di FBASS [user #22255] - pubblicato il 23 gennaio 2012 ore 09:51
Per la serie "Articoli che non mi hanno pubblicato" ( ne facevano parte le freccie Eko, la doppio manico 4080/12, i bassi Music Man ecc.ecc. che uno alla volta vi posterò, prossimi due la Fryng Pan Rickenbacker ed il 60° compleanno del Precision ), voglio ora proporvi questo post dedicato a due delle chitarre che adottarono l'alluminio per il manico, ma qualcuna anche per il resto dello strumento, e sto parlando di Messenger e Veleno, prodotte in USA, oltre a Travis Bean e Kramer. Ma il primo fu l'italianissimo Wandrè, cioè Antonio Pioli, che utilizzò l'alluminio ed il fissaggio del manico con perno ( il suo famosissimo Fulcrum Neck ), per la possibilità di ripiegare lo stesso sul retro del body, così da ridurre le dimensioni dello strumento ed il fodero per il trasporto. Quelle costruite in USA furono principalmente quelle prodotte da Travis Bean e Kramer, Veleno, con circa 600 asce, e Messenger ( il Wandrè USA, titolo conteso anche a Micro Frets che pure si cimentò, ma di cui conosciamo le chitarre in materiale plastico, adottata da molti, compresa la coochitarrista-cantante di Bo Diddley, Principessa ), cioè la chitarra, con il manico tutto fuori del Body, usata dal chitarrista dei Grand Funk Railroad, Mark Farner ( ma ha usato anche lui le Veleno come si può vedere nei video ). Ecco lo strumento elettrico che ebbe il merito di introdurre il manico in alluminio negli USA, però, dal punto di vista cronologico totale, dopo Wandré e Jacobacci, ma prima di Travis Bean e Kramer, difatti è stato riconosciuto che ne ebbe il primato oltre oceano. Prodotte a San Francisco, queste chitarre con la verniciatura artistica inconsueta per quegli anni con tinte pastello, era anche disponibile nella versione 12 corde, ed in entrambe le configurazioni, mono o stereo. Poi c'erano le Veleno, tre i modelli, la classica doppia spalla mancante con una pietra preziosa, un rubino, sulla paletta, la piccola Traveler e la molto strana ed esotericizzante ANKH. Credo che oltre a spendere altre parole sia meglio ricorrere ai video dell'epoca :
Poi, essendo stato io un ferroviere, eccovi Locomotion dei Grand Funk Rairoad :