Ed eccoci alla prima uscita. Prima dell’emissione vera e propria, però, due parole sul Regolamento della Post@ Elettronic@ Accordiana (PEA).
L’idea è quella di consentire a chi lo vorrà di metter su una vera e propria collezione. Essendo momentaneamente sprovvisti di sportelli filatelici sparsi sul territorio nazionale (ma non si sa mai...), tuttavia non potevamo che distribuire i francobolli in formato digitale. Perciò, oltre all'immagine che comparirà nel corpo del testo (che è a bassa risoluzione), alla fine di ogni diario sarà possibile trovare il link ad una immagine ad alta definizione, che potrà essere acquisita (“aggratis”, ovviamente) e messa in collezione.
Dal momento, però, che una collezione è tale solo se si raccolgono oggetti più o meno rari, il link ha una sua scadenza (orientativamente di alcuni giorni). Chi restasse senza, sarà costretto a pregare qualche collega di “cedergli” il pezzo mancante (se questi lo vorrà, ovviamente, visto che di norma i collezionisti sono ferocemente competitivi).
Per aumentare ulteriormente l’entropia del sistema, potranno inoltre verificarsi alcuni eventi accessori. Ad esempio, così come succede nella realtà, la PEA potrebbe “sbagliare” un’emissione (alterando il colore dei francobolli, o stampando delle vignette errate). Quando si accorgerà dell’errore, il nostro Servizio Poligrafico Digitale Avanzato (praticamente Oliver) correggerà precipitosamente il o i francobolli sbagliati (che si chiamano varietà). Ma a quel punto la frittata sarà fatta, e gli Accordiani che si saranno assicurati i pezzi “sbagliati” si troveranno in mano pezzi di discreta o anche estrema rarità.
Altre cosucce (emissioni speciali, foglietti, vignette e quant’altro) le illustreremo strada facendo. Ma ora, bando alle ciance ed andiamo a cominciare ...
S. 1-1. I Grandi Uomini.
Serie: 24+6 valori in totale, in 4+1 minifogli da sei esemplari. Data di emissione (I minifoglio): 25.5.2011. Valore facciale: da 0.50 a 1.00 karma. Dentellatura: lineare. Filigrana: senza filigrana. Colori: 1) Leo Fender, grigio perla; 2) Freddie Tavares, rosa antico; 3) Theodore McCarty, ocra scuro; 4) George Fullerton, grigio-lilla; 5) Leslie Polfuss, verde petrolio; 6) James Marshall, marrone seppia. Soggetti: sono celebrati sei personaggi di particolare rilievo nella storia della Chitarra.

1) LEO FENDER (Clarence Leonidas Fender, 1909-1991). La serie non poteva che iniziare con quello che si può considerare il più grande uomo della storia della chitarra moderna, senza il cui genio la musica non sarebbe quella che conosciamo oggi. La diffusione su scala mondiale di modelli che tutt'ora rappresentano degli standard indiscussi (e copiati), la geniale intuizione che ha portato all'invenzione del basso elettrico solidbody, la creazione di amplificatori la cui voce ancora oggi è un marchio di fabbrica, sono solo alcuni degli elementi di eccellenza che lo collocano con pieno merito al posto d'onore nell'empireo dei Grandi. E, conseguentemente, a rappresentare il pezzo di maggior valore nominale nella serie.
2) FREDDIE TAVARES (1913-1990). Quando un grande uomo ne incontra un altro, il risultato non può che essere storico. Freddie Tavares, musicista e inventore, prezioso collaboratore di Leo Fender, ha avuto un ruolo determinante nel design di pietre miliari della storia della chitarra. Basta un nome per renderne la grandezza: Stratocaster.
3) THEODORE McCARTY (1910-2001). Un nome che è sinonimo di Gibson, brand che guidò come presidente dal 1950 al 1956, periodo noto anche come "Gibson's Golden Age". Sotto la sua illuminata guida hanno visto la luce i modelli di punta della casa americana. Nel 1966 diviene presidente della Bigsby.
4) GEORGE FULLERTON (1923-2009). Fondamentale braccio destro di Leo Fender, partecipe di tutte le creazioni più clamorose, dalla Telecaster in poi, lo ha seguito anche nelle successive imprese con MusicMan e G&L (George & Leo, appunto).
5) LESLIE POLFUSS (Lester William Polfuss, 1915-2009). Grande chitarrista e geniale inventore, va ricordato per avere introdotto per primo la registrazione multipista (suo il primo banco di registrazione a 8 tracce) e la tecnica della sovraincisione. E' collegato indissolubilmente al marchio Gibson, fin dai tempi in cui proponeva la costruzione di una chitarra semi-solida, molto simile a quella che anni dopo sarebbe diventata la famosissima ES335. Per una certa ironia della sorte, però, il suo nome (o meglio il suo nome d'arte) verrà legato ad uno strumento diverso, alla cui progettazione partecipò solo marginalmente, ma che da allora fa parte della leggenda: la Gibson LES PAUL.
6) JAMES MARSHALL (1923). Da semplice produttore di amplificatori a sinonimo per eccellenza del suono "rock". L'intelligente collaborazione fin dagli inizi con artisti di primissimo livello, come Ritchie Blackmore e Pete Townshend, ha portato alla definizione di un suono che rimane tutt'ora un riferimento indiscusso, e che ha caratterizzato pagine indimenticabili della storia del rock.
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