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Il Lato Positivo della mia pigrizia

di bend_it [user #29446] - pubblicato il 31 maggio 2011 ore 13:53

In tempi di internet, guitar pro, tutorial, tablature come se piovesse e nano-shredder a profusione sto scoprendo il lato positivo della mia pigrizia.

E' fuor di dubbio che studiare sia un fatto positivo, per chiunque, qualunque cosa si studi. La grande disponibilità di tabs, di basi, di tutorial e simili da la possibilità a chi si appassiona oggi allo strumento, di imparare velocemente cose anche molto difficili. Ai miei tempi non era così: le poche trascrizioni che c'erano dovevi comunque andarle a cercare di negozio in negozio, ...e poi studiarle. Ma molti chitarristi seri trascrivevano da sé, aggiungendo al lato tecnico dell'apprendimento anche quello, forse più importante, dello sviluppo dell'orecchio. Io non sono mai stato ne fra questi ne fra quelli. Io passavo ore col metronomo a fare scale "in serie" e "improvvisavo a vuoto" ossia senza basi, senza riferirmi ad un giro di accordi e, spesso, fermandomi a suonare, in tutti i modi possibili, una sola nota ... poi  fidandomi delle varie biografie ed interviste lette (anche su chitarre ...dall'86 !!) facevo come "quelli di una volta": mettevo su il disco e "gli andavo appresso". Solo i passaggi più semplici, quelli che mi trovavo fra le dita, li ripetevo tali e quali, per il resto ...gli "facevo il verso".  Trovandomi di fronte ai chitarristi seri, che studiavano Parker sull'Omnibook, che trascrivevano Holdsworth o Stern ad orecchio io mi vergognavo e mi sentivo piccolo piccolo. Poi, piano piano mi sono accorto di qualcosa: loro non sapevano commuoversi ascoltando un brano musicale, non vedevano e non sentivano differenze fra Clapton e Gilmour, non lacrimavano suonando un blues! Per loro gli unici parametri erano la nota e la diteggiatura. Ad uno di questi miei amici (che in seguito fu anche mio maestro) dissi "guarda che c'è dell'altro, oltre le note" la risposta fu "maddai! ..e cosa, secondo te?" ... non esistevano parametri come il tocco, la dinamica, l'intenzione, il suono, la pronuncia!

Gli raccontai di come, una volta, da ragazzo (all'epoca in cui ascoltavo tutto il giorno Holdsworth senza però studiarlo, senza sapere delle sue diteggiature larghe, dei suoi accordi sus, dei pianeti modali sempre distanti) dopo aver suonato col mio gruppo (gli EXIT, all'Esperimento) un mio brano in 11/8, ma in MIm fisso, sul quale io suonavo in diteggiatura stretta inchiodato al XII° tasto, scesi dal palco ed uno sconosciuto ascoltatore mi venne incontro chiedendomi "aho! ...ma quanto te piace Holdsworth?!?!??!" ... fui contento e sorpreso! "SI SENTE??" chiesi e lui "AVOJA!!" (traduz. si, si sente tantissimo).

Da cosa si sentiva? Dal suono, dall'intenzione che davo alle note, dalla pronuncia, dall'uso della leva, dal timbro ...tutto tranne le note.

Tutto ciò non  è per dire che non si debbano studiare le tab, ma ogni tanto fermarsi a suonare per ottenere suono e non solo note. Ogni tanto fermarsi e godere della musica, non solo apprezzare il gesto atletico di chi la esegue e poi cercare di imitarlo. Ogni tanto provare a capire cosa fa di "blue jean blues" (zz top) un gran pezzo.


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Ci rifletto spesso. Avevo anche in mente di ...
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 31/05/2011 ore 14:1
Ci rifletto spesso. Avevo anche in mente di buttar giù due righe sull'argomento ma hai già detto tutto te. Mi sento molto allineato con il tuo pensiero. Ho fatto sempre e solo tutto da me, e sono anche un po' "allergico" ai tutorial sul web, pur non negandone l'utilità. Probabilmente perchè quando ho iniziato non c'erano e ho dovuto necessariamente far da solo con qualche prontuario di accordi e primi pattern. In entrambe le direzioni, credo ci siano pro e contro. Se da un lato a volte mi sento "castrato" dalla mancanza di certi fondamentali, dall'altro vengono fuori necessariamente altre cose, più dirette all'aspetto interiore, creativo ed espressivo che al "semplice" buttar giù note a randellate.. Si potrebbero integrare le due cose insieme per il massimo risultato. Ma, come dici te, la pigrizia..
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la stessa cosa vale per me: accanito ...
di Axel - Sixstrings [user #14274]
commento del 31/05/2011 ore 14:1
la stessa cosa vale per me: accanito ignorantone della teoria musicale ma probabilmente dotato di un discreto (ma discreto discreto, niente di più) orecchio capace di intuire l'intenzione del musicista a cui si rifà... mi han detto la stessa cosa relativamente a Richie Kotzen (mia fonte di ispirazione, non finirò mai di dirlo: vi farò venire la nausea!)...ma ne so solo un'infinetesima parte del suo bagaglio di fraseggi. Di certo c'è che, se rinasco, mi metto a studiare seriamente! Va bene il cuore ma....anche la tecnica gioca un ruolo importante!
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sono tendenzialmente d'accordo. Solo c'è una ...
di PietroMust [user #3859]
commento del 31/05/2011 ore 15:3
sono tendenzialmente d'accordo. Solo c'è una sfumatura che non mi piace, non nell'articolo, ma nei commenti che precedono il mio. Siamo d'accordo, il sentimento, il cuore e la comunicazione sono le cose più inportanti nella musica. Ora c'è chi ce l'ha i sentimenti e qualcosa da comunicare e chi no, volendo eliminare i gradi intermedi possiamo riassumere i chitarristi in 4 categorie. 1 - tutto studio, niente cuore : circense 2 - tutto cuore, niente studio : apprezzabile e godibile.talento 3 - niente cuore, niente studio : inascoltabile 4 - tutto cuore, tutto studio : Puo dire ciò che vuole e ti convince sempre! insomma, se sei un talento naturale, allora, al limite, se non studi, puoi godere e far godere ugualmente....ma che peccato non ampliare il vocabolario.
Rispondi
Re: sono tendenzialmente d'accordo. Solo c'è una ...
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 31/05/2011 ore 17:2
""2 - tutto cuore, niente studio : apprezzabile e godibile.talento"" E perchè "talento"? Io, senza falsa modestia, appartengo a questa categoria, ma è un fatto, che talento non ne ho. A 35 anni so cosa voglio, so cosa mi piace e cosa no, e l'unica vera conquista che ritengo di aver fatto è la consapevolezza sui miei mezzi. Ritengo di essere abbastanza capace in alcune cose, pessimo in altre, come tanti. Senza frustrazioni. Aggiungerei una 5a categoria, che non saprei sintetizzare come hai fatto te in poche parole: - chi suona per passione e divertimento (che per me, coincidono), che non chiede nulla e non avanza nessuna pretesa. Ed è consapevole che per raggiungere certi risultati - se il talento non c'è - bisogna studiare, e anche tanto. Se poi per "studio", intendi tante, tante ore passate sullo strumento a farsi i calli, a provare e riprovare pezzi che non vengon mai come vorresti, allora posso dire di aver studiato, anche se l'ho sempre fatto senza alcun metodo. E in ultimo, non per importanza, chi ama indistintamente "l'oggetto" chitarra e la musica, e ogni tanto cerca di mettere le due cose assieme. E a volte questo riesce bene, a volte no.
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Re: sono tendenzialmente d'accordo. Solo c'è una ...
di PietroMust [user #3859]
commento del 01/06/2011 ore 07:2
Ma infatti le 4 categorie sono le estremità di un insieme "forzatamente finito" nel mio post ma che in realtà è infinito! ho semplicemente estremizzato considerano solo studio e istinto. Per studio intendo lo studio della musica, quindi scale, armonie, intervalli etc.. etc...
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Musica come linguaggio?
di wulter [user #8245]
commento del 31/05/2011 ore 19:2
Ma la musica è un linguaggio? La "lingua" prevede delle regole, si può parlare anche senza conoscerle e si possono dire bene anche concetti difficili, ma è indubbio che sentir parlare persone con una consapevolezza linguistica dovuta ad acquisizione delle regole e letture importanti è un'altra cosa. Lo stesso in musica! Chi sa suonare non farà pesare la sua "scienza teorico-armonica" ma renderà il suo discorso fruibile a tutti perchè questa è la grandezza dei comunicatori, di quelli veri, dei musicisti, quelli veri. Io rientro forse in una categoria che PietroMust non recensisce, ma che è molto forte: studio approssimativo-tanto ascolto-poca tecnica ma sono davvero contento quando vedo e sento i musicisti che ho descritto sopra e sarei contento di vederne molti di più di quelli che purtroppo sono in circolazione. Bisogna anche ricordare che quando si suona si suona per gli altri, non dobbiamo essere egoisti, e quindi dobbiamo proporre qualcosa di bello ma spesso si sento frasi da "La volpe e l'uva" come "io suono per me stesso e non m'importa cosa pensano gli altri" la mia risposta..... allora suona in camera tua! Non è la riproduzione pedissequa di un artista che attrae chi ama la musica, altrimenti meglio il CD dell'artista che suonerà certamente meglio perchè risulta più naturale, ma il saper proporre a modo proprio quanto ci piace dell' artista scelto e renderlo evidente a chi ci ascolta (credo sia quanto capitato a bend_it con gli Exit).
Rispondi
Re: Musica come linguaggio?
di PietroMust [user #3859]
commento del 01/06/2011 ore 07:3
sono pienamente daccordo con quello che dici! Le mie categorie erano solo degli estremi e in mezzo c'è tutta la gamma delle sfumature. Anche io mi sento di far parte della tua categoria. Io credo che solo chi si è interessato ualmeno un po' all'armonia possa capirne la sua importanza..... e il tuo post dice tutto!
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Sono stato, forse, frainteso.
di bend_it [user #29446]
commento del 31/05/2011 ore 23:4
La mia pigrizia, l'ho scritto, era riferita al trascrivere, studiare i fraseggi degli altri chitarristi nota per nota, ecc ... ho sempre adorato improvvisare, ed è, probabilmente, il motivo per cui ho fatto della musica il mio lavoro e la mia vita. Per questo ho studiato tanto (ore ed ore di scale) la tecnica e la teoria e, poi, anche qualche frase di altri chitarristi. Non volevo quindi fare un elogio del dolce far niente. Per migliorare (in qualunque direzione) ci vogliono ore ed ore di studio attento. Diceva un mio maestro: "suonare tante volte un passaggio o un brano non ti insegna, di per sé, a farlo bene. Ti farà diventare facile farlo come lo fai. Se lo fai male tante volte poi ti verrà facile farlo male, se lo fai bene, ti verrà facile farlo bene" ...per questo dico studio ATTENTO. Ciò cui mi riferivo era lo studio che oggi più di ieri TUTTI fanno sulle trascrizioni (già fatte da altri) ...tranne me, tranne me, tranne meee. ...quello studio non sviluppa l'orecchio, anzi lo impigrisce! Questo perché un buon chitarrista non mette nella sua musica solo note, ...ma anche e, forse, soprattutto dei suoni! D'altro canto nella vita c'è chi ha un carattere più razionale, pragmatico e concreto ...e se c'è da studiare studia, impara, ed esegue ...poi c'è chi è più contemplativo, chi si ferma a guardare un tramonto, ad ascoltare una canzone alla radio anche dopo aver, finalmente, parcheggiato, ... a meditare sul valore poetico di un sorriso ... queste persone (in cui mi comprendo) devono darsi una mossa per sopravvivere in questo mondo!!!! ...senza però deprimersi o sentirsi inadeguati poiché quella contemplazione può portare dei frutti, se sommata ad un buon lavoro. Se si vuol fare il poeta, la lingua, la sintassi, la letteratura son cose che devi studiare assolutamente. Ciò non vieta ovviamente anche al più grezzo analfabeta di scrivere le sue poesie e trarne soddisfazione! ...ciò non toglie che alcune di quelle poesie possano anche avere un valore poetico oggettivo, ..ma se da grande vuoi fare il poeta devi studiare!
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Bella riflessione!
di marcellopacifici [user #12487]
commento del 04/06/2011 ore 10:4
Bella riflessione!
Rispondi
complimenti!!!
di ciccioblu86 [user #27984]
commento del 10/06/2011 ore 01:3
Davvero complimenti bend it le tue riflessioni sono sempre interessanti e profonde!!!!
Rispondi
ti "sostengo" nei tuoi studi ;)))) Arrivo ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 27/07/2011 ore 20:3
ti "sostengo" nei tuoi studi ;)))) Arrivo tardi su questo diario ma ... lo hai scritto veramente bene ! WiWa!
Rispondi
Re: ti
di bend_it [user #29446]
commento del 28/07/2011 ore 09:5
GRAZIE !!!
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