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Gibson 175 e Fender Concert, acoustic sound.

di osvi [user #29287] - pubblicato il 03 luglio 2011 ore 13:54

Ciao a tutti,

inauguro il mio diario descrivendo, spero in modo semplice, come sono giunto a far risaltare la componente acustica della mia Gibson 175 del '91.

Come è ben noto la Gibson 175, considerata una vera regina delle chitarre jazz, ha un suono tipico e riconosciuto, che ha fatto storia e che è ottenibile con facilità: basta chiudere un po' i toni  sul body e sull'ampli, usare il pick up al manico  ed il gioco è fatto, ecco il familiare sound scuretto e vellutato, molto "Wes Montgomery like", indubbiamente affascinante.

Qualora si desideri ottenere un suono più acustico, alla Jim Hall  se mi passate il paragone, bisogna dedicare un po' più di tempo ed attenzione a smanettare con cura nei controlli dell'ampli. Ho scoperto che sia il pick up che lo stadio di preamplificazione vanno tenuti a bassissimi volumi, soprattutto il primo, vero responsabile del progressivo "allontanamento" del timbro della chitarra verso il versante maggiormente caratterizzato dal timbro "elettrico". So bene che ogni accoppiata fa caso a se ma, a titolo di esempio, penso possa tornare utile vedere come sono giunto al sospirato archtop-acoustic-sound.

Sulla chitarra, col solo pick up al manico, il tono è a 4/5 mentre il volume è solo a 2. Sull'ampli (Fender Concert anni '80, all tubes 1x12") entro sull'ingresso a basso guadagno e sfrutto il ch. 2 (con più controlli e quindi maggiormente versatile) con le seguenti impostazioni: Volume 3, Gain 2, Master 5/6 (da variare alla bisogna), Treble 5, Mid 4, Bass 3, Reverb da 0 a 3 e Presence 3. Tutto molto semplice come si vede ma ammetto che mi è costata una certa fatica trovare il giusto mix: il volume è quindi regolato quasi completamente dal Master mentre evito, per quanto possibile, di tirar su il volume della chitarra ed il volume dell'ampli.

Spero possa tornare utile a qualcuno.

Ciao,

Osvi.


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Ciao e benvenuto sui diari. Proprio ieri ...
di E! [user #6395]
commento del 03/07/2011 ore 21:3
Ciao e benvenuto sui diari. Proprio ieri parlavo con alcuni ragazzi dell'utilità o meno di avere il classico suono jazz, ovattato e pulito. Le regolazioni che hai descritto sono sicuramente un valido aiuto per chi ha bisogno di orizzontarsi nella ricerca di un suono come quello, ma sono regolazioni che variano anche sensibilmente a seconda del'altezza del pickup, del tocco e del suono che si cerca: anche Montgomery stesso non aveva sempre lo stesso identico suono, ma possono essere una buona base di partenza. Volevo portare il discorso un pochino oltre. Quanto serve quel classico suono, oggi? Conosco 3 chitarristi che usano 175 (o la L5) e il Polytone, mi chiedo che senso ha cercare un suono come lo si poteva avere già 40 anni fa. Non fraintendermi, è solo che oggi esistono tantissimi strumenti che ci permettono di avere un suono "personale", non vedo perchè (al di là di un amore - legittimo - per quello stile e quel suono) rimanere ancorati a ieri. Il tutto senza voler rinnegare niente di quel tipo di suono, sia chiaro. Ciao
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Re: Ciao e benvenuto sui diari. Proprio ieri ...
di coldshot [user #15902]
commento del 03/07/2011 ore 22:2
Ciao E, capisco cosa intendi però non trovi che si potrebbe fare lo stesso discorso anche a chi suona per esempio una tele o una strato sù un fender o sù un vox? anche questi sono altri due suoni classici però sono sempre belli, più che il suono prefrirei ci fosse più ricerca musicale, a me piacciono molto i jazzisti che suonano un'pò sporchi però sentire dei suoni alla Jim Hall o alla Wes non mi viene mai a noia, più che altro è appunto la musica che viene fatta che molto spesso non dice niente di nuovo apparte qualche temerario sperimentatore.
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Re: Ciao e benvenuto sui diari. Proprio ieri ...
di E! [user #6395]
commento del 03/07/2011 ore 23:2
"non trovi che si potrebbe fare lo stesso discorso anche a chi suona per esempio una tele o una strato sù un fender o sù un vox?" Tendenzialmente si, anche se una tele su un Fender, ad esempio, offre comunque risultati molto diversi tra loro. Ad esempio Bill Frisell e Stern (quando suonava la tele) avevano 2 suoni completamente diversi, e in generale anche una 175 su un Polytone può dare diversi suoni, ma io intendevo proprio il fatto che spesso chi fa jazz si orienta verso "quel" suono li, che è diventato ormai uno standard, come i pezzi in voga tra quei chitarristi, d'altronde. La cosa che mi dispiace è che, uniformandosi, si tende a settorializzare sempre più questo genere che offre invece una possibilità di personalizzazione incredibile. E se vai a suonare jazz con una solidbody ti senti quasi fuori posto, guardando quelle persone. La questione, in definitiva, è: ma non ti sembra di essere incanalato in quel filone e di non avere una voce tua? Magari dici anche belle cose, cose anche innovative, cose personali, ma è un po' come cantare belle canzoni imitando la voce di Louis Armstrong o Sinatra.
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è vero che quel suono è molto ...
di coldshot [user #15902]
commento del 04/07/2011 ore 00:2
è vero che quel suono è molto standardizzato, citando Frisell e Stern diciamo che si và un'pò oltre il jazz puro, il primo è assoluramente uno dei miei preferiti, il secondo non lo reggo più da anni, considera però che i grandi hanno comunque una sua voce anche se suonano con lo stesso set up, tendenzialmente però chi si approccia al jazz è vero che cerca quel timbro scuro che conosciamo bene, ormai è un marchio di fabbrica, la 175 ha cambiato tutto anche se io adoro quel suono derivato dai floating pick up o da un Charlie Christian pick up in alternativa ad un classico humbucker, un single coil classico lo sento meno per suonare quella roba, apparte Bill Frisell ma lui ha un mondo tutto suo, comunque io ho avuto una Godin ed una Carvin e non avevo problemi a suonare qualche standard, il suono era eccellente ma erano sempre humbucker ed il suono più scuro lo ottenevo senza problemi.
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Al di là delle diatribe
di osvi [user #29287]
commento del 04/07/2011 ore 00:5
Vado oltre quelle che sono le discussioni "suono vecchio, suono nuovo", in realtà le mie considerazioni volevano solo porre in evidenza ciò che ho fatto per giungere ad un sound più acustico e meno 175-tradizionale, assimilabile a quello di altre chitarre (L5 docet) nate e pensate proprio con in mente un suono diverso. Tutte le altre considerazioni esulano un po' da ciò che era il mio intento. Penso però che i modelli di riferimento esistono (o sono esistiti) per ciascuno di noi, almeno inizialmente. Poi, com'è logico che sia, naturalmente e senza forzature, ognuno cerca il proprio suono... Pur amando alla foliia Wes e le sue timbriche (da cui sono rimasto molto affascinato) cercavo ora un timbro bello acustico e sono contento di averlo trovato anche senza aver dovuto cambiare chitarra, un vero sollievo per le mie finanze...:-) Ciao, Osvi.
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