Era l'estate del '92 (anche allora c'era una crisi economica!), e come premio per un esame universitario particolarmente ostico, mi regalai con orgoglio una Ibanez RG450 Candy Red con tastiera in Rosewood, la sorellina piccola della RG550, per la bella cifra allora di 750.000 lirette.
Ponte Floyd Rose licensed, Classica configurazione HSH con pick-up Ibanez American Designed (V1/S1/V2), selettore a 5 posizioni e il manico Wizard sottilissimo e piatto (17 mm al capotasto per un raggio di 430mm). All'epoca era una macchina da corsa, solida con finiture ottime e già perfettamente settata in negozio.
Poi la vita ha preso una piega diversa, e nel giro di tre quattro anni la chitarra, l'ampli e il multieffetto (ve lo ricordate lo Zoom 9001?) hanno preso la strada della soffitta.
Chiudiamo il flashback e torniamo al presente. Complice sempre una vita imprevedibile qualche mese fa ho ripreso a suonare (strimpellare?). Ho ritirato fuori l'armamentario ma, fra cavi andati, ampli coi potenziometri fritti e corde non proprio nuove (avete mai suonato con corde di 15 anni?) ho deciso che era il caso di soccombere ad un attacco di GAS e mi sono quindi regalato una Strato AmStd nuova nuova.
Parallelamente ho comunque rimesso in ordine l'ampli e l'Ibanez del 92.
E qui arriva la sorpresa: ripuliti i pot ed il selettore, sistemato alla meno peggio il Floyd Rose e cambiate le corde ho riprovato ad imbracciare l'RG.
Il suono è cambiato completamente!!! Mi direte che è difficile "ricordare" un suono, concordo, ma sono sicuro che in vent'anni i legni sono veramente maturati, ed il suono è cambiato: l'accusa più ricorrente che ho letto sul web riguardo alle Ibanez è quella di avere un suono plasticoso, freddo. E così me lo ricordavo, adatto a generi moderni e perfetto per essere processato pesantemente.
Adesso la mia RG è invece calda, con un suono pieno ed armonico, e nelle posizioni 2 e 4 addirittura twanga...
Insomma una chitarra completamente diversa che, nonostante i quasi 20 anni e le origini poco nobili, in confronto alla Strato AmStd non sfigura affatto.
Per concludere: la cosa che più mi ha sorpreso è stato il toccare con mano questa maturazione del suono, nonostante lo spesso strato di verniciatura che ricopre il corpo (dove si è scheggiata la vernice arriva quasi ad un millimetro), di cui tanto si parla riguardo alle signorine di una certa età e a cui non avevo mai creduto. E' bello però potersi ricredere.
PS: adesso è una chitarra strana, quasi una vintage con il paradosso di quel manico wizard sottile e veloce, tanto che sono stato tentato di cambiare i pick-up per renderla più bluesy-oriented (non rabbrividite…) ma finora ho desistito: fosse colpa loro questa maturazione del suono?