Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Il musicista invidioso

di aPhoenix90 [user #22026] - pubblicato il 01 settembre 2011 ore 22:10

Il compositore Augusto Gorgia, uomo invidiosissimo, già al colmo della fama e dell’età, una sera, passeggiando da solo nel quartiere, udì un suono di pianoforte uscire da un grande casamento.

Augusto Gorgia si fermò. Era una musica moderna però diversa dal tipo che faceva lui o da quella che facevano i colleghi; di simile non ne aveva mai sentita. Non si poteva neppur dire, lì per lì, se fosse seria o leggera; pur ricordando certe canzoni popolari per una sua trivialità, conteneva un amaro sprezzo, e sembrava quasi che scherzasse benché nel fondo si avvertisse una convinzione appassionata. Ma soprattutto Gorgia fu colpito dal linguaggio, il quale era libero dalle vecchie leggi armoniche, spesso stridulo e arrogante, e nello stesso tempo riusciva a una massima evidenza. La caratterizzava inoltre un bello slancio, giovanile levità, senza alcuna traccia di fatica. Ma ben presto il piano tacque e inutilmente Gorgia continuò a passeggiare nella via aspettando che ricominciasse.

“Chissà, sarà roba americana” pensava “laggiù, in fatto di musica, combinano i più infernali intrugli.” E si avviò per rincasare. Tuttavia gli rimase quella sera, e tutto il giorno dopo, un fastidio dell’animo; come quando, cacciando per il bosco, uno batte contro una roccia o un tronco e nella furia non ci bada ma poi, di notte, il punto duole e non si riesce a ricordare dove e come. Ci volle più di una settimana perché la cicatrice scomparisse.

Qualche tempo dopo, rincasato verso le sei del pomeriggio, aperta che ebbe la porta di casa, Gorgia udì la voce della radio accesa nel salotto: e d’un subito, con prontezza dell’esperto riconobbe il suono; questa volta era musica d’orchestra e non più di pianoforte solo, eppure identica al pezzo udito quella sera, lo stesso accento atletico e superbo, e sempre il bizzarro periodare, con l’autorità quasi oltraggiosa dell’idea che pareva il galoppo di un cavallo estremamente ansioso di arrivare.

Gorgia non fece in tempo a chiudere la porta che la musica cessò. E dal salotto, con precipitazione insolita, si avvicinarono i passi della moglie. «Ciao caro» disse «non sapevo che tu tornassi così presto». Ma perché aveva quella faccia imbarazzata? Aveva qualcosa da nascondere?

«Che succede?» lui domandò perplesso.

«Come che succede? E che cosa dovrebbe succedere?» Maria si era subito ripresa.

«Non so. Mi hai salutato in certo modo…Ma dimmi un po’ che cosa stava trasmettendo la radio?»

«Ah, se credi che ci stessi attenta!»

«E allora perché l’hai spenta appena sono entrato?»

«Mi fai un’inchiesta?» fece lei ridendo. «Se vuoi proprio sapere, l’ho spenta mentre ti venivo incontro. Ero di là nella mia camera, e l’avevo dimenticata accesa.»

«Trasmettevano una musica» disse Gorgia pensieroso «una musica curiosa…» e si avviò verso il salotto.

«Benedetto uomo, non ne hai proprio mai abbastanza di musica…da mattina a sera musica…non sei mai sazio. E lasciala un po’ stare quella radio!» disse vedendo che egli stava per riaccenderla.

Allora lui si volse ad osservarla: sembrava inquieta, quasi temesse qualche cosa. Con dispetto girò l’interruttore, il quadrante si illuminò, dall’apparecchio uscì il solito ronzio, poi una voce: «...mo trasmesso un programma di musica da camera. Col prossimo concerto offerto dalla ditta Tremel…». «Contento adesso?» fece Maria che pareva sollevata.

La sera stessa, uscendo dopo pranzo con l’amico Giacomelli, Gorgia, comprato il giornale della radio, vi cercò il programma di quel giorno. «Ore 16,45, c’era scritto, concerto di musica da camera diretto dal maestro Sergio Anfossi; composizioni di Hindemith, Kunz, Meissen, Ribbenz, Rossi e Stravinski.» No, la musica ch’egli aveva udito di Stravinski non era di sicuro. I nomi, nel giornale erano in ordine alfabetico, evidentemente la successione dei pezzi era stata cambiata nel concerto. E neppure era la musica di Hindemith, né di Meissen, Gorgia li conosceva troppo bene. Ribbenz, allora? No: Max Ribbenz, suo antico compagno di Conservatorio, si era cimentato, dieci anni prima, in una grande cantata polifonica, lavoro onesto ma scolastico; e poi aveva smesso di comporre; dopo tanto silenzio, solo recentemente si era rifatto vivo, piazzando una opera al Teatro di Stato; proprio in quei giorni doveva andare in scena; ma da quel lontano precedente si poteva prevedere cosa fosse. Dunque neppure Ribbenz. Restavano Kunz e Rossi. Ma chi erano? Gorgia non li aveva mai sentiti nominare.

«Che cosa cerchi?» domandò Giacomelli vedendolo così assorbito. «Niente. Oggi ho sentito per radio una musica. Mi piacerebbe sapere di chi è. Una musica curiosa. Ma qui non si capisce.» «Che specie di musica?» «Non saprei dire ecco, una musica maleducatissima, direi.» «Va là, va là non pensarci» scherzò Giacomelli che lo sapeva suscettibile «lo sai meglio di me, il musicista che ti spianterà non è ancor nato.»

«Anzi, anzi» disse Gorgia indovinando l'ironia «ne sarei felice. Io speravo che qualcuno, finalmente... (un pensiero fastidioso gli passò)... A proposito, è domani la prova dell'opera di Ribbenz?» Giacomelli non rispose subito. «No, no» disse, indifferente «devono averla rimandata...» «E tu ci vai?» «Eh, no, sai» fece Giacomelli «è una cosa superiore alle mie forze.» A questa frase, Gorgia tornò di buon umore: «Povero Ribbenz» esclamò «povero vecchio Ribbenz, sono proprio contento per lui. Almeno questa soddisfazione... E dài e dài...!».

La sera dopo, in casa, Gorgia tentava svogliatamente il piano, quando a un tratto gli parve di udire, di là dell'uscio chiuso, un parlottio. Insospettito si avvicinò a origliare.

Nel salotto adiacente, sua moglie e Giacomelli stavano confabulando a bassa voce. Lui diceva: «Ma lo verrà pure a conoscere, presto o tardi». «Quanto più tardi, sarà meglio» diceva Maria. «Lui ancora non deve sospettare niente» «Meglio così... Ma i giornali? Non si può mica impedirgli di leggere i giornali.» Qui Gorgia aprì d'impeto la porta.

Come ladri presi in fallo, i due si levarono di scatto. Erano pallidi. «Be'» chiese Gorgia. «Chi è che non deve leggere i giornali?» «Ma, ma...» disse Giacomelli «raccontavo di un mio cugino arrestato per appropriazione indebita. Suo padre, che è mio zio, non ne sa niente.»

Gorgia diede un sospiro. Meno male. Ebbe anzi un senso di vergogna per quell'irruzione un po' indiscreta. A forza di sospetti finiva per avvelenarsi l'esistenza. Ma in seguito, mentre Giacomelli raccontava, il torbido malessere riprese: era poi vera la storia del cugino? Non poteva Giacomelli averla inventata lì per lì? Perché altrimenti quel parlottare sottovoce?

Stava all'erta, non diversamente dal malato a cui i medici e i parenti nascondono la sentenza irrevocabile; egli fiuta intorno la menzogna, ma gli altri sono assai più astuti, sviano le sue curiosità, e se non riescono a tranquillizzarlo, gli risparmiano l'orrenda verità.

Anche fuori di casa egli credeva di sorprendere sintomi sospetti: certi sguardi ambigui di colleghi, o l'ammutolire che facevano al suo avvicinarsi, o l'imbarazzo nel discorrere con lui di persone abitualmente loquacissime. Gorgia si controllava tuttavia, domandandosi se questa diffidenza non fosse un segno di nevrastenia; invecchiando, certi uomini vedono nemici dappertutto. E che aveva da temere poi? Era famoso, rispettato, finanziariamente ben provvisto. Teatri e società di concerti si disputavano le sue composizioni. Di salute non poteva stare meglio. Non aveva mai fatto del male. E allora? Che pericolo poteva minacciarlo? L’orgasmo lo riassalì il giorno successivo, dopo pranzo. Erano già quasi le dieci. Nello scorrere il giornale, vide che la nuova opera di Ribbenz andava in scena quella sera. Ma come? Giacomelli non gli aveva detto che la prova era stata rimandata? E come mai nessuno lo aveva avvertito sollecitando il suo intervento? E perché la direzione del teatro non gli aveva mandato le poltrone come al solito?

«Maria Maria» chiamò col batticuore. «Tu sapevi che la prima di Ribbenz è stasera?»

Maria accorse con affanno. «Io, io? Sì, ma io credevo...»

«Cosa credevi?... E le poltrone? Possibile che non mi abbiano mandato le poltrone?»

«Sì, sì. Non l'hai vista la busta? Te l’avevo messa sul comò.»

«E non mi hai detto niente?»

«Credevo che non ti interessasse… Dicevi che non ci saresti mai andato... Non mi beccano, dicevi... E poi mi è passata di mente, ti confesso...»

Gorgia era fuori di sé. «Io non capisco… io non capisco» ripeteva «e sono già le dieci e cinque... ormai non si fa più in tempo... quell'idiota d'un Giacomelli... (il sospetto che da qualche tempo lo tormentava ora si era localizzato: nell'opera di Ribbenz, per un motivo che egli non riusciva ad immaginare, doveva esserci qualcosa di nefasto. Guardò ancora il giornale, quasi non si capacitasse). Ah, ma la trasmettono per radio... voglio propri cavarmi questo gusto.»

Maria fece una voce dolente: «Augusto, mi dispiace, ma la radio non funziona...».

«Non funziona? E da quando non funziona?»

«Da questo pomeriggio. Alle cinque ho fatto per accenderla, c'è stato dentro un clic e non si è sentito più niente, deve esserci una valvola bruciata.»

«Proprio stasera? Ma vi siete messi tutti d'accordo per…»

«Per che cosa messi d'accordo?» Maria quasi piangeva. «Che colpa ce ne ho io?»

«Bene, io esco. Una radio da qualche parte ci sarà...»

«No. Augusto... piove... e tu sei raffreddato... è già tardi, avrai tutto il tempo di sentirla quella maledetta opera.» Ma Gorgia, preso l'ombrello, era già fuori.

Andò vagando finché lo attrassero le luci bianche di un caffè. Qui c’era poca gente. Un gruppetto si vedeva però raccolto in fondo, nella saletta per il tè. E di laggiù veniva la musica. Strano, pensò Gorgia. Tanto interesse per la radio si notava solo di domenica, quando trasmettevano partite. Poi il dubbio: possibile che ascoltassero l'opera di Ribbenz? Ma era assurdo. Tra la gente che immobile ascoltava c'erano tipi al di là di ogni sospetto: due giovani in maglione, per esempio, una ragazza di facili costumi, un cameriere in giacchetta bianca.

Gorgia fu tratto da un richiamo oscuro, come se già da molti giorni, anzi da mesi ed anni egli già avesse saputo di dover trovarsi là, in quel locale e non un altro, a quell'ora destinata. E via via che la musica si rivelava nel ritmo e nelle note, l'uomo provò una stretta al cuore.

Era musica nuovissima per lui, e nello stesso tempo scavata nel suo cervello come un'ulcera. Era la strana musica già udita per la via, e poi a casa quella sera. Ma adesso era ancora più libera e orgogliosa, e più potente di volgarità selvaggia. Non resistevano neanche gli uomini ignoranti, i meccanici, le donnette, i camerieri. Schiavi e sconfitti, restavano là a bocca spalancata. Il genio! E questo genio si chiamava Ribbenz; e gli amici e la moglie avevano tentato di tutto affinché Gorgia non ne sapesse niente, per la pietà che avevano di lui. Era il genio che l'umanità aspettava da almeno mezzo secolo, e che non era lui, Gorgia, bensì un altro della sua stessa età, finora ignoto e disprezzato. Come gli ripugnava quella musica, che bello sarebbe stato smascherarla, dimostrarla falsa, coprirla di risate e di vergogna. Essa invece fendeva i flutti del silenzio come una corazzata vittoriosa; e presto avrebbe conquistato il mondo.

Un cameriere lo prese per un braccio: «Signore, scusi, non si sente bene?». Gorgia infatti barcollava.

«No, no, grazie.» E senza bere nulla se ne uscì, sotto la pioggia, disperato. «Madonna Santa!» mormorava tra sé, ben sapendo che per lui ogni gioia era finita. Né poteva, come liberazione, offrire a Dio questo suo dolore; perché a questi dolori Dio si indigna.

 

(Dino Buzzati - Sessanta racconti, n°32)


Dello stesso autore
Setup chitarra e rettifica tasti: dubbi dopo l’intervento (Torino)
Good vibes
Il divano virale
Il vento del cambiamento
Restauri
Acquisto di mezza estate
L'acqua calda
Pianificare il futuro
Loggati per commentare

Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 01/09/2011 ore 22:3
Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! Il racconto è bellissimo e scritto divinamente. La domanda che mi ronzava nel cervello mentre leggevo era: ma l' ha scritta lui questa meravigliosa pagina? E mi sentivo un po' invidioso, come Gorgia. Poi a fine pagina ho letto il nome di Buzzati e ci sono rimasto un po' male, perchè avrei preferito che l' avessi scritto tu. Le capacità non ti mancano di certo. L' invidia è un sentimento che appartiene un po' a tutti gli uomini in quantità diverse, l' importante è rendersi conto che questo sentimento è inutile e controproducente. Un saluto e grazie per aver postato questa splendida pagina. Un saluto!
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 01/09/2011 ore 22:5
non sono del tutto d'accordo: l'invidia non sempre è inutile e controproducente, anzi, spesso rappresenta uno stimolo per migliorarsi. l'importante è rendersi conto e rielaborare con la razionalità l'invidia provata verso altri...solo così, a mio giudizio, è possibile "sfruttarla" e farla diventare qualcosa di buono..
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:1
Io invece credo che l'invidia, anziché stimolare la competitività, alimenti l'illusorio compiacimento nell'essere "meno peggio" degli altri. «L'invidia si contenterebbe di un occhio, purché l'invidiato fosse cieco».
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 01/09/2011 ore 23:2
il fatto di cercare un motivo per cui si è "meno peggio degli altri" secondo me è una reazione della nostra razionalità che fà fatica ad ammettere la nostra inferiorità...la voglia di migliorarsi a mio modo di vedere può maniferstarsi sia da una pura e semplice curiosità, ma anche da una invidia nei confronti di altri...mi viene ad esempio da pensare, citando un esempio sportivo, come mai ora che c'è Bolt a battere tutti i record tutti si sono dati da fare e si allenano molte più ore al giorno rispetto a prima..non sempre l'invidia è una cosa negativa...a mio modo di vedere ovviamente :) cmq molto bella la storia...adoro ragionare su questi argomenti...grazie di avermene dato l'opportunità :)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:3
Bolt o meno... il carburante che alimenta la competitività sportiva è il pizzico di follia cui ogni alteta si aggrappa per avere la forza di arrivare prima degli altri. Non è un peccato di presunzione, o un discorso d'invidia: ma tagliare il traguardo per primi significa aver vinto una scommessa con se stessi, la cui somma è talmente elevata da non poter essere quantificata :-) L'Arte si differenzia dallo Sport per il fatto che nella prima non sia importante arrivare "davanti" agli altri, quanto piuttosto riuscire a trasmettere il messaggio prefissato. Non si dipinge un quadro per poter dire di averlo fatto prima degli altri... ma per lasciare un messaggio/trasmettere un'emozione, una sensazione, ecc. Potrebbero passare mesi, anni, forse decenni (!) prima di riuscire a forgiare l'opera che si ha in testa... ma il tempo, in questo caso, sarà ben speso :-) Credo che per la Musica valga lo stesso discorso... ;-)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
ciò che hai descritto tu è il processo creativo e il fine di un'opera d'arte (trasmettere emozioni e informazioni..da una parte e dall'altra). indubbiamente "non si dipinge un quadro per poter dire di averlo fatto prima degli altri".. ma il sapere che gli altri sono riusciti a creare o fare qualcosa che fino a poco tempo prima era impensabile o reputato impossibile non può non spronarti a migliorare... non si tratta solo di musica..stavo parlando in generale. nell'arte hai ragione, ciò che conta è comunicare il proprio messaggio, ma esso non può prescindere dal proprio bagaglio personale...e nel bagaglio personale, per lo meno nel mio, c'è anche l'invidia verso chi è riuscito a comunicare realmente ciò che voleva... quanto vorrei essere bravo come te a scrivere :) sono invidioso :)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 00:2
Sapere che gli altri siano riusciti a fare qualcosa di grande o pazzesco, può farmi allargare un sorriso e generarmi quella sensazione di contentezza nei confronti di chi ha raggiunto quel traguardo così importante. In altre parole, non è detto che debba per forza sentirmi inferiore e pensare "Caspita, bisogna che debba inventarmi qualcosa per rimanere al passo".... ;-)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 02/09/2011 ore 00:3
se nel profondo non ti senti inferiore o vittima di ingiustizia non sei invidioso :) se una cosa non ti crea "fastidio" l'invidia non la puoi provare :) se sei invidioso o screditi o cerchi di stare al passo...se screditi non rispetti pienamente l'altra persona...se cerchi di stare al passo o di superarla non è detto che tu non la rispetti...invidia e stima possono coesistere (quanto è volubile l'animo umano :) )
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
Celestino, tu fai riferimento ad un sentimento positivo e socialmente costruttivo, che potrtemmo definire "spirito di emulazione" (il desiderio di assomigliare a chi è più bravo). Questo è un sentimento utile, essendo una spinta possente a migliorarsi. L'invidia in senso stretto, invece, non possiede alcuna valenza costruttiva. Si limita a distruggere (con le parole o con le azioni) quel che l'invidioso ritiene di non poter essere o non poter avere. In sintesi, l'emulatore tenta di acquisire lealmente quel che gli altri hanno in più, l'invidioso di screditarlo in maniera più o meno velata :-)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di diumafe [user #17831]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
L'invidia è un sentimento a me ignoto.... ma sappiate che Jeb si fa scrivere i suoi bei post da un bravo scrittore e che non sa suonare la chitarra e sappiate anche che non sa mixare i brani musicali, proprio come Stefano58. :-DDD
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/09/2011 ore 00:0
Diumafe tu non conosci l' invidia, sapevo che sei un essere superiore :-))! Per quanto riguarda i Bakukki :-)), hai pienamente ragione ma non ci facciamo sentire perchè i bakukki la sanno sempre più lunga di noi mocciosi:-))! Un saluto!
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 02/09/2011 ore 00:0
hai perfettamente ragione jebstuart e hai centrato proprio quello a cui volevo arrivare!!! lo spirito di emulazione (attenzione perchè anche questo può essere visto negativamente) scaturisce dall'invidia...e a volte ne va a braccetto. dal mio punto di vista l'invidia è di due tipi: da una parte abbiamo l'invidia negativa (da te descritta perfettamente), dall'altra abbiamo l'invidia positiva..se io mi rendo conto ad esempio che tizio è più bravo di me e dentro di me sento che mi piacerebbe essere bravo come lui sono invidioso...ma non è detto che voglia screditarlo cercando di nascondere a me stesso che è lui il più bravo :) tutto ciò sempre secondo la mia modestissima opinione :)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 17:2
L'invidia è un desiderio non costruttivo che spinge a fare/possedere/prendere le sembianze di qualcun altro (visto come avversario), se necessario "schiacciandolo". L'invidia infatti è un sentimento che scaturisce dal confronto con l'invidiato, e non sul valore intrinseco dell'oggetto posseduto tali persone. Per questo, a mio modo di vedere, è un sentimento sempre negativo. Il desiderio di sentirsi "realizzati", tanto quanto gli altri o comunque abbastanza da poter pensare di essere soddisfatti, scaturisce da una specie di principio di autoaffermazione, secondo il quale ciascun uomo individua il suo ruolo e i suoi obiettivi e li persegue. Questo non in base a un confronto sulle differenze rispetto "agli altri", ma in base al proprio personalissimo progetto :-)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di celestino [user #29932]
commento del 03/09/2011 ore 01:0
è inutile :) abbiamo idee completamente diverse :) mi è sempre piaciuto vedere il positivo anche nelle cose peggiori...ad ogni modo complimenti ancora per il racconto...ha offerto ottimi spunti di riflessione.. :) spero di non averti rotto troppo le b***e con la mia insistenza.... :) ciao ciao Francesco
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 03/09/2011 ore 12:2
No, figurati. Non hai rotto le scatole... si stava semplicemente parlando :-) Ciao!
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/09/2011 ore 00:0
Più che rappresentare uno strumento per migliorarsi, l' invidia è un sentimento di cui la natura ci ha dotato per "orientarci" nel valutare le cose vantaggiose. Il bambino conosce l' invidia e tutti siamo stati bambini. Quando si diventa adulti si dovrebbe aver imparato a dominare il sentimento dell' invidia, di modo che i nostri comportamenti non arrechino ne' danno ne' offesa a terzi. Un saluto!
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 02/09/2011 ore 00:2
Toccato il punto cruciale, caro Jimmi :-) In nome di una supposta sincerità, è lecito criticare costantemente l'operato altrui, con la scusa di contribuire a migliorarlo? Secondo me no. Intendo dire che la critiche costruttive ha senz'altro una loro utilità, a patto però che - proprio per il fatto di essere erogate a tappeto - non sollevino il sospetto di essere generate da una incoercibile invidia o da un altrettanto incoercibile presunzione :-)
Rispondi
Re: Mi sono sentito un attimo come Gorgia :-)) ! ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:0
Urca, ti ringrazio... Potrei sostituirmi addirittura a Buzzati? No, non credo ;-)))) Si dice che l'invidia sia nata e destinata a morire con gli uomini. Mah, non saprei. Di certo è il cruccio degli stolti ;-))))) Ciao e grazie!
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 22:4
Bellissimo racconto, Andrea. L'invidia e la presunzione, sono sentimenti assai meschini, in particolare in un musicista.
Rispondi
Re: :-)
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:0
Hai ragione. Ma se è vero che gli occhi cattivi non vedono mai nulla di buono, può essere altrettanto vero che le orecchie cattive non sentano mai nulla di buono? ;-))))) Il povero Giorgia si farà venire un'ulcera a furia di rosicare per la musica altrui...
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 23:2
E' possibilissimo :-))))))) Onestamente, io non riesco a provare anche solo un briciolo di simpatia per chi è invidioso. Gli invidiosi vengono infastiditi dal fatto che gli altri siano migliori in qualcosa che fanno o hanno. Questo sentimento - quando silenzioso e, soprattutto, fugace - posso anche capirlo. Quel che non mi va giù è invece il modo sghembo con cui essi tentano incessantemente di sminuire le azioni o gli oggetti degli altri. Supponendo, per di più, di essere così furbi da non darlo a vedere.
Rispondi
Re: :-)
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
Certo. Per di più, a volte, basta poco perché si traduca in sfacciata arroganza. Del resto (sempre a proposito d'invidia), chi ha in bocca il fiele, non può sputar miele. ;-DDD
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
Questa del fiele e del miele non la sapevo :-))))
Rispondi
Re: :-)
di diumafe [user #17831]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
Ma le fiele non erano quei contenitori in vetro per medicinali che vendono a Bari? :-))) Ecchecchézzo.
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
Sei un vero pézzo ...
Rispondi
Re: :-)
di diumafe [user #17831]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
Grezie chero...
Rispondi
letto tutto d'un fiato
di stefano58 [user #23807]
commento del 01/09/2011 ore 23:1
Buzzati è un fine narratore , e tu sei stato bravissimo nel postarlo nudo e crudo .L'ho mandato giù come un bicchiere di tequila , e ancora mi brucia in pancia.....grazie andrea :-))))))))))))))
Rispondi
Re: letto tutto d'un fiato
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:2
Buzzati ha uno stile molto "asciutto", e concede una lettura tutto sommato rapida. Mi piace l'alone di mistero che veleggia in alcune sue opere e in alcuni suoi racconti. Potrebbe rendere normali, agli occhi del lettore, le stranezze più assurde. A volte gli intrecci sembrano così lineari... e poi si scopre un tragico finale o una burla generale :-D (la rima non era voluta..) Ciao!
Rispondi
Io Mariniello un po' lo invidio ... Buzzati ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 01/09/2011 ore 23:2
Io Mariniello un po' lo invidio ... Buzzati capita a fagiolo. Ottima scelta postare questo racconto.
Rispondi
Re: Io Mariniello un po' lo invidio ... Buzzati ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 01/09/2011 ore 23:3
Aldo Mariniello suona veramente bene.
Rispondi
Re: Io Mariniello un po' lo invidio ... Buzzati ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/09/2011 ore 00:1
Aldo Mariniello è un ottimo chitarrista, oltre tutto arrangia i suoi brani in modo fresco e mai scontato, il che è sinonimo di una conoscenza armonica e teorica profonda.
Rispondi
Re: Io Mariniello un po' lo invidio ... Buzzati ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
:-DDD
Rispondi
Una chicca di Buzzati..
di janblazer [user #26680]
commento del 01/09/2011 ore 23:3
E' un racconto molto bello.. Buzzati è riuscito a ironizzare sul tema dell'invidia con sapiente e inimitabile bravura.. Nell'ambito musicale e delle arti in genere è facile scivolare nella trappola in cui è caduto il povero Gorgia.. L'invidia è un sentimento deprecabile.. una sana e costruttiva voglia di crescere e migliorare invece sono un importante obbiettivo per un musicista.. Però.. un cicinin di sana e innocua invidia.. ogni tanto.. specialmente di fronte a una Golden Top del 1959.. che dici.. ci può stare..? Ciao Andrea ! ;-)
Rispondi
Re: Una chicca di Buzzati..
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
No, Gian. Quello è un peccato di gola... :-DD
Rispondi
Bellissimo
di rockbottom [user #14725]
commento del 01/09/2011 ore 23:3
Letto tutto d'un fiato, come mi capita raramente, e su internet oltretutto. Grazie, a te e a Buzzati.
Rispondi
Re: Bellissimo
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/09/2011 ore 23:4
Grazie a te ;-)
Rispondi
Che pena....Poveraccio il Gorgia, l'avrei ...
di Salvog [user #26748]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
Che pena....Poveraccio il Gorgia, l'avrei potuto capire se si fosse trattato di una persona comune, ma un professionista serio, un compositore, che prova queste sensazioni spiacevoli per il lavoro svolto da un par suo, è inaccettabile. Che si scuota e provi a reagire, provi a superarsi. E' l'unica via per il suo riscatto. Buonanotte a tutti. Salvo.
Rispondi
Re: Che pena....Poveraccio il Gorgia, l'avrei ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 00:1
Il Giorgia è troppo occupato a pensar che gli altri siano più bravi di lui, per preoccuparsi di concedersi il piacere di una nuova opera. In altre parole, sguazza nella disperazione... tanto che gli riesce meglio pensare a un piano per screditare l'opera altrui (convincendo a malapena se stesso), piuttosto che rimboccarsi la camicia e mettersi al pianoforte ;-))) Dovrebbe privarsi di quel sentimento che lo rende un "mostro dagli occhi verdi", e pensare razionalmente ai suoi obiettivi. Buona notte :-)
Rispondi
Bellissimo racconto, anc'hio deluso che non ...
di Daisuke [user #28186]
commento del 01/09/2011 ore 23:5
Bellissimo racconto, anch'io deluso che non sia un tuo scritto, però grazie di avercelo fatto assaporare ;)
Rispondi
Re: Bellissimo racconto, anc'hio deluso che non ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 02/09/2011 ore 09:5
Addirittura... Grazie a te ;-)
Rispondi
Io non mi ritengo invidioso, anzi l' invidia ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 02/09/2011 ore 00:2
Io non mi ritengo invidioso, anzi l' invidia è un sentimento blando e sporadico nella mia vita. Quello che volevo dire è che se questo sentimento viene sviscerato, compreso e trasformato in stima per chi è migliore di noi, allora potremmo dire di essere giunti sulla vetta di una montagna che non tutti gli uomini riescono a scalare. Ho letto parole dure contro l' invidia ed anch' io mi sono schierato dalla parte di chi condanna tale sentire ma non si può far sfoggio di muscoli davanti alla debolezza umana e a volte ammettere di essere un po' umani anche noi stessi ci fa ricordare che non siamo migliori di altri per grazia ricevuta ma lo siamo perchè abbiamo compiuto un cammino retto che ci ha permesso di arrivare alla vetta della famosa montagna. Sono stato abbastanza eloquente :-)))) ??? Buona notte a tutti!! P.S: Queste discussioni mi entusiasmano.... secondo me sono temi utili e profondi.
Rispondi
Re: Io non mi ritengo invidioso, anzi l' invidia ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 02/09/2011 ore 00:3
** secondo me sono temi utili e profondi ** Esatto, ma non hai idea a volte sollevarli qui in People quanto si riveli faticoso e penoso ;-)))))
Rispondi
che bello :')
di Lennonsoda93 [user #23901]
commento del 02/09/2011 ore 20:5
che bello :')
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964