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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Se vuoi fare la tua musica

di francescoRELIVE [user #13581] - pubblicato il 18 febbraio 2011 ore 11:12

Registrando per la borsa di studio di Los Angeles del mio amico batterista, i discorsi sul realizzarsi musicalmente venivano fuori spontanei.

Lui ha deciso di intraprendere la vita di musicista: alla sera concerti con un gruppo di liscio (22-23 date al mese) e durante il giorno insegnamento ad allievi.

Fra i suoi impegni comunque si riesce a ritagliare del tempo per "provare" ad accapparrarsi queste borse di studio all'estero in modo da arricchire il suo curriculum.

Più volte mi ha fatto notare che -secondo lui- ho tutte le carte in regola per potermi impegnare in progetti più grossi delle attuali coverband che mi danno modo di poter provare e sperimentare attrezzature e mixaggi ma che -ora come ora- non mi danno prospettive di crescita ad ampio raggio.

D'altronde il tempo è quello che è, accontentarsi di poter suonare piuttosto di ritrovarsi sempre a casa a buttare giù idee difficili da concretizzare senza un gruppo d'appoggio.

Forse è la soluzione che , al momento, è più sensata per me. Anche perchè ci sono in ballo una serie di variabili che mi tengono effettivamente "a freno": il lavoro come la fidanzata, gli impegni ma soprattutto l'idea che di musica non si vive.

E che la musica per ora è ancora una passione e un gusto che non vorrei perdere se iniziassi a fare le cose per un tornaconto solo personale.

Aver imparato tante cose in tanti campi (computer, audio, video, strumenti musicali ecc ecc..) mi rende fiero sì, ma mi convinco che quelle conoscenze non sono abbastanza per affrontare qualcosa di più impegnativo (a livello tecnico più che altro).

Ma il fatto che da fuori alcuni mi facciano notare "hai le potenzialità" "hai idee" "hai possibilità" mi fanno un pò meditare.

Non tanto su quello che sto facendo o su quello che posso fare, ma su quello che ho bisogno per concretizzare le mie capacità.

Allora penso ai grandi gruppi: gli U2 per esempio, bravo Bono, il delay di the edge.... ma senza il bassista e il batterista non avrebbero fatto una mazza.

O i Beatles che non sarebbero stati loro senza i 4/4 di Ringo Star (o D'Orazio nei Pooh...)

Per arrivare fino ai giorni nostri con i poppissimi Negramaro (ma che si riconoscono subito come sound)...

Si insomma, è l'insieme che fa la differenza. E forse è quell'insieme che manca a molti.

Una figura portante ci stà, ci stà il riferimento e la mente centrale.

Ma il resto deve essere presente in modo costante.

Di solito o si cresce assieme o ci si "ritrova" nello stesso cerchio di musicisti o situazioni musicali e di conseguenza si butta giù un progetto finalizzato a fare qualcosa di interessante, almeno per noi stessi.

Ma quando mancano le personalità giuste per creare il gruppo giusto, o non si hanno le idee chiare di chi DEVE esserci per strutturare e ampliare al meglio le proprie prospettive... è difficile.

So che ci son molti che tentano la strada della musica propria, a loro chiedo come e perchè si trovano bene con gli altri compagni di suonate.

Quali sono gli obbiettivi? i traguadi? le aspettative? i requisiti necessari per un alchimia perfetta?

Io devo ancora arrivare a capirci qualcosa...


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Sinceramente te lo dico , PRIMA DI TUTTO e ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 18/02/2011 ore 11:1
Sinceramente te lo dico , PRIMA DI TUTTO e tutti - DEVI CREDERE in TE STESSO. Sembra una "boiata" ma ..... assolutamente NON lo è. Da lì in poi .... tutto parte ;) SaluTOneS
Rispondi
Re: Sinceramente te lo dico , PRIMA DI TUTTO e ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 18/02/2011 ore 11:2
Sì ma Kata, non puoi dirmi ste cose da cavaliere Jedi! E' come si tu mi dicessi "USA LA FORZA" ... si ma... de che?! Ci saranno pure dei parametri, dei paletti o delle spie che mi dicono "sei cresciuto abbastanza" o " no, aspetta ancora un pò" ... e intanto gli anni passano :D Niente boiate da te, solo perle di saggezza o maestro!
Rispondi
Re: Sinceramente te lo dico , PRIMA DI TUTTO e ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 18/02/2011 ore 12:2
beh ! tu sai cosa ho fatto proprio recentemente. Il 'successo' oggi è relativamente 'facile' ottenerlo, PURTROPPO ;(((( - te lo compri tutte le gran boiate che ti dicono in giro su 'come arrivare', dove arrivare' ... forse negli anni 60-70 erano validi. Oggi quel 'mondo' NON esiste più - inutile piangersi addosso - è così è basta !! Siamo nel 2011 (ho corretto il 2001 ehehhe) Lavorare con la musica NON VUOL DIRE FARE SUCCESSO !!!!!!!!!!!!!!!!!!! SaluTOneS
Rispondi
Re: Sinceramente te lo dico , PRIMA DI TUTTO e ...
di marco.desan [user #13054]
commento del 18/02/2011 ore 12:3
"Lavorare con la musica NON VUOL DIRE FARE SUCCESSO !" bravo Antonello! ma, a mio modo di vedere, fare successo non vuol sempre dire avere successo per viverci :) uno può rimanere nel suo ambito, fare i suoi dischi indipendenti e togliersi moolte soddisfazioni. Svegliandosi il lunedì mattina per andare in ufficio... per me quello è avere successo :) dipende da che obiettivi ci si pone!
Rispondi
- Belle riflessioni -
di boogiebeppe [user #7048]
commento del 18/02/2011 ore 11:2
Mature, concrete, non da sognatore... Io scelsi a 20, dopo le superiori di proseguire con l'università, piuttosto che buttarmi anima e corpo, spirito ed energie, nella muica. Ho amci che l'anno fatto e sono tornati indietro....altri che han dovuto fare talmente tanti compromessi da nonricordarsi + il motivo genuino e sincero (la pasisone) che li aveva portati a fare questa decisione. Questi sono cmq solo esempi... Dd'altro canto esistono situazioni positive (Io penso sempre, senza arrivare ai giganti che citi, al ns italico Varini....una bella storia di impegno, costanza, talento e risultato) per pensare che forse con un pizzico in + di coraggio... cmq sia....il tuo post mi fa sorgere sponanea una domanda...chi è la bella filgiola della foto.... :-)
Rispondi
"Quali sono gli obbiettivi? i traguadi? le ...
di Foglio [user #19480]
commento del 18/02/2011 ore 11:3
"Quali sono gli obbiettivi? i traguadi? le aspettative? i requisiti necessari per un alchimia perfetta?" 1) L'obbiettivo che ti prefiggi lo sai solo tu... Che vuoi fare con una band??? 2)Il traguardo principale è avere un contratto con una casa discografica... Per conquistarlo è necessario fare prima un demo e poi cercare qualche casa (piccolina magari) che ti faccia fare un vero disco... 3)L'aspettativa è bassa... A meno di sfondare, non riuscirai a mangiare con un contrattino del lello con una casa discografica piccolina... 4)L'alchimia perfetta in una band è quando riuscite a fare una canzone decente tutti insieme... E per decente non dico la cover riuscita male di una band famosa... Ma un pezzo che è solo vostro, per come è suonato e per come è scritto...
Rispondi
C'è anche da capire cosa uno intenda per ...
di plettrox [user #6758]
commento del 18/02/2011 ore 11:4
C'è anche da capire cosa uno intenda per "vivere di musica". Se uno ha il sogno di sfondare con il suo gruppo e con musica propria, allora oggi si è davvero molto difficle e complicato riuscire ad "arrivare". Altro è chi decide di concepire il mondo musicale e il lavorare al suo interno sotto molteplici punti di vista: -insegnamento -turnismo -arrangiatore -fonico -ecc. Il restare con i piedi per terra è fondamentale, non ti farà mai fare passi falsi, ma il tentare in campo anche se difficile non vuol dire fallire. Questo soprattutto se siamo preparati e versatili e se quel campo è ciò che sogniamo più di ogni altra cosa. Conosco persone che con enormi sacrifici, avendo studiato lo strumento a fondo, oggi riescono benissimo a lavorare nella musica e a mantenersi. Finisco con un mio personale consiglio: se davvero vuoi provarci, visto che già sai di fonia ed altro, studia la chitarra maggiormente, per me è quello che ti manca. ;)
Rispondi
La parte più difficile, secondo me, è ...
di pkaos [user #12738]
commento del 18/02/2011 ore 12:0
La parte più difficile, secondo me, è proprio l'inizio di un progetto musicale (qualsiasi, non solo di musica originale): mettere insieme una band. Credo sia necessario che i membri della band siano in sintonia condividendo l'obbiettivo da raggiungere, ma anche il percorso che porterà a quell'obbiettivo, essendo pronti a non mollare in caso di problemi più o meno grandi, mettendosi completamente al servizio della band - e quindi PENSARE in termini di band e non solo come singoli musicisti. E altro, ovviamente. Poi, è chiaro, ci sei tu con il tuo strumento e le tue conoscenze, ed è necessario valutare come progredire a seconda sempre dell'obbiettivo primario (ma questo lo sai già).
Rispondi
"ma che si riconoscono subito come ...
di marco.desan [user #13054]
commento del 18/02/2011 ore 12:1
"ma che si riconoscono subito come sound" secondo è "solo" questo che alla fine fa la differenza. ci ragionavo proprio l'altro giorno. Pensiamo ad una qualsiasi band che ha fatto almeno 3 dischi ed è ancora in auge... tutte quelle che mi sono venute in mente erano caratterizzate da un suono fortemente personale. li riconosci subito appunto. Pensiamo ora ai gruppi meteora. azzeccano il singolo che tira quell'anno e poi... spariscono. perchè passata l'onda, non hanno nulla che li caratterizzi. è una banalità ma il successo può dartelo la personalità, il groove... non tanto le doti tecniche. è pieno di fenomeni che sono "costretti" ad emulare alla perfezione qualcuno perchè carenti di personalità musicale. Nessuna critica verso chi fa questo... io non ne sarei minimamente capace per limiti tecnici e mi levo il cappello di fronte a chi passa ore ed ore ad esercitarsi per diventare sempre più perfetto... ma il sound dei rolling stones (a mio modo di vedere) non si fa con gli esercizi e la tecnica... ma con le idee e il groove che si crea con l'affiatamento ;) Quindi caro Francesco, suona e continua a farlo con quanta più gente puoi! cogli le occasioni che ti capitano sotto mano, come già fai e non ti porre troppe domande, ma neppure dei limiti e dei preconcetti. La fidanzata capirà e poi non è che un musicista la trascuri più di un menager che si occupa di export e dorme fuori casa 3 notti su 7! ;) fallo con il sorriso sulle labbra e con la passione, se son rose fioriranno!
Rispondi
Nei due gruppi di cui faccio parte e che ho ...
di paolinux [user #14508]
commento del 18/02/2011 ore 12:3
Nei due gruppi di cui faccio parte e che ho creato partendo da zero ho la fortuna di suonare con persone con le quali c'è una affinità ed intesa a livello personale, oltre ad essere musicisti preparati e motivati. Soprattutto questo, per me, è alla base di un gruppo. Se c'è la componente artistica, il talento, l'estro ed il carisma dei componenti, allora penso che con il lavoro ci siano le possibilità che se il successo arrivi, possa durare un po'. Per tutto il resto, ognuno può vedere il successo secondo molti punti di vista, così come il vivere o il sopravvivere di musica.
Rispondi
triste il fatto che uno per vivere di musica ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 18/02/2011 ore 12:4
triste il fatto che uno per vivere di musica debba per forza suonare il liscio.. ma è storia già vecchia e risaputa. Il successo nella musica dipende da molte cose, ma più che altro dal genio, dall'estro personale e dalla fortuna. Quando parlo di successo parlo proprio di quei Bono, Beatles di cui parli, perchè se vuoi fare il turnista invece la strada è tutt'altra: studio approfondito dello strumento e applicaizone. Nel primo caso servono idee, talento, coraggio e fortuna, nel secondo applicazione, talento e fortuna. Si.. un pizzico di fortuna ci vuole sempre. Ad ogni caso quelli che ce l'hanno fatta, quelli di cui compri i dischi, sono gente che nella vita non poteva fare altro se non musica e ha seguito sempre e solo quella strada senza accettare compromessi. Noi conosciamo quelli che ce l'hanno fatta e sono sulla bocca di tutti, ma dietro a loro quanti ce ne saranno che non ci sono riusciti??
Rispondi
Solo due parole per chiarire che il concetto ...
di Axel - Sixstrings [user #14274]
commento del 18/02/2011 ore 13:0
Solo due parole per chiarire che il concetto di "arrivare" e "riuscire a fare successo" dipende sempre quota parte dal musicista/i e quotaparte (diciamo al 75% almeno?) dalla major che decide di investire su di te. Per assurdo, se domani la EMI decide che io devo diventare qualcuno, fa in modo che io lo diventi. Mi prepara e plasma secondo l'idea progetto che è solo sua. I ragazzi della band si preparino ad essere silurati in caso di modifche al look del gruppo (come si suona centra fino ad un certo punto) e il songwriter non si offenda se gli spostano il ritornello o cambiano i versi della strofa...quello dell'arrangiamento è sempre un lavoro d'equipe, quasi mai del singolo (da vasco all'ultimo degli artisti minori). Si diventa un prodotto (della major) e non più la "Francesco Relive Band Project" (inteso come tuo progetto con le caratteristiche pensate da te). Detto questo, personalmente ho smesso di sognare di fare il musicista di professione: ho smesso di studiare con una certa assiduità, cerco di divertirmi e mantenerlo come la passione più importante che abbia. Vuoi per motivi personali vuoi per quella certa dose di coraggio che mi manca (e che cmq non è supportata da un alto grado di preparazione sullo strumento sempre e cmq necessaria), non posso permettermi il lusso di non sapere se avrò i soldi per pagare l'affitto questo mese sperando in un paio di serate di liscio in più. E onestamente, dalla vita, mi aspetto più che il semplice sopravvivere (che senso ha poter dire di essere un musicista a tutti gli effetti se poi riesco a pagarmi solo l'affitto facendo peraltro un genere "da compromesso"?). Io sono un musicista in quanto tale, perchè ogni sera torno a casa, mollo tutto e creo musica. Per me. E questo mi soddisfa. : ) PS: poi...che per una tournè in giro per il mondo sia disposto a vendermi anche la madre...è un altro paio di maniche!!! : D
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tutto giusto
di davidson utente non più registrato
commento del 18/02/2011 ore 13:3
ma penso che sia soprattutto una questione di obiettivi e stimoli. Di obiettivi nel senso che se si parte pensando che divenire un musicista professionista significhi fare leva solo sul proprio estro creativo(o ad esempio investire tutto su un solo progetto musicale che ci faccia diventare "famosi") senza fare la "marchetta" di tanto in tanto purtroppo non si arriva molto lontano,come pensare che fare musica possa essere sinonimo di sicurezza economica assoluta. Allo stesso modo sono importanti gli "stimoli" che possono provenire dall'ambiente musicale che si frequenta(meglio che non sia troppo stimolante o troppo morto,altrimenti si rischia di impigrirsi),dagli input che si hanno in famiglia,dl mondo esterno e dai piccoli traguardi musicali che si raggiungono di volta in volta. Francesco nel suo post tocca un punto focale quando dice " che la musica per ora è ancora una passione e un gusto che non vorrei perdere se iniziassi a fare le cose per un tornaconto solo personale" be questo è uno degli aspetti per cui secondo me molti aspiranti professionisti abbandonano aldilà delle altre note difficoltà.Stay rock!
Rispondi
Ciao Francesco,io suono in due gruppi un ...
di les [user #14013]
commento del 18/02/2011 ore 13:5
Ciao Francesco,io suono in due gruppi un cover,e uno molto recente dove facciamo musica inedita dove adesso siamo in studio a registrare il nostro 1° album. Adesso stiamo organizzando anche un mini tour per publicizzare il disco quando uscirà(fine marzo/metà aprile) Ho deciso di fare anche musica inedita per esigenze di libertà ed espressione musicale,non per desiderio di sucesso o fama, ma voglia di esprimere le nestre idee e cercare di portarle in giro fin dove si può! Si devi incontrare le persone giuste che hanno le tue stesse idee e voglia!! è un bel sacrificio suonare mettere insieme le parti e magari stare fino alle 2 di notte in saletta per arrangiare un pezzo e poi dovere alzarti alla mattina alla 7 per andare al lavoro..... :-( Ma lo si fà..... Questo è rock!!!!!!
Rispondi
Mi sento di dire ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 18/02/2011 ore 14:1
Ho letto tutto con grande attenzione e mi sento di dire alcune cose. La prima è che penso ci sia "un'età" in cui è preferibile mettere da parte i "sogni musicali" nel caso non si siano realizzati. Questo non significa abbandonarli ma mettere in prima fila i progetti che stavano in seconda. L'età? Fino ai 30 direi, dopo diventa tutto più difficle, soprattutto coniugare la vita vera con le aspettative. Che fare nell'età dei sogni musicali? Valutare con onestà quanto si vale dal punto di vista compositivo, dell'originalità, della caparbietà a mordere un progetto. Capire a quale titolo vogliamo stare sopra un palco pretendendo di essere non solo i portavoce di noi stessi ma di un numero, anche se limitato, di persone. Una discografia che vi valuterà potenzialmente solo come portavoce di voi stessi, anche se eccezionalmente bravi ma magari arrivati troppo prima o troppo tardi per le fauci del mercato, vi escluderà. Essere portavoce di se stessi, per quanto bravi, non basta. Bisogna riconoscere di avere la patente per rappresentare una parte della società, anche se piccola. Anche nelle pieghe più profonde di un gruppo o cantautore di successo che fanno "cose difficili, ostiche" è possibile ci sia "il sentire" del momento di una parte della gente. E se così sarà, anche la materia musicale più ostica porterà al successo. Dunque, valutatevi seriamente, senza prendervi per i fondelli, e se pensate di essere ben al di sopra della media degli altri musicisti che cercano di proporsi, tentate il volo. Ritengo davvero importanti per un gruppo il sound e l'originalità compositiva ed esecutiva. Se il cantante non è un top singer si può andare avanti lo stesso. Lo si potrà cambiare. Al limite posso dire che il sound lo si può anche "comperare" ma quello che non troverete sulla bancarella è l'originalità compositiva che è quella che vale l'80% dell'insieme della proposta. Mi fermo qui per non annoiare anche se l'argomento è davvero di quelli tosti. Saluti a tutti e almeno fino ai 30 non mollate ma dateci dentro con intelligenza e passione. MAurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: Mi sento di dire ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 18/02/2011 ore 22:0
Insomma .... tu avresti relegato un certo Allan Holdsworth a vendere lavatrici per tutta la vita ?!!? Per fortuna sua, come me (anche se certamente non sono paragonabile a cotal Maestro !!), lui invece ha continuato a suonare e fare la SUA Musica ;oP e CREDERE in quello che faceva .. e che soprattutto fà. SaluToneS
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Re: Mi sento di dire ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 18/02/2011 ore 23:3
Se bastasse solamente credere in quello che si fa ..... Credo che tutti ci credano. Il difficile è saper valutarsi e valutare dove porteranno le proprie scelte. Ne conosco moltissimi che credevano in quello che facevano e li ritrovo drammaticamente amareggiati e naufragati, spesso a vendere lavatrici. Ovviamente, come in tutte le cose, le eccezioni non mancano. Non c'è nessuna legge di vita, per quanto articolata, che racchiuda in sè tutta la verità e la variegata realtà degli avvenimenti. Meno male, direi, che ci sono gli Holdsworth ma accanto a lui, ripeto, c'è una marea di gente fallita musicalmente (che cioè non ha raggiunto il target che si proponeva) per aver creduto troppo e valutato troppo poco. La strada delle infelicità musicali è molto larga. Salutoni Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: Mi sento di dire ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 19/02/2011 ore 11:2
ehehehe credere in sè stessi SENZA fare NIENTE per riuscire, o fare molto 'poco' rispetto a quello che serve per raggiungere un risultato "accettabile", è FACILE caro Maurizio ;) Credere in sè stessi e PERSEVERARE, con calma, pazienza, forza di animo (perchè lo sconforto è sempre DAVANTI a noi nei lunghi tragitti) ed intraprendere strade che alle volte per altri sono "pazzie" --NON è da tutti , ma NON perchè tutti non possano farlo ma perchè la mente oggi come è troppo 'annebbiata' dallo stile di Vita che conduciamo e lo Spirito vien sempre più "soppresso" e ............... questi sono discorsi che esulano dal post in questione ehehhehehe SaluToneS a te Maurizio
Rispondi
Bè,io penso che la personalità di un Artista ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 18/02/2011 ore 15:1
Bè,io penso che la personalità di un Artista debba venir fuori attraverso un viaggio che bisogna fare da soli.Durante il tragitto si incontrano dei compagni di vita con i quali si avrà uno scambio di informazioni continuo.Io,ad oggi, annovero 30 anni do Musica come mestiere.Ho vissuto dei momenti magici incontrando dei grandi Musicisti e atri meni bravi ma che forse mi hanno regalato a volte anche di più in termini di scambio.Insomma non è tutto lineare.A volte le cose non sono come sembrano.Adesso,come già ho scritto ho avuto un ingaggio(questa è la 4 esperienza)teatrale.Ho imparato tantissimo nel mese di Gennaio a Palermo.Anzi adesso pubblicherò un pezzo. Tutti compagni nuovi e alcuni ritrovati.
Rispondi
Solo tu lo sai
di zapon [user #1024]
commento del 18/02/2011 ore 16:4
Tu ti conosci più di tutti i tuoi amici, una cosa del genere cambia la vita, e non per un paio di mesi. Io ti chiedo , a mente fredda. -Sei disposto a suonare per un determinato periodo musica che non ti piace? -Sei disposto a sottrarre energie a lavoro, amici, fidanzate? -Sei disposto a scendere a compromessi? -sei disposto a rimetterti in gioco? Se sei disposto a tutto questo dopo un paio di anni troverai senz' altro altra gente che ha fatto il tuo percorso e con cui sarà più facile lavorare, la favola del gruppo di amici che suona insieme dalle medie è appunto una favola... Solo tu puoi saperlo, buona fortuna! Salumi
Rispondi
A mio parere dipende molto da cosa vuoi ...
di ilrecremisi [user #23413]
commento del 18/02/2011 ore 18:1
A mio parere dipende molto da cosa vuoi fare...se non hai in mente che genere vuoi fare, che gente ti serve e che tipo di musica fa per te, prima devi farti una cultura e un idea di ciò che vuoi fare. Dopodichè devi affinare le tue capacità tecniche e la tua capacità di capire e manipolare la musica, sempre secondo le tue esigenze. Te le immagini Bono stonato o Bonamassa che suona fuori tempo....bisogna essere preparati per bene con la concorrenza che c'è in giro. Concorrenza che invece sembra latitare dal punto di vista della creatività e della personalità. Bisogna averne in gran quantità e fare il possibile per farle emergere perché fanno la differenza. In sintesi, se sei veramente in gamba (requisito indispensabile) e non lasci nulla al caso (capacità esecutive, conoscenza di strutture e arrangiamenti, idee precise sui suoni) secondo me puoi farcela. A patto di essere testardi come muli. Ascolta più consigli possibile, ma la direzione deve essere sempre quella che senti essere la tua. Se trovi un percorso seguilo fino in fondo, se cambi completamente idea a ogni parere che ti danno i tempi si dilateranno enormemente e ti ritroverai come molta gente qui da noi, che sa suonare abbastanza bene un sacco di cose, ma che non è eccellente in nulla.
Rispondi
==== So che ci son molti che tentano la strada ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 19/02/2011 ore 02:5
==== So che ci son molti che tentano la strada della musica propria, a loro chiedo come e perchè si trovano bene con gli altri compagni di suonate. Quali sono gli obbiettivi? i traguadi? le aspettative? i requisiti necessari per un alchimia perfetta?==== un solo consiglio.. fare alla svelta a concretizzare qualcosa... ovvero, non e' raccomandabile stare anni in sala prove a preparare due ore di esibizione prima di uscire allo scoperto.. si debbono fare due, tre, quattro brani massimo e poi proporli all'industria "discografica" (se esiste ancora ) o in qualche spazio di ascolto/vendita su internet... entro, possibilmente, i sei mesi o poco piu'.. in questo modo e' possibile ricevere lo stimolo per continuare con entusiasmo tutti insieme... non esiste un'alchimia perfetta in astratto, esiste un'alchimia basata sul fatto che il progetto marcia e offre qualche dose di gratificazione a chi lo porta avanti.. quando ho cominciato io l'esordio di un gruppo doveva per forza essere nel live, quindi prima di uscire serviva almeno un annetto di prove, con tutto cio' che ne conseguiva.. oggi e' possibile invece controllare molto prima se il gruppo ha potenzialita', o anche, e' possibile ascoltare molto prima critiche e rivelazioni di problematiche che i membri del gruppo non possono rilevare perche' sono coinvolti
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