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TANTO PER ROMPERE - IL TEMPO DEI MAIALI

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 07 ottobre 2011 ore 10:04

Ero piccolino quando rimasi impressionato dalla goffaggine, dalla sporcizia, dall’appetito da vere “bocche buone” di quell’ondular di carne, di quel mare rosa in continuo movimento che erano i maiali dell’amico Cesare. Erano giorni di pioggia ed essi, chiusi nel recinto, giravano come orgogliosi dei loro stivali di fango, grugnendo di gioia insipida appena tiravo loro qualche mela caduta a terra da tempo, mezza marcia. Ovvio che quelle buone me le facevo io. Li guardavo mangiare. Non solo le mele ma tutto l’esistente intorno che fosse anche lontanamente edibile: l’interno delle pannocchie, le zucchine e altra verdura di scarto, avanzi di cucina, pane vecchio …. Insomma, erano una sorta di ingordi inceneritori naturali che oltretutto non lasciavano alcuna cenere da smaltire; al contrario, trasformavano il pattume in gustosa carne. Cesare mi confidava che erano pure degli amatori alla grande, il che un po’ mi sorprendeva vista la loro natura pigra, molliccia. In questo tempo di deprimente vacuità di mente, di violenza, di insano fagocitar di tutto per tentar di riempire vuoti irriempibili, mi è stato facile pensarlo fortemente ammalato, abitato da uno straripante esercito di uomini avidi e ingordi come i porci dell’amico Cesare, privi di facoltà morali, scimmiottanti malsani stili comportamentali; passanti sopra agli ideali come bulldozer, che consumano tutti e di tutto passeggiando orgogliosamente il tempo nei loro stivali di fango.

E’ doloroso, almeno per me che lo avverto non solo nell’anima ma anche con una qualche irritazione fisica, vivere in questo tempo dei maiali. Molti anni fa l’avrei pensata un’affermazione esagerata e anche ora continuo a dirmi che forse non è proprio così, che si tratta probabilmente di uno sballo momentaneo dei cieli, colpa di anomale tempeste solari o di una micidiale lacerante depressione universale. Poi, però, come una mitragliata di schiaffi, mi arrivano le notizie da questa palla devastata che è il mondo e vorrei essere un albero, una cima innevata, un cavallo; tutto tranne appartenere all’esercito del grugnito, quella massa stupida che calpesta tutto, che fagocita il peggio, che beve il male e si ubriaca di un niente sconfinato. A volte, in un impeto di malsana voglia, indosserei i panni del giustiziere (pur sapendo di diventar più cretino dei cretini) e vorrei far girandola con le mani, piegare il bullismo come una barretta di cioccolata, lisciare il pelo agli stupratori con un vento di carta vetrata, incartare l’arroganza con un foglio allo sterco ma poi, fortunatamente per me, vince la componente di artigiano dei sentimenti, di manovale del rispetto. Qui, mi ripeto e mi ripeto, c’è da aggiustar la bussola, con pazienza, senza metter al muro nessuno, senza far salami dei portatori di vuoto, dei delinquenti d’ogni genere e grado. Ci vorrà molto tempo prima che una nuova chiglia, ben zavorrata di cultura e amore, riporti dritta la barca. Ci vorrà una rivoluzione vera che sappia riplasmare gli ideali corrotti, rimodellare il senso del vivere, ricollocare la ragione nell’attico e l’istinto a pianoterra regalando a quest’ultimo un efficace joystick di controllo. C’è un grande avvilimento quando noto il proliferare di pizze al taglio, paninoteche, venditori di patatine. La tendenza nei giovanissimI è ingurgitare di tutto e di più. Se potessero mangiarsi il telefonino o il casco del motorino, lo farebbero volentieri.

Il paesaggio interiore di molti di loro è pieno di buchi, in stile gruviera e dolorosamente verifico che questo loro sistematico, nevrotico ingozzarsi non li rende meno infelici, più sicuri. Di certo li ingrassa, momentaneamente li gratifica anche, ma il peggio è che li abitua alla pratica della dose calmante della quale non potranno più fare a meno, sia essa fatta di televisione, playstation, droga varia, fumo, patatine al ketchup. Si comportano alla stregua di maialini da ingrasso che alla meglio potranno trasformarsi in gustosi salami. Oppure in seguaci della filosofia del niente, praticanti la sopraffazione nel delirio delle loro teste e dei loro stivaletti infangati. Forse la soluzione sta nel cambiare loro il menù. Con pazienza e con amore bisognerà sostituire le urla con la musica, i gesti bradipi con il senso dell’eleganza, le parole monche con frasi annaffiate di buon senso e qualche goccia di poesia, la volgarità con i gesti e i pensieri leggeri e spumosi. Ci proviamo? E’ un compito da educatori motivati, un compito serio, individuale, che implica dapprima prender le misure a noi stessi, adulti, pesarci per capire cosa e come possiamo fare. Voler bene, sappiamo tutti cos’è e tutti, spero, l’abbiamo già provato. Bisogna tirarlo fuori dagli armadi, strizzare le paure che ce l’hanno fatto nascondere, strapazzare i giorni di carezze. Trovare tenerezze. Qualcosa succederà anche ai maiali.


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Un movimento ciclico ...
di Signor_EMME [user #24839]
commento del 07/10/2011 ore 10:3
Sono così stordito del niente che mi circonda, che non so come abbia forza di prender la penna per rispondere alla tua … Se in questo momento impazzissi, io credo che la mia pazzia sarebbe di seder sempre cogli occhi attoniti, colla bocca aperta, colle mani tra le ginocchia, senza nè ridere nè piangere … Non ho più lena di concepire nessun desiderio, neanche della morte, non perch’io la tema in nessun conto, ma non vedo più divario tra la morte e questa mia vita, dove non viene più a consolarmi neppure il dolore. Questa è la prima volta che la noia non solamente mi opprime e stanca, ma mi affanna e lacera come un dolor gravissimo; e sono così spaventato della vanità di tutte le cose, e della condizione degli uomini, morte tutte le passioni, come sono spente nell’animo mio, che ne vo fuori di me, considerando ch’è un niente anche la mia disperazione. Giacomo Leopardi – Lettera a Pietro Giordani del 19/11/1819
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..senza scomodare Giacomo Leopardi, del quale ...
di zef65 [user #18431]
commento del 07/10/2011 ore 11:0
..senza scomodare Giacomo Leopardi, del quale ho rimosso tutto (così come degli altri poeti fatti imparare passivamente a memoria a scuola) stiamo senz'altro vivendo un ciclo molto oscuro anche se mi sembra che questo sia estremamente profondo e in rapidissima evoluzione: ho potuto vivere gli anni '70 molto marginalmente ma ricordo molto bene mia madre a scuola (liceo) con i suoi allievi in tale periodo: un gran casino, contrasti anche molto forti ma si respirava qualcosa in movimento, voglia di nuovo; solo 30 anni dopo io avverto invece solo una gran cappa opprimente, tutto uguale e massificato e nessuna direzione. Sarò pessimista, avrò letto troppo David Icke :) ma a meno di qualche sorpresa clamorosa non vedo come invertire questa tendenza... Bel post Maurizio :)
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Re: ..senza scomodare Giacomo Leopardi, del quale ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 07/10/2011 ore 16:3
Ti ringrazio! A volte non se ne può proprio più e allora o spacchi tutto (a volte anche per ragioni squisitamente personali) o ti metti buono e cerchi di fare qualcosa. E' dura. Faccio umilmente molto volontariato in cui mi annullo e mi glorifico nel dedicarmi agli altri. Spero serva a qualcosa ma qualche sorriso me lo sono già messo in tasca! Buone cose. Maurizio
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Come non condividere queste ...
di Oliver [user #910]
commento del 07/10/2011 ore 12:3
Come non condividere queste riflessioni... Soprattutto per chi, per pure questioni di età, è arrivato a questo punto avendo prima assaggiato qualcosa di diverso o che, perlomeno, permetteva di ritenere possibile qualcosa di dverso. Si percepisce con sgomento e impotenza questa situazione. Sicuramente dovremmo rivalutare i maiali, quelli veri: pur non dovendo avere una morale, essendo animali, anche se vogliamo antropomorfizzarli sono comunque meno immorali dei maiali umani. L'ultima parte tocca dolorosamente chi ha dei figli, e tende a guardare più in là del proprio, ristretto, orizzonte di vita. E' fondamentale iniziare da loro, vincere l'omologazione al vuoto culturale e sentimentale, aiutarli ad essere Persone. E' il seme del cambiamento. Speriamo che sia sufficiente. Chi rema contro lo fa con forze enormemente superiori, senza scrupoli e regole, è una lotta sproporzionata e fortemente penalizzante per chi invece riconosce le regole, le rispetta e anzi le pretende. ***Ci vorrà una rivoluzione vera*** Spero che un rinascimento culturale sia sufficiente a realizzarla. Purtroppo non ne sono così sicuro.
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Bellissimo diario
di stefano58 [user #23807]
commento del 07/10/2011 ore 14:2
intriso di amarezza da contrastare con la speranza.E l'impegno.L'impegno di tutti, nessuno escluso , senza i se e i ma che ormai corrompono il triste tran tran quotidiano.Stiamo abituandoci a questo"esercito rosa" che impazza alla grande,che forse non ne avvertiamo neanche più il tanfo....vogliamoci bene , cominciando dai nostri vicini prima ancora che a noi stessi, che alla fine ne guadagneremo tutti.Con tanta pazienza ma infaticabile dedizione.Stefano
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Brivido
di jebstuart [user #19455]
commento del 07/10/2011 ore 22:4
Ti conosco da un certo tempo, Maurizio, per aver letto delle tue cose ed ascoltato dei tuoi testi. Se una persona come te esprime queste riflessioni - che sul piano storico-politico sono quanto di più lontano dall'ottuso progressismo e dalla vuota tolleranza "a prescindere" di cui la nostra generazione si è nutrita stolidamente (proprio come i maiali del tuo amico) lungo tutto l'ultimo quarto del secolo scorso, allora vuol dire che il mondo ha tirato veramente la corda. C'è una cosa ancor più tosta che mi preme sottolineare. Il porcile è costituito da Maialoni e Maialini. I Maialoni sono sulle ribalte nazionali ed internazionali, ma i maialini sono tra noi, tra la gente comune. Il guaio grosso, oggi, è che nel porcile c'è molta gente comune. Non per interesse o amor di potere, ma per semplice, crassa, suina ignoranza.
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Certo sono riflessioni amare le mie, ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 07/10/2011 ore 22:5
Certo sono riflessioni amare le mie, purtuttavia ce la metto tutta perlomeno per non sentirmi spettatore passivo. Servirà, non servirà, non lo so. Mi fa molto piacere vedere tanti ragazzi per strada a protestare. Speriamo abbiamo gli ormoni corazzati per proseguire nel tentativo di smantellare le gabbie dove li hanno rinchiusi. Sono uomo di speranza, e quindi spero bene. Diamo loro una mano, con l'esempio, silenziosi se possibile, almeno senza pontificare. Salutoni e buone cose! Maurizio
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Re: Certo sono riflessioni amare le mie, ...
di Oliver [user #910]
commento del 07/10/2011 ore 23:0
Molti giovani sanno ascoltare e queste riflessioni fatte quasi sottovoce, senza ignoranti entusiasmi ma con una positività e una fiducia di fondo che riescono ancora a trovare una crepa nello strato di strame che ricopre un po' tutto il porcile, vanno a segno. Senza bisogno di pontificare, come dici giustamente.
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