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Sette miliardi

di aPhoenix90 [user #22026] - pubblicato il 26 ottobre 2011 ore 17:30

Una delle tante novità che hanno caratterizzato l'epoca contemporanea, è rappresentata dall'impennata demografica.

Rivoluzione industriale, aumento del tenore di vita, diminuzione del tasso di mortalità, aumento del tasso di fertilità, ecc. tutti fattori che sicuramente hanno incentivato in modo considerevole l'aumento della popolazione mondiale.

È infatti un dato ovvio quello che rivela che la crescita demografica si è moltiplicata esponenzialmente negli ultimi due secoli: se è vero che nel 1° anno D.C. la popolazione mondiale stimata era di 200 milioni e per tagliare il traguardo del 1° miliardo bisognerà aspettare fino al 1800, è curioso osservare il dato che riporta il miliardo successivo dopo solo 130 anni (1930). Mentre nel 1960 (appena trent'anni dopo, quindi) era già stata raggiunta quota 3 miliardi. Addirittura siamo passati da 6 miliardi (2006) a 7 (2011) in appena cinque anni. È chiaro che la parabola diventa sempre più ripida.

Così, mentre Accordo ha appena brindato in onore dell'accordiano #30.000, il mondo si presta ad accogliere entro fine mese l'essere umano #7.000.000.000. Con non pochi problemi, tra l'altro.

Le risorse basteranno per tutti? Non saremo troppi? Siamo destinati ad essere sempre di più?

Il dibattito torna attuale. E come sempre contrappone due squadre: i catastrofisti da una parte, e gli inguaribili ottimisti dall'altra.

I primi annunciano già la catastrofe ambientale. Le risorse ambientali non basteranno a sfamare sette miliardi di bocche, senza contare il problema dei consumi di massa, dell'inquinamento e dello smaltimento dei rifiuti. L'economia sarà sempre più soggetta a cedimenti strutturali (è vecchia la teoria secondo la quale l'eccessiva crescita della popolazione avrebbe accorciato la vita al progresso economico) e la distribuzione della ricchezza sempre più squilibrata. Una posizione di questo tipo però, evidenzia sostanzialmente un interrogativo di costi: «Quale sarà il costo di mantenere un pianeta in cui ogni individuo possa condurre una vita felice? Quanto costerà preservare le risorse globali anche per le future generazioni? Esiste davvero uno "sviluppo sostenibile", in un mondo così affollato?». Probabilmente sì, dicono. Basta avere il fegato di cambiare.

La squadra antagonista, invece, conduce un'analisi di altra natura. Il problema non sarebbe rappresentato dal fatto che siamo troppi (citando il quotidiano: «né la subdola affermazione che questa fobia nasconde, cioè "sono troppi questi poveri!"»), quanto piuttosto dalla nostra distribuzione. L'allarme proviene da un Europa sempre più vecchia e da una Cina sempre più maschile (distribuzione anagrafica) e dalla distribuzione sul luogo in cui gli esseri umani si stabiliranno. Le città sempre più grandi e sempre più densamente abitate (comincia a trovare spazio il termine "supercittà") mettono in luce problemi legati allo spazio umano (di quanto spazio necessita un essere umano per poter vivere sereno?), all'accessibilità dei servizi (periferie sempre più lontane, e di difficile controllo), campagne sempre più piccole. Il punto cruciale sarà dunque quel periodo di stabilizzazione, superato il quale l'intervallo tra un miliardo e l'altro riprenderà a salire (l'ottavo miliardo è stimato per il 2024). Tuttavia, questa posizione si dice fiduciosa in quanto i lavori rivolti alle nuove fonti energetiche sono molto ben avviati, e sottolinea (forse piuttosto utopicamente) che per scampare ai grossi pericoli basterebbe regolare le emissioni con raziocinio, evitare di lasciarsi andare all'inerzia, cercare di attenuare le crisi economiche ed evitare le guerre. Benvenuti in paradiso, insomma.

E noi, nel nostro piccolo, come ci muoviamo?

Quando si leggono questo tipo di notizie, è sempre molto facile schierarsi in uno dei due paradigmi dominanti. Un po' come se la cosa ci riguardasse superficialmente, ma se proprio dovessimo prendere posizione siamo pronti a ripararci sotto uno dei due ombrelli.

In realtà la questione ci riguarda molto da vicino. Anzi, è uno dei pochissimi casi in cui non possiamo puntare il dito sugli "altri" qualora dovessero esserci davvero dei problemi... perché il problema siamo noi. La popolazione mondiale (noi) è pronta in prima persona ad accogliere altra gente? Come gestiamo il nostro spazio? Lo condividiamo o lo concepiamo come una guerra all'accaparramento dell'ultimo centimetro rimasto libero? Siamo disposti a rinunciare a qualcosa per il bene di tutti?

Le idee delle fonti rinnovabili, della riduzione dei consumi, del rispetto dell'ambiente sono ormai ampiamente diffuse, mentre l'idea di condivisione è un concetto ancora troppo legato al mondo virtuale. Questo mi porta a pensare che ad aver bisogno di cambiamenti forse non sono le politiche sociali/ambientali (quelle in fondo vanno e vengono a seconda di chi piazziamo sulla poltrona), ma la nostra concezione del luogo in cui abitiamo.

L'articolo conclude con una bella frase, un qualcosa del tipo: «I problemi, direbbe la saggia Agatha Christie, verrebbero dalla natura umana, non dalla sua diffusione».

In fondo è vero. Basterebbe che prendessimo coscienza delle necessità e del rispetto collettivo e pensassimo all'incremento di popolazione come un'opportunità, e non come una minaccia.


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Io non penso che siamo in troppi, o meglio; se ...
di Andrea_M [user #26406]
commento del 26/10/2011 ore 17:5
Io non penso che siamo in troppi, o meglio; se si considera la distribuzione della ricchezza effettivamente alcune zone sono nei guai. Però consideriamo anche il fatto che le crisi del capitalismo sono state e sono crisi di sovraproduzione ovvero l'impossibilità di allocare l'offerta alla domanda. Questo dipende ovviamente dal reddito (problemi di sottoconsumo ecc) e quindi si ricollega alla distribuzione della ricchezza. Meno di 200 famiglie sono in possesso di più di metà della ricchezza mondiale e questo deriva dai processi di accumulazione/decadimento del saggio di profitto/ecc..ecc.. di cui Marx ha dato un'ottima, semplice e plausibile spiegazione. Quindi in definitiva adesso come adesso, a bocce ferme, se le risorse fossero allocate in maniera equi-distribuita potremmo vivere tutti nel benessere (non ultrabenessere! non certo con ferrari, pelliccie e diamanti). Diciamo casa acqua riscaldamento istruzione salute beni primari e molte cose in più (Che già per come girano le cose, dal mio punto di vista, sarebbe una conquista epocale). Certo dopo vi potrebbe essere un aumento esponenziale della crescita demografica (come insegna malthus ma secondo me potrebbero scaturire nuovi meccanismi e dinamiche, anche perchè si può riscontare che i grandi boom demografici sono avvenuti in situazioni di povertà-proletarizzazione e non di ricchezza). Argomento interessantissimo comunque. Ciao :)
Rispondi
Re: Io non penso che siamo in troppi, o meglio; se ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 18:0
Io invece non credo sia un discorso politico, ma un discorso umano. Di cui la politica, ovviamente, ne è il riflesso... Mi chiedevo infatti, se tutti noi fossimo disposti a rinunciare a un qualcosa a benificio di altri. Mi interrogavo su come gestiamo i nostri spazi, se siamo disposti a condividerli o se questo, in fondo, ci crea dei problemi. Penso però che sia difficile trovare delle risposte ;-) Ciao!
Rispondi
Re: Io non penso che siamo in troppi, o meglio; se ...
di janblazer [user #26680]
commento del 26/10/2011 ore 21:3
***Mi chiedevo infatti, se tutti noi fossimo disposti a rinunciare a un qualcosa a benificio di altri. Mi interrogavo su come gestiamo i nostri spazi, se siamo disposti a condividerli o se questo, in fondo, ci crea dei problemi*** E' un terreno paludoso, caro Andrea, potrei tirare un bel respiro e poi risponderti un coraggioso SI, se tutti, dico TUTTI, lo gridassero in coro con me.. ma credimi, questo coro è completamente afono.. Abbiamo i nostri orticelli, li teniamo curati, rigogliosi e puliti e ahimè.. io per primo.. ben recintati.. Ciao.. ;-)
Rispondi
Re: Io non penso che siamo in troppi, o meglio; se ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 21:4
Era proprio qui che volevo arrivare ;-))))
Rispondi
la Cina sempre più maschile
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 26/10/2011 ore 18:1
Deriva dal fatto che se nasce una figlia la uccidono. vai al link
Rispondi
Una riflessione importante, che sembra ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/10/2011 ore 18:1
Una riflessione importante, che sembra prematura ma non lo è. Ci penso su anch'io da un bel po', sarà perchè quando si hanno dei figli si guarda naturalmente un po' più avanti. Pare che il trend in crescita sia considerato dagli esseri umani come qualcosa di positivo da perseguire, a prescindere, in qualsiasi aspetto dell'esistenza. Più vita, più salute, più... PIL (e su questo ci sarebbe molto da discutere), più benessere. E' naturale porsi prima di tutto la domanda: "ma fino a che punto sarà possibile?". Immediatamente dopo ci si rende conto di come il processo sia appena agli inizi e siamo ancora ben lontani dalle Asimoviane colonizzazioni spaziali. Questo non rassicura perchè, come stiamo chiaramente vedendo nell'attualità di questi giorni, pare che non serva a nulla pensare ai possibili problemi futuri: chi è deputato a prendere le decisioni, molto semplicemente le rimanderà finchè non sarà ormai troppo tardi. Peccato. E poi c'è l'altra metà del mondo, che numericamente è ben oltre la metà. Già ora stiamo dimostrando che la ricerca del benessere riguarda in realtà noi, non loro. E quando bussano alla nostra porta, cercando un poco di quello che per noi è sacrosanto cercare, noi guardiamo dallo spioncino facendo finta di non essere in casa. E' già evidente che non siamo affatto pronti, ne' disposti, ad accettare altra gente... rifiutandoci di guardare in faccia la realtà inevitabile delle cose. Sono pessimista? Bah, non direi. Penso che i cambiamenti avverranno comunque, semplicemente saranno più dolorosi di quanto potrebbero essere se le nostre vedute fossero solo un pochino più ampie. Le cose vanno avanti, nonostante noi.
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 26/10/2011 ore 18:2
Cmq non ti preoccupare, la Terra dopo l'estinzione dell'uomo si auto-riparerà. Lo ha già fatto con l'estinzione dei dinosauri, si era estinto il 90% degli animali, ovvio ci vorranno magari centinaia di migliaia di anni ma tutto ricomincerà. Sarà un mondo diverso, si svilupperanno altre forme di vita, come in passato i mammiferi di piccola taglia hanno soppiantato gli enormi dinosauri.
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/10/2011 ore 18:3
Su questo non ho dubbi.
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 19:1
Certo, hai pienamente ragione. Spesso quando ci troviamo di fronte a qualche problema pensiamo che prima o poi qualcuno pensi a risolverli. Il che da inizio a una spirale di deresponsabilizzazione cosmica. Il punto è che siamo pronti a spendere un sacco di belle parole e proporre un sacco di belle cose, la cui realizzazione però spetterà accuratamente a qualcun altro dopo di noi. Insomma, della serie: «nella merda ci sarà chi vivrà dopo di me e in fondo poco m'importa» :-DD La cosa interessante è immaginare però, come ben dici, qualcuno che venisse ad un certo punto a bussare alla nostra porta. Apriamo o facciamo finta di non esserci? Le istituzioni non cambiano se non siamo disposti a cambiarle.
Rispondi
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Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/10/2011 ore 19:4
Basterebbe cambiare le porte, e metterle trasparenti. Che metafora, eh? :)
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 19:5
M'inchino, o Sommo. Non per niente sei l' "Utente Modello"..... (:-DDDDDDD)
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di Oliver [user #910]
commento del 27/10/2011 ore 00:1
Aridaje.... :)
Rispondi
Re: Una riflessione importante, che sembra ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 27/10/2011 ore 09:5
Come diceva Mao (credo) se vuoi aiutare un uomo affamato non dargli un pesce ma insegnagli a pescare.
Rispondi
Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di diumafe [user #17831]
commento del 26/10/2011 ore 18:4
Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe mettersi dall'altra parte "dello spioncino" e provare a vedere il mondo di là. Com'è?
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 19:1
Ehhh..... ma ho paura di restare chiuso fuori... ;-)))))))
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di diumafe [user #17831]
commento del 26/10/2011 ore 21:5
Non ti preoccupare. Prima o poi arriverà una cura anche per te. :-D
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 21:5
(:-DD)
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/10/2011 ore 19:4
Ho provato, si vede tutto piccolissimo. Altra efficace metafora.
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di diumafe [user #17831]
commento del 26/10/2011 ore 21:5
... e lontanissimo, aggiungerei. Per rimanete nella triste ma reale immagine ad te creata.
Rispondi
Re: Sfruttando la metafora di Oliver, bisognerebbe ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 26/10/2011 ore 23:3
Sei in serata di grazia, o Sommo .... ;-)
Rispondi
Lo spioncino di Oliver
di stefano58 [user #23807]
commento del 26/10/2011 ore 19:1
L'ho comprato anni fa , non so se era della stessa marca , ma funzionava a dovere.Tu guardavi attraverso di lui e vedevi passare il mondo senza che lui si accorgesse (apparentemente) di te.Poi , appurato che tutta quella roba li fuori non era pericolosa , bastava capire bene e parlarsi , e tutti quegli alieni fuori della porta si trasformavano in persone come te , da qualunque pianeta arrivassero.Tutti volevano , in fondo , la stessa cosa : un 'opportunità per trascorrere serenamente la manciata di tempo che ci è concessa in questa realtà.Nessuno era arrivato per rubare lavoro,mogli , cultura ( ma quale cultura , poi....) ma cercava uno spazietto sul palcoscenico, magari in ultima fila ma senza dover scomparire agli occhi di tutti, in silenzio e miseria.E allora ho conosciuto molta di questa popolazione nomade che cerca una nuova casa , senza dimenticare la sua , lontana e sfortunata.Ci ho parlato, lavorato insieme , li ho aiutati e alcuni hanno aiutato me.La mia coscenza , figlia di quegli anni che ora dipingono di piombo , era già pronta al cambiamento, non ho subito traumi e i miei problemi non derivano certo dalla gente che va e viene , ne ho sentito vacillare un orgoglio nazionale che , francamente , non mi è mai appartenuto.Sono sempre stato per l'internazionalismo , non mi tiro indietro neanche oggi , anzi , la protesta mondiale contro la mala economia mi dice che i problemi varcano gli stretti confini nazionali.Dici che il problema non è politico ? Bha , la politica è ovunque , è il nesso tra la gente e i suoi bisogni , il cordone ombelicale di qualsiasi società formata da persone , che per essere libere devono confrontarsi tra loro su tutti i temi , dal governo ai rapporti personali , dalla legalità alla scuola, le idee , le aspirazioni , i sogni.E in questo mondo sempre più piccolo non si può pensare di risolvere niente chiudendo la porta a doppia mandata.Ciao :-)
Rispondi
Re: Lo spioncino di Oliver
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 19:3
Per me il problema non è politico perché la politica è uno specchio: non fa altro che riflettere la società. E in fondo una tradizione attualissima in campo politico è quella di gridare promesse sfruttando correnti di pensiero percentualmente convenienti, affinché si riesca ad accaparrarsi i voti necessari per rimanere in piedi. Insomma, è tutto posticcio e temporaneo... (si tratta di cavalcare l' "onda perfetta"). Come ho detto più in alto, secondo me il problema è 'umano'. Il tuo racconto lo conferma :-) Se provassimo a proiettare la problematica nel nostro piccolo, ci accorgeremmo di essere coinvolti più di quanto pensassimo. E scopriremmo che ad aver bisogno di cambiamento probabilmente sono le nostre vedute (e di conseguenza tutto il resto). Ciao Stefano! ;-)
Rispondi
Consideriamo anche il fatto che si sarebbero ...
di Salvog [user #26748]
commento del 26/10/2011 ore 19:3
Consideriamo anche il fatto che si sarebbero potuti investire parecchi capitali destinati solo ad arricchire pochi, o a ingrassare il parco Armi di alcuni deficienti, investire al fine di rendere vivibili e produttivi anche le terre, i posti da dove prevengono tanti disperati in cerca di fortuna. Paesi poveri, si ma non tutti, alcuni hanno tante di quelle risorse da far impallidire il mondo circostante, paesi sfruttati per il suo oro nero, diamanti, uranio, gas, ecc., paesi dove la popolazione vive in miseria, sfruttata dai loro dittatori in combutta con le multinazionali. E' giustizia questa? si potrebbe vivere benissimo anche in posti da dove invece si fugge, allargare in tal modo gli spazi essenziali, ed aumentare le risorse destinate terribilmente a divenire ben presto insufficienti. Ciao.
Rispondi
Re: Consideriamo anche il fatto che si sarebbero ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 19:5
Hai ragione, e se ci fai caso (forse) qualcosa si sta muovendo in questo senso. La consapevolezza di aver diritto a una vita libera e dignitosa sta rovesciando parecchi regimi dittatoriali (gli ultimi, o quasi). La "Primavera Araba" è un grido di libertà, con risvolti terribili come tutte le rivoluzioni armate, ma tutto sommato all'insegna della speranza in una vita migliore. È una fase (geograficamente limitata e temporalmente lunga). Sarebbe bello avere sotto i piedi un mondo su cui poter vivere, e non da cui dover fuggire.
Rispondi
moriremo tutti.....(beh, insomma....si!! prima ...
di ultrariky [user #23869]
commento del 26/10/2011 ore 19:5
moriremo tutti.....(beh, insomma....si!! prima o poi!!!! i maschietti tirino su le mani da sotto il tavolo però eh!!!!) scherzi a parte...questo è un problema grosso, ma non è tanto il numero (il quanto) il problema ragazzuoli...ma è il come....nei prossimi anni ci saranno miliardi di persone in più che vorranno vivere come viviamo noi oggi, con lo stesso tenore di vita, con gli iPhone in mano, i riscaldamenti e le fragole a dicembre!!! tutto ciò è insostenibile se non ci sono altri 2/3 di persone nel mondo che muoiono di fame....tra 50 anni ci sarà la vendetta di Asia e Africa su Europa e America....come dice Dario Fo: dobbiamo imparare a tornare primitivi!!!
Rispondi
Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 26/10/2011 ore 20:5
Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni kilometro quadrato (contando anche Artide e Antartide). Sarà che soffro leggermente di agorafobia, ma mi sembrano troppi. Io suggerirei di tornare alla popolazione del Medio Evo o giù di lì. Per lasciare posto alla terra, alle bestie e ai fiori (cito De André). Io ho fatto la mia parte, scegliendo di fermarmi ad una figlia unica. Spero che Cinesi e Indiani rinsaviscano.
Rispondi
Re: Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 26/10/2011 ore 21:4
Ehehe... qui entra in gioco il problema dello "spazio vitale" :-) Argomento che, tra l'altro, era stato travisato come ideologia geopolitica nella vecchia Germania (!), ma che in fondo ha radici più antiche in campo geo-zoologico.... In sostanza, di quanto spazio ha bisogno un essere umano per vivere sereno? È un problema assai complesso e articolato. E oltretutto ampiamente soggettivo.
Rispondi
Re: Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 26/10/2011 ore 21:5
Già.
Rispondi
Re: Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni ...
di Oliver [user #910]
commento del 27/10/2011 ore 00:1
Beh, anche su questo si può discutere. Mi sono reso conto di come stanno le cose... dall'aereo. L'Italia ha una densità abitativa... totale: guardandola dall'alto, soprattutto di notte, ci si rende conto della quantità di abitazioni, industrie e strade che la ricoprono senza soluzione di continuità. Si salvano solo le zone montane. Già la Francia è diversa, la Gran Bretagna ancora di più: sembra quasi disabitata e persa nel tempo, con i suoi greggi di pecore che pascolano tranquilli sulle verdi colline. Gli Stati Uniti, poi! Natura selvaggia a perdita d'occhio. Qua e là qualche cittadina, ma anche metropoli come Boston sembrano piccoli villaggi persi in mezzo a boschi sterminati. In sostanza: ok, espandiamoci; ma non in Italia, per favore :) Ecco la sindrome NIMBY...
Rispondi
Re: Siamo arrivati a 45 persone circa per ogni ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 13:1
Questo è il problema della "distribuzione": geografica, ma anche anagrafica (parlavo prima di un'Europa sempre più vecchia, una Cina senza donne, ecc.)... È possibile stabilire un certo equilibrio? Ha senso farlo? - risposta A: Sì... ma "non nel mio cortile" :-) - risposta B: No. È normale che gli agglomerati urbani diventino sempre più grossi (supercittà, megalopoli, ecc), le periferie si spostino "sempre più in là", e le campagne si riducano sempre più. (Il che creerebbe altri tipi di problemi: gli individui accetterebbero di avere a disposizione uno "spazio vitale" sempre più ridotto?). Insomma, è un argomento abbastanza insidioso... E si ricomincia sempre da capo ;-)
Rispondi
Non ti preoccupare, la Terra saprà ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 26/10/2011 ore 20:5
Non ti preoccupare, la Terra saprà 'riequilibrare' TUTO - se lo squilibrio è veramente troppo ;))))) SaluTOneS
Rispondi
Re: Non ti preoccupare, la Terra saprà ...
di perrynason [user #17170]
commento del 26/10/2011 ore 23:3
Lo sta già facendo, ma i risultati sono preoccupanti...
Rispondi
Re: Non ti preoccupare, la Terra saprà ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 27/10/2011 ore 08:3
Sono preoccupanti per chi ... non vede "oltre" ;))) IN realtà non sono nè 'male' nè bene' ma solo ...... 'giusti' !!!
Rispondi
Re: Non ti preoccupare, la Terra saprà ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 12:1
certamente alla fine tutto ritorna all'equilibrio (e da cio' uno puo' anche imparare delle cose e assumere un atteggiamento di giusto distacco), ma se riusciamo a tornare all'equilibrio con minor possibile spreco di vite, e' meglio... la morte, la sofferenza sono oggettivamente preoccupanti, debbono addolorare anche chi vede "oltre".. essere cinici o fatalisti non e' "oltre" (parlo in generale, ispirato dalle tue conclusioni, non mi sogno minimamente di rivolgermi alla tua persona...)
Rispondi
Re: Non ti preoccupare, la Terra saprà ...
di perrynason [user #17170]
commento del 27/10/2011 ore 15:2
Certo, sono preoccupanti per noi che non vediamo oltre. Se noi conbiniamo casini il pianeta si modifica con le sue logiche, che ovviamente non tengono conto della nostra presenza, esattamente come noi non abbiamo tenuto conto della sua. Dunque dovremmo uscire dalla logica del tempo come lo percepiamo noi umani, che per il pianeta sono solo attimi, e imparare a vedere ben più lontano.
Rispondi
Bel Diario
di jebstuart [user #19455]
commento del 26/10/2011 ore 23:4
Un gran bel Diario, Fenice .... ;-)))) Molti hanno commentato prima di me, e bene. In questo frangente, come praticamente in ogni altro, mi tornano in mente le parole dell'Uomo di Nazareth. Mi pare che una volta disse che la soluzione di tutto stia nel concetto di non fare mai agli altri quel che non si vorrebbe ricevere da loro. E, di conseguenza, non negare mai loro quel che da loro si vorrebbe ricevere. Credo che sia riuscito a riassumere in una decina di parole diversi trattati di Etica e di Antropologia. Un comunicatore divino, effettivamente :-)
Rispondi
Re: Bel Diario
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 00:3
Ehehe... è vero. Basterebbe così poco, del resto. Chissà perché però siamo sempre tentati di portare al limite la sopportazione degli altri, e perseverare fino a quando finalmente la perdono. Insomma, ci proviamo sempre a guadagnare qualche centimetro di terreno a scapito di qualcun altro. Magari capita che non se ne accorge ;-)))))
Rispondi
Scusa tu dove abiti?
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 27/10/2011 ore 09:5
Scusa tu dove abiti? Per capire la percezione che hai del fenomeno.
Rispondi
Re: Scusa tu dove abiti?
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 11:1
Abito sul pianeta Terra :-DD La mia era una considerazione globale, non regionale... nel senso che il fenomeno in realtà si sviluppa eterogeneamente, come diceva Oliver ci sono zone ad alta concentrazione di persone e altre che a primo impatto sembrano quasi deserte. Comunque sì, l'aumento demografico è percepibile anche a livello urbano (anzi, direi soprattutto). Io abito in pronvincia di Torino, e in effetti dopo ventuno anni trascorsi sempre nella stessa città si possono riscontrare dei significativi cambiamenti.
Rispondi
Re: Scusa tu dove abiti?
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 27/10/2011 ore 11:3
Lasciando a parte il buonismo (che sia di sinistra o cattolico) Il problema non si risolve ospitando la gente qui. Ammassarsi tutti in un posto non ha senso. Bisogna migliorare le condizioni di vita nei posti in cui vivono le persone e che le spingono a spostarsi. Io vivo a Milano e ogni giorno che passa fa cagare sempre di più. Piena di gente che non sa come sbarcare il lunario.
Rispondi
Re: Scusa tu dove abiti?
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 11:4
Certo. Questo è un altro tipo di problema. Come ho detto a Salvog un po' più su, sarebbe bello avere sotto i piedi un mondo su cui poter vivere, e non da cui dover fuggire. Qualcosa forse si sta muovendo in questo senso... È una fase lunga però.
Rispondi
Pianta un albero
di simonec78 utente non più registrato
commento del 27/10/2011 ore 11:0
Il problema non è la sovrapopolazione. Infatti ci sono risorse e spazio per oltre il doppio della nostra popolazione. La vera questione è come queste persone intendono alimentarsi e quanta energia intendono consumare (e perché). Il discorso è piuttosto semplice. Se tutti vivessimo con lo stile di vita europeo e soprattutto americano le risorse si sarebbero già esaurite da un pezzo. Oggi la principale causa di deforestazione (che in definitiva è il vero problema) e di desertificazione è l’ allevamento animale. E’ un dato di fatto che le foreste stanno scomparendo a causa di alcuni governi (soprattutto brasiliano) e da naturalmente chi crea la domanda, che acconsentono alla sparizione delle foreste per far spazio a pascoli ed allevamenti che inquinano le falde acquifere con liquami ed ormoni e lasciano i terreni desertici. Oltre alle emissioni di metano e co2 che con tutta evidenza contribuiscono a creare enormi squilibri nell’ intero eco-sistema senza la possibilità di ricambio su grande scala data dagli alberi delle foreste secolari. Un semplice dato : per produrre un kg di carne vengono usati in media 15 kg di cereali. Non solo, lo spazio usato a pascolo avrebbe una resa 25 maggiore se usato per la coltivazione di alimenti. Il discorso energetico non è molto differente e non è il caso diaffrontarlo qui, ma le considerazioni sono piuttosto simili. Purtroppo il processo è già in atto e siamo noi a dover tirare il freno e quello che viene chiamato per comodità “catastrofismo” lo chiamo capacità di visione e presa di coscienza. L’ ottimismo lo chiamo irresponsabilità. La soluzione purtroppo o per fortuna coinvolge la sfera personale di ogni individuo. Va limitato al massimo il consumo di carne importata e d’ allevamento, e se proprio non si riesce a cambiare dieta con lì eliminazione completa, almeno cercare prodotti di allevamento sostenibile. Discutere di queste cose senza una reale intenzione di cambiamento è ricerca di un’ aleatoria auto-giustificazione. Senza un seguito pratico a queste chiacchiere si rischia solo di perdere energie ed il discorso, pur apprezzabile, rischia di essere addirittura fuorviante. L' essere umano ha il brutto vizio di credersi al centro del pianeta e di credersi l' essere più evoluto.
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 11:3
** La soluzione purtroppo o per fortuna coinvolge la sfera personale di ogni individuo ** Mi trovi d'accordo: secondo me il punto è proprio questo. Al di là di tutte le considerazioni politiche/sociali/ambientali/economiche, se non è l'Individuo a prendere coscienza della necessità di gestire con cognizione i propri spazi tenendo conto del numero crescente della popolazione, non se ne viene fuori. È necessario, in altre parole, un cambiamento ideologico. Non è per niente facile, però ;-) PS: che l'uomo sia l'essere vivente più evoluto su questo pianeta è un dato di fatto... che sia autorizzato a distruggere il luogo in cui abita un po' meno ;-)))
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Re: Pianta un albero
di simonec78 utente non più registrato
commento del 27/10/2011 ore 13:1
E' un argomento a cui tengo molto. Mi dispiace ma non esistono evidenze scientifiche sulla nocivià di una dieta vegana. Anzi la totale eliminazione di colesterolo non può che fare bene. Sono vegano (da non molto, anche se vegetariano da tempo) , sono vivo e sto benissimo. L' unica carenza riconosciuta è la vitamina b12 che peraltro non viene assimilata neppure con la carne o latticini dai carnivori dopo i 50 d' età. E' peraltro assai facilmente integrabile, tant'è che viene ormai comunemente aggiunta nel latte di soia comunemente in commercio. Lasciando per un attimo da parte l' etica (la mia posozione è assai simile a quella di Yaso). Da tempo questo tipo di soluzione viene indicata come la più adatta a problemi distanti solo in apparenza. Cui la sovrapopolazione è strettamente collegata. E' una soluzione semplice, non per questo facile. Buona fortuna.
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 13:3
Io non sono un esperto in materia, ma ho dei dubbi riguardo la totale mancanza di assimilazione di alcune sostanze. Copio e incollo le funzioni del colesterolo: - Il colesterolo è un ingrediente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali: si inserisce fra i due strati di fosfolipidi orientandosi con il gruppo -OH vicino alle teste polari dei fosfolipidi, diminuendo così la fluidità del mosaico (vedi Modello a mosaico fluido) ma aumentando la stabilità meccanica e la flessibilità delle cellule. Così facendo però diminuisce la permeabilità a piccole molecole idrosolubili. - Assieme con molecole proteiche il colesterolo regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare. - Crescita e divisione cellulare non sono possibili senza colesterolo. - Il colesterolo è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidei come aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo ecc. (vedi ghiandole surrenali e della vitamina D). - Il colesterolo è essenziale per lo sviluppo embrionale: le malformazioni di neonati dopo la somministrazione di Contergan alle madri erano causate da un disturbo nella biosintesi di colesterolo. - Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per la produzione di bile, una sostanza secreta nel duodeno che serve a emulsionare i lipidi alimentari per renderli assorbibili dall'intestino tenue. Gli eccessi, poi portano ovviamente a delle complicazioni. Ma in Medicina anche le carenze creano problemi. Mi viene in mente ad esempio la carenza di ferro, ecc. In sostanza, il vegetarismo può essere una scelta (ci mancherebbe altro), non lo vedo però come una soluzione su ampia scala. Traspare la particolarità dell'uomo di scegliere come cibarsi, ma non riesce a cambiare una necessità dettata dalla Natura. Ciao! :-)
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Re: Pianta un albero
di simonec78 utente non più registrato
commento del 27/10/2011 ore 13:4
Potrei copia incollare molte cose anch' io da fonti mediche. Il colesterolo non è solo di un tipo, e viene prodotto anche dall' organismo (quello che serve). Come già ripetuto poi è un evidenza che la conformazione di un apparato digerente umano non è assimilabile a quello dei carnivori. Eventualmente a quello degli onnivori carnivori assai occasionali. Detto questo in un allevamento di 50000 capi pompati ad ormoni non c'è nulla di naturale. Questo è il vero problema. Puoi scegliere certo, però è un' evidenza la validità come soluzione (a mio modo di vedere l' unica praticabile). Sicuramente più delle chiacchiere. Peraltro avrai certo letto nei miei commenti precedenti che, al di là della mia opinione, il ritorno ad un sistema di consumo sostenibile (il porco, la gallina ecc..) oltre che "sana" è una prospettiva realistica. Rinunciare completamente alla carne non è facile e richiede molta attenzione agli abbinamenti. Traspare molta disinformazione e ci vorrebbe un programma educativo a riguardo. Ad esempio qualunque vegetariano sa che è fondamentale abbinare le proteine ai cereali per la loro massima resa, mi parlavi del ferro. Un' ottima fonte è il cacao amaro abbinato alle vitamine (succo d' arancia), che faccio dopo ogni donazione di sangue (che faccio da tempo senza problemi e le mie analisi sono praticamente perfette). Tutta questa attenzione spesso porta ad un' alimentazione assai più equilibrata del carnivoro che si nutre "a caso" convinto di assimilare tutto ciò che gli serve. Poi ti dico, non ho interesse a convincerti perchè sono scelte molto personali.
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Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 11:4
risposta per me perfetta... la soluzione principale da adottare prima possibile e in piu' larga scala possibile e' il vegetarianesimo... un carnivoro, per ottenere lo stesso nutrimento di un vegetariano, spreca dieci volte in termini di risorse... consideriamo anche che una bistecca costa mille litri d'acqua... (la sovrappopolazione e' un falsco problema, sono sovrappopolate le citta', ma sono intervallate da immense zone senza umani o quasi, e questo in tutto il mondo)
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 11:4
Su questo, invece, non posso essere d'accordo. L'essere umano è onnivoro. Non è certo consumando esclusivamente vegetali che si risolve il problema della distribuzione delle risorse. Che, per inciso, sono sufficienti. Tempo fa avevo letto un documentoin in cui erano spiegati dei validi motivi per cui la dieta vegetariana (o peggio ancora, vegana) non poteva essere considerata una buona dieta.
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 11:5
===L'essere umano è onnivoro=== l'apparato digerente dell'essere umano e' affine a quello degli animali erbivori, non a quello dei carnivori.. e' lungo e, quando ingerisce carne, passa un sacco di tempo ad assorbirne le tossine, cosa che quello corto degli animali carnivori non fa, assorbe il poco nutrimento e poi espelle. Certo possiamo mangiare carne, ma il fatto che non sia, per noi, naturale e' dimostrato da quante malattie cio' comporta. dall'alzheimer, alle malattie vascolari, agli scompensi cardiaci, al parkinson, al cancro... ===Non è certo consumando esclusivamente vegetali che si risolve il problema della distribuzione delle risorse=== la questione e' molto semplice.. un carnivoro per ottenere lo stesso nutrimento di un vegetariano deve sprecare dieci volte di piu' in termini di risorse.. e infinitamente di piu' in termini di consumo di acqua (una bistecca = mille litri) oltre a questo l'allevamento degli animali da carne e' considerato la causa di piu' della meta' degli scompensi ambientali.. ====Tempo fa avevo letto un documento=== evidentemente e' un documento scritto da un incompetente o da qualcuno motivato da qualche interesse, perche' io sono vegetariano dalla meta' degli anni 80, perche' in italia in decimo degli italiani si dichiara tale, perche' numerosissimi artisti, scienziati ed intellettuali del passato e del presente lo sono ecc. ecc. nel senso che essere contro il vegetarianesimo era possibile trenta o quaranta anni fa quando, in occidente, non era vegetariano quasi nessuno... oggi e' totalmente fuori dal mondo... questo e', principalmente, il cambiamento personale che dobbiamo operare su noi stessi... e non accenno al fatto etico... un animale cos'ha di cosi' diverso da me e da te per poter essere autorizzati, tranquillamente, ad ucciderlo per mangiarlo, mentre, giustamente, quando si tocca un uomo si compie un delitto?
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 12:1
Tempo fa avevo letto un documento... di un Medico :-) La dieta vegetariana non compensa a 360° il nostro fabbisogno alimentare. Talvolta, può essere anche pericolosa (può dare scompensi pari a quelli di un'alimentazione composta esclusivamente da carne..). Il fatto etico è un problema spinoso, e senza via d'uscita. ** un animale cos'ha di cosi' diverso da me e da te per poter essere autorizzati, tranquillamente, ad ucciderlo per mangiarlo, mentre, giustamente, quando si tocca un uomo si compie un delitto? ** Un animale può costituire un elemento della nostra catena alimentare, mentre a livello sociale non costituisce un elemento di rilievo tale da essere incluso e tutelato da un ordinamento giuridico.
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 12:2
===Tempo fa avevo letto un documento... di un Medico== capisco... ma quando l'evidenza dei fatti supera pareri anche scientifici, si da retta all'evidenza dei fatti. Oppure sono morto e non me ne sono accorto e con me le centinaia di milioni di veg in tutto il mondo? fra l'altro, medico per medico, noi abbiamo avuto il ministro della sanita' vegetariano, oltre tutto oncologo di fama internazionale.. ===Il fatto etico è un problema spinoso, e senza via d'uscita== mica vero.. se ne puo' uscire smettendo di mangiarseli, di utilizzarne le pelli per vestirsi.. hai voglia... ====Un animale può costituire un elemento della nostra catena alimentare, mentre a livello sociale non costituisce un elemento di rilievo tale da essere incluso e tutelato da un ordinamento giuridico. == certamente , ma questo non e' un perche', non spiega perche' qualcosa e' da considerarsi lecita... anche i nazisti avevano creato un corpus di leggi che permetteva loro di sterminare gli ebrei, ma mica era giusto... ::: ::: :: ::: ::: insomma.. leggo sopra da parte di tutti l'esortazione a farsi in prima persona carico del cambiamento, piuttosto che aspettare (improbabili) soluzioni da parte di "terzi"... il vegetarianesimo/veganesimo SONO una soluzione, forse la piu' efficace... oppure ritorniamo al bar e chiacchieriamo ancora dei mali della terra, quando ci saremo stufati, parleremo di altro.. per esempio lunedi' e' ripartito il grande fratello...
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 12:3
In effetti siamo andati un po' O.T. :-) L'argomento del mio Diario ruotava attorno alla crescita demografica. Al di là di tutte le considerazioni politiche/ambientali/ecc, noi (esseri umani) siamo pronti ad accogliere (a livello umano) potenzialmente il doppio, il triplo, il quadruplo di persone? Come ci comportiamo? Come gestiamo il nostro spazio? Siamo disposti a condividerlo? Mi interrogavo sul tipo di rapporto che noi, abitanti di questo mondo, abbiamo con i nostri simili in una situazione tutto sommato abbastanza inedita.
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Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 12:4
a me non sembra che siamo andati fuori argomento... perche'? perche' i problemi dell'aumento della popolazione, o di spostamenti di popolo da un luogo all'altro della terra, hanno sempre a che vedere con come gestiamo le risorse .. se c'e' meno da mangiare per tutti.. sussiste il problema.. se, invece, possiamo vivere tutti alimentandoci in modo equilibrato, in salute, con un certo benessere condiviso, in un ambiente salvaguardato.. i problemi sono risolti...
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Re: Pianta un albero
di Oliver [user #910]
commento del 27/10/2011 ore 12:4
***Certo possiamo mangiare carne, ma il fatto che non sia, per noi, naturale e' dimostrato da quante malattie cio' comporta. dall'alzheimer, alle malattie vascolari, agli scompensi cardiaci, al parkinson, al cancro...*** L'essere umano ha sempre mangiato ANCHE carne, non è un alimento inadatto. Anzi, ho sentito molte volte diversi medici sostenere che l'organismo umano non sia in grado di sintetizzare alcune proteine, che devono essere ricavate dalla carne animale. Se sia vero o meno solo uno specialista può dirlo - forse: quando si parla di alimentazione se ne sentono di tutti i colori anche da parte degli studiosi. La discussione non avrà mai fine. Di sicuro però l'apporto di proteine animali ha un'importanza notevole nei primi anni di vita e nella fase di crescita. Il vero problema è che nella società occidentale moderna se ne mangia uno SPROPOSITO, senza un briciolo di ragionevolezza e buon senso. E' l'eccesso che causa i problemi, non la carne in sè. Anche se ci si ciba eccessivamente di vegetali con caratteristiche peculiari (particolare ricchezza di zuccheri, amidi, sali o chessò io) il nostro apparato digerente si affatica, il metabolismo ne risente e l'organismo può subire un danno. ***evidentemente e' un documento scritto da un incompetente o da qualcuno motivato da qualche interesse, perche' io sono vegetariano dalla meta' degli anni 80, perche' in italia in decimo degli italiani si dichiara tale, perche' numerosissimi artisti, scienziati ed intellettuali del passato e del presente lo sono ecc. ecc.*** Premesso che non ho assolutamente nulla contro i vegetariani (e, per inciso, a casa mia si mangia per scelta pochissima carne), però si potrebbe facilmente obiettare che: - non so quanti anni avessi all'epoca, ma scegliere di essere vegetariani dopo le fasi critiche dello sviluppo ha delle conseguenze (se ne ha, ovviamente) sicuramente meno drastiche. - vero che molti vegetariani stanno benissimo, però si può dire altrettanto molti carnivori. Allo stesso modo si potrebbe evidenziare il numero di persone vegetariane che hanno manifestato dei problemi, ma in entrambi i casi non credo che sia possibile ottenere dei dati statistici oggettivi, per cui rimangono sostanzialmente convinzioni personali. E, ne convengo, chi è motivato da qualche interesse ci marcia, su questo fatto. Da ambo le parti, mi pare. ***un animale cos'ha di cosi' diverso da me e da te per poter essere autorizzati, tranquillamente, ad ucciderlo per mangiarlo, mentre, giustamente, quando si tocca un uomo si compie un delitto?*** Argomento complicato ed insidioso. Etica e biologia fanno spesso a cazzotti. Anche perchè la natura ha le sue leggi, i suoi equilibri, ma su larga scala, mentre la nostra etica è focalizzata su una visione antropocentrica ed egoistica. Quando si parla di queste cose, mi chiedo sempre "perchè la vita di un animale vale più della vita di un vegetale?". E' vita, punto. Il principio (anche con la maiuscola, se vogliamo) è sempre lo stesso, la base è la medesima. Ma quando facciamo delle scelte siamo noi a porre dei paletti artificiali: in questo caso specifico, pare che il parametro che dovrebbe fare da spartiacque sia il fatto se l'essere vivente si procuri l'energia di cui ha bisogno per vivere attraverso la clorofilla o l'emoglobina, che tra l'altro sono molecole estremamente simili (in discussioni ancora più spinte, l'esistenza o meno di un sistema nervoso, o il suo grado di sviluppo). Basta davvero questo a stabilire se una forma di vita è sacrificabile oppure no? Mi sembra una bella forzatura. Mi sono accorto di essere sostanzialmente OT....
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 12:5
caro oliver... non e' piu' possibile da molti anni parlare in questi termini di vegetarianesimo.. in italia, ribadisco, la statistica parla di un vegetariano su dieci... come si puo' pensare che si possa trattare di un'alimentazione nociva o dannosa se portata avanti da bambini o fatti del genere? il numero di vegetariani e vegani in questo mondo e' cosi' elevato da non permettere piu' obiezioni del genere... un'altro punto e' quello di portare avanti argomenti contro la discriminazione, per poi voler creare problemi a tutti invece che solo a qualcuno. nel senso che se mi dici di volerti astenere anche dall'uccidere piante e decidi, che so, di mangiare solo frutta caduta dall'albero.. ok.. ma non puoi portare il tuo "argomento" per continuare ad uccidere le piante e in piu' gli animali... sarebbe come voler convincere hitler a gassare, per "giustizia", non solo ebrei ma anche cattolici, buddhisti,islamici, induisti e taoisti.. in ogni caso non c'e' problema.. se hai a cuore la vita delle piante DEVI certamente cessare di mangiare carne, dato che da vegetariano di piante ne uccidi "tot", da carnivoro ne uccidi, per ottenere lo stesso nutrimento, "tot" x 10... piu' l'animale che ne ha mangiate per nutrirsi fino all'esecuzione nel mattatoio... ===ma in entrambi i casi== la dimostrazione della nocivita' della carne e' il fatto che anche i medici piu' attaccati a tale tipo di alimentazione, quando uno presenta problemi di qualche tipo, non dicono mai di aumentarne il consumo, ma di ridurlo.. spesso considerevolmente... .. i piu' accaniti sostenitori, anche nei grandi mezzi di informazione, parlano della carne come di qualcosa che non risulta poi cosi' nociva se consumata SOLO una o due volte a settimana... :-)
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Re: Pianta un albero
di Oliver [user #910]
commento del 27/10/2011 ore 14:2
Sul consumo della carne sosteniamo la stessa cosa: deve essere comunque poca (e magari sana...), UNO degli alimenti e sicuramente non tra i predominanti. Le quantità insensate ai quali il boom economico ci ha abituati, facendo diventare la carne uno status symbol, sono pura follia. Riguardo all'ottica "percentuale", cioè che mangiando carne si mangia (o si distrugge) anche tutta la componente vegetale che è servita a produrla, è vero e ne sono consapevole. Ma, mantenendo un equilibrio sensato, non ha nulla di innaturale. Nella piramide alimentare ci sono vegetali (produttori), erbivori e, arrivati in cima, i consumatori di terzo ordine. Non si può dire che un'aquila sia "immorale" perchè si ciba esclusivamente di carne. Ogni organismo fa tutto il possibile per sopravvivere e tramandare il proprio corredo genetico, con ogni mezzo consentito dalla natura. Nel far questo, contribuisce a creare e mantenere un equilibrio (dinamico). L'unico vero problema è che l'uomo -animale debolissimo ed inadatto- bara, in quanto usa a sproposito un'arma imbattibile di cui lui solo può disporre (spesso, come in questo caso, male), prevaricando qualsiasi altra forma di vita, dal virus in su, e ritenendo di non dover pensare troppo alle conseguenze delle proprie azioni... e questo atteggiamento a-culturale, purtroppo, è stato grandemente rinforzato ed incoraggiato da alcune interpretazioni religiose, cristianesimo in primis.
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 14:4
===Sul consumo della carne sosteniamo la stessa cosa: deve essere comunque poca== no.. io non sostengo la stessa cosa.. sarebbe come sostenere che poche sigarette fanno bene e che le vittime di pochi omicidi dovrebbero essere piu' felici di quelle di omicidi numerosi. Certamente, per chi mangia carne sempre e per il mondo, una fortissima diminuzione di tale consumo, sarebbe un notevole miglioramento... ===mantenendo un equilibrio sensato== questo equilibrio "sensato" non esiste.. forse il consumo di carne potrebbe non nuocere al mondo se fosse praticato solamente da qualche tribu' nel profondo delle foreste ===Non si può dire che un'aquila sia "immorale" perchè si ciba esclusivamente di carne==== a parte il fatto che un'aquila e' di fatto impossibilitata a non alimentarsi in questo modo, gli animali non sono morali, gli umani, quelli civilizzati, dovrebbero volerlo essere. Io e te, in questo momento, stiamo relazionando in un certo modo proprio perche' il vivere da semplici "animali" non ci interessa e non ci riesce... il tutto considerando che il fatto che possiamo mangiar carne e' del tutto fantasioso definirlo come naturale.. anche le mucche possono ingerire alimenti animali, ingrassare e crescere... ma poi ne vediamo le conseguenze... concordo sulla parte finale del tuo messaggio.. e il rimedio risolutivo esiste... ne stiamo parlando.. :-)
Rispondi
Re: Pianta un albero
di Oliver [user #910]
commento del 27/10/2011 ore 15:1
***no.. io non sostengo la stessa cosa..*** E' vero, sono io che avevo interpretato frettolosamente alcune frasi. ***questo equilibrio "sensato" non esiste*** vero, nel senso che siamo noi a cercare un senso. La natura ce l'ha già un senso, noi (non io e te :) vogliamo imporre il nostro. ***Io e te, in questo momento, stiamo relazionando in un certo modo proprio perche' il vivere da semplici "animali" non interessa...*** Vero, e positivo. Però il fatto di non considerarsi semplici animali è spessissimo alla base dei problemi più gravi :) ***il fatto che possiamo mangiar carne e' del tutto fantasioso definirlo come naturale..*** Questo non lo condivido, mi pare che non ci siano basi oggettive per affermarlo. Basta osservare la struttura della dentatura umana, o dei primati in generale, che non è da "puro erbivoro", ed è il risultato di milioni di anni di evoluzione.
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 15:2
se vuoi... approfondisci... il problema e' grosso e il beneficio che puo' essere introdotto diventando vegetariani e' notevole... le chiacchierette merita farle su argomenti piu' frivoli...
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Re: Pianta un albero
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 27/10/2011 ore 19:1
***il fatto che possiamo mangiar carne e' del tutto fantasioso definirlo come naturale..*** Una recente analisi sulla mummia di Otzi (5000 anni) ha constatato che l'uomo avrebbe mangiato carne di stambecco, cereali, pezzi di foglie, mele, ali di insetto... Una dieta tutto sommato variegata :-)
Rispondi
Re: Pianta un albero
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/10/2011 ore 19:2
certo... ma non necessariamente naturale o naturalmente adatta all'apparato digerente umano.. mica 5000 anni fa erano esenti dalla possibilita' di nutrirsi male... :-)
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Re: Pianta un albero
di simonec78 utente non più registrato
commento del 29/10/2011 ore 05:4
Mi permetto di continuare il discorso. Finite le chiacchiere i problemi restano, e mentre il nostro atteggiamento è risolutivo (mio , di Yaso e di molti molti altri per fortuna) quello della gran parte non lo è. Certo ora la coscienza sta meglio. Ma in realtà basterebbe molto poco. Purtroppo vedo ancora la vecchia concezione che Veg significa mangiare solo erbette condite con un filo d' olio. Il Veg si ingegna e a livello gustativo molte volte ci si guadagna grazie alla scoperta di cibi e modalità di preparazione che prima si ignoravano. Si parlava di piante : personalmente a livello etico il "problema" della vita delle piante me lo pongo eccome. Gran parte delle verdure non presuppone la morte della pianta e gran parte dei cereali vengono colti praticamente alla fine del loro ciclo, quindi non è vero che si uccidono i vegetali. Offende l' intelligenza non vedere che il nutrirsi dei frutti della terra (ed elaborazioni) è immensamente più rispettoso della vita rispetto all' uccisione dell' animale. Probabilmente se si dovesse ammazzare un albero per i suoi frutti molti non li mangerebbero. Personalmente applico la scelta vegan perchè credo nella libera interazione con gli animali senza subordinazione. Anche se questo esula (solo in apparenza) dal discorso ambientale. I moderni allevamenti non hanno alcuna connessione con la possibilità di mangiare carne. Di certo non è così che va eventualmente fatto. Per fortuna le alternative esistono. Il solo consumo consapevole sarebbe già qualcosa. Tutto questo è strettamente legato con il problema della sovrapopolazione umana. Intanto che cercano il pianeta di riserva, fa molto di più un vegetariano in una settimana che centomila BLA BLA BLA in una vita.
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