Voglio condividere con voi questa citazione a pagina 396 del manuale di A. Schonberg edizione anno 1922 che mi ha proposto il maestro Marco Buracchi in un suo bell'articolo:
“i musicisti di tutti i tempi svelano sempre nuovi segreti, e producono modelli sempre più fedeli, poiché ogni nuovo gradino raggiunto permette una sempre più profonda penetrazione. L’orecchio primitivo intende il suono come una entità indivisibile, ma la fisica scopre che è un elemento composto. Intanto i musicisti hanno scoperto che esso è passibile di continuazione; che in lui c’è del moto; che nasconde problemi contrastanti; che vive e si vuole propagare: hanno scoperto che esso contiene l’ottava la quinta e la terza. Dovendo seguire il volere e la genialità dei teorici, i musicisti si sarebbero dovuti fermare a questo punto. Cosa che non hanno fatto. Avevano scoperto la scala, ma non ne sapevano trovare la fondamentale: e allora fecero ciò che gli uomini devono fare se vogliono fare qualcosa: rifletterono e si servirono della combinazione, fecero cose che furono causa di molti sbagli, ma forse anche di qualche verità, ciò che gli uomini debbono fare quando non sono più sorretti dall’ispirazione. Non riuscivano a camminare? Presero le stampelle. Non vedevano? Misero gli occhiali; insomma si aiutarono con la matematica e con le varie risorse della combinazione, e ne nacque un sistema meraviglioso: meraviglioso se commisurato con le nostre facoltà intellettuali, ma infantile rispetto alla natura, che si serva di una matematica superiore. Ma gli uomini si sono fermati a questo punto: mentre non avrebbe dovuto essere così, perché fino a poco innanzi essi si erano trovati sulla via giusta, sulla via per eccellenza, e poichè ora il modello naturale non genera più il nuovo ma le leggi generano, nell’incrocio delle razze e nell’incesto, forme che hanno scritto in fronte il pallore delle idee dei padri e delle madri come un marchio di fugacità. Fino a poco l’uomo era sul giusto cammino, fin quando cioè egli aveva imitato il modello degli armonici obbedendo all’imperativo del materiale; ma poi si introdusse il sistema temperato, e questo temperò il cocente impeto della ricerca. Si era concluso un armistizio se ci pensate bene: ma era una sosta non per preparare nuove armi, bensì atta alla produzione di ruggine. Il sistema temperato in fin dei conti è stato come un espediente, un espediente di certo geniale ma comunque un espediente, perché la situazione era grave e si aveva bisogno di aiuto. Nessuno se ci pensate bene, se avesse le ali, preferirebbe volare con una macchina giusto? Anche la macchina è sempre stato un espediente geniale, ma se l’uomo potesse volare solo con il desiderio rinuncerebbe penso volentieri alla macchina senza problemi. Non si dovrebbe mai dimenticare che il sistema temperato (vedi i quarti di tono) era solo un armistizio, e come tale non potesse durare più di quanto non lo imponesse l’imperfezione dei nostri strumenti”
Un argomento tutt'ora attualissimo che condivido in pieno è mi ha convinto a impugnare il bottleneck con i suoi microtoni !!
Questo è l'articolo di Marco che vi consiglio di leggere :
http://www.marcoburacchi.it/blog/2011/06/26/lezioni-chitarra-elettrica-armonia-triadi-accordi-scale-modulazioni-cadenze/