Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

I miei bassi del XX secolo

di TidalRace [user #16055] - pubblicato il 14 febbraio 2011 ore 00:06

Il basso nella foto è stato il mio ultimo strumento con il quale ho suonato prima di smettere. E' un modello della Hohner famosa per le armoniche a bocca, fatto su disegno della più blasonata Steinberger ma costruito in legno e dotato di due pick-up con un elettronica composta da due volumi passivi e due controlli bassi e acuti attivi con un preampli alimentato a 9 volt. Lo pagai di seconda mano 400.000 £ nel 1992, senza custodia, per sostituire un pesantissimo Gibson Ripper completamente in acero con paletta nera. All'epoca, dal 1989 al 1994, suonavo in un duo di chitarra-piano-bar e il Ripper, pur apprenzandone il suono un po' slabbrato e particolare e la scala da 34,5 pollici anche se poco adatta ad un bassista di media statura e mano non enorme come me era davvero pesante e tenerlo sulle spalle 4-5 ore per 3 giorni di seguito non era affatto piacevole. Al contrario l'Hohner molto leggero, con l'elettronica attiva che mi permetteva d'entrare direttamente nel mixer e note molto più definite in quanto a rotondità e precisione era sicuramente più rilassante da suonare, inoltre dati gli spazi angusti di tanti locali la mancanza della paletta era un vantaggio notevole per non urtare contro il resto dell'attrezzatura. Oltre a questi ho avuto altri tre bassi costruiti da mio padre tra la fine degli anni '70 e l'inizio dei '80 con caratteristiche particolari poi distrutti da mio padre stesso, ma che sono rimasti nei miei ricordi.

Il primo costruito nel 1979 come dalla ricostruzione che ho realizzato era un semplice basso a doppia spalla mancante simmetrica con cassa in acero o faggio abbastanza sottile, manico in acero incollato e tastiera in palissandro con due pick-up singoli con copertura metallica, selettore a tre posizioni, volume e tono. Il corpo aveva inoltre una smussatura concava sia sul davanti, sia sul retro anche per migliorare l'appoggio dell'avambraccio. Il difetto maggiore era in un'evidente sbilanciamento del peso verso la paletta, risolto in parte con lo spostamente dell'attacco della cinghia. Nella foto seguente è possibile vedermi all'opera in quel periodo con questo basso durante la mia prima esibizione a 16 anni dove suonavo (male) anche l'elettrica.

Quello successivo fu il frutto di mio padre di creare un qualcosa di nuovo e diverso da brevettare e tentare d'immettere sul mercato prima di abbandonare e distruggere il tutto dati i costi proibitivi dell'operazione.

Lo strumento era composto da un unico pezzo d'acero che andava dal ponte alla paletta e comprendente la tastiera con riportati i due supporti per il tubo metallico che dava la forma al corpo. I due pick-up, tutti progettati e costruiti da mio padre, erano gli stessi del precedente, ma avevano ora un circuito comprendente anche un selettore per il fuori fase per me molto utile.

Nell'ultimo della stesso periodo 1980-81, la forma era la stessa, sempre in acero, ma con tastiera fretless in palissandro, verniciato nero, con pick-up humbucker a poli sdoppiati da 16Kohm e impianto sempre dotato di fuori-fase, qui anche più utile per alleggerire il suono veramente grosso. Indubbiamente quest'ultimo era il più difficile da suonare, anche se erano presenti sul bordo del palissandro dei segnatasti in corrispondenza dei tasti stessi mancanti. La soddisfazione di eseguire dei brani lenti con lunghe parti di basso cantate dal suono in controfase dei pick-up era per me motivo di grande soddisfazione che mi ripagava di non essere mai riuscito a imparare a suonare bene l'elettrica. Da notare che tutti i componenti, tranne le meccaniche e il circuito elettronico furono costruiti da mio padre all'epoca in una bottega presa in affitto per dei grandi progetti poi naufragati. Purtroppo di questi due non c'è rimasta nemmeno una foto, all'epoca troppo presi a suonare per puro divertimento e incapaci di pensare di scattare un ricordo per il futuro.


Dello stesso autore
Provando il nuovo sito
La paternità della forma Stratocaster
Pickup Cort G200DX
Pickup Cort G200DX
Cosa ti aspetteresti dall'AI?
Una Spencer by Eko potenziata
Chitarra monoblocco in faggio del 1979
La chitarra Hurricane dedicata ai miei esperimenti
Loggati per commentare

gli ultimi due sono bellissimi.. perche' 'sta ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 14/02/2011 ore 02:3
gli ultimi due sono bellissimi.. perche' 'sta cosa che poi sono stati distrutti?
Rispondi
Bellissimi veramente!!
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 14/02/2011 ore 07:2
Un gran peccato non averli più. Gran cervello tuo Padre!!!( e anche il figlio!) Ciao. A
Rispondi
Io invece sono rimasto bassista a vita!
di FBASS [user #22255]
commento del 14/02/2011 ore 08:3
Impostomi nel 1968 il ruolo ( che alloranessuno voleva svolgere ) di bassista per chè ero il più giovane ( aimè gli anni passano ), ho poi optato per fare il bassista a vita, anche se suono spesso da chitarra solista in altri contesti. oggi posseggo 7 bassi di un livello elevato, un Telecaster Bass 1968, un Hofner Violin Bass del 1969, un Precision del 1970, un Jazz Bass del 1974, un Gibson Grabber G 3del 1978, un Music Man Sterling Freetless del 1993 ed un nuovo OLP Sting Ray 5, modificato in attivo con pre Seimour Doucan. Ma ho posseduto uno Steinberger e due Rivered del tipo del tuo, ma mi mancava sempre qualcosa, cioè la palettona con meccaniche Kluson, ed in più lo Steinbeger suonava prevalentemente EMG. Franco
Rispondi
Veramente belli i bassi fatti da tuo padre
di mke52 [user #17126]
commento del 14/02/2011 ore 15:2
Un bellissimo design - complimenti veramente!
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964