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Aspettando il 17 marzo...

di aPhoenix90 [user #22026] - pubblicato il 11 marzo 2011 ore 19:35

I bruschi cambiamenti di temperatura degli ultimi giorni mi hanno costretto a casa con l'influenza. Stare chiuso in casa a far niente mi sta facendo lievitare pericolosamente la superficie testicolare... non posso neanche suonare in santa pace perché ho un mal di testa dell'accidenti. Mi consola il fatto che per domani è prevista pioggia, che per una volta si rende utile non facendomi perdere eventuali uscite pomeridiane. Per domenica ho invece in programma un allenamento a Milano, quindi spero di essere (anche solo lontanamente) integro.

Mercoledì, mentre uscivo anticipatamente dall'Università a causa dei brutti sintomi che mi stanno imprigionando tra le mura domestiche, per tornare a casa ho fatto un giro un po' più lungo (casomai non avessi preso abbastanza aria fredda - che pirla) per ispezionare il centro città. Mentirei se dicessi che si respira un certo fermento per i festeggiamenti del famoso Centocinquantenario, tuttavia alcune case si sono equipaggiate di bandiere tricolore donando un aspetto un po' festoso (e patriottico) a una grigia Torino. In piazza Vittorio stanno montando il palco per la Notte Tricolore (mercoledì notte è previsto un concerto con Vecchioni - a breve news più precise); la Mole è già praticamente pronta ad ospitare il prezioso "anello" che darà il via alle celebrazioni e che le donerà un aspetto del genere:

I negozi di moda in via Lagrange hanno unanimamente (e indipendentemente dalla marca...) addobbato le loro vetrine all'insegna dello slogan Italians do it better, ottenendo questo risultato:

Questa è la facciata dell'edificio che ospita un famoso "centro commerciale" modaiolo di via Lagrange...

Unendo il Carnevale all'evento patriottico, nelle cremerie torinesi persino i Giandujotti sono diventati tricolore:

Devo dire che la cosa non mi dispiace affatto... sarà che mi sono sempre piaciute le feste, sarà che tra tutte le feste (pagane e religiose) è una che indubbiamente merita rispetto, sarà che nel bene e nel male mi fa piacere sentirmi italiano, e per un giorno lo sarò un po' più del dovuto.

Oggi leggendo Torino Sette, il settimanale de La Stampa, ho apprezzato il trafiletto scritto da Vecchioni il quale non può mancare in questo Diario:

--------------------------------------------------------------------------------------------

CANTO L'ITALIA UNITA (di Roberto Vecchioni)

L'unità d'Italia - dice - bella bufala che la tiri fuori quando ti serve per giustificare cialtroni e bastardi, meticci e figli d'indrocchia, gran «pot-pourri» di ladri di polli e persone serie, financo ridicolo quando un buffone come Benigni ce la viene a raccontare a mo' di epica-spazzatura, vomitando retorica di parte: noi siamo dialetti, regioni, frammenti, spartizioni, rabbie, frustrazioni, desideri così diversi, così opposti, così nemici da non capire assolutamente cosa siamo l'un l'altro. Il Sud non riconosce il Nord, vaga per idee fatte e stereotipi fino a vederlo come l'assassino delle speranze e delle emozioni: il Nord si porta avanti il Sud come un peso, come la tassa da pagare ad una consonanza che non c'è mai stata.

Addirittura un giorno per celebrarla - dice. - Ma ci vogliamo rendere conto che qui nessuno ama nessuno, che qui c'è invidia, rabbia, appena uno ha di più e un altro ha di meno: ci vogliamo confessare, per una volta, che non ci riconosciamo, non ci stimiamo, non ci vogliamo tra regione e regione, tra passione e passione, tra lingua e lingua?

Ci odiamo - dice - nel calcio, nella politica, ovunque e sempre; non giustifichiamo, non ascoltiamo, siamo altri, ci azzanniamo. Non esistono gli italiani - dice - che sono poca roba, frustrati, mammoni, irresponsabili, insicuri, xenofobi, meschini, assoggettati al leader di turno: esistono popoli diversi costretti a convivere sotto uno stesso segno.

Non sanno forse di esserlo - dico - Cosa? - mi risponde. - Italiani, ma lo sono, lo sono tutti - perché gli è mancato il tempo, la voglia, l'armonia, la gioia di capirsi. Perché 150 anni sono pochi, pochissimi, e hanno avuto paura, o solo incertezza di dirselo. Perché io li ho visti, li ho ascoltati, li ho contati, le mille e mille volte che sono stato insieme a loro, e lo so. Lo so. L'Italia è Italia da molto prima del 1861. L'Italia  è Italia da Ciullo d'Alcamo e Federico II, è Italia da Dante e Petrarca, è Italia da Machiavelli e Guicciardini. L'Italia è Italia perché nessuna nazione, nessun popolo le assomiglia, perché ha imparato e trasmesso tutto quanto la Grecia e Roma le hanno regalato: l'Italia è Italia perché ha saputo trasformare ogni invasione in una rivincita, l'Italia è Italia perché ancor prima di essere nazione era una in cultura e speranze, e mi sembra perfino inutile menartela qui su quel che scriveva Leopardi.

Siamo diversi, dici, siamo incompatibili? Bello. E non posso darti torto. Ma Italiano, uguale a noi tutti, è questo «intelligere» che nessuno ha, nessuno manco si sogna: noi precediamo le macchine e al contempo scriviamo versi immortali su come dovremmo essere. Noi tutti, dalla Calabria al Veneto. Parlo coi ragazzi lombardi, emiliani, abruzzesi, siciliani: li pervade la stessa forza adorante per un Paese che li rappresenti, per il quale darebbero le idee e la vita solo a sentirselo vicino, a sentirselo loro. Essere così è come un imprimatur che ci portiamo nell'anima dalla nascita; uno spirito che si è costruito poco alla volta, volontariamente e no, un corpo; una storia che si è sparsa in una geografia dapprima incerta e spezzata; un raro, unico esempio di cultura che si fa nazione, si fa terra su cui contarsi.

E quando dico «cultura» non sto a pensare ai dialetti incomprensibili tra loro, ai costumi regionali, al canto popolare che non è mai di scambio, ma fermo, fisso, là dov'è nato; né intendo tratti somatici cotti dal sole o grigi di nebbia; quando dico cultura penso all'istinto, alla genialità sopita, alla parola che abbiamo saputo piegare in forma di pungente ironia e viaggio perenne nel sentimento, alla testardaggine nello scoprire e nell'inventare, alla nostra sincerità, disponibilità di fondo, al nostro fanciullesco sbatterci nelle cose, prendercela con le persone, che vien dalla nostra passione di vivere che è mai vivacchiare.

Sì, ma siamo tutti diversi, lo so. Ma esternamente. Dentro siamo italiani, chi più ingenuamente, chi più dolosamente: sono difese; è da sempre che dobbiamo difenderci, dacci ancora tempo.

Ma tu, anche tu che caragni contro, sai benissimo di quel filo che ci lega, indissolubile a una identica intelligenza emotiva. E ti mangi le mani, pronto a mangiarti qualcosa di peggio.

--------------------------------------------------------------------------------------------

È un vero peccato che per poter leggere delle parole altrettanto belle, per poter ricordare al mondo intero di essere un popolo meraviglioso o per poter ricordare al meraviglioso popolo di essere ancora parte del mondo bisogna aspettare altri 50 anni. Invece di andare all'Irish a bere birra nera con buffi cappelli verdi (e mi ci metto dentro alla categoria), perché il 17 marzo non possiamo tirare fuori il nostro orgoglio tricolore? Perché il 17 marzo in Italia non può essere all'altezza del 4 luglio americano, del 14 luglio francese o dello stesso 17 marzo irlandese?

Al diavolo la Guinness, d'ora in poi il 17 marzo berrò solo il più DOC dei vini italiani.

Ora vado a fare l'aerosol altrimenti crepo per insufficienza respiratoria (sono stra-intasato). Maledetta influenza.

 

Buona serata a tutti,

Andrea.


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Se iniziassimo a fare come hai detto ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 11/03/2011 ore 19:5
Se iniziassimo a fare come hai detto nell'ultima parte,bè magari ci prenderemo gusto e chissà.............magari potremmo raggiungere un pò pi si autostima.Lungi da me fare discorsi sciovinisti,sono avulso da queste derive.Però avere consapevolezza della propria identità e smetterla un pò con questa esterofilia da provinciali,forse ci vorremmo più bene. Parlo anche per noi musicisti.......anche e non solo.
Rispondi
Re: Se iniziassimo a fare come hai detto ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/03/2011 ore 19:5
Ciao Davide, hai detto bene: il fatto di segnare nel calendario al data dell'Unità come ricorrenza fissa sarebbe il risultato della consapevolezza del popolo di essere un elemento imprescindibile. E qui molti problemi cadrebbero nell'oblio. Ma è una questione del popolo in mano al popolo....... nel senso che nessuno (logicamente) può imporci la festa, ma dovrebbero essere gli Italiani ad avere il piacere di ricordarla ogni anno.
Rispondi
Re: Se iniziassimo a fare come hai detto ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 11/03/2011 ore 21:1
Esatto.
Rispondi
Mi sono emozionato a leggere il post
di Jimmi [user #27100]
commento del 11/03/2011 ore 20:0
Trovo questo scritto di una forza devastante e sincera. Vi vedo una premessa per l' unione della gente di questo paese verso qualcosa di migliore; non so definire chiareamente cosa, ne' conosco la panacea di tutti i mali, tuttavia penso che la speranza e l' unione facciano bene alle persone che convivono sulla stessa meravigliosa terra. Un saluto !
Rispondi
Re: Mi sono emozionato a leggere il post
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/03/2011 ore 20:2
Amen ;)
Rispondi
Questo post ti fa onore!
di FBASS [user #22255]
commento del 11/03/2011 ore 20:5
Da bravi vecchi ragazzi, almeno vecchio lo sono io, ho sempre avuto nel cuore la tua città, Torino, come la mia seconda città, visto che fui assunto nelle FS proprio a Torino Porta Nuova nel 1973. Da lì, anche sorvolando tutte le polemiche delle varie "questioni" campanilistiche e territoriali e di ciò che accadde poi dopo il 1861, Brigantaggio e Cassa per il Mezzogiorno compreso, partì l'avventura dell'Unità d'Italia, io mi ci sono trovato benissimo e devo ad un amico che, purtroppo, non c'è più, conosciuto a Villastellone ove abitavo, il ritorno alla musica. Ciao da Franco
Rispondi
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Re: Questo post ti fa onore!
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/03/2011 ore 21:4
'Da Torino è partito il processo dell'Unità d'Italia'. Molto spesso si leggono frasi simili. Tuttavia non c'è niente di più sbagliato nel pensare che i piemontesi siano stati gli unici protagonisti del processo. La borghesia intellettuale del Sud, ad esempio, merita uguale menzione. In definitiva, come dice Vecchioni, si può considerare primo re d'Italia Federico II, nipote di Barbarossa: dalla Sicilia, seicento anni prima del Risorgimento, ha inventato l'arte e la cultura italiana. Mi fa piacere che ti sia trovato bene a Torino. Certo, dal '73 sono cambiate molte cose (l'ambiente di Porta Nuova compreso). Villastellone è un bel posto... ora non abiti più qui? Ciao ;)
Rispondi
Re: Questo post ti fa onore!
di FBASS [user #22255]
commento del 12/03/2011 ore 08:0
Pensa che mi sono laureato in Ingegneria Elettrica alla Università di Napoli che porta il nome "Federico II", sono Napoletano ma dal 1984 non vi abito più, bensì risiedo nel Salernitano ad 80 Km da Napoli, per motivi lavorativi della moglie che è di Battipaglia, amena cittadina del sud, a 20 km a Salerno e 30 circa da Paestum ( Magna Grecia ). All'unità d'Italia hanno partecipato molte genti , sia del nord che del sud, come non dimenticare i circa 180 garibaldini di Bergamo, oggi roccaforte della Lega insieme a Cuneo, Brescia la leonessa ed il loro tricolore, come non ricordare Carlo Pisacane, i Fratelli Bandiera, Mazzini, il nostro grande don Peppino Garibaldi ( oggi sarebbe francese della costa azzurra ), Camillo Benso conte di Cavour, i vari grandi esempi di Siciliani, le 5 giornate di Milano ( noi abbiamo fatto le 4 giornate contro i tedeschi delle SS nel 1943 ). Tutto incominciò lì, se vogliamo, dai Vespri contro i francesi Angioini, anche se vi è stato pure tra loro un grande Re, Roberto II d'Angiò il mecenate che incoronò Petrarca, e le prime due regine donne in Italia, le due Giovanne ( vi è rimasto di loro due simboli, Santa Chiara ed il Maschio Angioino ). Purtroppo poi vi fu la repressione del decennio 1861-1870, che scatenò il fenomeno del Brigantaggio e la più impopolare delle leggi del periodo, la famosa legge Pica del 1864 che istituì la Leva obbligatoria ( Pica era abbruzzese ), cosa sconosciuta al Sud sotto i Borboni ( abbiamo avuto un grande Re anche tra loro, il modernissimo e lungimirante Ferdinando II, quello che introdusse la previdenza sociale e fondò la prima ferrovia, io ero il consulente tecnico e per trasporto del Museo di Napoli Pietrarsa, ho inviato la Bayard, mio avatar , in Svizzera ). Franco
Rispondi
Ho visto già tutto qui..
di janblazer [user #26680]
commento del 11/03/2011 ore 21:1
Che ci vengo a fare a Torino mercoledì sera..? ;-) Ho letto e riletto.. prima sul giornale e poi qui.. ma non ho ancora capito bene come la pensa "Il Professur ".. mi sembra un po'.. "bizantiniano".. il suo articolo e il suo pensiero.. D'accordo con te.. Vini doc al 17 marzo e forever.. ! Ciao Andrea e guarisci in fretta !! ;-))
Rispondi
Re: Ho visto già tutto qui..
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/03/2011 ore 21:5
Mercoledì sera sarà un delirio. Ma è giusto che sia così. Non so se si riuscirà a vedere qualcosa in piazza Vittorio (e sì che è bella grande), magari metteranno un maxischermo in piazza San Carlo (è pur sempre il "salotto di Torino" ;).....). Tra l'altro leggevo che ci sono i musei aperti fino alle 24, e alcune mostre sono gratuite.... chi viene da fuori apposta deve programmarsi un percorso mirato, altrimenti rischia di naufragare nella baraonda umana (perdendosi i punti salienti) ;)))))
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 11/03/2011 ore 21:3
Viva gli Italiani. Quelli di prima del 1861, che giustamente Vecchioni ha ricordato. E viva anche quelli di dopo. Viva i contadini in grigioverde mandati a morire in Etiopia, e poi sul Carso e poi ad El Alamein e Cefalonia. Viva i ragazzi che nella Guerra Civile hanno sacrificato la gioventù per un ideale. Viva gli operai che hanno ricostruito il Paese negli anni '50 e quelli che l'hanno cambiato negli anni '70. Viva i cittadini che si sono stretti tra loro negli anni di piombo. Viva gli studenti, viva le massaie. Viva la gente grigia, che in questi centocinquant'anni ha tirato il carro stringendo i denti con dignità. E viva il Tricolore, perchè questi Italiani rappresenta.
Rispondi
Re: :-)
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/03/2011 ore 21:5
..... e viva i coraggiosi Generali barbuti che con magistrale sapienza e acuta intelligenza hanno coordinato l'epica (ma altrettanto delicata) operazione ;) (in effetti si assomigliano un po' tutti, questi generali..)
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 11/03/2011 ore 22:5
;-)
Rispondi
Quando parenti o amici vengono a trovarmi a ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 12/03/2011 ore 00:0
Quando parenti o amici vengono a trovarmi a Torino, mi sento dire sempre la stessa cosa: "Ma sai, non avrei mai creduto che questa città fosse così bella!" Oppure quando li porto al caffè San Carlo a prendere l'aperitivo e gli dico: "Lo sai che qui, in questo caffè ci veniva Cavour e qui su questi tavolini è stata progettata, pensata, avviata l'idea dell'Italia unita?" O magari quando li porto in piazza Carignano è indicandogli il palazzo: "Lo sapevi che questa è stata la sede del primo parlamento dell'Italia unita" Potrei continuare ma sarebbe noioso, una cosa è certa però, noi torinesi siamo abituati a respirare l'aria del risorgimento che qui, nella nostra città, tra le vie del centro storico ancora si respira. Io sono torinese e sono orgoglioso del fatto che la nostra città e chi la abitò, qui concepì l'idea di unire l'Italia. Gli uomini vivono di idee, ma ci sono stati grandi uomini che hanno avuto grandi idee, e questi grandi, immensi uomini passeggiavano per le strade della mia città. Che figo! Che tristezza invece oggi, che purtroppo non passa giorno in cui non ci tocchi assistere allo scempio che viene fatto di queste idee e di quegli uomini che le pensarono, e non poter fare nulla, non poter dire nulla, sentirsi totalmente impotenti. Oramai gridare viva l'Italia al difuori dell'ambito puramente sportivo, è considerato da mentecatti. Oggi va di moda il secessionismo, l'isolazionismo, inventandosi addirittura regioni che sulla cartina geografica nemmeno esistono, oggi si ragiona a più ampio respiro, a trecentosessanta gradi, l'Italia unita non è più di moda è cosa vecchia e logora. C'è addirittura chi, pur stando a Roma al governo consiglia vivamente di metter la bandiera italiana nel cesso. Io sono all'antica e il centocinquantesimo lo festeggerò, continuerò a gridare ma sopratutto a pensare: viva l'Italia, viva Torino e... almeno per quanto mi riguarda... Forza Toro...;-) Ciau nè...
Rispondi
Re: Quando parenti o amici vengono a trovarmi a ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 12/03/2011 ore 14:4
**Oramai gridare viva l'Italia al difuori dell'ambito puramente sportivo, è considerato da mentecatti.** Purtroppo è così, e dici bene quando affermi che è un moda. Del resto facciamo di tutto per distiguerci dagli altri, per sentirci unici... unità? Ma quale unità, io non voglio unirmi con nessuno. Il fatto è che pochi sanno che il filo che lega i popoli non comprende fattori estetici o geografici, ma comprende invece legami culturali molto forti. Un esempio (stra-brutto, ma la febbre mi impedisce di pensare a qualcosa di più originale) può essere dato dal fatto che un valdostano ha molte più cose in comune con un pugliese di quante ne possa avere con un francese o con uno svizzero. Eppure geograficamente sono molto più vicini.... ;) **continuerò a gridare ma sopratutto a pensare: viva l'Italia** Questa frase è molto bella: non tanto gridare, quando pensare... avere la consapevolezza di appartenere a una (UNA) terra meravigliosa. Ciao!
Rispondi
Fosse davvero unita quest'Italia...........
di bernablues [user #16917]
commento del 12/03/2011 ore 08:0
La festeggerei molto volentieri questa ricorrenza.........purtroppo di fatto non lo è, e gli stessi che 150 anni fa hanno voluto unificarla, oggi vogliono la seccessione......troppo comodo, hanno investito sull'industrializzazione del Nord a scapito del Sud, hanno per decenni sfruttato la forza lavoro (a basso costo) degli emigranti del Sud, negli anni 80 e 90 hanno sfruttato le leggi per lo sviluppo del mezzoggiorno, (aprendo ditte, nate solo per accaparrarsi i soldi dallo stato, per poi chiuderle dopo pochissimo tempo). Per non parlare dei trasporti che funzionano solo fino a Napoli, vedi: Autostrade, alta velocità ecc. ecc..........di fatto al governo di questo paese c'è una forza politica che dell'unità di questo paese se ne sbatte altamente (PDL e lega in testa)........ed usa queste ricorrenze folcloristiche, per accaparrarsi consensi.......insomma non vedo proprio che cosa ci sia da festeggiare, visto che l'Italia non è mai stata così divisa come ora, neppure quando era divisa in Ducati e Regni......
Rispondi
Re: Fosse davvero unita quest'Italia...........
di Martinez53 [user #23272]
commento del 12/03/2011 ore 14:5
Nessuno obbliga nessuno a festeggiare un avvenimento se
Rispondi
Re: Fosse davvero unita quest'Italia...........
di Martinez53 [user #23272]
commento del 12/03/2011 ore 14:5
Nessuno obbliga nessuno a festeggiare un avvenimento se
Rispondi
Re: Fosse davvero unita quest'Italia...........
di Martinez53 [user #23272]
commento del 12/03/2011 ore 14:5
Nessuno obbliga nessuno a festeggiare un avvenimento se... (Chiedo scusa m'è partito un tasto sbagliato...) Allora dicevo: nessuno obbliga nessuno a festeggiare un avvenimento se questo non è sentito, capito, condiviso ma sopratutto amato. Finiamola una volta per tutte di pensare che le cose accadano per volontà di chissà chi, l'Italia oggi è divisa? Per colpa di chi? Di Paperino? O forse di Zio Paperone? O magari di Willy il Coyote? No la colpa è degli italiani e gli italiani siamo noi! Che grande notizia vero? Gli italiani siamo noi, e chi l'avrebbe mai detto? Raga è incredibile a raccontarlo non ci si crederebbe...! La FIAT s'è arricchita ANCHE grazie agli emigrati del sud? Ma siccome io c'ero all'epoca, mi ricordo perfettamente che quella gente se non veniva a Torino a lavorare alla FIAT, al paesello avrebbe continuato a fare la fame! Il sud è indietro? Ma cosa fa la gente del sud per rimettersi alla pari? Bella domenda vero? Gli italiani siamo noi e siamo noi che decidiamo del nostro futuro, ma forse c'è chi crede agli UFO?
Rispondi
Re: Fosse davvero unita quest'Italia...........
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 12/03/2011 ore 14:5
Non sono d'accordo... le differenze dettate dalla posizione geografica ci sono in (quasi) tutti gli stati del mondo (certo, questo non è un buon motivo per pensare che tutto vada bene). Quello che tiene unito un popolo sono fattori socio-culturali (e per cultura non s'intendono i dialetti, ma le risposte che l'Italiano ha saputo dare alle situazioni in cui la Storia l'ha coinvolto, da Nord a Sud) molto forti. Il punto forte e il punto debole di un paese (democratico) come il nostro, è il fatto che le istituzioni e la politica riflettono (sempre) il volere del popolo: un popolo che si sente diviso genererà indubbiamente problemi e scompensi tra le diverse zone geografiche del Paese, ma se il popolo conserva un sentimento di unità e appartenenza molti problemi non ci sarebbero, o sarebbero di minori dimensioni. Detto questo, penso che se ci sforzassimo tutti quanti di capire il perché e il percome siamo Italiani nutriremo un sentimento diverso nei confronti della nostra patria. Non si tratta di nazionalismo (parola bruttissima! ;)), ma un po' di sano patriottismo ;) Ciao! ;))
Rispondi
Re: Fosse davvero unita quest'Italia...........
di bernablues [user #16917]
commento del 13/03/2011 ore 09:1
Io mi reputo abbastanza Patriota, il mio è un ragionamento che fa la foto, ad uno stato di fatto. Certo che se festeggiare, significa riconoscersi nell'altro, da qualsiasi regione esso provenga, allora questo è giustissimo, ma se festeggiare vuo dire come si dice a Roma: (volemose bene!!) o come si dice a Napoli: (chi ha avuto ha avuto e chi ha dato a dato.......), allora non mi trovate d'accordo, perché, è vero in parte che l'Italia è stata fatta dagli Italiani, ma per lo più è stata fatta dal Regno Sabaudo, a scapito di molti, che già erano stati sfruttati dagli Spagnoli, dai Francesi e chi più ne ha più ne metta.......l'unità d'Italia nasce con degli intenti Mirabili, ma poi passato il Santo gabbata la festa.......venne tutto messo nelle mani, di un Sovrano, che tutto fece tranne che Unificare davvero l'Italia, se non dal punto di vista delle tasse, e dell'uso massiccio dei giovani come forza militare. E si sa...... se un albero nasce storto da piccolo e non viene raddrizzato, difficilmente si riuscirà a raddrizzarlo da grande. Il problema è che molti dei difetti di "nascita" ancora ce li portiamo dietro dopo 150 anni, e chi sta al governo, dalla vecchia repubblica in poi non ha fatto un granchè, nel ventennio fascista lo spirito d'unione era forte, ma purtroppo anche il nazionalismo retorico e razzista, e sapete tutti molto bene dove ci ha condotto, ora c'è la lega (forza di governo) e lo sottolineo, che non si riconosce in questa Nazione pur avendone in mano le redini.......per cui ripeto non vedo proprio cosa ci sia da festeggiare, visto le premesse di cui sopra..............e lo stesso sta avvenendo per l'unione Europea (un unione che serve solo al transito delle merci ed alle multinazionali, che possono approfittare di una moneta comune e del fatto che nella stessa unione, sono presenti Paesi a due o tre "velocità" diverse. Io voglio bene alla Mia patria.........altrimenti non l'avrei neppure servita nel corpo dei Paracadutisti..........solo che non riesco a mettermi i paraocchi e festeggiare solo per folklore......mi sentirei un deficente!
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