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Il basso con il "Botto".

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 09 maggio 2011 ore 14:29

Non è un nuovo artifizio pirotecnico per Capodanno, come lo è stato il "Pallone di Maradona", una vera bomba carta, ma il metodo di suonare il contrabasso di noi neo bassisti alle prime prese con questo strumento a "tastiera cieca" e per di più con scalatura 1060-1040mm, contro gli 836 mm del basso elettrico 34" ( si usavano però di più, all'epoca i 30" quali l'Hofner, il Framus e l'italianissimo EKO modello 500 nonchè il Gibson EB 0, denominati "Short Scale" cioè "A scala corta", rimasta poi ad uso esclusivo delle chitarre baritone a 6 corde quali il TIC-TAC Danelectro ed il Fender VI ).

In cosa consisteva, dovevamo per forza farci sentire ed usavamo questo metodo di note brevissime, ottenute picchiando o strappando le grosse corde del Contabasso, quasi furtivamente, ma "Cum Grano Salis", cioè senza far accorgere agli altri che "o non sapevamo ancora suonare bene lo strumento o eravamo un pò delicatucci di mano sinistra" ( mi ricordo del mio primo approccio con il Meazzi Vandrè ad una spalla mancante, ci voleva una forza, per pigiare le corde con i polpastrelli della mano sinistra, da film storico/mitologico "Maciste nella valle dei....Farmacisti, sarebbe dei Leoni, ma così mi è venuta, non ne abbiano a male gli interessati ).

Poi c'è uno "Sketch" del grandissimo Gigi Proietti che spiega un pò l'approccio al contabasso dei neofiti, è quello spassosissimo di " Nun me romper er ca' ", parafrasando e mettendo un pò alla berlina, dissacrando, il modo di cantare degli "Artisti Esistenzialisti Francesi" alla "Gilbert Becaud" per intenderci, nel suo famosissimo brano "Ca n'existe pas", icona dei cantati con maglione alla "Dolce Vita" di colore obligatoriamente nero.

Oggi tutto questo è solo un bel ricordo degli inizi e degli anni "Beat" che non cominciarano con il 1966 e l'invasione dei "Gruppi Stranieri" tipo "Rokes", il tutto coincidente con l'apertura del "Piper" a Roma, bensì con la comparsa, nel Film "La dolce vita" di Federico Fellini, di un Adriano Celentano scatenatissimo nelle vicinanze della "Fontana di Trevi" e con il bassista del gruppo che già suonava un Hofner Violin Bass, uno dei primissimi di quel modello con pickup in plastica monobobina, era il 1959.


Dello stesso autore
Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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Il basso con la botta è un classico degli ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 09/05/2011 ore 14:3
Il basso con la botta è un classico degli anni 50. Va bene ma con l'avvento degli anni 60 e del basso elettrico,lì lo dovevi suonare sul serio.Bene o male ma lo dovevi suonare.
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Re: Il basso con la botta è un classico degli ...
di FBASS [user #22255]
commento del 09/05/2011 ore 14:4
Si ma ci sono i tasti ( non a caso Leo il suo primo basso elettrico lo chiamo Precision ) e poi, come ben sai, conoscendo il giro di DO, sia con il Re minore, sia con il Fa minore, in più sapendo distinguere la Duina dalla Terzina, sapevi, all'epoca già mezzo repertorio della musica leggera italiana, poi è stato ed è ancora il modo di suonare dei "contrabassisti" di bassa evoluzione musicale ( c'è ancora qualche vecchietto più vecchietto di me operante in tal senso, ne conosco uno almeno, poi la "Botta" si dice solo a Napoli, a Roma ed in altre parti d'Italia si dice con il "botto", vediti Proietti ), ma spero io di non farne più parte di quelli che usano questo metodo anni 50's, anche da modesto rumorista del "4 corde" quale mi reputo, Franco.
Rispondi
Re: Il basso con la botta è un classico degli ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 09/05/2011 ore 23:3
Eh eh eh!Io lo so come suoni.Ti ricordi quante volte da Alfredo Ceruti a provare tutti i ferri vecchi disponibili?Altri tempi.Adesso è cambiato molto l'ambiente in via S.Sebastiano. E va bene ma la botta napoletana è una filosofia.In genere erano sempre cantanti o erano quelli che prendevano il lavoro e quindi indispensabili a adottare questo particolare espediente.
Rispondi
Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/05/2011 ore 14:5
Vero, alla fine tra basso elettrico e amplificazioni sempre più potenti non scappava nulla. Wandrè il grande progettista di Meazzi (il soprannome stava a significare STA INDIETRO)
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Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di FBASS [user #22255]
commento del 09/05/2011 ore 15:0
Gli anni passano ragazzi, ma era bello fare esperienze nuove, io poi non ho mezze misure, oggi o suono con il Frettless o niente ( uso il Music Man Sterling), pertanto le figuracce di "cacca" o si fanno in tutto il loro "Splendore" o "niente non se ne parla proprio, quello che è di Cesare sia di Cesare", è un pò come passare alla Telecaster, che non perdona, e gli erorri si sentono a due miglia di distanza, Franco PS) Sai,mi hanno corretto una volta a Bologna, si diceva Vandrè e non Wandrè come anch'io scrivevo, comunque ha colloborato in casa Davoli alla "Scarabeo", la più quotata chitarra di quel periodo pioneristico.
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Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 09/05/2011 ore 15:1
Due domande: Il basso si suona solo con le dita? Ancora questa storia della Telecaster che non perdona? Io di tele ne ho avute diverse, ora ho una american special coi Tex, ma ho anche Strato, LP e Gretsch, mai trovato una chitarra che fosse un tantiniello benevola nei miei confronti, che si trattasse di Tele o Strato o Vattelapesca ogni errore si è sempre sentito, almeno quelli che faccio io. La Tele forse avendo un suono più cristallino richiede maggior precisione per non trovarsi con note dalla dinamica differente, ma se sbagli sbagli cvon la Tele e si sente, sbagli anche con la Les Paul e si sente. Forse l'overdrive o il distorsore possono non nascondere gli errori, ma facilitare l'esecuzione. Però, secondo me la Tele che non perdona è una leggenda metropolitana da sfatare una volta per tutte. Ciao!
Rispondi
Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di FBASS [user #22255]
commento del 09/05/2011 ore 17:2
No, hai ragione, il basso si suona, mi riferisco al contrabasso, con l'archetto, ne ho due di questi aggeggi, ma solo se suoni musica sinfonica e non certo nel Jazz, forse anche nella musica leggera ( senza contare poi che ho anche un Violoncello 3/4 ed una Viola, entrambi con corde, dalla più sottile a salire, LA-RE-SOL-DO, mentre il contabasso ha SOL-RE-LA-Mi, cioè le 4 corde basse della chitarra, poi questi due strumenti li devi suonare per forza con l'archetto e questi sono pure diversi tra loro avendo la curvatura inversa della stecca in legno, al massimo puoi fare qualche pizzicato). Altra usanza invalsa agli inizi degli studi è quella di legare, tra loro, con una molla o un elastico, il dito medio e l'anulare della mano sinistra, così si facilitano le posizioni sulla tastiera, mi dicevano all'epoca. Per quanto riguarda la Tele, sai che di Tele ho tutto, una Pasley Sunburst made in Japandel 1987, una Teleacustic a "fiorazzi" pur'essa,il basso Telecaster bass, prima riedizione ufficiale del Precision 1951, è del 1968. Ho in fase di ultimazione una assemblata con manico, body, hardware, pickup al ponte e ponte a 3 sellette in ottone vintage, ma tutto Fender compreso le Kluson, sto montando solo un P 90 Epiphone USA al manico, di Strato ne ho 4 compreso la Strat Rosa Fuxia e la Squier made in Indonesia, anche altri modelli di casa Fender quali Jaguar 1968, Mustang Competition Blue e Stringmster de Luxe 8 Lap Steel; di Gibson ho la Les Paul a due P 100, una ES 335 studio e la SG Bigsby Vibrola del 1973, e tutte non perdonano quando suoni pulito, nel distorto ti puoi "ammacchiare", io poi ho sempre fatto la chitarra solista ( vedi ispirazione Shadows che mi porto dietro dal 1967 ). Di Gretsch ho voglia, tasca permettendo, sono un povero pensionato FS, di comprarmi una 6120 G brand, ho avuto solo un basso tipo la 6122, ad un pickup centrale Filtertron, ora sto recuperando i vecchi strumenti di gioventù, era doveroso, Franco.
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Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 09/05/2011 ore 22:5
Si ma io intendevo il basso elettrico, si suona solo con le dita o anche col plettro? Perchè io ho visto entrambi gli stili e non ho capito quale è, o se c'è uno stile classico. Personalmente penso, ma io non ho mai preso in mano un basso in vita mia, che lo stile giusto sia usare solo le dita. Corretto? Ciao!
Rispondi
Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di FBASS [user #22255]
commento del 10/05/2011 ore 07:3
Diciamo che per noi più vecchietti il basso elettrico si suona esclusivamente con le dita ( poi in questo metodo di suonare le cose si sono evolute nel tempo, prima l'uso esclusivo del pollice, ne è prova il posizionamento del poggiadita in basso sui Fender, poi il percussivo usato dai Cream, Deep Purple e Led Zeppein , poi l'hammering and flapping, lo slap dei bassisti coloured, poi...ecc. ma vedi i più famosi brani per basso, vere prove di abilità, quali "Badge" dei Cream e "Time Was" dei Canned Heat). Nei primissimi anni 70 tornò di moda il plettro, dopo che era stato usato dai primi bassisti con basso acustico ed a scala corta, non certo il Fender Precision che invece, guarda caso, risponde benissimo all'uso del plettro, specialmente se a punta modificata multipla, da gran chitarrone quale è. Però era di tipo diverso, cioè in feltro e gomma, per sfociare negli anni 80 in quelli rigidissimi in plastica da 2 mm o metallo, di questi però si cominciò l'uso nel periodo Disco Music ( esempio il brano "Enola Gay" ) e nell'uso dei plettri metallici da pollice delle Lap Steel di molti bassisti del periodo anni 80-90's, credo di essere stato abbastanza esauriente, franco.
Rispondi
Re: Vero, alla fine tra basso elettrico e ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 10/05/2011 ore 09:1
Ingegnere lei è sempre chiarissimo, esaudiente e pragmatico ;-) Ciao! Aldo
Rispondi
su internet quasi tutti lo scrivono così, ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/05/2011 ore 15:1
su internet quasi tutti lo scrivono così, anche se essendo in romagnolo "sta indietro" è probabile che si scriva come dici tu. Però per non confonderlo con Geraldo Vandré (nome d'arte di Geraldo Pedrosa de Araújo Dias cantante e compositore brasiliano) forse è passato Wandrè. Nota che Dias è scritto con la S e non con la Z (le stranezze della lingua!)
Rispondi
Re: su internet quasi tutti lo scrivono così, ...
di FBASS [user #22255]
commento del 09/05/2011 ore 18:3
Mai sentito, io di "Artisti Brasiliani" preferisco Antonio Carlos Jobim, Joao Gilberto, Astrud Gilberto, Stan Getz, Irio De Paola, Roberto Carlos,Toquinho, Papete e le Oba-Oba ( solo le femmine autentiche però ), Franco.
Rispondi
Antonio Carlos Jobim, Joao Gilberto, Irio De ...
di superloco [user #24204]
commento del 10/05/2011 ore 09:3
Antonio Carlos Jobim, Joao Gilberto, Irio De Paola, Roberto Carlos, Toquinho mi limito a questi.
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