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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

DRM, un problema non solo in musica

di lorenzof [user #17952] - pubblicato il 11 febbraio 2012 ore 04:22
DRM = Digital Rights Management. Sono dispositivi atti a proteggere opere intellettuali come musica, testi etc.

Di solito si tratta di protezioni anti-copia, o che comunque hanno lo scopo di vincolare l'utilizzo che l'acquirente fa del contenuto X acquistato, di modo che non si danneggino in modo diretto o indiretto gli interessi del detentore dei diritti di quell'opera.

Ad esempio, se compri un cd musicale, a causa dei DRM potresti non essere abilitato a creare una copia digitale del contenuto da poterti leggere su un lettore mp3 (a meno di usare un software specifico che eluda la protezione). Nel 2005 i cd musicali commercializzati da Sony installavano nel pc degli acquirenti un Rootkit che agiva sul sistema operativo, ed è stato solo in seguito a battaglie legali che il colosso asiatico ha sospeso questa incredibile scelta.

Oppure, se compri un ebook (testo in formato digitale), potresti essere abilitato a leggerlo solo con alcuni ebook-readers e non altri, in base alla compatibilità con il DRM che il distributore ha "impiantato" nel file acquistato.

La questione è spinosa, noi appassionati di musica la conosciamo da tempo e siamo consapevoli che la  resta aperta e controversa. La legislazione e persino l'idea di copyright vanno aggiornate all'ambiente digitale, SOPA / PIPA / ACTA ci hanno anche dimostrato di quanto urgente sia metterci mano.

---------

Non voglio però qui parlare di DRM applicati alla musica, ma ai testi. Chi di noi possieda un ebook reader e abbia comprato testi elettronici, saprà che a volte un ebook acquistato da un qualsiasi store crea molti problemi proprio a causa dei DRM: non di rado ci si troverà nella necessità di usare qualche "trucchetto" non legale per rimuovere la protezione e poter finalmente leggere ciò che si è acquistato. Il problema appare addirittura più grave e controverso che non per la musica: cosa accadrà quando tutta la produzione letteraria sarà disponibile in formato digitale? Una cartella zippata con dentro 100.000 libri in formato epub (il formato standard) peserebbe meno di un filmato in HD.

Il DRM crea seriamente molti problemi a chi acquista regolarmente gli ebook, ed è tut'altro che inviolabile. Quindi la grande industria prova a proteggesi con software e hardware assieme: un gigante dell'editoria elettronica come Amazon vende un proprio ereader (il Kindle, che a differenza degli altri readers legge solo il formato *.mobi) e tramite quello cerca di fare in modo che l'utente fruisca  di testi comprati solamente su Amazon.

Analizzato fino alle estreme conseguenze, si apre un vero dilemma sulla compatibilità tra la cultura e il capitalismo come l'abbiamo conosciuto fino ad oggi. Arriviamo alla domanda più scottante di tutte:

>si possono eliminare i DRM senza eliminare la proprietà privata?<

Fornirò risposte che vi sembreranno provocatorie ma non lo sono affatto, la prima in particolare descrive uno scenario assolutamente realistico.

Ipotesi 1 - tecnica

  • Facendo in modo che i computer non siano più macchine adatte a ogni lavoro ma abilitate solo a determinate azioni (Seguendo Apple, la strada non sarebbe lunga. Se le aziende che vendono contenuti distribuissero iCosi [iPerblindati] gratuitamente, sarebbe fatta: molti li vorrebbero e accetterebbero il "cappio" conseguente. Le scuole accetterebbero al volo, ma chissà con quali vincoli)  
  • Vendendo ereaders che leggono solo un formato proprietario venduto da un solo negozio, i cui libri siano accessibili solo da un cloud e non scaricabili (Seguendo Amazon,  la strada non sarebbe lunga)
  • Impedendo l'accesso anonimo a internet e riducendo la privacy degli utenti, abolendo lo storage privato in favore di un cloud aperto ai controlli. Eventuali periferiche di memoria offline saranno collegati indelebilmente a un'identità personale.  
  • Tutte queste cose assieme, o miste.

Ipotesi 2 - monacato Gli scrittori siano poveri per decreto, oppure: come gli sportivi professionisti si fanno fiamme gialle pagati per gareggiare, gli scrittori si facciano monaci per avere di che vivere.  

Ipotesi 3 - selezione della classe intellettuale Si è scritto talmente tanto che è ora di tagliare questi eserciti di sbiascicatori pseudointellettuali, la produzione letteraria passata basta. Per pubblicare qualcosa si dovrà passare una selezione strettissima, i pochi eletti saranno mantenuti dallo Stato e pubblicheranno testi distribuiti gratis o a 0,50 cent.  

Ipotesi 3.1 - trollica Per vivere da scrittore ti devi iscrivere ai kommunisti cinesi dove produrrai lodi al Popolo e alla Rivoluzione. Nel mondo "libero" la scrittura sarà mestiere per pubblicitari, ghost writers e portaborse, giustamente considerato dall'opinione pubblica come qualcosa di suqlificante.  

Ipotesi 4 - utopica Puntare su un forte innalzamento della cultura media, che allarghi anche il numero di consumatori di cultura, innescando un circolo virtuoso che incrementi fruitori e partecipanti al dibattito culturale. Si comprenderà che è con le idee che il mondo avanza, e sarà interesse di tutti contribuire al sostentamento dei valenti tra i produttori originali di idee. A readings e dibattiti di qualità elevata si parteciperà pagando un biglietto di accesso come ai concerti, e le idee contenute nei testi, in sede live saranno messe anche in scena con attori, musica e video. 


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Questione spinosa
di jebstuart [user #19455]
commento del 11/02/2012 ore 08:4
Una questione spinosa, Lor, ed un Diario molto interessante. Da una parte ci sono le giuste istanze di chi vorrebbe una sapere condivisibile a costi inferiori, dall'altra quello di chi produce qualcosa e vorrebbe vederla distribuita nella forma in cui l'ha concepita e con un giusto ritorno economico. Credo però che ci vorranno decenni prima che la questione si assesti e ci si rassegni da una parte a distribuire e dall'altra ad acquistare a costi ragionevoli. Ti porto però una mia piccola esperienza, da cui potrai trarre le conclusioni che riterrai più opportune. Un paio d'anni fa ho scritto un manuale di Semeiotica fisica ascoltatoria, cercando di colmare una lacuna del mercato per gli studenti delle Scienze della Salute. Gli ho dato un taglio sintetico (sono solo un centinaio di pagine), pretendendo nel contempo dall'editore che i costi venissero contenuti a 10 (dieci!) euro, nonostante l'elevato numero di figure. Ebbene, il testo ha avuto ampia diffusione tra gli studenti, ma circolano soprattutto fotocopie (costo presunto: 5 euro). Copyright infranto allegramente per recuperare i soldi di un gelato...
Rispondi
Re: Questione spinosa
di viabcroce [user #13757]
commento del 11/02/2012 ore 15:0
/OT MODE ON/ PM sent :) /OT MODE OFF/
Rispondi
Re: Questione spinosa
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 17:1
Grazie Jeb per il tuo intervento, che ha aggiunto del sale alla discussione. La tua è stata una idea ottima, una tra le migliori iniziative di prevenzione attuabile. Ma come racconti anche tu con l'esperienza diretta, pare del tutto insufficiente nella nostra attuale condizione culturale. Desolante assenza di lungimiranza. Non saper scegliere tra l'avere un testo che ti rimane e puoi anche rivendere, al posto di fotocopie che getterai via, con 5 euro di differenza tra le due soluzioni. Del resto se tutto è consumo e il cittadino un consumatore, tutto viene trattato come bene di consumo e non come potenziale apporto alla crescita della società. La questione è talmente complessa che servirà un grande impegno per dirimerla. Ci troviamo nel mezzo di un cambiamento epocale. Parallelamente commettiamo l'errore, a mio avviso, di pensare alla tecnologia informatico-digitale come qualcosa che semplifica la vita. Ci abilita a una serie di operazioni prima impensabili, ma per questo apre problemi complessi di cui non possiamo che farci carico, se vogliamo abitarla da padroni e non da sudditi, padroneggiarla e non esserne manovrati, governare il cambiamento e non essere trascinati chissà dove. Non è innocua, non è semplice, ci mette in mano un potere enorme. E a un grande potere corrisponde una grande responsabilità (Kant citato da Spiderman). Programma o sii programmato. Nuova cittadinanza e riflessione etica se ne dovono occupare, e non potrebbe essere altrimenti, a prescindere dal tipo di interfaccia. Panorama italiano: gli anziani di oggi -almeno gli italiani- normalmente ne sanno quasi nulla. I cinquantenni la utilizzano in modo elementare. I trentenni si sono messi al passo ma la usano come chi è stato educato in un mondo non ancora digitalizzato. I preadolescenti sono la prima generazione cresciuta con un computer in casa dotato di connessione adsl. Capite bene che ne abbiamo di strada da fare per trovare soluzioni a problemi nuovi che ci hanno investito con grande rapidità. Molti di questi neanche li vediamo ancora, si faranno sentire (vedi le modificazioni delle abitudini cognitive dei giovani). Certo, tutto questo costa molta fatica e comporta di fare i conti con inquietudini e incertezze aggiuntive: cose che normalmente le persone evitano con cura.
Rispondi
Una cosa è certa...
di viabcroce [user #13757]
commento del 11/02/2012 ore 15:0
... l'esplosione di Internet (in fondo ci ha messo solo 20 anni) ha colto di sorpresa molti. Ancora stiamo qui (legittimamente) ad interrogarci sugli scenari e sulle possibili soluzioni. Forse, come Lorenzo ha simpaticamente cercato di mostrare, stiamo cercando di risolvere un paradosso? :/
Rispondi
Re: Una cosa è certa...
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 17:0
Esatto, ci sono dei paradossi in gioco. Occhio, perché l'ipotesi 1 è il sogno proibito delle majors, non è fantascienza...
Rispondi
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Non credo di aver capito realmente a cosa vuoi ...
di Baccanali [user #21121]
commento del 11/02/2012 ore 15:5
Non credo di aver capito realmente a cosa vuoi arrivare, però il post mi pare molto interessante, mi piacerebbe approfondire la questione. Di libri virtuali non me ne intendo; per quanto riguarda la musica, se dico che mi piacerrebbe vedere i grandi (ricchissimi) artisti non continuare a lamentarsi se la loro musica viene scaricata illegalmente e vedere invece maggiormente tutelata la moltitudine di musicisti che rimane ancora sconosciuta e senza speranze, sono troppo fuori argomento? Buona serata D
Rispondi
Re: Non credo di aver capito realmente a cosa vuoi ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 17:0
Se proprio vuoi una critica, non hai aggiunto nulla di utile alla discussione. Ma insomma non era mica obbligatorio! :-)
Rispondi
Re: Non credo di aver capito realmente a cosa vuoi ...
di Baccanali [user #21121]
commento del 11/02/2012 ore 18:0
Eh infatti non ho capito esattamente il tema della questione e se vi possono essere degli effetti "reali" sul modo di fruizione di materile virtuale. Nel senso, cambierà qualcosa (anche "di nascosto" sia chiaro) o ci stiamo facendo solo delle grandi pippe mentali? Non sono afferrato in materia e vorrei capirne di più, mettere in allerta i miei neuroni! ;-)
Rispondi
Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho ...
di AndreaAmott utente non più registrato
commento del 11/02/2012 ore 18:1
Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho letto che l'italia è uno dei 3-4 paesi al mondo che scarica più di tutti, probabilmente il nostro è un fatto culturale.. è che la banda larga in italia è così poca che non costituiamo un pericolo enorme per le industrie musicali-videoludiche e non :) Io, non essendo un fruitore di e-book, ho più "dimestichezza" col mondo dei giochi, ma mi chiedo una cosa: all'epoca dei libri prettamente cartacei, era illegale prestare il libro a un'amica? seriamente, mi chiedo se ciò sia una cosa illegale o meno.. I drm sono una cosa bruttina ultimamente, si spendono cifre enormi per crearli, quando un ragazzino brufoloso in Kunnecticut (scritto bene?) dopo un giorno dal rilascio del gioco rilascia la crack, molto semplice da usare tra l'altro. Oltre all'enorme spesa per crearli sti DRM di nuova concezione sono pure castranti per chi il gioco l'ha realmente comprato, per esempio il bel DRM che ti obbliga ad esser connesso ai server ufficiali in ogni istante del gioco perchè parte del gioco stesso è su questi server. Chi in quel momento non ha la connessione che cazzo deve fare? guardare il gioco da 50 euro se non più e resistere alla tentazione di spezzare il dvd di gioco? Così tu, giocatore "a norma", col gioco comprato con soldi tuoi, ricorri alle crack per poterci giocare.. e così diventi un giocatore "fuori norma".. Altro DRM: io DRM guardo il tuo hardware, lo mando alla casa madre, e appena tu modifichi di un minimo il tuo hardware, anche solo un banco ram, dovrai riattivare il gioco, e lo dirò alla casa madre.. ah, io DRM ti dico che hai solo 4-5 riattivazioni possibili ^^ Tradotto, stiamo impazzendo? uno senza voler strafare magari vuole cambiare scheda video per un gioco più esoso di risorse, aumentare la ram, decide di migliorare le prestazioni del pc con un disco SSD e aumentare la capacità del sistema con un nuovo HDD, ma non ha l'accortezza di farlo tutto in un'unica volta si ritrova con un'ultima attivazione e poi è ciavato? mah.. Altri DRM son stati creati, puntualmente aggirati, alcuni osceni, altri presenti più per tradizione che per una vera protezione.. Secondo me una delle pochissime case di videogiochi che sta percorrendo la strada giusta è il Team GOG (non son sicuro del nome): la loro filosofia è riassumibile nella frase "ci fidiamo dei giocatori, vi vendiamo il gioco senza drm, a un prezzo basso, speriamo che voi non facciate troppo i furbetti". Così sta software house sta facendo buone cose, anche col suo sito www.gog.com dove vendono giochi d'annata rieditati per funzionare sotto windows 7 e vista, tutti a prezzi bassi, senza drm.. Altra strada da percorrere secondo me: la strada di Steam, prezzi bassi, la gente è invogliata a comprare il gioco se il prezzo è basso, e io ne son la riprova, a prezzo basso e scontato corrisponde talvolta un mio acquisto, dopo anni di scarico e provo e vediamo come va.. E ancora, la creazione di DEMO, così uno gratuitamente gioca i primi 1-2-3 livelli, si fa un'idea, e compra, altrimenti la gente si fa le demo casalinghe, scaricando l'intero gioco, poi ovviamente se gli piace non ci pensa a comprarlo, tanto ce l'ha già.. Il discorso dei formati file proprietari secondo me è una cosa oscena, una volta i libri non erano stampati con carte speciali leggibili solo con occhiali speciali della mondadori o della deagostini, e che vogliamo dire di un esempio banale?: il signore degli anelli su amazon costa 15 euro, ma lo stesso libro su un altro canale di vendita costa 12 euro, però non mi fornisce il formato leggibile dal mio kindle, sono inculato. al contrario, sul sito x compro a 20 euro il sillmarillion, mentre su amazon lo compro a 15 euro, però amazon non mi da il libro nel formato che supporta il mio reader, bene io sono inculato e anche amazon lo è. A me sembra che in nome della semplicità si limiti troppo l'utente e le sue scelte, si veda apple per esempio, e ultimamente android, che rende "difficile" l'apertura dei vari device, seguendo l'ondata della semplicità limitando.. almeno hai la scelta di renderti la vita meno semplice ma più a tuo uso e costume.. Per il mondo dei programmi non so: photoshop è nei pc di moltissimi, una minima parte l'ha comprato, dal tronde costa 1500 euro se non di più, e dubito che la moltitudine di 16enni infojate con la reflex del papi abbiano 1500 euro da spendere nel software per mettere le cornici.. come drm ha un banale codice, aggirabilissimo con una crack e un keygen, tempo per aver tutto apposto: 1 minuto. Adobe sa che non vale la pena spendere soldi in drm, sa che molta gente ha il suo software gratuitamente, ma lei produce un software di tutto rispetto che vale quanto costa e le aziende e gli studi di grafica e non e le scuole spendono quei soldi, e da lì guadagna.. La microsoft invece non ha ancora ben capito che pochi hanno copie legali e molti illegali, e ancora vende ad un alto prezzo i suoi prodotti.. mi si può obiettare "eh ma come cacchio vivono poi??", e io rispondo ripetendomi "se la copia costa meno, più gente la compra, ogni copia corrisponde a un guadagno minore ma molta più gente compra e quindi il guadagno è maggiore alla fine".. Poi ricordo una frase che più volte ho sentito (riguardo l'hardware stavolta): la playstation 1 ha fatto tutto questo successo solamente perchè era facilissima da piratare, con la famosissima "Modifica". Sony, stupidamente, ora ha lanciato la PSVita, con cartucce di memoria per i giochi proprietarie e ripiene di DRM. Prima ancora del lancio, la gente aveva cambiato idea sul suo acquisto proprio per sta sua caratteristica.. Le industrie dovrebbero mettersela via, i drm sono fuffa, è come mettere un poliziotto inglese in bici davanti a un esercito di hooligans, tanto vale mettercelo sapendo che non serve; piuttosto devono pensare a far si che l'utente abbia voglia di comprare il prodotto, di certo non mettendo giochi a 50-80 euro, musica a 25 euro, libri a 20-25 euro..
Rispondi
Re: Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 18:3
Andrea! Hai colto il nocciolo del discorso. I DRM rompono le scatole agli onesti che comprano i contenuti ma sono sempre e comunque aggirabili da chi non vuole pagare, almeno fintantoché gli utenti sono liberi di utilizzare computer non "blindati", in cui cioè puoi compiere una grande quantità di lavori in modo libero, installandoci qualunque software. Ma all'industria questa libertà però non piace affatto, e sta escogitando modi per limitarla. Il Rootkit di Sony del 2005 era esattamente questo. Se poi l'identità di chi entra in Internet non fosse più segreta, e l'hardware legato a un'identità (anche mediante scansione digitale o retina, etc) sarebbe un altro modo per controllare i movimenti dei "consumatori". Insomma: per ora i drm sono un fallimento su tutti i fronti, e per questo si stanno escogitando strade alternative. Con la chiusura di tutti i siti di filesharing in un colpo solo si è dimostrato che nel giro di una settimana si possono rivoluzionare le abitudini degli utenti. Ebook: la casistica è varia, ma riassumendo no, di solito non puoi prestare un testo protetto da drm, anche se l'hai acquistato. Anzi, se hai due ebook-reader, talvolta potrai usarlo su uno solo di essi. Altrettanto spesso poi, i drm causano problemi nella lettura del libro (mandano in crash i reader, ci sono problemi a convalidarli con software come Adobe Digital Editions, etc. Del resto, anche se compri un gioco non sei mica libero di installarlo su due pc diversi, né di farti una copia di backup per conservare l'originale. Così era qualche anno fa, credo non sia cambiata la solfa.
Rispondi
Re: Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho ...
di AndreaAmott utente non più registrato
commento del 11/02/2012 ore 19:0
Mi hai ricordato una cosa: OS X Lion di Apple permette di essere installato su 5 mac diversi, ovviamente devono essere tuoi.. ok, ammetto che non ricordo con fermezza la cosa ma mi pare funzioni così.. in ogni caso, da una parte apple si è allargata, perchè io riccone che non sono altro che ho un macbook pro 17" e un macbook air 13" non posso installarci lo stesso software che ho comprato? oh si che puoi, firmato jobs.. però la apple ancora mi disgusta con la sua politica di chiusura estrema, col suo "se vuoi lavorare sotto mac os x, devi comprare un mac :D".. funziona, certo che funziona, ci sono 4-5 piattaforme hardware diverse, molto semplice sviluppare un software funzionante, ed è un ottimo business.. però no, è inaccettabile esser costretti a comprare una cosa per usare un'altra, sopratutto ad un prezzo spesso abnorme, almeno se uno vuole fare le cose secondo legge.. altrimenti hackintosh e via, risparmiati 6-700 euro ma illegalmente.. apro una windows 7 funziona ormai da dio, su un sacco di pc, con piattaforme hardware differentissime, tipo sul mio vecchio portatile nato in epoca vista.. cosa potrebbe succedere se microsoft seguisse apple sul fronte dei pochi hardware disponibili ottimizzando ancora di più win7? idem iphone, ha delle funzioni ma non ce le ha, quindi se voglio usarle liberamente jailbreak, altrimenti cambio smartphone e piattaforma (con conseguente perdita di app magari pagate non trovate sulla nuova piattaforma), o mi accontento.. NO, SBAGLIATO! l'utente per me deve poter scegliere.. Sony ha sbagliato a bloccare la PS3, tantissime persone comprerebbero certi hardware non tanto per il loro scopo iniziale, giocare o fare lo smartphone, ma per poter installare altri sistemi che gli consente di fare altre operazioni, e stupidamente Sony e non solo si castra una fetta di mercato che per quanto irrisoria possa essere pur sempre fonte di utili è. Sony, mi dici che così giocavano piratando i giochi? Cazzo, hai letto quel che penso poco sopra? Fa in modo che la gente sia invogliata a comprare le cose, abbassa i prezzi, e sorridi alla vita che tanto ti piratano lo stesso. Orribile sta cosa che mi dici che se hai due kindle per esempio non puoi mettere il libro su tutti e due.. mi viene a mente mio cugino, laureando in medicina, che se potesse comprerebbe 2 kindle fire per usarli come e-reader, su uno ci metterebbe libri di università, e sull'altro libri da relax, ma magari il sillmarillion e lo hobbit lo vuole anche su quello dell'università perchè è fuori sede e non gira con due kindle, ma no, non può. è un libro suo ma non può. eh beh, come se compro una seat ibiza e la seat viene da me imponendomi di andare qua e là, dicendomi che se sgarro mi fanno causa.. iiiih che palle, tutti a voler far soldi.. ok i soldi sono utilissimi, ci vivi e ti rendono felice checchè se ne dica, ma non si muore se guadagni meno un giorno, soprattto se (cara apple..) i tuoi liquidi e i tuoi guadagni superano quelli di un impero come gli usa (tanto per far un esempio a me caro)
Rispondi
Re: Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 19:2
Attenzione se compri un libro da Amazon e hai due Kindle registrati a TUO nome puoi metterci sopra i tuoi libri. Ma se uno è registrato a nome di tuo fratello, sul suo non puoi metterci i libri comprati da te. Poi Amazon ha una politica odiosa coi suoi titoli: vende solo formato *.mobi, che è più antiquato e limitato degli eupb (oggi lo standard) e ci mette sopra dei drm tali per cui quei mobi li leggi solo sui Kindle, non su altri reader (a meno che tu abbia un tablet android e su quello ci installi il software reader di kindle, sempre però collegato a un account utente per poterlo usare. A volte i drm di adobe (ADE) ti mandano in crash i reader, altre volte possono esserci problemi per autenticarli. Nota: se è davvero per leggere, il Kindle 4 Non touch o altri con schermo e-ink sono meglio del Kindle fire, che è un vero e poprio tablet economico. Il comfort di lettura richiede schermi non retroilluminati. Se è solo per leggere, il migliore in giro è il Nook Simple Touch, ma non lo vendono qui. Costa 90 euro se lo compri dagli USA e te lo fai spedire via Consegnato.com. Oppure ti compri un Sony T1 dall'Inghilterra a 125 euro (qui costa 200) Il problema è che se un titolo lo compri su Barnes & Noble, non sarà leggibile sul tuo Sony né sul Kindle, mentre il Nook di Barnes & Noble ti legge i testi comprati da Sony. Insomma alla fine ti rompi le scatole e togli via i drm appena puoi. SE ci riesci, perché ad esempio i drm di Amazon a volte è un vero problema toglierli. Quindi io che ho preso in affitto un libro molto costoso da loro, me lo posso leggere solo su un Kindle o sul computer, ma non sul mio reader entourage edge.
Rispondi
Re: Non ricordo dove l'ho letto, ma tempo fa ho ...
di viabcroce [user #13757]
commento del 11/02/2012 ore 23:4
Il problema è il digitale, in fondo... quando c'erano le cassette (video e audio) e la carta stampata, le copie non facevano paura a nessuno. Potevi lasciare un libro in copisteria e tornare a prenderlo, rilegato, dopo un'oretta... potevi andare in negozio e farti fare una copia di un LP su nastro... e nessuno controllava quante copie facevi di un film. Il degrado della copia analogica era sufficiente a far sì che un gran numero di utenti optasse per un originale. Se un amico mi prestava un libro era difficile che io lo fotocopiassi: se mi piaceva, lo compravo. Per un bel po', i negozi hanno fatto anche noleggio di CD e DVD, ricordate? Il digitale, più Internet, hanno cambiato le regole del gioco: posso fare une copia indistinguibile di un film e farla scaricare letteralmente a milioni di persone nel giro di un paio d'ore! Sono certo che molti dei giudici e dei finanzieri che ora indagano e legiferano sui diritti d'autore hanno copiato, ventenni, i loro bravi De André e Deep Purple. Ah, che tempi, quando non si vedeva l'ora di andare a casa per sentire l'ultimo album dei Genesis appena comprato ... :'( :)
Rispondi
Bravo!
di lorenzof [user #17952]
commento del 11/02/2012 ore 18:3
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