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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Tesi sulla storia della Eko

di Dodo87 [user #14799] - pubblicato il 27 settembre 2011 ore 10:23

Cari amici accordiani, 

bazzico questo sito dai tempi in cui era solo un forum, anche se mi sono registrato relativamente tardi. Ho sempre divorato con famelicamente pagine su pagine, e sostanzialmente ad accordo devo la mia cultura in campo chitarristico.

A tempo perso mi è capitato di studiare economia ed ora sono arrivato al fatidico momento di scrivere la tesi.

Volendo conciliare l'utile e il dilettevole ho deciso di studiare il caso Eko, come realtà imprenditoriale geniale, che pur di sopravvivere e di mantenere i posti di lavoro, nei momenti difficili ha sempre saputo innovare e reinventarsi. In un certo senso ritengo che quest'azienda sia l'emblema dell'Italia migliore: quella che lavora, fa fatica a sbarcare il lunario magari, ma tenta in tutti i modi di far tornare i conti; si rimbocca le mani nei momenti duri e risale la china senza far rumore.

Eko è ora uno dei principali distributori di strumenti musicali in Italia, e fa parte di un gruppo vario e creativo che ha saputo creare, nella propria terra natale, un indotto davvero considerevole (si pensi che le winx e la stampa del "resto del carlino " del "corriere adriatico", vengono dallo stesso gruppo della eko).

In questo video documentario https://www.youtube.com/watch?v=Q6JWiRcR9gU&feature=related possiamo sentire direttamente dal fondatore, Oliviero Pigini, il genio imprenditoriale e le allora visionarie idee e fiuto per l'innovazione che contraddistingue la Eko, in vari campi, anche ai giorni nostri. I Pigini, Oliviero prima e Lamberto poi, sono i silenziosi "Steve Jobs" dell'Italia centro-meridionale, che hanno cominciato dalle ceneri dell'impresa dello zio che costruiva fisarmoniche, per arrivare a fondare poi conservatori per lo studio della chitarra e la stampa di giornali per bambini per insegnare loro l'inglese giocando coi fumetti.

Il mio professore, pur ritenedo interssante l'idea di questa tesi, è poco fiducioso sulla possibilità di trovare una adeguata documentazione al riguardo. Lui però non sa che io posso contare su una numerosa famiglia di appassionati "documentati".

Vi sarei quindi immensamente grato qualora voleste aiutarmi a reperire informazioni, qualsiasi tipo di informazioni, riguardo alla Eko. Poi il lavoro chiaramente dovrò farlo io, ma l'apporto di ognuno di voi è importante. Quando magari siete in pausa al lavoro, o la sera vi volete concedere il meritato riposo al computer curiosando nel magico mondo della chitarra e vi imbattete in un documento riguardante la eko, inviatemelo pure senza indugio qui su accordo o via mail o se volete anche coi segnali di fumo.

Grazie in anticipo a tutti quanti vorranno aiutarmi in questo lavoro.

God bless and rock on!


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Non ti posso aiutare direttamente, però ti ...
di robyfranz [user #22846]
commento del 27/09/2011 ore 11:0
Non ti posso aiutare direttamente, però ti consiglio di contattare MAURIZIO PICCOLI, accordiano con un passato e presente di giornalista e storico appassionato di strumenti e cultura musicale in genere (scrive diversi articoli su CHITARRE riguardo in prevalenza strumenti vintage, anche di origine italiana). E' un pozzo di conoscenza in questo campo. Fai la ricerca con nome e cognome sul campo "GLI ACCORDIANI". Ciao.
Rispondi
Re: Non ti posso aiutare direttamente, però ti ...
di Dodo87 [user #14799]
commento del 27/09/2011 ore 11:0
Grazie mille, ora lo cerco :)
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Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare ...
di drako666 [user #29414]
commento del 27/09/2011 ore 14:2
Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare chitarre di qualità non mi pare che sia mai riuscito...
Rispondi
Re: Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare ...
di Dodo87 [user #14799]
commento del 27/09/2011 ore 14:3
infatti non ha mai voluto fare strumenti di alta gamma. La concorrenza degli americani lì era imbattibile. La eko ha sempre puntato a fare strumenti industriali che oggi posizioneremmo nella fascia dei 500-600€, come le epiphone, le squier e compagnia bella. Chitarre da studio per i ragazzi e i complessini beat e qualche chitarra un po' migliore per un utilizzo semiprofessionale. Le prime chitarre importate dalla jugoslavia venivano venduti col nome di "giocattoli musicali italiani", già qui si capisce che si voleva fare un' industria di strumenti economici, non di custom shop.
Rispondi
Re: Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare ...
di Oliver [user #910]
commento del 27/09/2011 ore 14:4
Il ricordo si perde tra le nebbie dei tempi (...), ma mi sembra che la EKO M24 fosse una signora chitarra, da tutti i punti di vista. E costicchiava, pure. Neck-thru-body, tastiera in ebano, hardware in ottone massiccio (in gran voga allora), meccaniche di qualità, pickups DiMarzio (che tutti volevano), splittabili. E pure un intarsio in madreperla sul body. vai al link Era chiaramente ispirata alla Yamaha di Santana, ed era oggettivamente una chitarra di fascia alta, molto apprezzata anche se la sua voce era decisamente scura e profonda. Ora è di nuovo in produzione, ma credo che a parte il nome non ci siano molte analogie (non so come suoni, non l'ho mai provata).
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Re: Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare ...però ricordo una chitarra EKO C 296/S
di FBASS [user #22255]
commento del 27/09/2011 ore 16:4
Io invece apprezzai tanto una chitarra EKO , la C 296/S ( ove S sta per Di Mazio pickup ) da comprarmela e suonaci per molti anni anche se solo a casa; era sostanzialmente una simil ES 335 ( che poi ho comprata, cioè il modelo Gibson ES 335 Studio e black anch'essa ) ma a cassa alta, con attaccacorde e ponte simile alla mia successiva Gibson solo che il ponte ricordava più l'altra mia Gibson , la SG Standard e cioè non Tune-O-Matic, ad un solo pickup Di Marzio al manico e di colore nero compreso retro del manico, con filetto bianco alla cassa, unica cosa che non sono mai riuscito a capire è perchè fare una chitarra Jazz a doppia spalla mancante e non ad una sola, ma suonava bene anche se era una semisolid, certo non all'altezza della succesiva mia Ibanez Artcore AF 85, più simile ad una Jazz Guitar con la sua spalla mancante arrotondata, Franco50. NB) vai al link
Rispondi
Re: Sarà anche un geniale imprenditore ma a fare ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 27/09/2011 ore 16:3
Chiedere delucidazioni all'Equipe 84, ai Rokes, a tutti quelli che hanno avuto per le mani una Ranger 12 corde ...
Rispondi
Hai provato sul sito del vintage italiano e non?
di FBASS [user #22255]
commento del 27/09/2011 ore 14:4
Vai al sito www.fetishguitars.com e lì cerca EKO, vedrai quante cose vi sono, compreso la storia di Oliviero Pigini; io il video che tu citi l'avevo postato già sul vintage EKO per quanto riguarda i bassi serie 500 e Lo Duca Brothers, rivenditori della EKO negli USA, quando chiusero ci fu l'assalto alle rimanenze di magazzino tanto da far diventare la EKO Tiger modello 700 una delle chitarre più ricercate dopo la Scarabeo della Davoli, Franco50.
Rispondi
Re: Hai provato sul sito del vintage italiano e non?
di Dodo87 [user #14799]
commento del 27/09/2011 ore 14:5
eh eh già visto grazie ;) proprio da lì ho pensato di fare questa tesi. Ci sono capitato una volta per sbaglio per vedere come si chiamava un modello simil SG in vetrina in un negozio qui nella zona . Un sito davvero ben fatto e con molte informazioni utili. Ho anche già scritto agli autori per sapere se posso usare il loro materiale e se per caso hanno altri documenti per le mani :)
Rispondi
Tanti anni fa sentii dire che la crisi di Eko ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 27/09/2011 ore 14:4
Tanti anni fa sentii dire che la crisi di Eko produttore di strumenti anche per l'inglese Vox sia nata quando per l'impossibilità di far fronte a tutte le richieste spedivano in Inghilterra anche strumenti non terminati o addirittura legni grezzi. Non so se questa cosa sia vera, comunque spiegherebbe il perchè delle difficoltà incontrate anche da altre aziende nella esportazione di questi strumenti dopo il periodo d'oro. Poi se si vuole dare la colpa alle produzioni orientali e la manodopera a basso costo, all'epoca giapponese e non cinese facciamolo pure.
Rispondi
Re: Tanti anni fa sentii dire che la crisi di Eko ...
di Dodo87 [user #14799]
commento del 27/09/2011 ore 14:5
Infatti è prorpio su quel periodo che si trovano poche informazioni in rete. Non conosco i fatti che dici, ma da qualche parte ci deve essere stato l'inghippo se la eko è stata riacquistata dal fratello di Oliviero pochi anni fà. Eko e Vox, pur essendo solo partner commerciali, sono sempre state legate, nella buona e nella cattiva sorte. Curioso anche questo aspetto. Per caso hai dei documenti/link utili/libri sul fallimento della eko? grazie mille in anticipo :)
Rispondi
Re: Tanti anni fa sentii dire che la crisi di Eko ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 27/09/2011 ore 15:0
No, non ho nessun documento e la cosa che ho scritto potrebbe essere solo una bufala che girava negli anni '80 tra i chitarristi. Non ho nessun prova per dimostrarlo ma spesso anche una notizia non comprovata può determinare la fine di un'azienda. Sarebbe da verificare magari su qualche forum d'oltremanica. Buona ricerca.
Rispondi
una curiosita: in quale materia ti laurei (non ...
di accademico [user #19611]
commento del 27/09/2011 ore 21:5
una curiosita: in quale materia ti laurei (non intendo il corso di laurea, ma proprio l'insegnamento)? La mia impressione personale è che se per unire l'utile al dilettevole devi pescare un argomento di tesi che riguarda indirettamente il tuo hobby, allora significa che non hai ricevuto grandi stimoli e soddisfazioni dal tuo percorso di studi. Insomma la tesi è forse il più alto momento formativo di una carriera di studi, c'è bisogno di scomodare le chitarre per renderlo dilettevole? Non sarebbe più sensato sviluppare una ricerca originale su un tema veramente innovativo per la materia che hai scelto o per il tuo futuro progetto di vita professionale? Scusa se sono diretto ma volevo risvegliare il tuo orgoglio di studente piuttosto che di chitarrista. ciao
Rispondi
Beh, detto in due parole...
di Dodo87 [user #14799]
commento del 28/09/2011 ore 13:0
potrei stare ore a scrivere la risposta alla tua domanda, ma cercherò di condensare ilo tutto in meno righe possibili.inanzitutto facciamo un po' di chiarezza: le materie sono quelle su cui si fanno gli esami, finiti gli esami e la tesi si è laureati in uno specifico corso di laurea, che appartiene ad una facoltà.ci si laurea in un corso (di laurea appunto) non in una materia. Io mi laureo in economia aziendale, che è della facoltà di economia. In realtà la situazione è proprio l'opposto di quella che dicevi tu. mi spiego meglio: l'economia è composta da vari "pilastri" che sono la contabilità, la gestione, la finanza e così via. Nello specifico ho studiato come dirigere un' azienda in particolare sotto l'aspetto della contabilità e della gestione.L'azienda per definizione è un qualcosa che "fa". Non è un caso che la parola "azienda" e la parola "agenda" siano così simili tra di loro. Fare ok, ma fare cosa? E lì entra in gioco lo spirito dell'imprenditore, quello che porta a creare, innovare, cambiare, provare nnuove strade o dedicarsi a percorsi già battuti, più sicuri ma meno eccitanti. Io sono innamorato del mio corso di laurea proprio perchè mi da gli strumenti per dedicarmi ai campi che amo. Chi di noi non ha mai criticato le scelte fatte dai grandi marchi di chitarre riguardo a questa o quella politica? ecco io di lavoro voglio fare proprio quello: vederi che prodotti offro, con quali caratteristiche, parlare con i fornitori, cercare clienti, vedere come innovare, come distinguermi e fare qualcosa di diverso. Se questi prodotti fossero le chitarre (o nel mio caso anche i motori) sarebbe come vincere al lotto e a lavorare ci andrei (quasi) gratis! La mia è una tesi di stampo storico, proprio perchè trovo nel fondatore della eko prorpio quel genio, quel fiuto delle tendenze e quello spirito di sacrificio e innovazione che porta in alto un impresa. Quelle di Pigini sono caratteristiche fondamenteli per l'imprenditore e che non si imparano da nessuna parte. Al di là della tecnica l'istinto o lo si ha oppure no. Se ci fossero più imprenditori alla "Pigini" l'Italia sarebbe un Paese molto più forte e solido. In particolare nella mia tesi vorrei sottolineare come Pigini sia stato dinamico e abbia guidato il marchio eko fuori da varie acque tempestose on successo. Le fisarmoniche non tirano più tanto? i ragazzi vogliono le chitarre elettriche? fanculo le fisarmoniche e facciamo le chitarre elettriche! non sappiamo fare le chitarre elettriche? compriamo le consulenze di tecnici che le sanno fare. La concorrenza si fa troppo agguerrite le nostre chitarre non tengono il passo e alla lunga ci taglieranno fuori? spostiamoci sul business della distribuzione degli strumenti musicali e dedichiamo alle chitarre elettriche un ruolo di secondo piano. Morto pigini la eko ha tirato avanti ancora un po' e poi è fallita. Da qualche anno il fratello ha ricomprato il marchio eko e l'ha fatto rinascere. Ora, nonostante tutto, Eko è tra le prime imprese di distrubuzione di strumenti musicali in italia: ogni marshall, ogni wariwik, ogni steinway, ogni matin, ogni accessorio dunlop che vedi nei negozi di musica sono stati importati e distribuiti da eko. Lo spirito di adattamento che porta a sopravvivere nella jungla del mercato: questo vorrei descrivere. Io vengo dalla zona del mobile d'arte e ti assicuro che se gli imprenditori della zona 20 anni fa avessero avuto solo 1/4 della lungimiranza dei fratelli pigini, ora lavoreremmo tutti molto di più. il 60% dei più grossi mobilieri sono falliti, i piccoli stanno ricevendo il colpo di grazia ora, solo i più svegli (o anche solo più fortunati) sono rimasti in attività e fanno affari. Sono stufo di vedere faraoniche mostre di mobili vuote e ridotte ad un cumolo di calcinacci cadenti. Faccio una tesi storica su Pigini perchè possa essere da esempio e ci aiuti a progettare meglio il futuro, e ci insegni come si gestisce un'impresa e quali siano le vere caratteristiche che deve avere l'imprenditore. ahimè non sono riuscito a stare in un numero ragionevole di righe e chiedo scusa, ma quello che mi spinge è proprio una fervente passione per quello che faccio, oltre che amore per la chitarra.
Rispondi
ho capito, bene. (anch'io ho fatto una tesi ...
di accademico [user #19611]
commento del 28/09/2011 ore 14:4
ho capito, bene. (anch'io ho fatto una tesi storica). ciao e in bocca al lupo
Rispondi
la Eko è a disposizione di chiunque...
di Giovanni_EKO [user #31229]
commento del 10/10/2011 ore 14:5
... voglia scrivere una tesi di laurea (lo facciamo spesso). Quindi, Dodo, intanto grazie per il tuo interesse verso questo Marchio, e mandami pure tutte le domande che vuoi. Ciao! Giovanni Matarazzo Communication & Media Manager – “Oliviero Pigini” Guitar Museum Director Eko Music Group SpA – Elettronica Montarbo srl
Rispondi
Re: la Eko è a disposizione di chiunque...
di Dodo87 [user #14799]
commento del 10/10/2011 ore 18:2
Gentilissimo! purtroppo questa settimana l'ho passata a mettere ordine negli appunti dei corsi, ma il lavoro di recupero informazioni e prime bozze di tesi è ancora nel vivo. La Sua collaborazione è tanto preziosa quanto insperata. Scandagliando il web ero riuscito ad ottenere il suo indirizzo email e, facendo ricorso a tutta la faccia tosta a mia disposizione, mi ero ripromesso di contattarla nel caso in cui le informazioni scarseggiassero. Oltretutto voglio vedere quale docente avrebbe da obiettare riguardo alla veridicità di tale fonte! Il problema sostanzialmente è questo: girando nel web si trovano informazioni che spesso però non vengono ritenute abbastanza fondate per essere inserite nella tesi, o per lo meno creano delle difficoltà per quanto riguarda le citazioni delle fonti e l'autorevolezza delle stesse. Metto in ordine qualche concetto e cercherò di concentrare le mie domande in meno mail possibili in modo da rubarle meno tempo possibile. La ringrazio fin d'ora per la disponibilità. La contatterò per posta. grazie ancora e a risentirci!
Rispondi
Ok: resto in attesa di un contatto e delle ...
di Giovanni_EKO [user #31229]
commento del 12/10/2011 ore 17:1
Ok: resto in attesa di un contatto e delle domande. Nel frattempo, buon lavoro!
Rispondi
tesi di laurea
di remo41 [user #33095]
commento del 22/02/2012 ore 14:0
Molti anni fa si presentò un giovane che doveva discutere una tesi di laurea in ingegneria a Bologna! Non avendo egli i mezzi e non conoscendo aziende metalmeccaniche che potessero aiutarlo, venne da Me, allora direttore della sezione chitarre Eko, era, se non ricordo male, il 1975! Progettammo una macchina unica nella tecnologia delle chitarre, abbastanza complicata ma molto produttiva! Alla fine, dopo la laurea, il "ragazzo" colaborò con me, come consulente per molti anni! Ora è un ottimo professionista nel campo degli impianti solari ed altro! Se hai bisogno, posso aiutarti! remo
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