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Un tabellone desolatamente vuoto

di Martinez53 [user #23272] - pubblicato il 02 settembre 2011 ore 00:45

Ai mondiali di atletica, il medaliere italiano resta (a meno di novità dell'ultim'ora) tristemente e significativamente vuoto. E' un segnale forte della situazione italiana.

Certo non nascono tutti gli anni campioni come Mennea, Panetta, Sara Simeoni, Paola Pigni, Dionisi, Damilano ecc. Ma il vuoto attuale non può passare inosservato e non lasciarci perplessi. Nazioni che noi consideriamo terzo mondo, ci sovrastano dal punto di vista atletico ma anche, e questo è più importante: partecipativo.

Senza scomodare i soliti concetti (tra l'altro veri) che gli uomini e donne di colore sono indubbiamente più forti negli sport di velocità, mezzofondo e fondo, resta il fatto che un conto e vincere, ma è importante anche partecipare, insomma è importante anche esserci.

E... i nostri dove sono?

Semplicemente i "nostri" non ci sono, elementare no?

Del resto in paese che non cura l'educazione dei giovani, vedere in che stato è la nostra scuola, e sopratutto non educa i giovani allo sport è un paese inesorabilmente avviato alla decadenza. Qui il discorso non è: quante medaglie possiamo vincere, ma è quanti dei nostri atleti possono ambire a partecipare, anche sapendo di arrivare ultimi. La terribile realtà è che noi non riusciamo più ad avere atleti in grado di partecipare e questo è inconcepibile.

Eppure pare che tutti, i media in prima fila, non si curino di questo aspetto, privilegiando la mancanza di medaglie come unico argomento degno di nota. Chi ha figli giovani sa quanto sia difficile trovare palestre, piscine, centri sportivi, scuole di sport adeguatamente attrezzate e organizzate. Nel mio passato di preparatore atletico sono venuto a contatto con persone di altissima professionalità e competenza da cui, ovviamente ho imparato tantissimo.

Ora queste persone per ovvi motivi non praticano più, e chi li ha sostituiti?

Posso dire con certezza che oggi il pressapochismo, l'approssimazione e l'ignoranza regnano nei luoghi dove si dovrebbe insegnare lo sport. Anche le scuole di calcio, le uniche a essere numerose sul territorio e ad accogliere la quasi totalità dei giovani (maschi) vivono di espedienti, li spesso si trovano personaggi che si spacciano per allenatori, ma che poi in realtà, non sanno assolutamente quello che fanno. Non va meglio negli altri sport cosidetti minori, anche li per trovare degli allenatori/preparatori degni di questo titolo bisogna rivolgersi a poche e selezionatissime società, il resto è un disastro. In questa desolante situazione che non contempla solo la totale mancanza dello stato, ma anche la carenza di cultura che si sta espandendo come un virus causa la mancanza della scuola in genere, non si vede una via d'uscita. E se le cose stanno così, non ci si può certo stupire di vedere che costantemente in tutte le discipline atletiche la bandiera italiana manca dai tabelloni. Forse di questo sarà contento Bossi, ma gli sportivi italiani credo un po' meno.


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Dici che sia venuto il tempo di migrare? :-)) ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/09/2011 ore 01:2
Dici che sia venuto il tempo di migrare? :-)) Sdrammatizzo ma mi dispiace molto trovare un tuo post che rispecchia quello che ho pensato io vedendo i mondiali di atletica. Alcuni cittadini Statunitensi, apprendendo la notizia della vincita di Bush alle presidenziali, emigrarono in Canada. Forse anche noi sapendo della vincita di Berlusconi alle politiche avremmo dovuto emigrare in ......Svezia?? Sarebbe stato sufficente in Germania. Sarebbe ora di cambiare veramente in questo paese, affidando il timone a persone al di fuori della logica dei profitti e preparata, non politici affaristi ed imbroglioni, alle volte improvvisati come gli allenatori di cui parlavi. Senza togliere nulla a chi per passione, con dedizione cerca di fare qualcosa per la propria comunità. Buonanotte!
Rispondi
Re: Dici che sia venuto il tempo di migrare? :-)) ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 01:2
Notte Jimmi
Rispondi
Re: Dici che sia venuto il tempo di migrare? :-)) ...
di superloco [user #24204]
commento del 02/09/2011 ore 10:5
direi....di SI
Rispondi
l'ho notato anche io
di stefano58 [user #23807]
commento del 02/09/2011 ore 07:4
ieri al lavoro , sfogliando il giornale e non vedendo nel tabellone in nome italia , ho pensato ad un errore.E invece.....c'erano nazioni che neanche conoscevo , ma noi no.....che amarezza ! Ma forse meritiamo , come paese , di scomparire da tutti i tabelloni.....ciao :-)))))))))))))
Rispondi
Ehhh già
di xstrings utente non più registrato
commento del 02/09/2011 ore 09:0
Credo che oltre al tuo discorso sulla competenza dei preparatori ci sia da fare un'altro tipo di ragionamento ossia il fatto che in Italia purtroppo il 95% dei giornali e programmi sportivi parla solo ed esclusivamente di calcio mentre molti altri sport vengono definiti "minori" quando per me non lo sono ma semplicemente li hanno fatti diventare tali. Un maschio appassionato di sport viene bombardato fin da piccolo con questo mito del calcio ma dove mettiamo sport splendidi ed altrettanto nobili come la pallacanestro, la pallavolo o l'atletica? L'unico motivo per cui ultimamente si parla anche di nuoto è dovuto al gossip che si è interessato alle vicende sentimentali di una ragazzina di 23 anni la quale semplicemente sta vivendo le sue storie amorose come qualunque altra persona della sua giovane età.....che poi detto tra noi ma chi cavolo se ne frega se tizia sta con caio che la tradisce con sempronia! Hai ragione a dire che le scuole non incentivano sufficientemente i giovani ad avvicinarsi al mondo dello sport, è un vero peccato anche perché oltre ad essere educativo imparare certe discipline bisogna considerare quanto sia importante per il fisico. Oggi invece molti ragazzini si rimbambiscono di fronte alla Playstation piuttosto che uscire e praticare qualche sanissimo sport e così facendo col cavolo che riusciamo a scovare i giovani talenti che potrebbero apparire su questo desolante tabellone.
Rispondi
Re: Ehhh già
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 09:5
Il discorso sulla competenza degli allenatori era solamente una parte del discorso. Sostanzialmente il problema nasce dall'indirizzo scolastico e dalle famiglie, entrambi sono portatori di ignoranza. Quando ancora praticavo mi capitavano spessissimo mamme, ma anche dei papà che portando i figli in palestra la loro unica preoccupazione era: "MI raccomando non me lo faccia sudare..." Il discorso del calcio non va demonizzato, il calcio è uno sport bellissimo, completo come se non di più del nuoto e come tutti gli sport di squadra, molto formativo caratterialmente. Il calcio è uno dei pochi sport che non avendo un solo gesto atletico caratteristico, ma mille, è difficilissimo da insegnare e da allenare. Però è stato devastato dal businness e ora NON è più uno sport.
Rispondi
Re: Ehhh già
di xstrings utente non più registrato
commento del 02/09/2011 ore 10:1
Non era mia intenzione demonizzare il calcio, dico solo che si parla esclusivamente di quello soffocando così tutto il resto. Comunque io responsabilizzerei maggiormente scuole e genitori, sono le due principali fonti di formazione di giovani.
Rispondi
Re: Ehhh già
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 11:3
Certo avevo capito... concordo in pieno. Ciaux
Rispondi
Un tabellone vuoto..
di janblazer [user #26680]
commento del 02/09/2011 ore 09:2
Ciao Aldo.. io sono tesserato F.I.D.A.L. Federazione Italiana di Atletica Leggera da anni e anni.. Ho partecipato e ancora adesso partecipo a gare di Campionato Provinciale e Regionale di corsa su strada.. fondo e mezzofondo.. Vedo come te la desolazione nelle categorie giovanili.. mentre nelle categorie dai 40 anni in su c’è tutto il mondo.. Hai ragione su tutta la linea trovando responsabilità nelle Istituzioni e nelle Organizzazioni che dovrebbero prendersi cura dello Sport però.. se mi permetti c’è anche un però… Lo sport è fatica.. è rinuncia.. è farsi il mazzo.. è rispettare orari dieta riposo e allenamenti.. Non voglio essere quello che generalizza dicendo che i giovani d’oggi non sanno cos’è l’impegno però.. se i posti di divertimento sono pieni e le piste di atletica vuote.. diciamo un fifty-fifty di colpa è da attribuirsi anche ai ragazzi.. Se qualcuno è figlio d’arte.. nel senso che ha i genitori che hanno praticato sport.. magari c’è la possibilità che venga indirizzato o invogliato a praticare attività sportiva.. se no..l’è dura.. Io vado tutti i mercoledì alla pista di atletica con il mio gruppo.. non ho mai.. mai.. mai visto un giovane sotto i 40 anni allenarsi.. Io per primo ho cominciato a fare sport non giovanissimo.. prima il mio sport preferito era il cazzeggio no stop.. Devo dire che la scuola è stata fondamentale nel mio iniziale odio verso l’attività sportiva.. ho sempre avuto professori di educazione fisica che seguivano i pochi studenti con un po’ di predisposizione.. lasciando allo sbando noi poveri mingherlini e poco atletici.. Se arrampicarmi su una pertica doveva servire a farmi amare lo sport.. mon dieu.. non ci sono riusciti.. Vabbè.. dai.. con il nuoto qualche soddisfazione l’Italia se l’è presa.. Ciao !!!
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 09:5
Concordo anche se io sono dell'idea che non bisogna colpevolizzare i giovani, ma le famiglie e le istituzioni. Ai giovani se non insegni non impararno e siccome nessuno nasce imparato...;-))))
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 02/09/2011 ore 13:5
Ma scherzi??? Prendersi delle responsabilità??? Nei paesi poveri non hanno un cazzo non hanno strutture non hanno magari le scarpe e corrono scalzi. Quello che hai detto è sacrosanto! bisogna farsi il mazzo e nessuno ha voglia questa è la realtà, come nessuno ha più voglia di fare l'operaio. E' sempre colpa di qualcuno lo stato, la scuola, il buco dell'ozono, mai prendersi una colpa. No non è mai colpa del diretto interessato, mai. Se uno va male a scuola, non si impegna o peggio ancora si droga, o va rubare, non è mai colpa sua, è colpa della società. Tornando allo sport in Italia il calcio fagocità tutto. Tutte scuse per non guardare in faccia alla realtà.
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di sangueimpazzito [user #15005]
commento del 02/09/2011 ore 14:5
condivido l'idea che per avere una buona base di atleti professionali è importante anche avere una base dilettantistica. però, se si considera che nell'atletica un professionista (e non il dilettante) raggiunge il meglio della forma fisica giovanissimo tra i 18 e i 25 anni, io non escluderei la colpa dei genitori e della scuola. è molto difficile che un adolescente ami la fatica dell'atletica leggera se non è invogliato da genitori o scuola. soprattutto perchè, nella maggior parte dei casi, non sa nemmeno dove si faccia il salto con l'asta
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 02/09/2011 ore 15:5
I motivi o le "colpe" sono molteplici, cmq a me sta sul cazzo quel modo di pensare che è sempre colpa di qualcun'altro o di qualcos'altro. A te di iniziare a suonare la chitarra chi te lo ha detto? (ammesso che tu suoni la chitarra) La famiglia? La scuola? Il governo?
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di janblazer [user #26680]
commento del 02/09/2011 ore 15:5
Diciamo che la colpa non è mai da una parte sola.. Il mondo dell'atletica è da sempre che è trascurato dalle istituzioni.. però quando un Comune costruisce un Centro Sportivo polifunzionale come da noi e la pista in tartan è sempre vuota.. ti poni la domanda se i soldi dei contribuenti sono stati spesi bene.. o se era meglio spenderli per gli anziani.. Le discipline sportive in cui si fatica di più sono spesso ignorate dai giovani.. impigriti da playstation e social network.. ma si sà.. i giovani sono modaioli.. se si mettessero a correre i loro idoli.. sicuramente ci sarebbe il boom del running.. Io nel mondo della corsa ho trovato amicizie belle e sincere.. Nelle amicizie che nascono in collegio.. in caserma.. in un gruppo sportivo.. dove c'è da faticare e soffrire assieme.. il legame è molto forte.. ma l'ho imparato a più di quarant'anni.. Anche a me non piace scaricare la colpa di tutto su famiglia scuola e società.. però se ci pensiamo bene sono i pilastri della formazione di una persona e le mancanze anche parziali si ripercuotono sulla crescita di un giovane.. ;-)
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 02/09/2011 ore 15:5
Vedi Linus e Aldo Rock di Radio Deejay hanno il merito di aver fatto incrementare i maratoneti, e un po' rompono le scatole a parlare sempre di maratona ahahahah. Cmq sono utili, perché è un cosa positiva. Cmq come ho scritto anche sopra, a te chi ti ha fatto iniziare a suonare la chitarra? la famiglia? lo stato? la scuola?
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di janblazer [user #26680]
commento del 02/09/2011 ore 16:1
E' verissimo.. Linus ne ha trascinati a centinaia a correre per le strade di Milano.. ben venga il suo proselitismo.. anche se qualcuno che non corre lo deve sopportare.. ;-)) Chi mi ha fatto iniziare a suonare la chitarra..? Avevo 16 anni e parlo di un 'estate ormai dimenticata di Milano Marittima.. mi ricordo di un ragazzo di Firenze con i capelli lunghi che suonava la chitarra ed era sempre circondato da belle ragazze che cantavano con lui e gli facevano gli occhi dolci.. Non è stata la scuola..lo stato.. la famiglia o la società.. è stata la.. gnocca.. Poi ho continuato a suonare con altre prospettive e altri stimoli ma l'inizio.. sono sincero.. è stato quello.. ;-)))
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 02/09/2011 ore 17:4
Ah beh...pensavo l'amore per la musica... ehm... Cmq era per dire che di solito la famiglia magari ti ostacola pure, perché specie all'inizio rompi i coglioni con la chitarra perché non sai suonare. Uno ha la passione e continua e continua anche se all'inizio non viene niente e le tue mani non fanno quello che vuoi che facciano e non c'è bisogno di qualcuno che te lo imponga. Insomma non bisogna sempre pensare che ci voglia qualcuno per spingerti se hai una passione vai e fai di tutto per portarla avanti. Molti oggi hanno passioni... per i telefonini, PS3, bere alcool, dorgarsi, comprarsi scarpe da tennis costosissime e inutili, abiti da rimbabiti col cavallo dei calzoni che tocca terra e che costano un patrimonio. Farsi tatuaggi che costano pure. Solo apparenza? l'unico dio il denaro, voglia di faticare per averlo? ZERO.
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di sangueimpazzito [user #15005]
commento del 02/09/2011 ore 18:0
condivido che stiamo perdendo i valori, e oltre a quelli la salute, visto che ci si stressa per oggetti inutili e non per valori importanti, senza una preparazione alla vita che ti può dare lo sport. anzi si cercano in continuazione scorciatoie per conquistare privilegi che altri si sono fatti con il sudore. a parte questo, però, il mio pensiero è che la musica e lo sport sono due ambiti molto diversi. qui si parla di sport professionistico, a cui ci si arriva giovanissimi, mentre un chitarrista, in teoria, può arrivare al professionismo anche molto più tardi. ho cominciato a suonare tardissimo, a 25 anni, perchè prima, secondo il lavaggio di cervello che credo sia molto comune, dovevo dedicarmi con tutto me stesso agli studi senza distrazioni. e questa cultura è quella che ci fa trovare oggi in Italia con una marea di avvocati disoccupati che si inventano le cause, e la mancanza di tecnici (panettieri, leggevo oggi), oltre che di atleti. un atleta professionista dovrebbe cominciare a correre dai 13 anni, no? non credo che a 13 anni un ragazzo, che normalmente c'ha in testa solo la passera, decida di dedicarsi da solo, senza stimoli di famiglia e scuola, all'atletica, quando sa che dovrà fare una fatica mostruosa ma che tanto (i) non diventerà famoso in ambito scolastico, perchè anche se vincerà tutte le corse regionali sarà meno apprezzato del compagno di banco che ha segnato un gol alla squadra dell'altra scuola, (ii) non sarà famoso nemmeno se diventa un domani diventa professionista, (iii) se diventa professionista non sarà ricco e nemmeno gli viene garantita un percorso professionale alternativo che gli consenta, quando uscirà dal giro, di campare di qualcosaltro. La prova del nove sta nel fatto che le nazioni storicamente forti sono quelle che spingono l'atletica nel sistema scolastico, con riconoscimenti e borse di studio, come stati uniti, cina, ex urss. e cmq mica si nasce con i valori infusi. a 13 anni l'animo è estretamente malleabile, da scuola e genitori
Rispondi
Re: Un tabellone vuoto..
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 05/09/2011 ore 11:5
Io ad esempio ho cominiciato presto prorio alle medie. Cmq sport e musica c'entrano perché in entrambi ci vuole passione e perseveranza. Ad esempio io non sono mai stato portato per lo sport ma per disegnare e poi la musica ascoltata e suonata. Cmq ripeto a me da fastidio quell'atteggiamento che è sempre colpa di qualcuno e mai di se stessi. Come se uno è un fantoccio decerebrato. La verità è che il destino del 99% dei ragazzi che poi diventeranno uomini è la mediocrità. Più che lo stato e la scuola, sono i genitori e la famiglia che è carente. Non è matematico ma statisticamente da due genitori obesi verrà fuori un figlio obeso. Da due genitori ignoranti verrà fuori un figlio ignorante. Poi ci sono le eccezioni, in cui il figlio riesce a farsi una strada sua che non tiene conto dell'esempio dei genitori. Tu sei l'artefice del tuo destino, non lo stato, non la scuola, non la chiesa, prendi in mano la tua vita. Negli USA sono molto più competitivi di qua, in tutti campi, qua invece non si può, invece anche nella scuola bisognerebbe stangare tutti i pirla e far andare avanti solo chi merita, per quello (ed anche perché sono tantissimi e noi siamo un piccolo stato) sono avanti in tutto. Tutti inneggiano alla meritocrazia ma in fondo non la vogliono, perché se viene fuori che il loro figlio è un mediocre diventerebbero pazzi. Cmq come ho detto prima il problema in Italia è il calcio, non lascia spazio a niente altro. Quindi gli investimenti sono tutti concentrati su quello.
Rispondi
È vero, molti allenatori italiani (a livello ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 10:2
È vero, molti allenatori italiani (a livello dilettantistico) sono un po' come Oronzo Canà ;-)))) Io di sport ne ho provati parecchi prima di trovare il "mio", e di personaggi curiosi ne ho incontrati a bizzeffe.... Secondo me le problematiche sono essenzialmente due: Prima di tutto, c'è da dire che purtroppo oggi l'attività sportiva è vista iù come un consiglio del medico (per bilanciare la vita sedentaria), e quindi quasi come un obbligo, piuttosto che come un piacere... Poche, pochissime persone sono disposte a fare sacrifici per lo sport. Sacrifici che consistono anche solo nello svegliarsi alle 7.00 la domenica mattina, ad esempio. In secondo luogo, l'attività agonistica è sempre più testimone di atteggiamenti poco "sportivi": la competitività è vista sempre più come una lotta all'ultimo sangue, perseguita se necessario danneggiando (o anche solo insultando) gli avvversari. È chiaro che diventa difficile pensare di avere una solida squadra di atleti professionisti a livello nazionale, quando persino a livello dilettantistico siamo lontani anni luce dai veri valori dello sport. Manca la cultura? Non saprei... è probabile. Ma non parlo di "cultura sportiva", ciò che manca è proprio una cultura elementare... E intanto le nuove generazioni seono sempre più propense a stare a casa davanti a uno schermo, piuttosto che uscire a giocare all'aria aperta ;-))) Ciao!
Rispondi
Re: È vero, molti allenatori italiani (a livello ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 02/09/2011 ore 11:4
.....senza però mancare di rispetto al grande Oronzo Canà, inventore dello schema 5-5-5, modulo a farfella...ha ha ha
Rispondi
Re: È vero, molti allenatori italiani (a livello ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 11:5
Ceretti: E... che tattica adopererete? Adotterete anche voi la zona? Canà: No, io adotto un altro tipo di tattica: la BIZONA. Ceretti: E che cosa sarebbe la bizona, è forse la zona per tornare in serie B? Canà: La bi non significa B... bi-zona sta per bis-zona cioè due volte zona, come se io a lei dicessi bistrò, che non significa bistrot francese, ma due volte stronzo. Arrivederci. Ceretti: Africano e maleducato... :-DDDDD
Rispondi
Vero tutto quello che è stato detto, però ...
di robertobabbilonia [user #27030]
commento del 02/09/2011 ore 11:0
Vero tutto quello che è stato detto, però secondo me ci sono altri due aspetti fondamentali che non sono stati detti. Il primo rispecchia esattamente lo status operandi della società nostrana moderna. Mi spiego meglio; come funziona la politica, il lavoro, la scuola etc. funziona lo sport perchè nelle società sportive (io faccio frequentare piscine, palestre e campi da calcio ai miei figli), vanno avanti il figlio dell'avvocato, del dottore, del notaio, del presidente della vaffa corporation, con risultati facilmente immaginabili quindi, da non credere, le spinte funzionano anche per i figli appena nati. Secondo e non meno importante, la stragrande maggioranza delle società sportive che ho frequentato e conosciuto, soprattutto nel mondo del calcio, sono "associazioni di stampo politico moderno", dove vengono richieste iscrizioni salate, contributi di ogni genere quando iniziano l'attività annuale (settembre), ed a gennaio si sono fottuti tutti i soldi lasciando i nostri poveri ragazzi con la classica mano davanti e mano di dietro senza lo straccio di un allenatore. che nel frattempo si è dato a gambe perchè mai pagato. Parlo per esperienza ne ho provata più di una: tutte uguali!!! E' chiaro che a queste condizioni, più quelle che avete elencato voi, il quadro diventa disarmante e francamente non mi meraviglia affatto. Buon sport a tutti!!! Ciao Aldo.
Rispondi
Re: Vero tutto quello che è stato detto, però ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 11:5
Concordo, triste verità... Ciao Roby
Rispondi
Caro martinez,quello che dici è tristemente ...
di sepp [user #10489]
commento del 02/09/2011 ore 11:1
Caro martinez, quello che dici è tristemente vero. Su un punto però non sono d'accordo: per ogni ciarlatano che si nasconde dietro la parola mister c'è almeno un altro che armato di passione e preparazione cerca di portare avanti la baracca (almeno dalle mie parti è così). Se non fosse che viene dato parecchio interesse ad una squadra di calcio, che per inteso non meriterebbe di giocare nennemo al torneo della chiesa, visti i risultati, mentre un titolo italiano professionisti prima, interncontinentale poi e mondiale infine, non desta alcun interesse, se non per due giorni in modo che qualche bel politico dal triplo mento non possa mettere in mostra il suo bel faccione (e lo so per certo, perchè io con quel titolo mondiale mi ci alleno da quasi dieci anni). Questo per dire che le persone preparate ci sono (forse anche più che in passato) ma il problema è che l'unico interesse dell'italiano medio è per "quelli con il cerchietto in testa" e questa cosa è molto triste. La cultura? Mi viene da ridere ;-)
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Re: Caro martinez,quello che dici è tristemente ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 12:0
Hai ragione, ma anch'io so che di gente in gamba ce n'è, il fatto è che se uno sa il fatto suo si fa anche pagare, e mi sembra giusto. Io conosco molto bene l'ambiente del volley femminile e ti garantisco che la quasi totalità delle piccole società ha per allenatori degli emeriti imbecilli, causa mancanza di fondi. Quelli in gamba ci sono certo, ma stanno dove ci sono i soldi che girano. Ciaux
Rispondi
Re: Caro martinez,quello che dici è tristemente ...
di sepp [user #10489]
commento del 02/09/2011 ore 12:3
mi sembra sacrosanto che chi è preparato abbia la giusta ricompensa, se non altro per i sacrifici che ha fatto per arrivare ad un certo livello. Per non parlare di competenze in più (che dovrebbero essere la regola), chennesò di primo soccorso, perchè facendo qualsiasi tipo di sport può capitare un infortunio...e lo voglio vedere poi il genitore il cui figlio ha subito infortunio e il ciarlatano di turno ha peggiorato la situazione perchè non sapeva ce fare! Comunque non sempre quelli bravi stanno dove ci sono i soldi che girano! ; )
Rispondi
non è anche colpa della scuola?
di sangueimpazzito [user #15005]
commento del 02/09/2011 ore 13:0
i genitori OK, dovrebbero spingere i figli all'attività sportiva. però credo che la cultura sportiva, la competizione e il gioco di squadra debba nascere prima a scuola. il che è difficile quando a scuola ti trovi come professori di educazione fisica, dalle medie al liceo, delle autentiche capre senza interesse o capacità di interessare, che magari sono stati riciclati da altre materie. mi ricordo che a parte tutto educazione fisica era una liberazione dopo le ore sui banchi, e c'era la voglia di muoversi e giocare e correre. le riforme della scuola del mitico berluska non aiuteranno di certo
Rispondi
Ma ai recenti campionati del nuoto mi sembra ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 02/09/2011 ore 14:5
Ma ai recenti campionati del nuoto mi sembra siamo andati piuttosto bene o no? Certo merito alla Pellegrini che è stupefacente ma allora in tante olimpiadi si può dire che gran parte delle medaglie siano arrivate dalla scherma e spesso per merito delle mie concittadine Vezzali e Trillini che si ripetono da almeno quattro olimpiadi di seguito.
Rispondi
Re: Ma ai recenti campionati del nuoto mi sembra ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 15:0
Si ma non è una questione di campanile... onore e merito alle ragazze e ai ragazzi del nuoto, della scherma e della pallavolo. Ma qui si parla di cultura dello sport, di pianificazione e programmazione, di strutture che mancano e di uno stato assente in tutti i luoghi in cui si parla di cultura in genere, che sia un caso...?
Rispondi
Re: Ma ai recenti campionati del nuoto mi sembra ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 02/09/2011 ore 15:1
Si, l'avevo capito, però spesso gli italiani e soprattutto i nostri politicanti, si riempono la bocca delle vittorie degli atleti italiani come se fossero loro ad aver vinto o ad aver permesso di vincere un campionato o una medaglia. Lo stato è sempre assente, sia quando un'atleta o una squadra vince una competizione internazione oppure la perde. Sono contento se un atleta, mio connazionale vince una medaglia, sia altoatesino, sia siciliano ma poi non dico 'siamo i migliori' ma magari 'è il più forte'. Ciao.
Rispondi
non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 02/09/2011 ore 20:0
non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di massima, specialmente in ambito agonistico importante, possa essere considerato qualcosa di sano, bello, valido per il fisico e per la mente... io ho passato gli anta eppure, gia' ai "miei tempi", facendo calcio agonistico, quando avevo intorno ai dieci anni, gia' si cominciava a subire proposte di "dopaggio" e si veniva consigliati di comportarsi in modo sleale e scorretto.. il tutto per dire che se l'italia non e' ai massimi livelli del gareggiare sportivo, beh, da parte mia, chissenefrega...
Rispondi
Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 20:2
Ti posso dire che il discorso in realtà non verteva sul come mai non siamo ai massimi livelli, ma caso mai, sul come mai non siamo più in grado nemmeno di "partecipare" attenzione, è ben diverso. Parlare di doping aprirebbe un discorso immenso, io lo risolverei semplicemente considerando che anche il doping è una questione culturale: l'ignorante si dopa, gli altri no. Non so se sei d'accordo.
Rispondi
Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 02/09/2011 ore 22:4
non sono d'accordo perche' per la mia esperienza lo sport, per l'onnipresenza del doping, e per altri motivi, non e' piu' un'esperienza salutare... gli sportivi che fanno agonismo anche a livelli non troppo "elevati" si debbono aspettare un proseguo della vita e una vecchiaia di malattie e problematiche fisiche di ogni tipo, mentre, ancora, nell'immaginario collettivo, lo sport dovrebbe essere fonte di salute e benessere... per cui se l'italia vince o non vince, partecipa o non partecipa.. per me pari e'..
Rispondi
Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 23:0
OK, è un punto di vista. Ciao
Rispondi
Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 02/09/2011 ore 23:1
non e' un punto di vista, e' vero ... l'agonismo, gia' a livelli "regionali", costringe gli atleti, se vogliono essere competitivi, ad avere regimi di vita del tutto insalubri, anzi, letali... quindi, per questo motivo, non si puo' dire che l'eventuale visibilita' o successo degli atleti italiani sia una cosa bella o interessante
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Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 02/09/2011 ore 23:4
Famosa la frase di Andreotti: "Sono stato a molti funerali di miei coetanei che facevano jogging...). Ma in realtà esiste tutto un altro mondo fatto di sport sano, pulito e salutare, evidentemente non l'hai mai incontrato. Ti auguro di poterlo conoscere prima o poi, infondo non è mai troppo tardi.
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Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 03/09/2011 ore 00:0
non stiamo parlando di quello sport li', qualsiasi sia la sua effettiva consistenza , stiamo parlando dello sport competitivo che arriva alle ribalte nazionali e internazionali... e quella roba li' di puito, sano e salutare non ha nemmeno la parvenza....
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Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 03/09/2011 ore 00:2
Forse, e ripeto forse non hai molto chiare in mente alcune questioni. La presenza del doping in modo massiccio c'è senza dubbio negli sport in cui vengono richieste doti di fondo o potenza esplosiva, per fare un esempio inerente l'atletica: maratona mezzofondo e gare di velocità. In altre discipline il doping è sostanzialmente ininfluente, prendiamo il volley, se sei scarso hai poco da doparti, scarso resterai, difatti nel volley il doping è pressochè assente, altri sport in cui è richiesta la destrezza come il tennis, sono praticamente immuni dal doping perchè sempre per il discorso che se sono scarso il doping non migliora le mie prestazioni tecniche. E' vero che se sono un tennista forte col doping posso migliorare le mie doti di fondo, ma non migliorerò mai le mie doti tecniche, il mio modo di giocare quindi... Lo stesso vale per salto con l'asta e salto in alto, sport molto tecnici in cui conta il gesto atletico eseguito alla perfezione e che non posso certo migliorare col doping. Potrebbe esserci è vero, un doping preventivo, nel senso che non mi dopo per la prestazione, ma mi dopo per poter sopportare allenamenti sempre più pesanti ma, alla fine, in ogni caso NON migliorerò mai le mie doti tecniche e siamo da capo. Insomma si fa presto a fare di tutta un'erba un fascio, ma poi le cose sono un po' diverse e ti garantisco che la mia non è ingenuità o dabbenaggine. Poi se a te fa piacere o ti realizza credere una cosa piuttosto che un'altra padronissimo. Ora ti chiedo scusa ma vado a dormire, ti auguro una buona serata, anzi nottata, a risentirci. Aldo
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Re: non mi sembra che lo sport, oggi, in linea di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 03/09/2011 ore 19:1
===Forse, e ripeto forse non hai molto chiare in mente alcune questioni=== io conosco approfonditamente l'ambiente giovanile di molti sport... tra cui anche quello di alcuni che hai nominato. Io non mi intendo ne' di medicina, ne' di chimica, ne' di biologia o altro, so solamente che in TUTTE le discipline, almeno quelle che in Italia hanno un seguito consistente, il training degli atleti, fin da tenera eta', comprende pratiche, fra cui il dopaggio, che rendono lo sport qualcosa di totalmente insalubre e nocivo. La cosa la si puo' facilissimamente verificare seguendo gli sportivi famosi dopo la fine della loro carriera.. tutti hanno guai di salute superiori alla media.. ====Potrebbe esserci è vero, un doping preventivo, nel senso che non mi dopo per la prestazione, ma mi dopo per poter sopportare allenamenti sempre più pesanti== ok... quindi da te ottengo conferma che il doping c'e'.. anche in discipline che, dal doping, ricevono "beneficio" indiretto... ===Insomma si fa presto a fare di tutta un'erba un fascio== si.. mi sembra proprio che in questo caso il "fascio" si possa fare.. non esiste alcuna disciplina sportiva, portata a livello competitivo, specialmente sul piano internazionale, che non sia una rovina per chi la pratica.. per cui che vogliamo fare? vogliamo che comunque, come moderni gladiatori, tanti giovani si autodistruggano per dare a noi l'orgoglio di avere la squadra nazionale alla ribalta e la gratificazione di vedere gente, duramente, gareggiare come se da cio' dipendesse la vita? per quanto mi riguarda me ne tiro fuori alla grande... che smettano e che lo sport torni ad essere un divertimento da praticare, senza tanto fanatismo, dopo aver lavorato o studiato..
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