Giallo Napoletano, quando il suono di un mandolino è il vero pratogonista di un grande film!
di FBASS [user #22255] - pubblicato il 24 dicembre 2011 ore 14:21
Fu anche l'ultimo film a cui partecipò il grande Peppino de Filippo, era il 1979, lui ci lasciò l'anno dopo. Nella pellicola faceva il padre del vero attore protagonista, il grande Marcello Mastroianni, che nel film interpreta il ruolo di un maestro di mandolino, con una gamba paralizzata da piccolo dalla poliomelite, padre che era un giocatore accanito di lotto e tombola ( quella dei "Femenielli dei Quartieri", i numeri li chiamava il grande Peppe Barra, nel film nel personaggio di Giardino, cioè quello che fece da tramite per una Bionda (?) che ordinò la serenata al professore interpretato dal Marcello che io oserei chiamare "Nazionale", e lì incominciarono i suoi guai). Ma vi era anche un commissario di PS del Nord, interpretato da Renato Pozzetto, due grandi attrici, Ornella Muti e Zeudi Araya, bellissime, Michel Piccoli, Capucine e tanti altri, si svolgeva nel periodo natalizio in una Napoli piena di luminarie, ma tutto il film era imperniato attorno ad un delitto avvenuto nel periodo di occupazione tedesca e di caccia agli ebrei, in un lasso di tempo di poco precedente alle gloriose d epiche "Quattro Giornate di Napoli", con una musica ossessiva che ci accompagna per tutto lo stesso film, poi il brano ( quello della serenata fatidica ) che ne è anche la vera ragione e argomento, suonato da un mandolino, anche se inizialmente era stato composto per violino. Famosissima la frase di Renato Pozzetto che è un po' triviale, anche se sbagliata nel plurale improprio, ma è in dialetto napoletano storpiato, poi vi sono due banditi un po' imbranati, comunque feroci. Ma eccovi alcune scene :
Tutto il film, compresi gli scenari relativi alla fine del secondo conflitto mondiale si svolgono nella Villa Spera al Vomero, quartiere alto di Napoli :
Io lo posseggo in casstta VHS originale , ma non dispero di trovarlo in DVD, Buon Natale e Felice Anno Nuovo da Ciccio il Vendicatore, ma consentitemi un omaggio a Peppino Pappagone: