Le dimensioni del locale (e il gestore) non consentivano di microfonare strumenti e batteria, così nelle spie (meno male che c’erano) avevamo solo le voci. Il risultato è stato un suono piuttosto confuso per noi che stavamo al di qua dei microfoni, a volte avevo la sensazione che non fossimo tutti accordati allo stesso modo, e comunque dovevo spostarmi per sentire meglio quel che usciva dai vari ampli (cosa non facile visti gli spazi). Forse anche questa situazione non ottimale ci ha fatto fare qualche imprecisione di troppo. E vabbè.
Nel complesso però è andata bene: locale pieno, divertimento per tutti e un mezzo impegno col gestore per ritornarci in primavera. Le foto della serata sono qui:
https://picasaweb.google.com/106190398681890139309/BrokenStringsLiveLaCrota20111119
Serate che vanno e che vengono, dicevo.
Sì, perché ne avevamo una anche questo venerdì (vicino ad Aosta), ma la settimana scorsa il gestore mi ha chiamato per dirmi che il locale chiude, e quindi ciccia.
La cosa curiosa è che per venerdì scorso invece ci avevano chiamato 2 locali diversi per andare a sostituire i gruppi che improvvisamente gli avevano dato buca… peccato che non potevamo, non saremmo stati al completo neanche noi. E ri-vabbè, sono comunque posti in cui suoneremo nei prossimi mesi.
Invece oggi mi chiama il cantante: un suo amico, ex compagno di concerti e ora residente a Roma viene a trovarlo per il weekend, così è riuscito ad organizzare in velocità una serata acustica per loro 2 più la mia partecipazione, grazie alla disponibilità del locale dove abbiamo suonato a inizio ottobre. E quindi, in un modo o nell'altro, anche questo venerdì mi “esibisco”.
Per il resto, cioè l’accaparramento di serate, si combatte una lotta impari con le tribute band, principalmente quelle di Vasco e Ligabue (qua in zona ce ne sono 6 o 7 per entrambi i personaggi), poi anche di altri gruppi o cantanti, Springsteen, Stones, Vaughan, Creedence (un paio per ognuno). In netto ribasso gli U2, i Red Hot Chili Peppers, gli Oasis, ecc... Ci sono poi i metallari, ai vari livelli di “durezza”, coi locali che hanno la programmazione dedicata.
Ricordo che anche noi facciamo cover, blues e sempre più rock anni '60 e '70, non voglio accendere un flame con la diatriba sulle tribute band, volevo solo dare un piccola visione della scena torinese per noi hobbysti.
Keep on rockin'!