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Suonare con la testa.

di Jimmy_ver20 [user #23549] - pubblicato il 11 ottobre 2011 ore 11:58

Mi è venuto in mente proprio ieri sera mentre stavo suonando.

Da un punto di vista prettamente tecnico si è abituati a pensare che la musica la facciano le mani, se riesci a suonare più veloce è perché hai le mani più allenate, perché fai 12 ore al giorno di esercizi col metronomo ecc..

Invece ieri mi sono reso conto che spesso la limitazione è la testa!!

Mi è venuto il lampo mentre stavo eseguendo un esercizio col metronomo incrementando la velocità poco a poco: ad un tratto ho avvertito difficoltà nell’eseguire il pezzo, ma a quel punto mi son detto: “hai suonato spesso più veloce di così, perché mai ti succede??”, risposta: “perché quelle volte suonavo più veloce, ma pattern più semplici”. In sintesi le mie mani erano perfettamente in grado di andare ala velocità desiderata ma, data la complessità maggiore del pattern, la testa non gli stava dietro.

Quando eseguiamo le scale per “far abituare le mani” a certe diteggiature, in realtà stiamo facendo abituare il cervello.

Per eseguire rapidamente il cervello deve pensare rapidamente, è quello che si chiama “avere più tempo della musica”, puoi permetterti di pensare ed anche riposare tra una nota e l’altra. Se pensi più lento della musica non riesci ad eseguirla.

E già che ci stavo ho notato sulla mia pelle un altro concetto espresso tempo fa da bend_it in un articolo: per far suonare bene una nota non serve pigiarla forte sul manico, ma è sufficiente pigiarla bene solo in quell’istante in cui si colpisce la corda col plettro.

Ad alcuni sembreranno cose scontate, ma magari ad altri no.


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Ciao, condivido il tuo pensiero. Spesso alcuni ...
di fabiophonic [user #19328]
commento del 11/10/2011 ore 13:0
Ciao, condivido il tuo pensiero. Spesso alcuni pattern non vengono non per problemi di tecnica, ma proprio di pensiero. Strategia di lavoro: esecuzione a tempi lenti, reset per un giorno e quello dopo viene! Con me funziona!
Rispondi
Re: Ciao, condivido il tuo pensiero. Spesso alcuni ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 11/10/2011 ore 14:3
Alla fine l'esercizio l'ho concluso ieri sera stesso, solo che è servito un po' di tempo per abituare la mente a quei passaggi ;-)
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Ripassare mentalmente.
di BananOne utente non più registrato
commento del 11/10/2011 ore 14:1
Mi capita in estate o quando devo affrontare un concerto. Mi concentro su quello che devo suonare ed immagino quello che suono i passaggi e tutto il resto. Ripasso mentalmente e le cose restano. Per imparare invece devo canticchiare e capire bene il passaggio ed una volta immagazzinato in testa, passo alla parte manuale... molte volte me lo immagino il passaggio e poi piu o meno risulta essere giusto.
Rispondi
Re: Ripassare mentalmente.
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 12/10/2011 ore 10:1
questa cosa di "dover poter canticchiare la melodia altrimenti non si impara" succede anche a me
Rispondi
BRAVO ! ;))) Con queste "esperienze " sulla ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 11/10/2011 ore 14:3
BRAVO ! ;))) Con queste "esperienze " sulla tua pelle andrai 'avanti' molto bene * COMPLIMENTONI - fà piacere leggere stì diari !! Avanti tutta - Jimmi vers 20 - LOL SaluTOneS
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E' la testa che muove le mani. Se non riesci ...
di E! [user #6395]
commento del 11/10/2011 ore 15:0
E' la testa che muove le mani. Se non riesci ad eseguire un pattern o un esercizio è perchè è la testa che non lo pensa bene. La mano interviene in modo marginale, al massimo può ostacolarti se non è allenata, ma certo è il cervello che deve essere in grado di portare il dito in quel tasto piuttosto che in quell'altro. Se una frase ce l'hai bene in mente (come sonorità ed articolazione), con poco esercizio riuscirai a suonarla.
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Ok, ne deduciamo che i musicisti più bravi ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 11/10/2011 ore 15:0
Ok, ne deduciamo che i musicisti più bravi sono quelli più intelligenti? ;-)
Rispondi
Tutto nel bene o nel male nella musica è ...
di plettrox [user #6758]
commento del 11/10/2011 ore 15:0
Tutto nel bene o nel male nella musica è nella testa. E di questo ne sono certo, prova ne è che la DISTONIA, di cui soffro, non è una patologia delle mani ma è solo ed esclusivamente in testa. E' la nostra testa che si incasina e non fa più lavorare le mani a dovere, non si riesce più a comandarle come un tempo per suonare. L'essere virtuosi su uno strumento è un processo di miglioramento delle connessioni motorie testa-mani ma parte tutto e si focalizza tutto nella coordinazione motoria del cervello, ecco che la testa è come il motore di una macchina, mentre le mani sono solo la spia del cruscotto (metafora azzeccatissima di chi mi ha in cura per la distonia). Detta a slogan: la testa è tutto.
Rispondi
Re: Tutto nel bene o nel male nella musica è ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 12/10/2011 ore 10:2
ciao Plettro, come procede la guarigione?
Rispondi
Re: Tutto nel bene o nel male nella musica è ...
di plettrox [user #6758]
commento del 12/10/2011 ore 12:2
Pian piano e come deve essere miglioro.;)
Rispondi
Il punto è questo: il movimento parte dalla ...
di LadyOwl [user #30921]
commento del 11/10/2011 ore 18:2
Il punto è questo: il movimento parte dalla testa ma tra l'idea iniziale che ha il cervello e quella finale ci sono molti incidenti di percorso. Quindi ci sono una serie di recettori che costantemente informano il cervello sull'andamento dell'azione e questo fa i dovuti aggiustamenti. Quindi vedete come l'azione finale in realtà è il risultato di un andirivieni di informazioni e comandi (se suonate a 200 bpm, immaginate gli impulsi nervosi a quanto vanno!) Ora, se si impara un pezzo nuovo, si usa la parte più esterna del cervello, quella cognitiva; di conseguenza ogni gesto che fate non potrà avere una velocità eccessiva perchè le informazioni cognitive (quelle di cui voi avete coscienza) viaggiano più lentamente. Man mano che il pezzo lo ripetete, in realtà state "sottocorticalizzando" lo schema motorio, cioè il vostro gesto non necessiterà più dell'intervento della corticale (parte esterna cognitiva e cosciente del cervello) ma verrà controllata da strutture più semplici: il vostro gesto sarà automatizzato, ciò vuol dire che necessiterà di una serie di passaggi in meno di controllo e potrà essere più veloce. Vi stancherete di meno nell'eseguirlo perchè l'avrete ripulito di tutta una serie di movimenti parassiti che fanno spendere energia inutile e il tutto risulterà più fluido. Solo una informazione su un milione raggiunge il cervello "cosciente", tutte le altre vengono processate in modo automatico, quindi fintanto che si utilizza la corticale non si potrà che essere lenti. Il sistema nervoso è quello che più risente delle situazioni di stress, tant'è che negli atleti, per misurare il grado di sovrallenamento, si usano dei test mirati proprio alla componente neurologica, che può dare informazioni prima che si arrivi all'affaticamento fisico vero e proprio. Anche se avete mangiato hot dog e patatine fritte il giorno prima, sicuramente ne risentireste... Provate a pensare cosa avete mangiato o se avete dormito abbastanza il giorno prima delle vostre difatte musicali. Scusate la prolissità, ma sono una ciofeca (schiappa) con la chitarra, ma di movimento me ne intendo!
Rispondi
Re: Il punto è questo: il movimento parte dalla ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 12/10/2011 ore 10:1
ammazza che risposta... più lunga e dettagliata del post :-) in pratica hai dato la spiegazione di quello che io avevo semplicemente intuito, bè fa piacere.. adesso sappiamo che per suonare bene occorre una dieta sana e 100 flessioni al giorno :-P
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