di stefano58 [user #23807] - pubblicato il 04 aprile 2011 ore 10:09
Ieri il generale jebstuart ha pubblicato uno dei suoi sempre interessanti diari proponendoci una bella versione del concerto grosso dei New Trolls , davvero un brano storico e importante nel panorama della musica italiana di sempre. In mattinata avevo postato la Nuova Idea , altro gruppo genovese di quei fantastici anni’70 che con alcuni dei suoi membri andrà a infoltire proprio i trolls , per cui nella mia ormai usurata mente affollata di ricordi che giocano a nascondino tra i pochi neuroni ancora funzionanti, già si era creato terreno fertile per uno dei miei viaggi temporali , di solito possibili grazie ad una foto , un oggetto , un odore o , molto spesso , una musica….. Partendo proprio dai New Trolls , e cercando sul tubo altri loro video , mi imbatto in un brano che non avevo più ascoltato : Annalisa. E riascoltarlo è stato il propellente per azionare il teletrasporto temporale , destinazione il 1970. A quei tempi le vacanze , intese come le conosciamo oggi , erano cosa per pochi eletti , perlopiù la gente andava a trovare i parenti sparsi per l’Italia , magari cercando di variare il ritmo noioso di tutti i giorni esplorando ancora semivergini luoghi che , di li a poco , sarebbero stati inghiottiti dalla globalizzazione e dal modernismo. Per la mia famiglia , Romani e cittadini , agosto era la scusa buona per andare a trovare gli zii nel viterbese o i nonni a Napoli , oppure , ed era la mia meta preferita , il luogo da dove proveniva la mia nonna materna :Portogruaro. Sono decenni che non torno lì , probabilmente è tutto cambiato , ma a me piace ricordarla com’era (almeno nella mia testa ), una grande casa in campagna dove abitavano tre famiglie , l’aia con gli animali , la stalla , il bagno fuori della casa , i campi di grano turco dove nascondersi , le lunghe ore in bicicletta , i tuffi nei limpidi canali , i miei cugini e lei…Annamaria. Era amica di mia cugina , un paio d’anni più di me che , tradotti erano quasi due secoli.Una ragazza a quattordici anni è quasi donna , un dodicenne è un concentrato di ormoni in fibrillazione che ancora non hanno capito se lasciar perdere i soldatini e correre dietro a quelle libellule in minigonna che cominciavano a riempire la nostra vita ,sino ad allora molto più simile ad un circolo ufficiali dove le “femmine” erano viste come un inutile perdita di tempo e una zavorra ai nostri giochi di guerra. E poi c’era lui , quel parallelepipedo arancione con un bottone nero sopra , quella magica scatola dove infilare i nostri 45 giri e godere dappertutto di una colonna sonora da apporre sul film della nostra adolescenza… il mangiadischi. Naturalmente io , “ il romano de roma “ , proveniente dalla città del papa ( ma tu l’hai visto ?....) me lo ero portato dietro , anche per riempire le 10 ore che ci volevano per arrivare lassù con la fiat 850 di mio padre , ma sopratutto per far colpo su lei…. Annalisa dei newtrolls ( non era Annamaria ma si avvicinava molto e ciò mi bastava ) era uno dei dischi che avevo insieme a in a broken dream dei pyton lee jackson ( cantava rod stewart , conosciuti grazie ad un amico più grande bassista che abitava nel mio palazzo, un mito…) ,acqua azzurra acqua chiara , sole giallo sole nero e qualcosaltro che ora mi sfugge…… Una sera , eravamo andati ad un paese vicino , Concordia Sagittaria , dove c’era una festa con bancarelle e giostre ,e c’eravamo andati da soli , io , i miei cugini e i loro amici , in bicicletta , una libertà che a Roma mi sarei sognato ancora per qualche anno , ma li sembrava tutto diverso e anche i miei genitori si adeguavano alla vita , apparentemente o meno , bucolica che si respirava. Ed eravamo lì , seduti sulle sponde del Lemene a guardare le stelle ( stelle ? ) con la musica del mio mangianastri che ululava “ Annalisaaaa,negli occhi tuoi mi specchierò…” , e la mia testa poggiata sulle lunghe gambe lasciate scoperte dalle minigonne incredibili di quei tempi….minuti che parevano ore ,parole mai pronunciate ( dodici anni….) , brividi sconosciuti ma molto piacevoli… Non successe mai niente , anzi , quando qualche anno dopo venne a Roma con mia cugina , mi chiese di presentargli il mio amico bassista…dolore autentico , ma “ormai”già sapevo cosa ci possono procurare quelle simpatiche canaglie appartenenti al genere femminile della razza umana, e anche se ancora adesso non ho antidoti , non restai traumatizzato più di tanto. Restando al brano , è un felice connubio di melodia e suoni nuovi ( nel ’70 ) che spesso i New trolls ci hanno regalato ,certo non ai livelli di concerto grosso , ma senza il ricordo di quei giorni solo a prima vista spensierati , probabilmente resterebbe uno dei tanti 45 giri che ascoltavo , e non la memoria tremolante di un vecchio inguaribile romantico sulla via del rincoglionimento.