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La chitarra elettrica è polifonica?

di perrynason [user #17170] - pubblicato il 22 febbraio 2011 ore 23:53

Mi piacerebbe chiarire un dubbio (forse solo una impressione) che ho riguardo a una certa tendenza del "chitarrismo" elettrico. Mi spiego.

Una volta (senza tornare al Paleozoico, diciamo... negli anni ‘70?) l’ingresso nel mondo della chitarra da parte dei dilettanti avveniva prevalentemente attraverso uno strumento acustico. Spesso era una chitarra classica a cui seguiva l’upgrade  ad una folk  con corde in metallo e infine, ma non sempre, ci si avvicinava alla agognata chitarra elettrica. Questo percorso a tappe consentiva ai chitarristi più tenaci di conoscere diversi aspetti dello strumento a sei corde. Classica e folk imponevano arpeggi e strumming, da cui derivava almeno una infarinatura sulla formazione degli accordi e la fondamentale abilità di accompagnare una melodia col giusto controllo ritmico. Un bagaglio tecnico fondamentale che poi veniva trasferito sulla chitarra elettrica.

Oggi quel percorso sembra il ricordo di un’epoca mistica, come il cammino di Santiago di Compostela. Schiere di giovani musicisti imbracciano subito la chitarra elettrica buttandosi a capofitto nel “solismo” e molti dichiarano di non aver mai preso in mano una chitarra acustica. Sarà che nella stagione adolescenziale si è particolarmente inclini a ripetute attività solistiche, ma sembra che tutte le altre possibilità offerte da questo strumento siano diventate secondarie. La chitarra è uno dei pochi strumenti pienamente polifonici, eppure la maggior parte dei chitarristi elettrici dilettanti sembra interpretarla come uno strumento a pura vocazione melodica.

Gran parte dei video pubblicati da chitarristi elettrici (non solo qui su Accordo, basta fare un giro su YouTube) gira intorno ad esecuzioni su basi registrate. Difficile trovare qualcuno che si avventuri da solo in brani completi di parti melodiche e armoniche. Quasi sempre sono escuzioni di assoli storici dei maestri del rock o improvvisazioni, come se esistesse unicamente la dimensione solistica.

Naturalmente nessuno vieta di utilizzare uno strumento musicale secondo le proprie inclinazioni - anzi! - ma mi pare che questo tipo di approccio specialistico sia piuttosto limitato. Dovendo scegliere tra i vari aspetti che compongono una espressione musicale, credo che sia più interessante saper maneggiare ritmo e armonia che non la sola melodia. Non per fini utilitaristici, ma perché i primi due aspetti racchiudono il terzo, mentre il terzo non esprime pienamente i primi due. Una concatenazione di accordi con una precisa scansione ritmica produce di fatto anche una linea melodica (che possiamo anche guidare padroneggiando un minimo i rivolti), ma una pura linea melodica si presta a parecchi fraintendimenti se non ha un minimo di connotati armonici. Ed ecco che tanti chitarristi elettrici si trovano a dipendere sempre da una base di accompagnamento, come se suonassero un basso elettrico o un saxofono. Lo trovo un po’ paradossale.

Di certo questa tendenza ha una giustificazione storica. La chitarra elettrica è nata per la necessità di sopravvivere all’interno di gruppi orchestrali sempre più numerosi, laddove la chitarra acustica stentava a farsi sentire nonostante avesse adottato le corde in metallo. La via elettrica le ha dato la possibilità di reggere qualsiasi contesto sonoro (bastava girare una manopolina miracolosa!). Risolto il problema del volume, il suo ampio registro e la possibilità di cambiare addirittura voce selezionando i diversi pickup ne hanno fatto uno degli strumenti più versatili, proiettandola immediatamente tra gli strumenti solisti. La combinata con i moderni ampli e le famigerate pedaliere hanno fatto il resto, trasformandola in una sorta di Zelig (il personaggio di Woody Allen, non la trasmissione televisiva!) capace di assumere innumerevoli personalità. Ovvio che uno strumento così versatile si candidi a ruoli da protagonista! Ma il dubbio mi rimane: possibile che tanti chitarristi elettrici cerchino quasi esclusivamente la dimensione solistica?

In un recente post di Kata, dedicato al suo brillante corso di studi alla Berklee, mi ha colpito questa frase: "ammazza quanto scassano i marrons su stà ritmica". Evidentemente il problema si pone...


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Un post interessantissimo ;) In effetti hai ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 23/02/2011 ore 00:1
Un post interessantissimo ;) In effetti hai ragione: oggi sembra proprio che chi si avventa su una novità, sia questa uno strumento o qualsiasi altra cosa, tende a pretendere tutto e subito. Al diavolo la gavetta sulla chitarra classica (corde in nylon? bleah), al diavolo le noiose lezioni di accompagnamento ripetendo migliaia di volte lo stesso giro armonico. Ci si cimenta immediatamente sul pezzo dell'artista preferito, anzi sull'assolo dell'artista preferito. Questa è una cosa che ho constatato quando (fino all'anno scorso) prendevo lezioni da un tizio: assillato da ragazzini smaniosi di diventare nuovi Guitar Heroes. Purtroppo è una cosa che è evidente anche in numerosi altri campi (ho esperienze dirette anche sul Karate, ad esempio) È un vero peccato: si perde l'essenza e il piacere di scoprire una disciplina poco alla volta. Ci si dovrebbe impegnare a re-introdurre in qualche modo un percorso mirato nell'insegnamento, e una diffusione di cultura (in quasto caso musicale) e informazione a 360° riguardo l'argomento. Ciao ;) Andrea.
Rispondi
Hai perfettamente ragione. Sono Felice di aver ...
di antani85 [user #22504]
commento del 23/02/2011 ore 00:1
Hai perfettamente ragione. Sono Felice di aver cominciato con la classica...pensa che quando passai all'elettrica e iniziai a strimpellare le cose che facevo sulla classica, all'inizio dissi:"ammazza che schifo...e questa sarebbe la chitarra elettrica?", poi le cose sono cambiate e ora sono assolutamente elettrico :-)! Però la classica mi ha lasciato tante buone cose!! Conosco ragazzi che sannò usare tecniche estreme, ma non sanno nemmeno che esisono accordi diversi dai power chord!! Io sono un dilettante, però anche nel solismo cerco di seguire l'armonia degli accordi...lo trovo molto più gustoso! Non è una cosa facile e se improvviso ancora non mi riesce, ma voglio arrivarci. Per quanto riguarda la ritmica, è assolutamente fondamentale, che tu stia accompagnando o che tu stia improvvisando è il motore che dà il groove e la dinamica! Sapere un minimo di teoria è importantissimo, poiché oltre a facilitarti la comprensione dello strumento, ti apre un mondo infinito!!
Rispondi
piu' che altro direi che l'assolo, in genere, ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/02/2011 ore 00:3
piu' che altro direi che l'assolo, in genere, non mi piace e che nella musica che esce oggi manca... per cui chi impara a fare solo i "soli" che fa? boh.. :-) per quanto riguarda la questione dell chitarra acustica.. io ho preso prima l'elettrica (a 12 anni.. ora ne ho 50..), la chitarra acustica e' arrivata dopo e mi va bene cosi'...
Rispondi
Re: piu' che altro direi che l'assolo, in genere, ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 23/02/2011 ore 09:2
Sono d'accordo con te, c'è un evidente anacronismo tra i chitarristi che non si rassegnano al fatto che al 99,99999% del mondo gli assoli lunghissimi non piacciono più. Molti pensano di essere ancora negli anni '70. Hai sentito il mio ultimo pezzo del lunedì?
Rispondi
Re: piu' che altro direi che l'assolo, in genere, ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/02/2011 ore 09:2
no... LINKAMELO!!!!
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Re: piu' che altro direi che l'assolo, in genere, ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 23/02/2011 ore 09:2
vai al link
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Il paragone tra il sax e il basso non è ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 23/02/2011 ore 01:0
Il paragone tra il sax e il basso non è proprio esatto. Con il primo o fai il solista tipo Fausto Papetti per nominare un artista del passato che suonava tanti brani cantati attraverso il suono del suo sax oppure per essere uno dei pilastri delle sezione fiati presenti in vari generi musicali come il R&B. Con il basso invece, la parte melodica è limitata in alcune occasioni, mentre il grosso è la parte armonico-ritmica dato che si suona sempre sugli accordi dell'armonia e sui rivolti. Comunque ho capito quello che intendi dire e l'approvo in pieno, sarà che io ho saltato la fase classica, iniziando subito con una acustica folk, ne ho avute due, prima di acquistare una 12 corde sempre folk che mi accompagna da oltre trent'anni. La scelta di questo strumento, oltre al basso, con cui ho suonato per parecchi anni in un paio di gruppi, era dovuta alla mia voglia di emulare i cantautori italiani che negli anni '70 per me erano molto importanti, così lo studio degli accordi per accompagnarmi nel canto era fondamentale. Pessima la mia esperienza invece con l'elettrica di cui sono totalmente negato a suonarla perché non mi ha mai fregato niente di scale e velocità. Trovo che molti giovani partano direttamente dalla chitarra (elettrica) più per voglia di fare casino e dimostrare la loro bravura agli altri, che per amore di questo strumento altrimenti non si spiegherebbe come mai riescano a fare le scale sulla tastiera a velocità impressionanti ma non sanno suonare nessun brano intero e che non sanno che il suono della chitarra, a volte, potrebbe fare anche a meno della saturazione. Ciao.
Rispondi
Re: Il paragone tra il sax e il basso non è ...
di perrynason [user #17170]
commento del 23/02/2011 ore 01:2
##Il paragone tra il sax e il basso non è proprio esatto## Si, uno lavora sulla melodia e l'altro sull'armonia, ma entrambi producono linee melodiche, intese come sequenze di note (non accordi). A parte casi eccezionali da soli non possono gran ché.
Rispondi
meritava un articolo
di stefano58 [user #23807]
commento del 23/02/2011 ore 08:2
questa riflessione , perchè per me è un punto cruciale.Io provengo dal cammino che hai indicato , anni '70 , classica , acustica subito dopo e per parecchio , fino all'89 quando un gruppo di debosciati amici miei fece colletta per regalarmi ad un compleanno ( i 31 ) una hondo da 100milalire.E poi cercare di capire di nuovo il mondo che si apriva davanti a me , abbandonare le dita per il plettro , i soli , i power , il gruppo.....tutto fatto con pazienza , tutto l'impegno che potevo , tanta umiltà.L'altr'anno , ricevo una chiamata dal mio vecchio cantante che mi dice se mi va di fare una suonatina con alcuni suoi amici.Detto fatto arrivo in saletta , presentazioni ,qualcuno lo conoscevo , qualcuno no come il figlio di un vecchio amico , 20 anni , ibanez alla mano e capelli fino ai ginocchi.Prima ancora di entrare sentivo provenire dalla sala note su note , assoli al fulmicotone epoi sweep e tapping , discretamente suonati.Penso : stasera si svecchia un po'....e invece...si comincia , facciamo qualcosa , si parte da qualche cover e qualche pezzo nostro,spiego un po' ai nuovi , scrivo gli accordi su un foglio e....niente!!Io suonavo , e il pischello guardava.Allora dico su , fammi intanto la base , la minore , sol fa...be ,dice , veramente gli accordi ancora non li ho imparati...il la minore ? in prima posizione ? Guardandomi le mani ??? va be , svisa un po' , gli accordi li faccio io....niente ! Sai , ad improvvisare ancora non riesco....ho riposto la mia chitarrina nella sua custodia, ci ho messo dentro anche tanta amarezza , saluti e baci , ciao .E' possibile ? E' possibile !!!Oggi ci sono molte occasioni che noi ci sognavamo , ma invece di sfruttarle a dovere molti giovani ( non tutti , e lo sottolineo rosso ) partono dalla fine , dal voler nascere guitar hero prima ancora che apprendisti musicisti.Strada lunga , ma che porta da qualche parte ....ciao e buona giornata ;-))))))
Rispondi
Ciao! sono l'eccezione che conferma la regola :))
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 23/02/2011 ore 09:0
===Gran parte dei video pubblicati da chitarristi elettrici (non solo qui su Accordo, basta fare un giro su YouTube) gira intorno ad esecuzioni su basi registrate. Difficile trovare qualcuno che si avventuri da solo in brani completi di parti melodiche e armoniche. Quasi sempre sono escuzioni di assoli storici dei maestri del rock o improvvisazioni, come se esistesse unicamente la dimensione solistica.=== Sono perfettamente d'accordo è una vita che lo dico "gli assoli kilometrici da 10 min. è dagli anni '70 che non vanno più". I guitar heroes che tutti osannano piacciono solo ai chitarristi "per chi non suona la chitarra sono una grandissima rottura di palle". Io non mi sono mai divertito a rifare alla perfezione i pezzi famosi, imparo dei riff, le parti che mi piacciono. Le cose che faccio le ho postate qui su Accordo...quasi tutti i lunedì.
Rispondi
eheheh nel mio post ho evidenziato questa ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 23/02/2011 ore 09:3
eheheh nel mio post ho evidenziato questa cosa, che scassano con la chit. ritmica, NON perchè non la faccio ma perchè è proprio così ! Per ogni brano sul quale chiedono o il solo o l'improvvisazione PRIMA dobbiamo fare la backing track - son ganzi, con 'un compito' in realtà te ne danno due ;oP Eppoi chi vi 'svaluta' la chitarra ritmica solitamente non ha nemmeno mai provato a fare qualche pezzo "ritmico" come si deve. Fare gli accordi in prima posizione è FONDAMENTALE perchè DA QUELLI tutti gli altri lungo la tastiera sono ..... "uguali" (ho generalizzato OK - ma non è poi così lontana la verità !) e se analizzate/studiate le suddivisione ritmica - hai vogli a suonare A TEMPO uno shuffle, o i due sedicesimi in levare sul '2' ed il quarto in battere sul '4' con un tempo sostenuto .... seeeeeeeeeee hai voglia ;))) Comunque dai ... non facciamo di tutta l'erba un fascio, ci sono molti che invece studiano seriamente e fanno sia l'una che l'altra (e chissà perchè sono veramente quelli che suonano meglio !!!!!!!!!!!!!!!) SaluTOneS
Rispondi
Re: eheheh nel mio post ho evidenziato questa ...
di perrynason [user #17170]
commento del 23/02/2011 ore 11:3
Sono assolutamente certo che TU non hai problemi con parti ritmiche di accompagnamento! :) Mi ha colpito che in una scuola prestigiosa come la Berklee insistano tanto sulle ritmiche da romperti le balle. E' la conferma che quel tipo di abilità è fondamentale, ma molti dilettanti preferiscono le scorciatoie. Troppo spesso la capacità di accompagnare viene considerata pura "manovalanza".
Rispondi
Hai toccato un tasto dolente che meriterebbe ...
di mytele [user #19958]
commento del 23/02/2011 ore 09:4
Hai toccato un tasto dolente che meriterebbe una bella discussione e che spesso affronto nelle scuole e con i miei allievi. ...quando avevo 15 anni la chitarra era sempre presente ed era un potente mezzo di aggregazione e ti parlo di spiaggia, piscina, parco, strada... oggi è sempre potente ma... mannaggia non ho tempo... scappo che mi scappa un assolo! :-))
Rispondi
io credo...
di accademico [user #19611]
commento del 23/02/2011 ore 09:4
che l'approccio armonico, sia tutto nella chitarra, gli accordi e la loro concatenazione, i voicing tra i vari rivolti, le sostituzioni, e soprattuto la capacità di riconoscere ad orecchio gli accordi di un pezzo senza avere lo strumento in mano (da ragazzino era la mia specialità, oggi gli accordi sono diventati un po'più complicati). Tutto questo è quello che mi piace di più nello strumento chitarra, è la caratteristica, che abbinata alla facilità di trasporto, rende la chitarra una compagna inseparabile, in grado di alleviare i nostri momenti peggiori. Certamente, armonico non significa proprio polifonico, insomma il passo successivo sarebbe riuscire a suonare e soprattutto ad improvvisare in modo contrappuntistico, riuscendo a gestire più singole voci, ma prima di arrivare alla pensione, un po' alla volta... Detto questo, riprendendo la giusta descrizione dell'iter formativo del giovane chitrarrista negli anni '70 o '80 (nel mio caso) credo che la differenza la faccia tutta la odierna disponibilità di basi, del computer, di you tube ecc. Hai voglia tu a passare un pomeriggio in casa a suonare un assolo nota per nota senza alcun tipo di accompagnamento!!! Buona parte della responsabilità di questo "degrado", o almeno per me lo è, sta proprio nella disponibilità di questi mezzi (questo vale anche per altre categorie del sapere) che, nel bene e nel male, hanno profondamente modificato il modo di "imparare" le cose.
Rispondi
""l’ingresso nel mondo della chitarra da ...
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 23/02/2011 ore 10:4
""l’ingresso nel mondo della chitarra da parte dei dilettanti avveniva prevalentemente attraverso uno strumento acustico. Spesso era una chitarra classica a cui seguiva l’upgrade ad una folk con corde in metallo e infine, ma non sempre, ci si avvicinava alla agognata chitarra elettrica"" Dovrebbe essere una strada obbligata. E credo che sia anche la strada giusta. Ti sei perso troppe cose se non hai suonato la chitarra classica almeno per qualche anno. Il rischio è quello di conoscere pezzi di Satriani o di Vai, e di non saper fare la ritmica di una canzone di battisti. E ne ho visti.. Hai ragione su tutti i punti.
Rispondi
Il fatto è che tenere una ritmica, un ...
di sepp [user #10489]
commento del 23/02/2011 ore 11:1
Il fatto è che tenere una ritmica, un arpeggio ecc. è dannatamente più difficile che fare quattro note in croce per un solo, forse è questo che porta chi fa un video a giocare sulla "derapata".
Rispondi
Re: Il fatto è che tenere una ritmica, un ...
di dalo [user #18107]
commento del 23/02/2011 ore 11:5
Sacrosante parole. Quel signore con la chitarrona ha qualcosa da insegnare, secondo me. vai al link
Rispondi
Re: Il fatto è che tenere una ritmica, un ...
di sepp [user #10489]
commento del 23/02/2011 ore 19:1
mi pare proprio di si!
Rispondi
A me pare un discorso interessante, ma ...
di ilrecremisi [user #23413]
commento del 23/02/2011 ore 19:1
A me pare un discorso interessante, ma parecchio limitato. Credo infatti che quello che si è evoluto maggiormente in questi ultimi anni nella chitarra rock e metal sia proprio la parte "ritmica" ... Accordi complessi e ritmiche particolari, polimentrie e slash chords, dissonanze e chi più ne ha più ne metta... Piccolo esempio chiarificatore... vai al link
Rispondi
Re: A me pare un discorso interessante, ma ...
di perrynason [user #17170]
commento del 23/02/2011 ore 20:0
Ci sono ovviamente molti artisti che esplorano tutte le possibilità offerte dalla chitarra elettrica e il tuo esempio è molto buono. Il mio discorso si riferisce alla tendenza di molti dilettanti (non intesi come "incapaci", ma nel senso letterale del termine: non professionisti, amatori). Mi pare che questi seguano principalmente il discorso solistico, tralasciando appunto gli aspetti che indichi tu.
Rispondi
discorso per me totalmente condivisibile, fila ...
di ansgar [user #18075]
commento del 23/02/2011 ore 23:0
discorso per me totalmente condivisibile, fila alla grande, è circostanziato e argomentato. aggiungo solo questo, che la logica del tutto e subito secondo cui l'obiettivo è scimmiottare il guitar hero di turno nell'assolo che si ama è assecondata oggidì da un catalogo di tutorial su youtube in cui il regazzino vede dove mettere le dita e in che successione e che plettrate e movimenti fare. così diventa una ginnastica puramente imitativa, non importa che struttura ci sia alla base, che note si suonano e perchè. il risultato è l'ottusa e sterile soddisfazione di potersi sparare le pose davanti allo specchio o, a propri volta, davanti alla webcam. ciò che si spera è che anche questi sterili risultati a un certo punto non bastino più, al regazzino, che possano valere da stimolo a cercare di capire veramente la chitarra e a studiarla e rimettersi in pari con tutto il vero percorso, quello che dà le soddisfazioni vere.
Rispondi
Concordo
di jebstuart [user #19455]
commento del 25/02/2011 ore 08:1
E' in linea con l'entusiasmo giovanile. Essere sempre nell'occhio di bue (la luce da palco, non il tegamino ;-)))) e snobbare il lavoro più grigio, ma di gran lunga più meritorio, di inserirsi nel tappeto della base musicale. Poi si cresce, e si postano Diari magnifici come questo.
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