]
commento del 28/02/2012 ore 14:4
Io amo, come predisposizione mentale, chi rappresenta i punti interrogativi, dubbi; diffido fortemente dei punti esclamativi, dei portatori di certezze e basta analizzare la storia per capire a cosa mi riferisco......... noi siamo la razza eletta! .............. La mia è l'unica fede! ........... ecc. ecc. ..... le guerre più atroci della storia dell'umanità sono state sequele di portatori di certezze assolute. I punti interrogativi sono la base della ricerca in qualsiasi campo. Dubitate gente dubitate
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